{"id":267356,"date":"2026-05-21T13:08:56","date_gmt":"2026-05-21T11:08:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/21\/ricerca-anas-solo-il-42-degli-italiani-usa-correttamente-il-cellulare-al-volante\/"},"modified":"2026-05-21T13:08:56","modified_gmt":"2026-05-21T11:08:56","slug":"ricerca-anas-solo-il-42-degli-italiani-usa-correttamente-il-cellulare-al-volante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/21\/ricerca-anas-solo-il-42-degli-italiani-usa-correttamente-il-cellulare-al-volante\/","title":{"rendered":"Ricerca Anas, solo il 42% degli italiani usa correttamente il cellulare al volante"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Soltanto il 41,9% degli italiani usa correttamente il cellulare alla guida con assistente vocale o bluetooth. E&#8217; uno dei dati emersi dalla quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida commissionata da Anas, societ\u00e0 del Gruppo FS e condotta da GR (Global Research) con interviste su un campione di oltre 4mila persone e 5mila osservazioni dirette su strada. Il 14,6% degli intervistati digita ancora il numero prima di inserire il vivavoce e l&#8217;8,9% guida con lo smartphone in mano. Il 34,5% non utilizza mai il telefono alla guida. Inoltre, il 75% degli italiani lo ritiene pericoloso al volante. I soggetti pi\u00f9 indisciplinati sono i guidatori di veicoli a noleggio, quelli meno esperti e i motociclisti. &#8216;I numeri della Ricerca Anas sugli Stili di Guida &#8211; afferma l&#8217;Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme &#8211; sottolineano con chiarezza quanto il comportamento individuale al volante sia determinante per la sicurezza di tutti. I dati confermano che investire in consapevolezza, formazione ed educazione stradale non \u00e8 solo necessario, ma rappresenta una leva concreta per ridurre i rischi e salvare vit\u00e8.<br \/>&#8220;Come Anas &#8211; prosegue l&#8217;AD -, stiamo lavorando per un impegno continuo e condiviso sui temi della sicurezza: dalle istituzioni, in particolare con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Forze dell&#8217;Ordine, alle imprese con cui collaboriamo, passando per le associazioni fino ai singoli cittadini. Promuovere una cultura della guida responsabile significa agire in modo strutturale, intervenendo non solo sulle infrastrutture e sulla tecnologia, ma soprattutto sulle persone.<br \/>E&#8217; questa la direzione giusta per avvicinarci a un obiettivo ambizioso e imprescindibile: la Vision Zero voluta dall&#8217;Unione Europea entro il 2050. Un traguardo che richiede determinazione, collaborazione e una visione chiara, che oggi pi\u00f9 che mai siamo chiamati a perseguire con coerenza e responsabilit\u00e0&#8221;.<br \/>&#8220;La ricerca presentata da Anas ha un impianto metodologico rigoroso &#8211; sottolinea il Professor Marcello Chiodi, Presidente della Societ\u00e0 Italiana di Statistica (SIS) -. Emerge con chiarezza che gli automobilisti tendono a sovrastimare le proprie abilit\u00e0 sottovalutando i rischi reali. Sintomatici, a questo proposito, i risultati derivanti dalla scelta di incrociare la dimensione dell&#8217;autovalutazione con la percezione degli altri guidatori. L&#8217;automobilista italiano si promuove attribuendosi punteggi di rispetto delle regole vicini all&#8217;8, mentre non fa raggiungere la sufficienza ai propri pari con voti attorno al 5. Il pericolo viene percepito come &#8220;qualcosa causato dagli altri&#8221; e ci\u00f2 rende difficile modificare i comportamenti individuali. Apparentemente la familiarit\u00e0 abbassa la soglia di attenzione, portando il guidatore a sottovalutare pericoli oggettivi proprio dove si sente pi\u00f9 sicuro. La ricerca ci dice chiaramente che il rischio non \u00e8 solo &#8220;l&#8217;imprevisto&#8221; in un luogo ignoto ma risiede nella falsa sicurezza della quotidianit\u00e0&#8221;.