{"id":269984,"date":"2026-07-02T20:08:53","date_gmt":"2026-07-02T18:08:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/02\/tarquinio-leuropa-sia-un-gigante-forte-e-gentile-basta-doppi-standard-su-gaza\/"},"modified":"2026-07-02T20:08:53","modified_gmt":"2026-07-02T18:08:53","slug":"tarquinio-leuropa-sia-un-gigante-forte-e-gentile-basta-doppi-standard-su-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/07\/02\/tarquinio-leuropa-sia-un-gigante-forte-e-gentile-basta-doppi-standard-su-gaza\/","title":{"rendered":"Tarquinio \u201cL\u2019Europa sia un gigante forte e gentile, basta doppi standard su Gaza\u201d"},"content":{"rendered":"<div>BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) &#8211; Aiuti alla cooperazione e allo sviluppo da difendere senza condizionalit\u00e0 securitarie, allargamento europeo ai Balcani che procede ma con tensioni politiche interne, una svolta necessaria su Gaza dove &#8220;la pace dichiarata non c&#8217;\u00e8&#8221;, e una difesa comune europea ancora tutta da costruire. Marco Tarquinio, europarlamentare del Partito Democratico e membro del gruppo S&amp;D, traccia un quadro ampio della politica estera e delle relazioni internazionali dell&#8217;Unione in un&#8217;intervista a Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell&#8217;agenzia Italpress.<br \/>Punto di partenza \u00e8 una relazione approvata dall&#8217;Assemblea di Strasburgo nella stessa settimana in cui il Parlamento europeo ha adottato il regolamento rimpatri una relazione di segno opposto, negoziata da Tarquinio per il gruppo S&amp;D insieme a un relatore del Partito Popolare Europeo, che riguarda la Commissione Sviluppo e Cooperazione Internazionale. &#8220;I sostegni allo sviluppo e gli aiuti umanitari dell&#8217;Europa sono oggi la maggiore forza di sviluppo e umanitaria sulla scena globale dopo la ritirata degli Stati Uniti d&#8217;America&#8221;, afferma Tarquinio, sottolineando che il testo approvato &#8220;ha salvato il cuore dei principi che muovono questo tipo di azione&#8221;, ovvero la costruzione di legami con altri paesi nell&#8217;interesse reciproco, in un approccio win-win, senza introdurre le condizionalit\u00e0 spinte da una parte dello schieramento di destra ed estrema destra dell&#8217;Assemblea.<br \/>In termini quantitativi, ricorda l&#8217;europarlamentare, le risorse in gioco sono enormi: &#8220;Gli aiuti allo sviluppo e gli aiuti umanitari dell&#8217;Unione Europea muovono qualcosa come 300 miliardi di euro complessivi, mettendo insieme le forze dell&#8217;Unione Europea in quanto tale, degli Stati membri, della societ\u00e0 civile, le dimensioni cooperative e imprenditoriali&#8221;. L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 mantenere questa azione nella sua vocazione originaria: &#8220;Non farlo deragliare in senso meramente securitario, che \u00e8 una delle tendenze di questo tempo. Tutte queste iniziative contribuiscono a creare una dimensione di difesa per l&#8217;Europa perch\u00e8 creano relazioni virtuose con i nostri interlocutori&#8221;.<br \/>Secondo l&#8217;esponente dem &#8220;l&#8217;Unione Europea pu\u00f2 essere un gigante forte e gentile sulla scena internazionale, a differenza di imperi che stanno agendo chiaramente all&#8217;interno di uno schema di competizione per l&#8217;egemonia. L&#8217;Europa ha degli interessi da difendere, ma soprattutto un modello da proporre che \u00e8 alternativo radicalmente alla logica e alla la pratica della guerra, sia sul piano delle armi, sia sul piano del commercio e delle relazioni&#8221;.<br \/>Sul fronte dell&#8217;allargamento, Tarquinio si sofferma in particolare sull&#8217;Albania: &#8220;Sono aperti tutti quelli che vengono definiti cluster negoziali&#8221;, spiega, precisando che si tratta di oltre 30 materie oggetto di negoziato, dallo stato di diritto alla libert\u00e0 di stampa, dalla tutela ambientale all&#8217;autonomia della giustizia. &#8220;L&#8217;Albania ha aperto tutti i capitoli negoziali e dovrebbe chiuderli entro il 2027&#8221;.