{"id":269193,"date":"2026-06-19T11:09:32","date_gmt":"2026-06-19T09:09:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/06\/19\/pluxee-palermo-personalizzazione-la-chiave-del-nuovo-welfare-aziendale\/"},"modified":"2026-06-19T11:09:32","modified_gmt":"2026-06-19T09:09:32","slug":"pluxee-palermo-personalizzazione-la-chiave-del-nuovo-welfare-aziendale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/06\/19\/pluxee-palermo-personalizzazione-la-chiave-del-nuovo-welfare-aziendale\/","title":{"rendered":"Pluxee, Palermo \u201cPersonalizzazione la chiave del nuovo welfare aziendale\u201d"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Il welfare aziendale non \u00e8 pi\u00f9 un optional per poche grandi imprese, ma una leva strategica destinata a ridisegnare il rapporto tra aziende e lavoratori in un&#8217;epoca segnata dall&#8217;inflazione, dalla stagnazione salariale e da un mercato del lavoro in profonda trasformazione. Lo sottolinea Tommaso Palermo, managing director di Pluxee Italia, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.<br \/>\nPluxee &#8211; nata dallo spin-off della divisione Benefits and Rewards Services di Sodexo nel 2023 e quotata alla Borsa di Parigi &#8211; opera in 28 paesi, dall&#8217;America Latina all&#8217;Asia, con una missione precisa: supportare le aziende nell&#8217;erogazione di benefit ai dipendenti. &#8220;Non \u00e8 solo un cambio di nome rispetto a Sodexo&#8221;, spiega Palermo, &#8220;ma una svolta identitaria strategica per posizionarci nel mercato in maniera pi\u00f9 efficace, giovane e innovativa. Il mondo del lavoro sta evolvendo a una velocit\u00e0 straordinaria e vogliamo essere parte di questa trasformazione&#8221;.<br \/>\nIl punto di partenza dell&#8217;analisi di Palermo \u00e8 lo scenario economico. &#8220;Inflazione crescente ormai da qualche anno, retribuzioni stagnanti, lo dicono i dati dell&#8217;OCSE, e una produttivit\u00e0 cresciuta appena del 6% negli ultimi trent&#8217;anni. L&#8217;imprenditore fa fatica a erogare retribuzioni alte se la produttivit\u00e0 \u00e8 limitata&#8221;. In questo quadro, i benefit aziendali diventano uno strumento concreto di integrazione al reddito: contributi alla pausa pranzo, al carburante, alla spesa quotidiana, che agiscono in un&#8217;ottica defiscalizzata. &#8220;La leva fiscale \u00e8 il punto di partenza &#8211; sottolinea il manager &#8211; ma non \u00e8 l&#8217;unica. Negli ultimi anni \u00e8 emersa una dimensione pi\u00f9 strategica legata al people management: dove il welfare \u00e8 ben costruito e ben comunicato, il lavoratore si sente pi\u00f9 ingaggiato, sviluppa un maggiore senso di appartenenza e un rapporto di fiducia pi\u00f9 stretto con la propria azienda&#8221;.<br \/>\nPalermo dedica ampio spazio al ruolo della normativa, che negli ultimi anni ha riservato crescente attenzione al settore. &#8220;Tutti i governi, di ogni colore, hanno incentivato le leve fiscali del welfare. Lo Stato, in qualche modo, sta esternalizzando alcune dinamiche che toccano il benessere dei lavoratori&#8221;. Due le norme citate come particolarmente significative. La legge di bilancio 2025 ha reso stabili e strutturali alcune disposizioni sui fringe benefit, eliminando l&#8217;incertezza legata a norme temporanee che rendevano difficile la pianificazione aziendale. Dal gennaio di quest&#8217;anno, poi, \u00e8 stata incrementata la fiscalit\u00e0 del buono pasto. &#8220;Basti pensare che il valore medio del buono pasto in Italia \u00e8 di 7 euro (secondo dati interni Pluxee), mentre il costo medio di un pasto si aggira sui 15 euro. Ogni spinta in quella direzione \u00e8 importante per i lavoratori