{"id":265925,"date":"2026-04-28T09:08:24","date_gmt":"2026-04-28T07:08:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/28\/napoli-fatture-inesistenti-per-166-mln-di-euro-sequestro-di-beni-per-30-milioni\/"},"modified":"2026-04-28T09:08:24","modified_gmt":"2026-04-28T07:08:24","slug":"napoli-fatture-inesistenti-per-166-mln-di-euro-sequestro-di-beni-per-30-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/28\/napoli-fatture-inesistenti-per-166-mln-di-euro-sequestro-di-beni-per-30-milioni\/","title":{"rendered":"Napoli, fatture inesistenti per 166 mln di euro. Sequestro di beni per 30 milioni"},"content":{"rendered":"<div>NAPOLI (ITALPRESS) &#8211; Nell&#8217;ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoii Nord e delegate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha disposto un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo superiore a 30 milioni di euro, nell&#8217;ambito di un procedimento penale che vede, allo stato, indagate 29 persone fisiche e giuridiche per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le attivit\u00e0 investigative, condotte con la collaborazione del Settore Contrasto Illeciti dell&#8217;Agenzia delle Entrate e riferite agli anni d&#8217;imposta dal 2019 al 2025, hanno fatto emergere un&#8217;articolata frode fiscale nel settore della grande distribuzione organizzata fondata sull&#8217;emissione di fatture per un ammontare complessivo superiore a 166 milioni di euro. Al centro del meccanismo vi era un sistema di somministrazione illecita di manodopera strutturato su pi\u00f9 livelli. La societ\u00e0 committente, beneficiaria della frode, si avvaleva formalmente di due consorzi per i servizi di logistica e movimentazione merci svolti presso il proprio centro distributivo<br \/>sito nell&#8217;area industriale di Aversa Nord. Tali consorzi, tuttavia, erano privi di un&#8217;adeguata struttura organizzativa e di personale sufficiente, operando quasi esclusivamente per la committente sin dalla loro costituzione. Si servivano, quindi, di l8 societ\u00e0 cooperative, appositamente create e utilizzate come &#8220;serbatoi&#8221; di manodopera. Queste cooperative assumevano  formalmente i lavoratori, che per\u00f2 svolgevano la propria attivita direttamente presso gli stabilimenti della committente, sotto la sua direzione e il suo controllo. In tal modo, quello che formalmente appariva come un appalto di servizi si configurava, in realta, come una somministrazione illecita di manodopera. Il sistema permetteva alla committente di utilizzare centinaia di lavoratori senza assumerli direttamente, evitando i costi e i vincoli del lavoro subordinato e beneficiando di una notevole flessibilit\u00e0 organizzativa nonch\u00e8 di un rilevante e illecito risparmio d&#8217;IVA. Particolarmente significativa \u00e8 risultata anche la gestione operativa della forza lavoro, organizzaia direttamente dalla committente mediante sistemi informatici avanzati, in grado di impartire istruzioni ai lavoratori e monitorame in tempo reale le attivit\u00e0, confermando l&#8217;effettivo esercizio dei poteri tipici del datore di lavoro. Un elemento chiave della frode era il sistematico omesso versamento dell&#8217;IVA da parte delle cooperative sin dalla loro costituzione. Le somme incassate venivano destinate quasi esclusivamente al pagamento degli stipendi e degli altri costi del personale: in tal modo, l&#8217;lVA veniva impiegata per finanziare il costo del lavoro, con un rilevante risparmio per la societ\u00e0 committente e un danno significativo per l&#8217;Erario. Le indagini hanno evidenziato come le  cooperative fossero prive di reale aulonomia imprenditoriale: in molti casi inesistenti presso le sedi dichiarate, prive di utenze e di beni, sono risultate gestite da soggetti prestanome e assistite dagli stessi professionisti per gli adempimenti fiscali, societari e del lavoro. I lavoratori venivano inoltre trasferiti &#8220;in blocco&#8221; da una cooperativa all&#8217;altra, secondo un meccanismo che garantiva continuit\u00e0 operativa nonostante l&#8217;accumulo di debiti fiscali e la successiva sostituzione delle societ\u00e0. La societ\u00e0 committente detraeva I&#8217;IVA indicata nelle fatture emesse dai consorzi, conseguendo un indebito vantaggio fiscale. Tali fatture erano inesistenti sia sotto il profilo soggettivo, poich\u00e8 emesse da soggetti diversi dai reali fomitori della manodopera, sia sotto il profilo giuridico, in quanto riferite a contratti di appalto simulati, utilizzzati per celare una somministrazione di lavoro non consentita. Le indagini hanno inoltre evidenziato una gestione accentrata delle societ\u00e0 coinvolte, riconducibile a un&#8217;unica regia, con il supporto di professionisti per la gestione contabile e fiscale. Sono emersi elementi che indicano l&#8217;utilizzo di artifici contabili finalizzali a nascondere le perdite delle cooperative e a rappresentare una situazione economica non veritiera, attraverso I&#8217;iscrizione di ricavi fittizi e la sottostima dei debiti verso l&#8217;Erario. Nel corso delle indagini, la societ\u00e0 committente ha  provveduto a regolarizzare la propria posizione per gli anni d&#8217;imposta dal 2019 al 2024, presentando dichiarazioni integrative e versando imposte per un ammontare complessivo di 14.413.269,45 euro, oltre interessi e sanzioni per 6.229.864,91 euro. Alla luce di tale ravvedimento, il sequestro preventivo \u00e8 stato eseguito nei confronti degli altri soggetti coinvolti per un importo pari a 14.564.502,67 euro.(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Foto: Sala Stampa Guardia di Finanza<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAPOLI (ITALPRESS) &#8211; Nell&#8217;ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoii Nord e delegate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha disposto un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo superiore a 30 milioni di euro, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":265926,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[446],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/20260428_0112.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265925"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=265925"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265925\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/265926"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=265925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=265925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=265925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}