{"id":266625,"date":"2026-05-09T11:33:48","date_gmt":"2026-05-09T09:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/09\/48-anni-fa-lomicidio-di-peppino-impastato\/"},"modified":"2026-05-09T11:33:48","modified_gmt":"2026-05-09T09:33:48","slug":"48-anni-fa-lomicidio-di-peppino-impastato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/05\/09\/48-anni-fa-lomicidio-di-peppino-impastato\/","title":{"rendered":"48 anni fa l\u2019omicidio di Peppino Impastato"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>CINISI (PALERMO) (ITALPRESS) \u2013<strong> Quarantotto anni fa a Cinisi l\u2019omicidio da parte della mafia di Giuseppe Impastato.<\/strong> Peppino, come era conosciuto da tutti, era nato il 5 gennaio del 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo, da una famiglia legata a Cosa nostra. Attivista e giornalista, animatore instancabile di iniziative culturali e antimafia, le sue denunce attraverso Radio Out, da lui fondata insieme a un gruppo di amici, diedero fastidio al boss Gaetano Badalamenti, tanto da decretarne la sua morte, mascherandola con un finto attentato dinamitardo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani. Successivamente gli inquirenti parlarono di un possibile suicidio. Ma nel maggio del 1984 l\u2019Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Giudice consigliere istruttore Rocco Chinnici, che aveva concepito e avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emise una sentenza, firmata da Antonino Caponnetto, che aveva sostituito Chinnici dopo la sua morte, in cui si riconobbe la matrice mafiosa del delitto, attribuito per\u00f2 a ignoti. Il 5 marzo 2001 la Corte d\u2019assise riconobbe Vito Palazzolo colpevole materialmente dell\u2019omicidio e lo condann\u00f2 a trent\u2019anni di reclusione. L\u201911 aprile 2002, a distanza di quasi 24 anni dal delitto, anche don Tano Badalamenti venne riconosciuto colpevole e condannato all\u2019ergastolo.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<h3><strong>LAGALLA \u201cIL SUO ESEMPIO CONTINUA A PARLARE AI GIOVANI\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>\u201c<em>Nel giorno in cui ricordiamo Peppino Impastato, credo sia importante farlo senza trasformare la sua storia in una formula celebrativa. Peppino Impastato \u00e8 stato un uomo che ha avuto il coraggio di rompere il silenzio in una terra in cui parlare aveva un prezzo altissimo. Lo ha fatto con intelligenza, ironia e radicale libert\u00e0, scegliendo di denunciare apertamente il potere mafioso e le sue connivenze quando questo significava esporsi completamente\u201d<\/em>. Cos\u00ec, in una nota, il sindaco di Palermo Roberto <strong>Lagalla.<\/strong><em> \u201cLa mafia lo ha assassinato tentando non solo di spegnere una vita, ma anche di cancellarne la verit\u00e0<\/em> \u2013 ha proseguito \u2013<em>. Per troppo tempo si \u00e8 provato a sporcare la sua memoria, a confondere i fatti, a delegittimare ci\u00f2 che aveva rappresentato. Ed \u00e8 proprio questo uno degli aspetti pi\u00f9 attuali della sua vicenda: la consapevolezza che la battaglia contro la mafia passa anche dalla difesa della verit\u00e0 e della memoria. Nel giorno in cui ricordiamo l\u2019omicidio per mano mafiosa del giornalista e attivista, sento il dovere di dire che ricordare Peppino Impastato non significa soltanto guardare al passato. Significa avere il coraggio di riconoscere che le mafie cambiano volto, si insinuano nelle fragilit\u00e0 sociali, economiche e culturali. Per questo, il suo esempio continua a parlare soprattutto ai pi\u00f9 giovani. Peppino ci insegna che la libert\u00e0 non \u00e8 mai un fatto astratto: \u00e8 una scelta concreta, quotidiana, che richiede responsabilit\u00e0, coscienza critica e il rifiuto dell\u2019indifferenza. Palermo continuer\u00e0 a custodire la sua memoria non come un semplice esercizio di commemorazione, ma come un impegno civile verso una citt\u00e0 pi\u00f9 libera e pi\u00f9 giusta\u201d<\/em>, ha concluso.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<h3><strong>CRACOLICI \u201cLE SUE BATTAGLIE HANNO CAMBIATO LA SICILIA\u201d<\/strong><\/h3>\n<p><em>\u201cL\u2019omicidio di Peppino Impastato ha contributo a cambiare l\u2019approccio dell\u2019opinione pubblica e, molti anni dopo, anche quello dello Stato nei confronti della mafia, la cui esistenza, fino ad allora, veniva negata. Oggi ricordiamo le idee di Peppino, un giovane che, con le sue battaglie, ha trasformato il volto della Sicilia\u201d.<\/em> Queste le parole del presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello <strong>Cracolici<\/strong><em><strong>.<\/strong> \u201cMa 48 anni dopo quel delitto<\/em> \u2013 ha aggiunto Cracolici \u2013 <em>abbiamo il dovere di non sottovalutare quello che sta avvenendo nelle nostre citt\u00e0, con il rumore delle armi che torna a scuotere le nostre piazze. Riconosciamo nei soggetti della cronaca nera gli stessi nomi e cognomi di ieri \u2013 figli e nipoti di allora \u2013 che perpetuano una continuit\u00e0 di sangue che \u00e8 il pilastro della cultura mafiosa. Una continuit\u00e0 quasi \u2018dinastica\u2019 che non possiamo permetterci di ignorare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u2013 foto IPA Agency \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CINISI (PALERMO) (ITALPRESS) \u2013 Quarantotto anni fa a Cinisi l\u2019omicidio da parte della mafia di Giuseppe Impastato. Peppino, come era conosciuto da tutti, era nato il 5 gennaio del 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo, da una famiglia legata a Cosa nostra. 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