{"id":269213,"date":"2026-06-19T15:09:32","date_gmt":"2026-06-19T13:09:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/06\/19\/geografia-della-fragilita-da-intesa-sanpaolo-il-monitor-dei-divari-territoriali\/"},"modified":"2026-06-19T15:09:32","modified_gmt":"2026-06-19T13:09:32","slug":"geografia-della-fragilita-da-intesa-sanpaolo-il-monitor-dei-divari-territoriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/06\/19\/geografia-della-fragilita-da-intesa-sanpaolo-il-monitor-dei-divari-territoriali\/","title":{"rendered":"Geografia della fragilit\u00e0, da Intesa Sanpaolo il Monitor dei divari territoriali"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; La centralit\u00e0 del capitale umano come il principale fattore di crescita territoriale. Nei territori in cui crescono contemporaneamente occupazione, attivit\u00e0 economica, redditi e servizi si sviluppano infatti dinamiche virtuose di sviluppo e coesione sociale, mentre elevati livelli di disoccupazione giovanile e una forte presenza di giovani NEET si associano a una minore partecipazione civica e a una ridotta attrattivit\u00e0 economica e sociale. E&#8217; questo il quadro delineato dal &#8220;Monitor per la Geografia delle Fragilit\u00e0 e delle Disuguaglianze&#8221;, il nuovo progetto di ricerca promosso da Intesa Sanpaolo per il Sociale, in collaborazione con AICCON Research Center, SRM &#8211; Studi e Ricerche per il Mezzogiorno e il Research Department di Intesa Sanpaolo.<br \/>Lo studio si prefigge di analizzare il carattere multidimensionale delle fragilit\u00e0, non pi\u00f9 riconducibili al solo reddito dei territori, bens\u00ec a un intreccio di fattori economici, demografici, occupazionali e sociali. Il Monitor analizza in modo sistemico le dinamiche territoriali italiane a livello provinciale, attraverso una base informativa articolata in circa 150 indicatori, organizzati in 11 domini e 37 dimensioni, che spaziano dal lavoro al reddito, dalla salute all&#8217;istruzione, dall&#8217;inclusione sociale alla qualit\u00e0 dei servizi, fino alle componenti ambientali e produttive. <br \/>&#8220;Il Monitor conferma quanto le disuguaglianze siano fenomeni complessi e non lineari, capaci di manifestarsi in modo diverso da territorio a territorio &#8211; ha sottolineato Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo -. In questa prospettiva, Intesa Sanpaolo, con la sua capacit\u00e0 di coniugare la dimensione economica e sociale, vuole svolgere un ruolo abilitante nella costruzione di risposte mirate ai bisogni reali delle comunit\u00e0 e delle persone. Le analisi del Monitor saranno utili a orientare l&#8217;azione della Banca. Con una vocazione evolutiva e aperta, Intesa Sanpaolo lo mette a disposizione di istituzioni, imprese e attori sociali del Terzo settore per contribuire a creare valore sociale e favorire un impatto sempre pi\u00f9 significativo&#8221;.<br \/>Lo studio evidenzia la relazione positiva tra occupazione e benessere non \u00e8 necessariamente lineare. Tuttavia, in territori a bassa densit\u00e0 abitativa e con popolazione pi\u00f9 anziana, la presenza di lavoro non si traduce automaticamente in una migliore qualit\u00e0 della vita. La dispersione territoriale, le difficolt\u00e0 di accesso ai servizi e livelli pi\u00f9 bassi di prevenzione limitano l&#8217;impatto positivo dell&#8217;occupazione, anche in territori considerati tradizionalmente virtuosi. Al contrario, in contesti pi\u00f9 strutturati, la sinergia tra lavoro, servizi sanitari, prevenzione e dinamiche demografiche contribuisce a rafforzare il benessere complessivo. Inoltre, legalit\u00e0 e sicurezza non evolvono automaticamente con lo sviluppo economico. <br \/>A livello territoriale, pur confermandosi il divario noto tra Nord e Sud, emerge una realt\u00e0 articolata, nella quale convivono dati positivi in territori periferici o depressi e aree di vulnerabilit\u00e0 all&#8217;interno delle province economicamente pi\u00f9 sviluppate rilevando che le traiettorie di sviluppo non sono statiche e che anche interventi mirati possono contribuire a ridurre i divari esistenti.<br \/>Tra gli aspetti pi\u00f9 innovativi dello studio \u00e8 lo squilibrio tra bisogni dei territori e capacit\u00e0 di risposta dei servizi: sistemi sanitari non sempre coerenti con le esigenze delle comunit\u00e0 locali, carenza di servizi per l&#8217;infanzia che limitano l&#8217;occupazione femminile e l&#8217;insufficienza dell&#8217;offerta socioassistenziale destinata alla popolazione anziana. <br \/>Particolarmente innovativa \u00e8 la lettura &#8220;per differenziale&#8221;, che mette in relazione i bisogni dei territori con le risorse disponibili. Questa analisi evidenzia squilibri tra domanda e offerta di servizi in ambiti chiave come la sanit\u00e0, i servizi per l&#8217;infanzia, l&#8217;inclusione educativa e l&#8217;assistenza agli anziani. Tali squilibri interessano anche territori considerati tradizionalmente virtuosi, indicando una &#8220;geografia delle fragilit\u00e0&#8221; pi\u00f9 complessa e meno prevedibile.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p> &#8211; Foto f50\/Italpress &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; La centralit\u00e0 del capitale umano come il principale fattore di crescita territoriale. 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