{"id":266895,"date":"2026-05-14T08:48:51","date_gmt":"2026-05-14T06:48:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/14\/lo-statuto-siciliano-compie-80-anni-schifani-non-e-una-bandiera-da-sventolare-ma-una-forza-da-esercitare\/"},"modified":"2026-05-14T08:57:17","modified_gmt":"2026-05-14T06:57:17","slug":"lo-statuto-siciliano-compie-80-anni-schifani-non-e-una-bandiera-da-sventolare-ma-una-forza-da-esercitare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/14\/lo-statuto-siciliano-compie-80-anni-schifani-non-e-una-bandiera-da-sventolare-ma-una-forza-da-esercitare\/","title":{"rendered":"Lo Statuto siciliano compie 80 anni, Schifani: \u201cNon \u00e8 una bandiera da sventolare, ma una forza da esercitare\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013<em> \u201cCi sono anniversari che possono essere celebrati in due modi: con il linguaggio rassicurante della memoria oppure con il coraggio della verit\u00e0. <strong>L\u2019ottantesimo anniversario dello Statuto autonomistico siciliano ci impone di scegliere la seconda strada\u201d<\/strong>.<\/em> Lo afferma il<strong> presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani,<\/strong> in un intervento sul <strong>Giornale di Sicilia<\/strong> sugli <strong>80 anni dello Statuto siciliano<\/strong>.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p><em> \u201cPer troppi anni, infatti, l\u2019autonomia \u00e8 stata raccontata come una conquista da difendere, quasi una bandiera da esibire nelle occasioni solenni<\/em> \u2013 sottolinea -. <em><strong>Ma uno Statuto non vive nelle cerimonie, non vive nei richiami virtuali, non vive nelle parole.<\/strong> Vive soltanto se diventa capacit\u00e0 di governo, strumento di sviluppo, occasione concreta di riscatto per una terra che continua a pagare ritardi storici\u201d<\/em>.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><strong> Lo Statuto in Sicilia<\/strong>, nel 1946, nacque <em>\u201cper colmare un divario, non per alimentare una retorica\u201d<\/em>, ricorda Schifani, secondo cui \u201c<em>\u00e8 proprio da qui che si colloca la responsabilit\u00e0 della politica siciliana degli ultimi decenni: avere troppo spesso trasformato una grande opportunit\u00e0 in una formula da rivendicare, senza riuscire a tradurla fino in fondo in crescita, occupazione, investimenti competitivit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Per Schifani <em><strong>\u201cl\u2019Autonomia \u00e8 stata invocata molte volte. Attuata molto meno\u201d<\/strong>.<\/em> Ma<em> \u201cil problema non \u00e8 mai stato l\u2019autonomia\u201d,<\/em> il problema <strong><em>\u201c\u00e8 stato l\u2019incapacit\u00e0 di esercitarla con seriet\u00e0\u201d,<\/em><\/strong> per questo motivo, sottolinea, <em>\u201csin dall\u2019inizio del mio mandato ho ritenuto che il primo dovere del governo regionale fosse restituire credibilit\u00e0 alla Regione Siciliana: senza credibilit\u00e0 finanziaria, senza conti in ordine, senza una macchina amministrativa pi\u00f9 affidabile, l\u2019autonomia resta un principio nobile ma sterile\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cAbbiamo scelto di governare e non di galleggiare\u201d,<\/em><\/strong> un cambio di metodo che<em> \u201coggi produce risultati che nessuno pu\u00f2 liquidare come propaganda. Bankitalia, Istat, Svimez, Bnl, Intesa Sanpaolo, Cgia di Mestre registrano tutte lo stesso dato: la Sicilia, nel triennio 2022-2024, \u00e8 la regione italiana con il pi\u00f9 alto Pil, pari al 9,9%. Cresce l\u2019occupazione del +13,5%. Crescono le entrate tributarie per circa cinque miliardi. Cresce soprattutto un clima di fiducia che da troppo tempo mancava\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNon significa<\/em> \u2013 evidenzia Schifani \u2013<em> che la Sicilia abbia risolto i suoi problemi\u201d,<\/em> restano infatti <em>\u201cenormi questioni aperte: infrastrutture da completare, divari territoriali da ridurre, servizi da rendere pi\u00f9 efficienti, giovani da trattenere con opportunit\u00e0 vere. Ma c\u2019\u00e8 una differenza sostanziale rispetto al passato: oggi la Sicilia non \u00e8 pi\u00f9 una Regione che rincorre soltanto emergenze. E\u2019 una Regione che ha ricominciato a programmare. E quando una Regione torna a programmare, torna anche a pesare. Questo significa che il rapporto con Roma cambia profondamente. Non pi\u00f9 l\u2019atteggiamento di chi chiede soccorso per coprire falle o sanare ritardi, ma la postura di un\u2019istituzione che, forte di conti pi\u00f9 solidi e di una credibilit\u00e0 riconosciuta, rivendica con autorevolezza l\u2019attuazione piena delle proprie competenze e l\u2019utilizzo degli strumenti fiscali e normativi previsti dallo Statuto\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><em>\u201cIo sono convinto<\/em> \u2013 conclude Schifani \u2013<em> che oggi la Sicilia abbia davanti un\u2019occasione storica: trasformare finalmente l\u2019autonomia da argomento identitario a motore di sviluppo. Ma per riuscirci serve continuit\u00e0, serve determinazione, serve una politica che non torni ai vecchi vizi dell\u2019assistenzialismo, della spesa improduttiva, delle scelte rinviate. Abbiamo imboccato una strada diversa. Ed \u00e8 una strada che intendo percorrere fino in fondo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>-Foto IPA Agency-<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cCi sono anniversari che possono essere celebrati in due modi: con il linguaggio rassicurante della memoria oppure con il coraggio della verit\u00e0. L\u2019ottantesimo anniversario dello Statuto autonomistico siciliano ci impone di scegliere la seconda strada\u201d. 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