<br \/>&#8220;Da questi, come da altri dati &#8211; conclude il Professor Chiodi &#8211; si possono ricavare una serie di informazioni tecniche e scientifiche da fornire alle istituzioni per orientare politiche di sicurezza e campagne di sensibilizzazione sempre pi\u00f9 mirate ed efficaci&#8221;.<br \/>L&#8217;86% degli intervistati approva le norme introdotte dal nuovo Codice della Strada: ad esempio, si ritiene giusta la revoca definitiva della patente sotto l&#8217;effetto di sostanze stupefacenti se si commettono reati gravi e si \u00e8 d&#8217;accordo con pene pari a 7 anni di reclusione per l&#8217;abbandono di un animale. Il 7,9% degli intervistati dichiara di aver avuto un incidente negli ultimi due anni. Fra questi il 90,8% ammette di usare il cellulare alla guida contro il dato generale di campione pari al 65%. Questo significa che un incidente non sempre determina un cambiamento comportamentale; al contrario, pu\u00f2 alimentare una relazione conflittuale con la norma, quasi una sorta di sfida o di resistenza alle sanzioni.<br \/>Chi ha avuto un incidente e si ritiene favorevole alle nuove norme indicate nel Codice della Strada \u00e8 pari a 76,9% contro al dato generale dei favorevoli pari a 86%. Un meccanismo conflittuale con la norma appare evidente anche con le categorie pi\u00f9 deboli, esposti al rischio. Infatti, nonostante l&#8217;81% conosca il nuovo Codice e l&#8217;86% approvi le sanzioni, si nota una frattura selettiva. Il consenso verso le regole crolla proprio tra i profili pi\u00f9 a rischio: giovani, motociclisti e utilizzatori di veicoli a noleggio. Chi \u00e8 pi\u00f9 esposto al pericolo \u00e8 chi accetta meno la norma.<br \/>Il 76,3% \u00e8 convinto che guidare in un luogo familiare riduca la prudenza e la percezione del rischio. Al contrario, per\u00f2, solo il 31,6% ritiene ci siano situazioni specifiche in cui dover essere pi\u00f9 concentrati alla guida, come maltempo, luoghi non familiari, la presenza di controlli delle forze dell&#8217;ordine o autovelox, mentre il 41,5% non \u00e8 d&#8217;accordo e il 27% non sa cosa rispondere.<br \/>Qui emerge un paradosso: l&#8217;utente riconosce l&#8217;errore, ma si considera sempre attento. Una sorta di &#8220;illusione del controllo&#8221;: nella routine quotidiana si abbassano le difese, con la convinzione di avere il controllo della situazione, proprio dove il rischio invece si annida maggiormente. L&#8217;attenzione \u00e8 adattiva: massima nel maltempo, minima vicino casa.<br \/>Sul fronte dei monopattini, solo il 31,4% ritiene possano essere sicuri, mentre il restante 68,6% li ha valutati con un punteggio compreso fra 1 e 5. La percezione di pericolosit\u00e0 del monopattino cambia a seconda della fascia d&#8217;et\u00e0 degli intervistati: i giovani fra i 18 e i 24 anni assegna una quasi sufficienza (5,5 su 10) che decresce fino ad arrivare ad un punteggio di 3 su 10 per gli over 65. Il 76,5% degli intervistati non utilizza il monopattino e non intende adoperarlo in futuro.<br \/>Il 55,1% \u00e8 convinto che la pericolosit\u00e0 del monopattino sia da imputare alle imprudenze dei conducenti, il 37,2% alla mancanza di protezioni, il 36,5% perch\u00e8 si utilizza in aree extra-urbane, pedonali o sui marciapiedi, il 32,9% perch\u00e8 non si vede nel traffico, il 29,3% perch\u00e8 chi lo guida ha in genere una scarsa conoscenza dei segnali e delle regole di circolazione.<br \/>In conclusione, per il 57,4% le attuali norme sono troppo permissive nei confronti dei fruitori del mezzo.<br \/>Il guidatore italiano ritiene di essere esperto alla guida. Il voto che gli italiani si attribuiscono come guidatori \u00e8 di 7,8, in leggera flessione rispetto al 2024 che era di 7,9.