{"id":2672,"date":"2017-06-12T11:49:42","date_gmt":"2017-06-12T09:49:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=2672"},"modified":"2017-06-12T11:49:42","modified_gmt":"2017-06-12T09:49:42","slug":"messina-servizi-santalco-scrive-allamministrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2017\/06\/12\/messina-servizi-santalco-scrive-allamministrazione\/","title":{"rendered":"Messina Servizi: Santalco scrive all&#039;amministrazione"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019occasione del voto in aula, domani luned\u00ec, sull\u2019affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di esplicitare pubblicamente la mia posizione in merito alla proposta di delibera.<br \/>\nIn questi giorni molti si chiedono per quale motivo il Consiglio stia, in qualche modo, cos\u00ec comportandosi sull&#8217;affidamento di tale servizio alla nuova societ\u00e0 Messina Servizi Bene Comune.<br \/>\nDesidero rispondere solo per quanto riguarda la mia posizione.<br \/>\nE\u2019 da quasi due anni che non ho condiviso l&#8217;impostazione assunta dall&#8217;Assessore Daniele Ialacqua. Prima nella stesura del piano ARO, collegato esclusivamente alla previsione di una gestione del servizio totalmente in house, cio\u00e8 chiusa al miglior mondo imprenditoriale esterno a Messiambiente. E, successivamente, mi sono opposto, come logica conseguenza, alla costituzione della autodefinita nuova societ\u00e0 interamente partecipata al 100% soltanto dal Comune di Messina.<br \/>\nAttraverso costanti e numerosi miei interventi, sia in Commissione consiliare che in Consiglio comunale, ho sempre pensato dal punto di vista non solo politico e ideologico, tanto caro a Ialacqua, ma anche e soprattutto gestionale. Una innovativa impostazione, pi\u00f9 moderna e al passo con i tempi, del servizio di igiene urbana deve vedere come organismo di gestione almeno una societ\u00e0 mista pubblico-privato con il controllo del Comune al 60% e la gestione industriale assegnata al privato o ad una societ\u00e0 pubblica di settore col 40%.<br \/>\nCi\u00f2 tenendo conto che si deve disporre di management all\u2019altezza, di conoscenza ed esperienza del servizio secondo canoni avanzati, di capitali propri necessari non solo per investimenti infrastrutturali, ma anche per l&#8217;acquisto di nuovi beni strumentali essenziali ad una efficiente e qualitativamente adeguata produzione del servizio (telai &#8211; camion silenziosi e non inquinanti, attrezzature di compattazione di nuova tecnologia, completo rinnovo del parco cassonetti di raccolta, lavacassonetti in grado anche di sanificarli e disinfettarli, spazzatrici meccaniche di varie taglie, innaffiatrici e lavatrici stradali, piccoli mezzi di raccolta e lavaggio strade, nuova e pi\u00f9 idonea stazione di lavaggio e di manutenzione dei mezzi in sostituzione o aggiunta di quella di Via Salandra, ormai obsoleta). Per non dire altro. L\u2019elenco sarebbe lungo.<br \/>\nSono fermamente convinto che la nuova societ\u00e0 con un capitale di soli \u20ac 300.000 in tre anni non pu\u00f2 disporre di adeguati mezzi finanziari e la previsione di poter ricorrere alla bancabilit\u00e0 della Concessione possa essere lo strumento idoneo per gli investimenti necessari.<br \/>\nPia illusione quella dell\u2019Assessore Ialacqua perch\u00e9 il sistema bancario guarder\u00e0 sempre con sospetto una societ\u00e0 partecipata al 100% da un Comune in stato di costante e ancora irrisolto pre-dissesto. Senza considerare gli oneri e gli interessi che da subito graverebbero sui conti economici della nuova societ\u00e0.<br \/>\nChe cosa avrebbe di cos\u00ec diverso la nuova societ\u00e0 rispetto a Messinambiente? In pratica solo il nome. Una riverniciata e basta. Per il resto sarebbe la stessa realt\u00e0 societaria con gli stessi lavoratori, gli stessi responsabili, gli stessi mezzi ormai inutilizzabili, le stesse strutture fisse, gli stessi cassonetti&#8230;&#8230; cio\u00e8 avremmo le stesse problematiche che giornalmente, e ormai da anni viviamo, con costanti crisi.