e per le aziende che li supportano&#8221;. Il mercato si muove su tre grandi assi. Il primo \u00e8 la digitalizzazione. &#8220;Il dipendente \u00e8 prima di tutto un consumatore, abituato a gestire il digitale in tutti i suoi processi di acquisto. Le aziende devono operare in modo estremamente digitalizzato per garantire un&#8217;esperienza utente fluida e semplice. Ed \u00e8 una situazione win-win: il digitale semplifica la vita a chi gestisce i servizi welfare all&#8217;interno delle imprese e a chi ne fruisce&#8221;. Il secondo asse riguarda le piccole e medie imprese. Fino a oggi il welfare aziendale \u00e8 stato prerogativa delle grandi aziende &#8211; circa il 70% delle quali dispone gi\u00e0 di strumenti in tal senso &#8211; ma la tendenza sta cambiando. &#8220;I contratti collettivi stanno svolgendo un ruolo determinante: circa 20 CCNL, dagli Orafi al Metalmeccanico, abbracciano strumenti di welfare. Le aziende sono in qualche modo guidate verso un modello virtuoso&#8221;. Per le PMI, tuttavia, la sfida principale resta culturale. &#8220;Quello che serve \u00e8 fare formazione, portare dentro un sistema che spesso per loro \u00e8 pi\u00f9 complicato, perch\u00e8 operano fuori dagli schemi classici delle grandi imprese&#8221;, sottolinea Palermo. Il terzo asse \u00e8 la sostenibilit\u00e0, con un&#8217;intersezione sempre pi\u00f9 evidente tra agenda del welfare e agenda ESG. &#8220;Il welfare \u00e8 un bouquet di servizi che le aziende mettono a disposizione dei dipendenti. Stiamo vedendo un trend interessante: i lavoratori possono scegliere contenuti sostenibili, legati a imprese sociali che fanno giustizia sociale&#8221;. E c&#8217;\u00e8 anche il concetto di &#8220;welfare circolare&#8221;, che Palermo descrive come una delle novit\u00e0 pi\u00f9 interessanti degli ultimi tempi: &#8220;Le imprese chiedono che nel bouquet di servizi ci sia la possibilit\u00e0 di spendere nell&#8217;ecosistema locale, nell&#8217;indotto che gira intorno all&#8217;azienda stessa. Non solo grandi partner, ma l&#8217;economia del territorio. Un valore aggiunto che si trasferisce dal benessere aziendale alla comunit\u00e0 circostante&#8221;. Pluxee ha condotto una ricerca con Ipsos Doxa che ha evidenziato un disallineamento tra l&#8217;offerta di welfare proposta dalle aziende e la percezione del suo valore da parte dei dipendenti. &#8220;Molte imprese ritengono di aver costruito programmi efficaci, ma il beneficio percepito dai lavoratori non sempre raggiunge gli stessi livelli &#8211; spiega il manager -. E&#8217; una distonia che va affrontata&#8221;.<br \/>\nLa causa, secondo Palermo, sta in un approccio spesso troppo standardizzato da parte delle imprese, a fronte di una forza lavoro sempre pi\u00f9 eterogenea per ruolo, esperienza, background e generazioni. La soluzione indicata \u00e8 la personalizzazione. &#8220;Bisogna andare incontro alle esigenze reali e quotidiane di lavoratori molto diversi tra loro. Il progetto di welfare va costruito insieme alla comunicazione e alla formazione: design e accompagnamento devono procedere in parallelo perch\u00e8 il tutto possa funzionare&#8221;. Il welfare, in sintesi, deve smettere di essere un catalogo uguale per tutti e diventare uno strumento su misura.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Il welfare aziendale non \u00e8 pi\u00f9 un optional per poche grandi imprese, ma una leva strategica destinata a ridisegnare il rapporto tra aziende e lavoratori in un&#8217;epoca segnata dall&#8217;inflazione, dalla stagnazione salariale e da un mercato del lavoro in profonda trasformazione. 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