{"id":267840,"date":"2026-05-28T15:09:06","date_gmt":"2026-05-28T13:09:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/28\/pratica-sportiva-e-abbandono-focus-federcanottaggio-su-giovani-e-genitori\/"},"modified":"2026-05-28T15:09:06","modified_gmt":"2026-05-28T13:09:06","slug":"pratica-sportiva-e-abbandono-focus-federcanottaggio-su-giovani-e-genitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/28\/pratica-sportiva-e-abbandono-focus-federcanottaggio-su-giovani-e-genitori\/","title":{"rendered":"Pratica sportiva e abbandono, focus Federcanottaggio su giovani e genitori"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Come i giovani e i loro genitori vivono la pratica sportiva e quali sono invece le ragioni che portano all&#8217;abbandono. All&#8217;Auditorium Casa dello Sport, a Roma nel Palazzo delle Federazioni di viale Tiziano, sono intervenuti il Capo Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio Flavio Siniscalchi, il Direttore Sport Impact di Sport e Salute Rossana Ciuffetti, il consigliere federale e membro di giunta Coni Valentina Rodini, il docente in management aziendale e sportivo Valter Borellini, il segretario generale FIC Giovanni Esposito. Sono le due principali linee che hanno guidato la ricerca condotta dalla Federazione italiana canottaggio e presentata in occasione del convegno &#8220;Crescere le nuove generazioni con il Canottaggio&#8221;, momento di chiusura del progetto #StudiEremoinFamiglia che con il sostegno del Ministro per lo Sport e i Giovani e di Sport e Salute ha coinvolto oltre seimila giovani, le loro famiglie e i loro insegnanti nella stagione 2025\/2026. La ricerca \u00e8 stata effettuata mediante la somministrazione di 3 questionari, progettati dal dottor Borellini, ai seguenti target: atlete\/i di et\u00e0 8-13 anni (generazione Alpha con 1351 partecipanti), con punti riferiti al perch\u00e8 e al come viene svolta l&#8217;attivit\u00e0 sportiva, unitamente al supporto dei genitori, ad atlete\/i di et\u00e0 14-18 anni (generazione Z con 120 partecipanti), con gli stessi elementi oltre a richiedere le eventuali motivazioni per l&#8217;abbandono, e ai genitori (generazione X e Y con 206 partecipanti) con item che fanno riferimento al tipo di supporto fornito ai figli e al livello di importanza percepita da loro circa il sostegno fornito. Quello che \u00e8 emerso \u00e8 che l&#8217;atleta della Generazione Alpha tende a preferire formati di apprendimento visivo, \u00e8 esperto nell&#8217;uso delle nuove tecnologie, \u00e8 indipendente e individualista, si aspetta che le sue esigenze e preferenze siano prese in considerazione nella partecipazione sportiva. Enfasi sul divertimento e sulla connessione sociale: apprezza il divertimento nello sport e la sua partecipazione \u00e8 spesso guidata dalla gioia e dalla connessione sociale che fornisce. Per la Generazione Z, atleti di 14-18 anni, resta elevato il livello di motivazione intrinseca legato al divertimento, al rispetto delle regole e alla socializzazione, con un incremento con il passare degli anni della percezione dei benefici derivanti dallo svolgimento dell&#8217;attivit\u00e0 sportiva. Rimangono invariate anche le percentuali (95%) riferite al valore dell&#8217;allenatore per la corretta assimilazione della tecnica. Permane la tendenza ad annoiarsi durante la ripetizione degli esercizi cos\u00ec come il bisogno di autoapprendimento. In riferimento ai genitori, c&#8217;\u00e8 un basso livello di percezione orientata al controllo e alto, invece, per quanto riguarda il sostegno e la promozione delle attivit\u00e0 sportive. Per quanto riguarda le percentuali delle cause dell&#8217;abbandono, spiccano allenatore (30,08%), riduzione motivazione intrinseca (23,56%) e mancato miglioramento delle proprie abilit\u00e0 (13,03%). Il report esplorativo ha dunque fornito una panoramica chiara e dettagliata relativamente alle dinamiche relazionali, al sostegno e alla percezione del ruolo dei genitori delle atlete e degli atleti coinvolti nelle attivit\u00e0 remiere. L&#8217;indagine aveva l&#8217;obiettivo di offrire spunti concreti ad allenatori e operatori sportivi per ottimizzare la gestione della crescita dei ragazzi. Le reazioni eccessive o impulsive dei genitori rispetto alle prestazioni dei figli\/e si collocano infatti prevalentemente tra il livello &#8216;ma\u00ec e &#8216;rarament\u00e8, sebbene si riscontrino picchi isolati verso il valore &#8216;a volt\u00e8 nella fascia d&#8217;et\u00e0 genitoriale tra i 25 e i 29 anni, tra chi possiede la licenza media, tra i genitori di figli pi\u00f9 piccoli (8-9 anni). La &#8216;presenza e il sostegn\u00f2 durante gli impegni sportivi rimangono stabilmente elevati in tutto il campione, attestandosi tra i parametri &#8216;a volt\u00e8 e &#8216;spess\u00f2, senza sensibili differenze di genere o di titolo di studio. Il &#8216;controllo e monitoraggi\u00f2 delle attivit\u00e0 