{"id":267846,"date":"2026-05-28T17:08:56","date_gmt":"2026-05-28T15:08:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/28\/intesa-sanpaolo-alle-gallerie-ditalia-le-grandi-opere-di-arnaldo-pomodoro\/"},"modified":"2026-05-28T17:08:56","modified_gmt":"2026-05-28T15:08:56","slug":"intesa-sanpaolo-alle-gallerie-ditalia-le-grandi-opere-di-arnaldo-pomodoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/28\/intesa-sanpaolo-alle-gallerie-ditalia-le-grandi-opere-di-arnaldo-pomodoro\/","title":{"rendered":"Intesa Sanpaolo, alle Gallerie d\u2019Italia le grandi opere di Arnaldo Pomodoro"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; A un anno dalla scomparsa di Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna 1926 &#8211; Milano 2025), e nella ricorrenza del centenario della sua nascita, Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro rendono omaggio a uno dei pi\u00f9 importanti protagonisti dell&#8217;arte contemporanea italiana e internazionale del secondo Novecento con la mostra &#8220;Arnaldo Pomodoro. Una vita. Le grandi opere delle Collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro&#8221;, che apre al pubblico alle Gallerie d&#8217;Italia in Piazza Scala a Milano, museo di Intesa Sanpaolo, dal 29 maggio al 18 ottobre 2026.<br \/>Curata da Luca Massimo Barbero, curatore Associato delle Collezioni di Arte Moderna e Contemporanea della Banca, e Federico Giani, curatore della Fondazione Arnaldo Pomodoro, la mostra \u00e8 il racconto di una vita, di un viaggio artistico durato oltre sessant&#8217;anni, dal fermento degli esordi alla met\u00e0 degli anni Cinquanta fino alle pi\u00f9 recenti sperimentazioni degli anni Duemila. Grazie a un nucleo antologico di quarantacinque opere provenienti dalle Collezioni di Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro, il pubblico pu\u00f2 ripercorrere, decennio dopo decennio, le tappe pi\u00f9 significative dell&#8217;avventura creativa e poetica di Pomodoro. Il percorso espositivo permette ai visitatori di ammirare i capisaldi della produzione del Maestro, cos\u00ec come di scoprire opere meno note e un nucleo di materiali d&#8217;archivio, selezionati dai curatori per stimolare nuove chiavi di lettura e di visione. A restituire la forza visionaria della ricerca di Pomodoro contribuisce inoltre l&#8217;allestimento, progettato da BRH+ \/ Barbara Brondi &amp; Marco Rain\u00f2: una rilettura dei pi\u00f9 efficaci display ideati dall&#8217;artista nel corso della sua carriera.<br \/>&#8220;Con questa mostra Intesa Sanpaolo rende omaggio, nel centenario della nascita, ad Arnaldo Pomodoro, tra i maggiori protagonisti dell&#8217;arte italiana e internazionale del secondo Novecento &#8211; afferma Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo -. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, valorizza un gruppo di opere di eccezionale importanza, in parte provenienti dalle raccolte d&#8217;arte della banca. L&#8217;iniziativa si inserisce nel solco di un impegno costante nella tutela, nello studio e nella condivisione del patrimonio artistico di propriet\u00e0, che consideriamo un bene comune da rendere accessibile al pubblico attraverso le nostre sedi museali di Gallerie d&#8217;Italia&#8221;.<br \/>La mostra si dirama attraverso gli ambienti delle Gallerie d&#8217;Italia di Milano, partendo dal Salone Scala e dalle sale espositive attigue, passando per il Salone Manzoni e il Cantiere del Novecento, le sale di Palazzo Brentani, fino ad arrivare al Chiostro ottagonale e al Giardino di Alessandro, dove sono esposte permanentemente due opere monumentali di Pomodoro: il Disco in forma di rosa del deserto n. 1 (1993-1994) e la Sfera grande (1966-1967). Proprio attorno a queste due sculture \u00e8 nata e si \u00e8 sviluppata la collaborazione ormai pluriennale tra Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro, impegnate in un progetto condiviso di conservazione e valorizzazione delle opere di Pomodoro parte del patrimonio artistico della Banca.<br \/>Il percorso espositivo prende avvio dal Salone Scala con una grande pedana &#8211; una sorta di palco &#8211; popolata di sculture in fiberglass bianco, un materiale che, grazie alla sua leggerezza quasi immateriale, ben si presta a dialogare con la saturazione decorativa dell&#8217;ambiente. Questo gruppo di opere, scalate dagli anni Sessanta agli anni Duemila, costituisce un piccolo repertorio attorno ai temi del movimento e del disequilibrio, fondanti della ricerca di Pomodoro. Ne fanno parte il Cubo (1964-1967) e il Movimento di crollo (1970-1971) &#8211; un gruppo di colonne spaccate e recise che &#8220;vogliono trasmettere il senso del nostro tempo, che \u00e8 strano e in crisi di trasformazione&#8221; -, il Giroscopio (1986-1987) e il Colpo d&#8217;ala (1984) &#8211; un &#8220;uccello viaggiatore, aperto, inventivo e imprevedibile&#8221; nato come omaggio a Umberto Boccioni -, e infine la Rotativa di Babilonia (1991), la Ruota (1995) e il Cuneo con frecce (2006) &#8211; espressione di &#8220;un atto di irruzione nelle profondit\u00e0 della terra, di ci\u00f2 che genera la vita e la mantiene&#8221;.