{"id":266082,"date":"2026-04-30T11:33:28","date_gmt":"2026-04-30T09:33:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/30\/palermo-ricorda-pio-la-torre-e-rosario-di-salvo-a-44-anni-dalluccisione-in-via-li-muli\/"},"modified":"2026-04-30T11:43:32","modified_gmt":"2026-04-30T09:43:32","slug":"palermo-ricorda-pio-la-torre-e-rosario-di-salvo-a-44-anni-dalluccisione-in-via-li-muli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/30\/palermo-ricorda-pio-la-torre-e-rosario-di-salvo-a-44-anni-dalluccisione-in-via-li-muli\/","title":{"rendered":"Palermo ricorda Pio La Torre e Rosario Di Salvo a 44 anni dall\u2019uccisione in via Li Muli"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Una commemorazione che va oltre il rito, trasformandosi in un momento di riflessione politica e civile sul presente e sul futuro della lotta alla mafia.<strong> In via Li Muli, a Palermo, nel giorno del 44esimo anniversario dell\u2019uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo,<\/strong> istituzioni, rappresentanti politici e cittadini si sono ritrovati davanti alla lapide che ricorda il dirigente comunista e il suo collaboratore, assassinati per mano mafiosa il 30 aprile 1982. Un appuntamento che quest\u2019anno assume un valore ancora pi\u00f9 significativo: ricorrono infatti anche i cinquant\u2019anni dalla relazione antimafia che port\u00f2 alla definizione di un nuovo impianto normativo contro Cosa nostra, culminato nella legge Rognoni-La Torre, pilastro della legislazione italiana.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cNon \u00e8 soltanto una commemorazione formale, ma \u00e8 una commemorazione ricca e carica di significati\u201d,<\/em> ha dichiarato il segretario regionale del Partito Democratico, Anthony <strong>Barbagallo.<\/strong> Un passaggio che, secondo Barbagallo, rafforza la necessit\u00e0 di difendere l\u2019impianto normativo costruito negli anni: \u201c<em>Rispetto a tentativi squallidi di rimettere in discussione l\u2019architettura della legislazione antimafia, con in testa la Rognoni-La Torre, noi li respingiamo con forza. La Rognoni-La Torre non si tocca\u201d,<\/em> ha sottolineato. Il riferimento \u00e8 anche alle criticit\u00e0 operative che ancora oggi emergono. \u201c<em>Va rilanciato con forza il tema dell\u2019efficacia delle confische dei beni e del sequestro<\/em> \u2013 ha aggiunto -. <em>Passano troppi anni tra la confisca e il riutilizzo sociale: ci sono raggiri, artifizi, lungaggini preoccupanti. Siamo chiamati a determinare nuovi anticorpi per rendere pi\u00f9 efficace quel pensiero\u201d<\/em>.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>Sul valore della memoria si \u00e8 soffermato Franco <strong>La Torre<\/strong>:<em> \u201cPerch\u00e9 continua ad essere importante ricordare? Perch\u00e9 il ricordo deve essere un momento di un percorso che ti porta all\u2019impegno\u201d.<\/em>\u00a0E ha chiarito: <em>\u201cNon \u00e8 soltanto rimembranza legittima, ma linfa vitale che consente di prendere coscienza, partecipare e fare del ricordo un momento di attivismo civico e politico\u201d.<\/em> Un passaggio anche sulla pa<em>rtecipazione: \u201cC\u2019\u00e8 tanta gente, ma mi piacerebbe che fossero di pi\u00f9\u201d, ha osservato. \u201cDobbiamo rendere partecipi le giovani generazioni di qualcosa che \u00e8 successo ancor prima che nascessero, e forse prima dei loro genitori\u201d.<\/em><\/p>\n<p>A rilanciare il nesso tra memoria e sviluppo \u00e8 stato il segretario generale della CGIL Sicilia, Alfio <strong>Mannino:<\/strong> <em>\u201cRicordare Pio La Torre e Rosario Di Salvo significa ricordare la parte pi\u00f9 bella della lotta alla mafia, ma anche far emergere una nuova idea di Sicilia\u201d. \u201cLa Torre partiva da due elementi centrali\u201d,<\/em> ha aggiunto,<em> \u201ccontrastare la mafia e affermare le ragioni della pace come presupposti per lo sviluppo\u201d<\/em>. E ancora:<em> \u201cTutto questo va fatto in un quadro di grande unit\u00e0 tra il mondo del lavoro, le istituzioni, il mondo democratico e progressista\u201d.<\/em> Un richiamo forte anche al presente:<em> \u201cLa nostra regione \u00e8 attraversata da fenomeni di corruzione, malaffari, ruberie e tutto questo va contrastato con forza\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Alla commemorazione hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali e politici: presente Fabrizio Ferrandelli in rappresentanza del sindaco di Palermo, ma anche Giuseppe Provenzano (PD), ad Antonello Cracolici (PD) e all\u2019assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato. Presenti anche il questore Vito Calvino e il prefetto Massimo Mariani. <em>\u201cDa questo luogo non possiamo non ricordare a tutti il valore di quella stagione\u201d, ha concluso Barbagallo, \u201ce la necessit\u00e0 di renderla sempre pi\u00f9 concreta e attuale\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u2013 foto xd6\/Italpress \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Una commemorazione che va oltre il rito, trasformandosi in un momento di riflessione politica e civile sul presente e sul futuro della lotta alla mafia. 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