<br \/>\nTutto ci\u00f2 secondo me corre il rischio di riproporre gi\u00e0 dopo breve tempo lo stato comatoso e prefallimentare che stiamo vivendo con Messinambiente. Con un danno irreversibile per lunghi anni e anni.<br \/>\nNon conforta, anzi preoccupa ancor pi\u00f9, il palese e imbarazzante tentativo di interpretare la norma ad uso e consumo dei fini che l\u2019amministrazione persegue, il voler far apparire una procedura corretta quella di non presentare un adeguato piano economico finanziario asseverato da una societ\u00e0 di revisione, come invece chiaramente previsto dalla norma.<br \/>\nLo prevede l\u2019art. 1 c. 609 della legge 190\/14, e non convince affatto la tesi del Segretario Generale secondo la quale non essendo previsti investimenti non si deve asseverare il pef. La norma non lo dice in nessun punto, e se fosse stato questo l\u2019intenzione del Legislatore, avrebbe chiaramente detto \u2026. In caso di interventi infrastrutturali \u00e8 necessario presentare un piano economico finanziario asseverato\u2026. Mentre la norma dice &#8230; al fine di garantire gli interventi infrastruttura si deve presentare un pef asseverato\u2026. Come \u00e8 evidente, il citato \u00e8 una generica finalit\u00e0 non il presupposto\u2026. Gi\u00e0 il precedente collegio dei revisori, partecipato oggi per i 2\/3, ha chiaramente spiegato che la locuzione \u201c\u2026.al fine di garantire gli investimenti infrastrutturali\u2026.\u201dnon \u00e8 il presupposto dell\u2019asseverazione ma una finalit\u00e0 generica prevista dalla norma. La recente sentenza n. 1781\/2016 Tar Lombardia, sezione Milano, conferma questa logica interpretazione. Ma si sa, caro Segretario Generale\/Ragioniere Generale\/Direttore Generale, alle volte lei \u00e8 aduso alle interpretazioni estensive.<br \/>\nE comunque, come \u00e8 possibile non prevedere nella societ\u00e0 di cui stiamo discutendo nuovi investimenti in attrezzature e capitale fisso? Ma anche se cos\u00ec non fosse, come potrebbe fare un Organo di revisione ad asseverare un piano industriale di una societ\u00e0 con un capitale cos\u00ec irrisorio?<br \/>\nSolo una visione miope e minimalista sta determinando l&#8217;Assessore Ialacqua e l&#8217;intera Giunta Accorinti, compreso il Direttore Le Donne, ad avviare un percorso societario che corre il rischio di abortire gi\u00e0 dai primi mesi dalla nascita. Ricadendo sulla Giunta che verr\u00e0 nel 2018. Senza considerare che il Comune dovr\u00e0 garantire per i primi tre anni in aggiunta al costo del servizio, complessivamente in pi\u00f9 circa 18 milioni di euro per il concordato in continuit\u00e0. Senza quindi poter contribuire ad eventuali aumenti di capitale societario certo necessario per gli investimenti. Pu\u00f2 una nuova costituenda societ\u00e0 basarsi su soli \u20ac 100.000 per tre anni e sulle anticipazioni bancarie?<br \/>\nNasce gi\u00e0 finanziariamente asfittica.<br \/>\nQuesti sono i motivi per cui sempre con fermezza ho contrastato la strada che il Comune sta seguendo, con l&#8217;avallo acritico delle forze sindacali le quali con visione miope non guardano alla vera prospettiva futura dei lavoratori che, invece, potrebbero essere garantiti nei loro diritti solo da una societ\u00e0 forte economicamente ed organizzata in maniera industriale.<br \/>\n <br \/>\nCertamente non posso non evidenziare che una parte del Consiglio Comunale ha gi\u00e0 approvato la nuova societ\u00e0 Messina Servizi, ma gli stessi colleghi avevano auspicato per il prosieguo un percorso sostenibile e trasparente (cosa che in realt\u00e0 non appare).<br \/>\nFra l\u2019altro il termine del 30 giugno non sembrerebbe cos\u00ec perentorio come sostenuto dall\u2019amministrazione e dai sindacati, fatto questo che sta comportando una accellerazione forse non necessaria e che meriterebbe adeguata risposta sia dalla amministrazione che dai revisori.