<br \/>Nelle sei sale affacciate sul Salone Scala, la mostra ripercorre i momenti salienti del percorso artistico di Pomodoro: gli esordi nel pieno della stagione informale della Milano degli anni Cinquanta, con una selezione di bassorilievi dal 1955 al 1960 che bene illustrano la nascita e la definizione dello stile di Pomodoro, cos\u00ec come le continue e feconde sperimentazioni con i materiali: argento, cemento, piombo, stagno, rame, zinco, ferro, idronalis e bronzo; la ricerca sulle forme della geometria euclidea all&#8217;aprirsi degli anni Sessanta, e quindi il passaggio alla scultura a tuttotondo con La ruota (1961) e Il cubo (1961-1962), attraverso una delle prime Colonne del viaggiatore, fino ad arrivare alla Sfera n. 1 (1963), la prima delle &#8220;sfere&#8221; realizzate da Pomodoro, grazie alle quali lo scultore si afferma sul panorama artistico internazionale; le sperimentazioni minimaliste maturate a cavallo tra anni Sessanta e Settanta, frutto degli anni di insegnamento nei campus delle universit\u00e0 della West Coast, rappresentate dalle forme opposte e complementari del Rotante massimo (1969-1970) di bronzo e della Forma X (1968-1969) di acciaio; il ritorno, tra anni Settanta e Ottanta, ai temi della scrittura e della comunicazione: sia con la serie delle Immagini e delle Cronache, quasi lettere private dedicate ad amici artisti come Gastone Novelli e Ugo Mulas, sia con quella delle Aste cielari, un&#8217;evoluzione delle Colonne del viaggiatore che diventa antenna futuribile; l&#8217;esplorazione di una superficie mossa, come quella del Papiro (1985-1986), che progressivamente si dilata fino a conquistare lo spazio circostante, come nel Papyrus per Darmstadt (1988-1989), versione in scala minore di uno dei numerosi interventi ambientali realizzati da Pomodoro tra anni Ottanta e Novanta; la rielaborazione continua, ancora agli inizi del Duemila, sui propri esordi e sul tema fondamentale della scrittura, che porta Pomodoro a elaborare le Colonne A, B e C (2010), forme totemiche interamente ricoperte della stessa scrittura dilatata, come propagazione potenzialmente infinita e ipnotica, nella serie dei Continuum (2010).<br \/>L&#8217;ultima sala affacciata al Salone Scala propone ai visitatori della mostra un&#8217;immersione nell&#8217;archivio dell&#8217;artista, attraverso un nucleo di materiali originali &#8211; cataloghi, riviste, ritagli stampa, manifesti, lettere, schizzi, fotografie &#8211; selezionati per innescare continui rimandi e associazioni tra le opere esposte, e stimolare cos\u00ec una libera esplorazione della vita e del poliedrico percorso inventivo di Pomodoro.<br \/>La mostra prosegue con un&#8217;incursione nel Cantiere del Novecento: il Salone Manzoni accoglie un nucleo di opere realizzate da Pomodoro negli anni Sessanta, in dialogo con l&#8217;allestimento permanente delle Collezioni d&#8217;arte moderna e contemporanea del Gruppo Intesa Sanpaolo. Legate ai temi della comunicazione e della tecnologia, nonch\u00e8 alla fascinazione di Pomodoro per gli Stati Uniti, La vera perla dei lucidi (1960), Radar n.1 (1961-1962) e Il grande ascolto (1967-1968) entrano in risonanza con le tematiche del Cantiere &#8211; Segno, spazio, superficie; Geometrie variabili; Impronte, tracce, memorie; Idee di spazio &#8211; e con le opere di artisti che Pomodoro ha sempre considerato alla stregua di maestri, come Lucio Fontana e Alberto Burri, dei suoi compagni di viaggio, da Gastone Novelli a Achille Perilli, Piero Dorazio e Pietro Consagra, fino a quelle degli amici della generazione successiva, da Nicola Carrino ad Alighiero Boetti, Giuseppe Spagnulo e Mauro Staccioli.<br \/>La mostra sar\u00e0 affiancata da un ampio programma di percorsi di visita e laboratori rivolti alle scuole e a tutte le categorie di visitatori, a cura del Dipartimento educativo della Fondazione Arnaldo Pomodoro insieme ai Servizi educativi di Civita Mostre e Musei.<br \/>Il catalogo della mostra, con un ricco apparato di immagini e testi di approfondimento dei curatori, \u00e8 realizzato da Societ\u00e0 Editrice Allemandi.<br \/>La sede espositiva di Milano, insieme a quelle di Torino, Napoli e Vicenza, \u00e8 parte del progetto museale Gallerie d&#8217;Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d&#8217;Italia.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; A un anno dalla scomparsa di Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna 1926 &#8211; Milano 2025), e nella ricorrenza del centenario della sua nascita, Gallerie d&#8217;Italia &#8211; Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro rendono omaggio a uno dei pi\u00f9 importanti protagonisti dell&#8217;arte contemporanea italiana e internazionale del secondo Novecento con la mostra &#8220;Arnaldo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":267847,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[446],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260528_1346.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/267846"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=267846"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/267846\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/267847"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=267846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=267846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=267846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}