<br \/>Il 62,3% contro il 64,7% dell&#8217;edizione precedente crede di essere un guidatore esperto. Solo il 6,4% si ritiene poco abile e l&#8217;1,6% molto inesperto.<br \/>Per gli italiani, &#8220;gli altri&#8221; sono sempre pi\u00f9 indisciplinati: se la media \u00e8 di 8,5 per l&#8217;uso degli indicatori di direzione nell&#8217;autovalutazione, la stessa scende a 5,4 quando si parla degli altri; non mettersi alla guida dopo aver bevuto o assunto sostanze vale 8,4 per s\u00e8 contro il 5,5 degli altri; l&#8217;utilizzo del casco alla guida di motoveicoli 8,1 contro 6,9; la cintura di sicurezza 7,9 contro 5,4; il rispetto dei limiti di velocit\u00e0 7,8 contro 4,9; il mancato utilizzo del cellulare alla guida 7,8 contro 4,8.<br \/>Il gap fra s\u00e8 e gli altri \u00e8 per\u00f2 diminuito rispetto al 2024: la media quest&#8217;anno \u00e8 di 2,6 punti, contro i 2,9 dello scorso anno.<br \/>Migliorano alcuni comportamenti. Grazie alle campagne per la sicurezza stradale, negli ultimi anni si sta registrando un progressivo miglioramento di alcuni comportamenti.<br \/>Fra le osservazioni dirette registrate lungo le strade Anas l&#8217;utilizzo del cellulare e l&#8217;uso delle frecce per segnalazione di sorpasso segnano un miglioramento.<br \/>Anche il rispetto del divieto di sorpasso \u00e8 in lieve miglioramento: nel 2025 il 14,3% degli utenti non lo rispetta, a paragone del 14,6% del 2024 (15,9% nel 2023 e 17% nel 2022).<br \/>Cresce l&#8217;attenzione all&#8217;utilizzo delle cinture di sicurezza alla guida. In particolare, per le cinture anteriori si registra un incremento nell&#8217;uso: per il conducente si attesta al 91,1% (rispetto al 93,3% del 2024 e all&#8217;89,4% del 2023), mentre per il passeggero si raggiunge il 95,4% (rispetto al 92,8% del 2024 e al 92,1% del 2023).<br \/>L&#8217;uso delle cinture posteriori \u00e8 salito al 64,7% contro il 44% del 2024, il 27,4% del 2023 e il 24,3% del 2022: in oltre tre anni l&#8217;uso delle cinture posteriori \u00e8 cresciuto del di circa 40 punti percentuali.<br \/>La campagna di indagine sulle strade Anas ha visto la realizzazione di due diversi tipi di attivit\u00e0: interviste a un campione di oltre 4mila utenti lungo le strade e autostrade Anas; oltre 5mila osservazioni dirette dei comportamenti di guida lungo 12 strade.<br \/>Le osservazioni dirette sono state svolte lungo il RA10 Raccordo Autostradale &#8220;Torino Caselle&#8221; in Piemonte; la statale 336 &#8220;Dell&#8217;Aeroporto della Malpensa&#8221; in Lombardia; la statale 14 &#8220;Della Venezia Giulia&#8221; tra Mestre e Portogruaro in Veneto; la statale 75 &#8220;Centrale Umbra&#8221; in Umbria; il Grande Raccordo Anulare di Roma; l&#8217;A2 &#8220;Autostrada del Mediterraneo&#8221; fra Salerno e Lagonegro e Castrovillari e Villa San Giovanni; la statale 1 &#8220;Aurelia&#8221; fra Roma e Grosseto; la statale 700 &#8220;Della Reggia di Caserta&#8221; in Campania; la strada statale 16 &#8220;Adriatica&#8221; tra Foggia e Monopoli; la A19 &#8220;Palermo Catania&#8221; e la statale 121 &#8220;Catanese&#8221; in Sicilia; la statale 131 &#8220;Carlo Felice&#8221; fra Cagliari e Sassari.<br \/>Le attivit\u00e0 di osservazione diretta sono state eseguite con l&#8217;impiego di 2 rilevatori all&#8217;interno di un&#8217;automobile che ha percorso l&#8217;infrastruttura di interesse, registrando un campione di veicoli in transito e i comportamenti dei passeggeri a bordo.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Anas &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Soltanto il 41,9% degli italiani usa correttamente il cellulare alla guida con assistente vocale o bluetooth. 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