prettamente sportive si attesta invece tra il &#8216;rarament\u00e8 e il &#8216;a volt\u00e8, mostrando tuttavia una controtendenza pi\u00f9 marcata e assidua nei genitori pi\u00f9 giovani. La presenza di un sostegno orientato alla promozione delle attivit\u00e0 sportive del figlio\/a e alla sua crescita \u00e8 stata rilevata nell&#8217;autovalutazione (a volte e spesso) con particolare enfasi su una costante ricerca di interazione, ascolto e raccolta di feedback sportivi diretti dai figli. Per quanto concerne la gestione degli stati emotivi dei giovani atleti durante le competizioni, l&#8217;intervento genitoriale \u00e8 frequente (&#8216;a volte\/spess\u00f2) per entrambi i sessi, accentuandosi nei genitori tra i 30-34 anni e i 40-44 anni. Al contrario, i rapporti con le figure esterne mantengono un profilo di saggia e opportuna distanza e rispetto dei ruoli: le interazioni e i confronti con gli allenatori e con gli altri genitori avvengono solo &#8216;raramente o a volt\u00e8, mentre i contatti diretti con gli ufficiali di gara rimangono opportunamente relegati a una frequenza quasi nulla (&#8216;mai\/rarament\u00e8). Infine, l&#8217;autopercezione del proprio ruolo mostra che i compiti ritenuti in assoluto pi\u00f9 importanti e prioritari dai genitori sono quelli di essere presente e coinvolto nelle attivit\u00e0 del figlio\/a e di conseguenza di fornire un supporto emotivo e di guida comportamentale (&#8216;fornitore di direttiv\u00e8), ritenuti fondamentali indipendentemente dal genere e dall&#8217;et\u00e0. Con il convegno &#8220;Crescere le nuove generazioni con il Canottaggio&#8221;, si \u00e8 cos\u00ec concluso il percorso di #StudiEremoinFamiglia, ideato e realizzato dalla Federcanottaggio con l&#8217;obiettivo di promuovere la cultura dello sport e, allo stesso tempo, sviluppare una concreta azione di contrasto del fenomeno del drop out. &#8216;La nostra Federazione pone la valorizzazione della figura dell&#8217;atleta al centro della sua azione insieme all&#8217;attivit\u00e0 di promozione sportiva &#8211; afferma il presidente federale Rossano Galtarossa &#8211; Il progetto #StudiEremoinFamiglia \u00e8 andato in questa direzione consentendoci, grazie al supporto del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e di Sport e Salute, di allargare sensibilmente la pratica remiera al mondo della scuola, di entrare in contatto con le loro famiglie, di consentire ai nostri tecnici di affrontare corsi di formazione. I risultati della ricerca condotta sulle motivazioni della pratica sportiva, con il focus sulle ragioni del drop out, verranno condivisi con tecnici e dirigenti societari con l&#8217;obiettivo di rendere sempre pi\u00f9 accogliente e stimolante l&#8217;ambiente remiero operando cos\u00ec per un futuro migliore nell&#8217;ottica della cultura della sostenibilit\u00e0&#8221;.<br \/>&#8220;Siamo felici di aver accompagnato la Federazione Canottaggio in questo nuovo progetto che afferma ancora una volta l&#8217;importanza di promuovere l&#8217;attivit\u00e0 sportiva in ogni sua forma, riaffermando l&#8217;importanza dell&#8217;inclusione e dell&#8217;integrazione, temi sui quali il Ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, continua, attraverso il Dipartimento per lo Sport, ad investire  &#8211; afferma Flavio Siniscalchi, Capo del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; Il fenomeno del drop out sportivo \u00e8 purtroppo ancora particolarmente diffuso tra gli adolescenti e questa iniziativa consente di accrescere la consapevolezza, soprattutto dei pi\u00f9 giovani, sull&#8217;importanza di praticare una disciplina sportiva in maniera continuativa, al fine di migliorare il proprio benessere psico fisico e, dunque, la qualit\u00e0 della vita di una intera comunit\u00e0&#8221;. <br \/>&#8220;I dati del progetto #StudiEremoinFamiglia ci dimostrano come il canottaggio non sia solo una disciplina sportiva con valori importanti, ma un vero e proprio alleato dei percorsi educativi e familiari &#8211; sono le parole di Rossana Ciuffetti, Direttore Sport Impact di Sport e Salute &#8211; Sostenere iniziative come questa, per Sport e Salute, significa intervenire concretamente contro il drop out giovanile, offrendo alle nuove generazioni modelli di crescita sani, inclusivi e soprattutto capaci di fare rete con le altre agenzie educative oltre allo sport: in primis le famiglie poi scuole e territorio. La nostra missione \u00e8 promuovere lo sport sociale come pilastro della societ\u00e0 civile e la Federazione Italiana Canottaggio si conferma un partner d&#8217;eccellenza in questo percorso&#8221;.<br \/>&#8211; foto Canottaggio.org\/Luca Pagliaricci &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Come i giovani e i loro genitori vivono la pratica sportiva e quali sono invece le ragioni che portano all&#8217;abbandono. 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