{"id":267364,"date":"2026-05-21T17:08:52","date_gmt":"2026-05-21T15:08:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/21\/abete-presto-per-nomi-ct-ma-si-punti-a-un-grande-tecnico\/"},"modified":"2026-05-21T17:08:52","modified_gmt":"2026-05-21T15:08:52","slug":"abete-presto-per-nomi-ct-ma-si-punti-a-un-grande-tecnico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/21\/abete-presto-per-nomi-ct-ma-si-punti-a-un-grande-tecnico\/","title":{"rendered":"Abete \u201cPresto per nomi Ct, ma si punti a un grande tecnico\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il programma \u00e8, anzitutto, andare a creare delle condizioni &#8211; e questo non so se la Federazione ne sar\u00e0 capace, altrimenti dovremmo ricorrere, come dopo Calciopoli, ai principi generali del Coni &#8211; per avere un sistema meno ingessato sul versante dei livelli decisionali&#8221;. Ne \u00e8 convinto Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti e candidato alla presidenza Figc, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell&#8217;agenzia Italpress. Le riforme dell&#8217;assetto federale sono tra i punti del suo programma, in vista delle elezioni della Federcalcio del 22 giugno, che lo vedono in corsa con Giovanni Malag\u00f2. &#8220;Oggi, al di l\u00e0 della qualit\u00e0 del presidente federale &#8211; spiega -, c&#8217;\u00e8 una sorta di diritto di veto fra le componenti, per cui ogni tipo di riforma \u00e8 complessa, perch\u00e8 esiste un sistema corporativo, nel senso pi\u00f9 rispettoso del termine, in relazione alla tutela degli interessi, che blocca una capacit\u00e0 di sintesi&#8221;. Tra i temi centrali anche gli investimenti sui vivai, la sostenibilit\u00e0 del sistema, le infrastrutture. E ancora: il numero di squadre professionistiche, il vincolo sportivo e il rilancio delle selezioni azzurre. Il prossimo presidente Figc dovr\u00e0 scegliere il Ct destinato a ricostruire una nazionale dalle macerie della terza esclusione consecutiva dai Mondiali: &#8220;Chiunque sar\u00e0 il prossimo presidente della Federazione dovr\u00e0 necessariamente andare su un nome di alto livello&#8221;. Presto per\u00f2 per fare nomi: &#8220;Non voglio creare problemi a nessuno &#8211; spiega Abete -, soprattutto a quelli che ritengo persone giuste per fare il commissario tecnico. Ma \u00e8 naturale che tutti leggiamo quel che si scrive&#8221;. Le idee per\u00f2 sono chiare: serve un grande profilo. &#8220;Come metodo dobbiamo partire da un presupposto &#8211; aggiunge -. Avevamo una vecchia scuola di allenatori che era formata in casa, quindi parlo dei Valcareggi, dei Bearzot, dei Vicini che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, perch\u00e8 il mercato non consente pi\u00f9 questo tipo di situazione. Abbiamo iniziato a prendere allenatori di grande qualit\u00e0, penso a Trapattoni e a Lippi, e poi a tanti altri, pi\u00f9 recentemente Conte, Mancini, Spalletti. E quindi la linea di indirizzo della Federazione, a maggior ragione dopo che ci sono state tre esclusioni dai Mondiali, non pu\u00f2 che essere quella di provare a prendere un allenatore di grande qualit\u00e0&#8221;. Secondo Abete non \u00e8 la riduzione del numero di squadre di Serie A la ricetta magica per risolvere i problemi del calcio italiano: &#8220;Inghilterra e Spagna ne hanno 20 come noi eppure ottengono risultati in Champions, in Europa League e a livello di nazionali. Inoltre \u00e8 una norma che non si pu\u00f2 modificare in questo momento, perch\u00e8 ci vuole la maggioranza qualificata della Serie A. E quindi dato che le societ\u00e0 che rischiano di retrocedere sono un numero maggiore, \u00e8 una norma che \u00e8 destinata a rimanere tale&#8221;. L&#8217;attuale numero 1 dei Dilettanti vede per\u00f2 un problema legato al &#8220;numero eccessivo di societ\u00e0 professionistiche. La Germania ne ha 56, la Spagna ne ha 42, la Francia ne ha 36, noi ne abbiamo 97, pi\u00f9 anche dell&#8217;Inghilterra che ne ha 92&#8221;. Ma un ragionamento va fatto anche sulla base della piramide, &#8220;perch\u00e8 se noi abbiamo un calcio meno aggressivo rispetto ad altri, meno veloce, con meno dribbling e una carenza tecnica, probabilmente dobbiamo lavorare sui giovani, ma prima ancora sui formatori e sul modo di approcciare il calcio: non tatticismo, ma pi\u00f9 tecnica individuale&#8221;, secondo Abete che si sofferma anche sul tema dei settori giovanili: &#8220;Il venir meno del vincolo sportivo \u00e8 un principio condivisibile sul versante dei valori propri del mondo dilettantistico. Per\u00f2, non essendoci pi\u00f9 un riconoscimento per l&#8217;attivit\u00e0 di formazione, il rischio che si sta gi\u00e0 correndo \u00e8 che nessuno investa pi\u00f9 nei vivai&#8221;.<br \/>&#8211; foto Italpress &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il programma \u00e8, anzitutto, andare a creare delle condizioni &#8211; e questo non so se la Federazione ne sar\u00e0 capace, altrimenti dovremmo ricorrere, come dopo Calciopoli, ai principi generali del Coni &#8211; per avere un sistema meno ingessato sul versante dei livelli decisionali&#8221;. 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