<br \/>Sulla Siria, Tarquinio \u00e8 il negoziatore del gruppo S&amp;D per una relazione che verr\u00e0 votata in autunno dal Parlamento europeo. <br \/>&#8220;Stiamo rivitalizzando tutte le relazioni&#8221;, dice Tarquinio, che si fa portavoce di una proposta concreta: consentire ai rifugiati siriani integrati in Europa di tornare temporaneamente in Siria per valutare la situazione &#8220;senza perdere lo stato di rifugiati nell&#8217;Unione Europea, creando un movimento virtuoso, delle porte girevoli&#8221;. Una misura che definisce &#8220;molto importante&#8221; per favorire un rientro graduale e consapevole. Ma la priorit\u00e0 resta la transizione politica: &#8220;Il ruolo delle donne, il rispetto di tutte le minoranze. La Siria \u00e8 un paese mosaico &#8211; musulmani di diverse correnti, cristiani, alawiti &#8211; e questo va preservato in un Paese che ha subito una guerra civile drammatica e conta ancora milioni di sfollati interni e molti profughi all&#8217;estero&#8221;.<br \/>Il passaggio pi\u00f9 netto riguarda il conflitto a Gaza. &#8220;Si \u00e8 dichiarato che c&#8217;era una pace, ma quella pace non c&#8217;\u00e8 e continua una condizione di assedio di un popolo ridotto a vivere in spazi estremamente risicati&#8221;, denuncia Tarquinio, che ha portato al Parlamento europeo questa settimana un&#8217;installazione artistica &#8211; un tavolo le cui gambe sono protesi di vittime di guerra, accompagnata da una performance di Alessandro Bergonzoni &#8211; per tenere viva la cultura del negoziato. I responsabili di quanto accade a Gaza, secondo Tarquinio, sono individuabili: &#8220;Netanyahu, Ben Gvir, Smotrich&#8221;.<br \/>E l&#8217;accusa all&#8217;Unione Europea \u00e8 diretta: &#8220;Non riesce ad agire perch\u00e8 non sta facendo le cose giuste. C&#8217;\u00e8 un doppio standard: nei confronti dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina sono stati messi in campo diversi strumenti, anche le sanzioni, nei confronti di Israele non stiamo mettendo in campo nulla&#8221;. Tarquinio cita anche il blocco sull&#8217;etichettatura dei prodotti provenienti dai coloni illegali in Cisgiordania, ostacolato da una minoranza di paesi tra cui, lamenta, &#8220;anche il governo italiano. I cittadini e i consumatori hanno il diritto di sapere che cosa acquistano e da dove viene&#8221;, ribadisce.<br \/>Sul tema della difesa europea, Tarquinio prende le distanze dalla sola logica del riarmo. Richiamando una ricerca dell&#8217;Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo (Iriad), che denuncia l&#8217;assenza di una vera difesa comune: &#8220;C&#8217;\u00e8 una competizione tra i campioni produttivi nazionali dei diversi Paesi che non stanno lavorando insieme. Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 la rottura della trattativa per costruire insieme un caccia franco-tedesco&#8221;. Ancora pi\u00f9 grave, ai suoi occhi, il ritorno negli arsenali di alcuni paesi europei di armi precedentemente bandite: &#8220;Le bombe a grappolo, le mine antiuomo. Stiamo andando nella direzione sbagliata&#8221;. La proposta alternativa \u00e8 quella di una &#8220;difesa a due braccia: una militare ma non aggressiva, nel solco dell&#8217;articolo 11 della Costituzione e dell&#8217;articolo 3 dei Trattati europei, e una civile non violenta, fatta di corpi civili di pace &#8211; la proposta storica di Alex Langer, gi\u00e0 approvata tre volte dal Parlamento europeo ma ignorata dagli Stati membri&#8221;.<br \/>&#8220;Dobbiamo raggiungere un&#8217;autonomia strategica, che si ottiene con una difesa comune, che significa ridurre le spese militari con un&#8217;economia di scala, e sviluppare tutte le altre modalit\u00e0 che fanno dell&#8217;Europa un soggetto diverso da Stati Uniti e Cina sulla scena globale&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) &#8211; Aiuti alla cooperazione e allo sviluppo da difendere senza condizionalit\u00e0 securitarie, allargamento europeo ai Balcani che procede ma con tensioni politiche interne, una svolta necessaria su Gaza dove &#8220;la pace dichiarata non c&#8217;\u00e8&#8221;, e una difesa comune europea ancora tutta da costruire. 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