{"id":267237,"date":"2026-05-19T14:08:51","date_gmt":"2026-05-19T12:08:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/19\/di-raimondo-asstel-senza-infrastrutture-solide-non-ce-futuro-digitale\/"},"modified":"2026-05-19T14:08:51","modified_gmt":"2026-05-19T12:08:51","slug":"di-raimondo-asstel-senza-infrastrutture-solide-non-ce-futuro-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/19\/di-raimondo-asstel-senza-infrastrutture-solide-non-ce-futuro-digitale\/","title":{"rendered":"Di Raimondo (Asstel) \u201cSenza infrastrutture solide non c\u2019\u00e8 futuro digitale\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La trasformazione digitale non riguarda il futuro. Riguarda la tenuta del presente. Nella undicesima puntata di &#8220;Power Talks, il potere della comunicazione&#8221;, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Andrea Ruggieri intervista Laura Di Raimondo, direttrice generale di Asstel, l&#8217;associazione che all&#8217;interno del sistema di Confindustria rappresenta il settore delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali in Italia. Un confronto su uno dei temi pi\u00f9 strategici di oggi: la sovranit\u00e0 digitale. Perch\u00e8 connettivit\u00e0 non significa pi\u00f9 soltanto avere internet veloce, ma sicurezza, competitivit\u00e0 e controllo dei dati. In questo quadro, il settore delle telecomunicazioni viene descritto come una vera e propria &#8220;filiera strategica&#8221; per il Paese. &#8220;Quella delle telecomunicazioni e del digitale rappresenta una filiera molto articolata che garantisce, in questo momento, la connettivit\u00e0 e le infrastrutture che garantiscono, a loro volta, la sicurezza del sistema Paese &#8211; spiega Di Raimondo -. Ricordiamoci che senza il cloud non esiste l&#8217;intelligenza artificiale, e senza le infrastrutture di qualit\u00e0, solide e resilienti, non esiste la trasformazione digitale del Paese&#8221;. Numeri e impatto economico restituiscono la dimensione del comparto: oltre 60 milioni di telefonini connessi, circa 50 milioni di oggetti digitali attivi e una funzione ormai estesa alla sicurezza quotidiana, dalle abitazioni ai servizi essenziali. &#8220;Questo sistema industriale non \u00e8 pi\u00f9 un servizio banale o privato, ma garantisce al tempo stesso la sicurezza nazionale, la cybersecurity, la sovranit\u00e0 digitale e i livelli di competitivit\u00e0 e produttivit\u00e0 del sistema Paese&#8221;, sottolinea. Il settore pesa oltre il 6% del Pil e occupa pi\u00f9 di 250 mila persone, con investimenti che negli ultimi dieci anni sulle infrastrutture hanno superato gli 80 miliardi di euro. Un impegno che, per\u00f2, si scontra con un paradosso economico: &#8220;Le imprese investono, ma i ricavi sono scesi quasi del 35%, perch\u00e8 la percezione \u00e8 quella di un servizio commodity, che dovrebbe essere quasi gratuito&#8221;.Da qui l&#8217;appello a un cambio di paradigma politico e culturale. Per Di Raimondo, la sovranit\u00e0 digitale \u00e8 oggi una questione geopolitica prima ancora che tecnologica: riguarda il controllo dei dati, delle infrastrutture e delle &#8220;chiavi di casa&#8221; del sistema digitale. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 ancora piena consapevolezza del senso di urgenza necessario per garantire la sicurezza del Paese&#8221;, osserva. Tra le priorit\u00e0 indicate da Di Raimondo, l&#8217;urgenza di fare una scelta &#8220;con una visione industriale sull&#8217;assegnazione, sull&#8217;allocazione delle frequenze. Questo \u00e8 un Paese che qualche anno fa ha fatto una gara sul 5G che \u00e8 costata oltre 7 miliardi un valore fortissimo che pesa pi\u00f9 di una finanziaria e, quindi, chiaramente questo ha rallentato la capacit\u00e0 di investimenti. Oggi va fatta una scelta non fiscale o finanziaria, ma va fatta una scelta di investimento sulla capacit\u00e0 di rendere operativi poi gli investimenti successivamente&#8221;. Tra i nodi principali indicati c&#8217;\u00e8 anche quello energetico. L&#8217;evoluzione del digitale, e in particolare dell&#8217;intelligenza artificiale, richiede un ripensamento delle norme e delle infrastrutture: &#8220;L&#8217;intelligenza artificiale \u00e8 energivora, cos\u00ec come i cloud: se interrompi l&#8217;energia, spegni l&#8217;accesso ai dati&#8221;. In questo scenario, l&#8217;innovazione tecnologica si intreccia inevitabilmente &#8220;con la l&#8217;accelerazione del capitale umano: le persone sono il centro della trasformazione industriale&#8221;, afferma Di Raimondo, sottolineando come la velocit\u00e0 del cambiamento imponga un adeguamento continuo delle competenze. La crescita di piattaforme e tecnologie \u00e8 stata esponenziale: &#8220;Per costruire 100 milioni di accessi fissi ci sono voluti 75 anni, per Facebook 7 anni, per TikTok 2 anni, per ChatGPT 6 mesi. Il tempo \u00e8 un fattore, un elemento quasi industriale su questa trasformazione. Allora questo vale pure per le competenze&#8221;. Per governare questa rivoluzione &#8220;la sfida parte oggi. Quindi noi abbiamo mappato le competenze strategiche a prova di futuro perch\u00e8 oggi quindi dobbiamo lavorare su due grandi linee di azione: una \u00e8 l&#8217;orientamento, l&#8217;altra sulla formazione in termini di upskilling e reskilling: &#8220;La vita lavorativa si allunga e si moltiplicano le transizioni professionali &#8211; spiega -. Domani lavoreremo con agenti di intelligenza artificiale, non pi\u00f9 scenari fantascientifici ma realt\u00e0 gi\u00e0 presente&#8221;. Una consapevolezza che sta nascendo, si sta consolidando, ma &#8220;i tempi di attraversamento sono troppo lunghi e la velocit\u00e0 con cui ragiona e si implementa il digitale e la trasformazione che dobbiamo governare non sono quelli a cui noi eravamo storicamente abituati&#8221;. Sul piano politico e istituzionale, la richiesta \u00e8 chiara: accelerare. &#8220;Chiudiamoci in una stanza, definiamo 4 o 5 interventi e rendiamo il 2026 l&#8217;anno della svolta per la crescita digitale del Paese&#8221;, conclude.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; La trasformazione digitale non riguarda il futuro. Riguarda la tenuta del presente. 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