<br \/>\nFra l\u2019altro un altro argomento importante come quello della pianta organica della nuova societ\u00e0 andrebbe supportato ed approfondito sulla base dell\u2019effettiva massa lavoro e del loro utilizzo (sia dei lavoratori di Messinambiente che di quelli di ATO) ampliando la gamma dei servizi e con un supporto innovativo e manageriale nella gestione del personale.<br \/>\n <br \/>\nSignor Sindaco, Signori Assessori e Signor Direttore Generale, il fortissimo rischio \u00e8 quello di affidare il servizio ad una istituenda realt\u00e0 societaria che nasce gi\u00e0 vecchia e sorpassata. Non in grado di gestire al meglio ed economicamente per i cittadini, cos\u00ec vessati, il servizio di igiene urbana di una citt\u00e0 metropolitana.<br \/>\nCredo che la possibilit\u00e0 di una bocciatura della proposta di delibera sull&#8217;affidamento del servizio sia concreta. <strong>Ma ancora, nonostante i tempi ristretti, si potrebbe percorrere una strada che, fermo restando il principio della gestione pubblica cara<\/strong> <strong>all&#8217;amministrazione, potrebbe costituire una soluzione alternativa pi\u00f9 consona ad una auspicabile gestione efficiente ed efficace.<\/strong><br \/>\nLa mia proposta, pertanto, \u00e8 quella di soprassedere una buona volta alla proposta all&#8217;ordine del giorno del Consiglio ed avviare da subito un altro e utile percorso. Abbia questa Giunta il coraggio politico, se vuole veramente il bene dei cittadini cos\u00ec tartassati ed esasperati da un servizio assai scadente, di correggersi anzich\u00e9 riproporre per un altro decennio un carrozzone vecchia maniera. In pratica tal quale a quello in essere.<br \/>\nMi risulta che la Legge Madia confermi e ammetta una gara pubblica, aperta ai migliori operatori nazionali ed europei. Potrebbe essere una gara a doppio oggetto, cio\u00e8 da una parte confermando la concessione pluriennale alla nuova societ\u00e0 con un ben fatto Contratto di servizio, sotto esame in Consiglio. Dall\u2019altra prevedere l\u2019entrata nella MessinaServizi di un partner privato che faccia, cos\u00ec, il suo ingresso nel nuovo gestore prevalentemente pubblico. Ci sono chiari e virtuosi esempi in Italia da poter seguire.<br \/>\nPerch\u00e9, viceversa, Messina dovrebbe imprigionarsi con le sue stesse mani entro un modello da vero \u201csocialismo reale\u201d. O da vetero assistenzialismo ?<br \/>\n<strong>Viceversa, si emetta un bando entro luglio ove sia messo a gara pubblica il 40% della nuova societ\u00e0 MessinaServizi con una concessione di 10 o pi\u00f9 anni (15 o 20 anni).<\/strong> Il mercato dovrebbe gradire una gara cos\u00ec aperta e trasparente, con un arco temporale che consenta al socio di innovare ed investire a Messina. Migliorando il servizio e abbassando l\u2019esosa tariffa rifiuti. Si smetta, una volta per tutte, di demonizzare il \u201cprivato\u201d che, se ben scelto e controllato, funziona egregiamente in tutte Italia e in Europa.<br \/>\n<strong>Oppure il 40% della Messina Servizi sia messa a mercato rivolgendosi a societ\u00e0 pubbliche di settore altamente qualificate e partecipate totalmente da partner pubblici (per intenderci tipo Hera)<\/strong><br \/>\nSi pensi davvero al bene comune dei messinesi, anzich\u00e9 agli stereotipi esclusivamente pubblici che, in definitiva, confermerebbero null\u2019altro che l\u2019esistente. Un esistente che la Giunta Accorinti dice di voler cambiare, ma che in realt\u00e0 non ha cambiato da 4 anni a questa parte. E che ancora assolutamente non trasformerebbe. Una Giunta di conservazione e non di innovazione, questa per ora la verit\u00e0. Questo il test in corso davanti alla Citt\u00e0 e ai messinesi.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Giuseppe Santalco<\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019occasione del voto in aula, domani luned\u00ec, sull\u2019affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di esplicitare pubblicamente la mia posizione in merito alla proposta di delibera. 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