{"id":265896,"date":"2026-04-27T19:18:24","date_gmt":"2026-04-27T17:18:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/27\/un-anno-dalla-strage-di-monreale-larcivescovo-di-palermo-mai-dalla-parte-della-violenza-e-della-morte\/"},"modified":"2026-04-27T19:18:24","modified_gmt":"2026-04-27T17:18:24","slug":"un-anno-dalla-strage-di-monreale-larcivescovo-di-palermo-mai-dalla-parte-della-violenza-e-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/27\/un-anno-dalla-strage-di-monreale-larcivescovo-di-palermo-mai-dalla-parte-della-violenza-e-della-morte\/","title":{"rendered":"Un anno dalla strage di Monreale, l\u2019arcivescovo di Palermo: \u201cMai dalla parte della violenza e della morte\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Ad un anno dalla <strong>strage che ha sconvolto Monreale, la cittadina normanna si \u00e8 fermata per ricordare Massimo Pirozzo, Andrea Miceli e Salvo Turdo<\/strong>, uccisi il 27 aprile 2025. In occasione dell\u2019anniversario \u00e8 stata organizzata una giornata di commemorazione, con il <strong>patrocinio del Comune<\/strong>. Un corteo si \u00e8 snodato per le vie della citt\u00e0, fino al locale che fu teatro della sparatoria. Poi, nel pomeriggio una messa \u00e8 stata celebrata al Duomo. <strong>Ad officiarla l\u2019arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice. Le iniziative proseguiranno anche nel corso della serata.\u00a0<\/strong><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cLe morti terribili, agghiaccianti, di Massimo Pirozzo, Andrea Miceli e Salvo Turdo, l\u2019inspiegabile della loro fine, lo scandalo del loro assassinio, \u00e8 ancora nei nostri occhi e nei nostri cuori, come se non fosse passato un anno. Come se tutto fosse successo ieri. Noi patiamo nel nostro corpo, nel corpo della nostra comunit\u00e0, della nostra citt\u00e0, il dolore di quel che \u00e8 avvenuto\u201d<\/em>. Cos\u00ec, nella <strong>Chiesa della Collegiata di Monreale, l\u2019arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nell\u2019omelia per la ricorrenza del primo anniversario della morte dei tre ragazzi uccisi nel cittadina normanna lo scorso anno<\/strong>.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cOgnuno di noi \u00e8 inchiodato a una croce di dolore, di ingiustizia<\/em> \u2013 aggiunge -. <em>E la nostra terra \u2013 la terra di Monreale, la terra di Palermo, \u2013 \u00e8 inchiodata allo strazio della morte e all\u2019infinito dolore delle famiglie di Massimo, Andrea e Salvo \u2013 e anche a quelle di Paolo Taormina e di Sara Campanella -, alla ferita mortale degli uccisi e degli uccisori\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><em>\u201cVedo guerre che perpetuano l\u2019antico inesauribile ciclo di violenza e di morte<\/em> \u2013 sottolinea l\u2019arcivescovo di Palermo -. <em>Chi uccide \u2013 lo ripeto ancora una volta, e penso al magistero di Papa Francesco e di Papa Leone XIV \u2013 [chi uccide] ha un Alzheimer del cuore: chiude gli occhi e non vede che sta uccidendo il proprio simile. Da Caino ad Abele sono cambiate le armi, ma il peccato \u00e8 sempre quello: inchiodare l\u2019altro sulla croce e inchiodare chi lo ama ai piedi della Croce. \u00c8 cos\u00ec se alzo lo sguardo sul nostro Paese, dove si ripete ogni giorno il male inesprimibile di tante morti, di donne, uomini e bambini senza volto e senza nome inghiottiti dal mare della nostra indifferenza, prima che dal Mediterraneo. Il nostro Paese dove la vita e il diritto dei pi\u00f9 deboli vengono ignorati e calpestati. \u00c8 cos\u00ec se guardo alla nostra Sicilia, al tarlo che la rode: della mafia che opprime; della violenza che dilaga e sconvolge; della droga che annichila, semina disperazione e uccide; della dignit\u00e0 umana conculcata e del lavoro negato\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOgni uomo<\/em> \u2013 prosegue monsignor Lorefice \u2013<em> deve scegliere tra il male e il bene, tra l\u2019essere il mercenario che rapisce o l\u2019h\u00f2 poim\u00e8n h\u00f2 kal\u00f2s, il pastore bello, il pastore buono, che custodisce. Soprattutto se porta il nome di Cristo. Se onora il Santissimo Crocifisso. Oggi, purtroppo, lo sappiamo, i mercenari proliferano. Si camuffano nei posti pi\u00f9 impensati, si insinuano anche nelle Istituzioni, hanno il volto dei grandi del mondo, penetrano finanche nella Chiesa, circuiscono e ingannano i nostri giovani, deludono le loro speranze e i loro sogni, con un insegnamento falso. I mercenari non hanno a cuore la vita delle loro pecore, delle pecore che sono in tutto il mondo. I mercenari sono i cattivi maestri disseminati in ogni strada. Cos\u00ec le citt\u00e0, le nostre citt\u00e0, nuclei e simboli dell\u2019umano pi\u00f9 vivido, diventano luoghi del male, di violenza, di idolatria. Perch\u00e9 il mercenario produce croci, crocifigge. Sfregia i crocifissi. Chi fa violenza, chi fa la guerra, chi la sostiene, chi opprime il prossimo \u00e8 nel regno del male. Ha solo voglia di uccidere e di far piangere i vivi che rimangono\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOgni uomo<\/em> \u2013 aggiunge \u2013 <em>deve scegliere tra il male e il bene, tra l\u2019essere il mercenario che rapisce o l\u2019h\u00f2 poim\u00e8n h\u00f2 kal\u00f2s, il pastore bello, il pastore buono, che custodisce. Soprattutto se porta il nome di Cristo. Se onora il Santissimo Crocifisso. Oggi, purtroppo, lo sappiamo, i mercenari proliferano. Si camuffano nei posti pi\u00f9 impensati, si insinuano anche nelle Istituzioni, hanno il volto dei grandi del mondo, penetrano finanche nella Chiesa, circuiscono e ingannano i nostri giovani, deludono le loro speranze e i loro sogni, con un insegnamento falso. I mercenari non hanno a cuore la vita delle loro pecore, delle pecore che sono in tutto il mondo. I mercenari sono i cattivi maestri disseminati in ogni strada. Cos\u00ec le citt\u00e0, le nostre citt\u00e0, nuclei e simboli dell\u2019umano pi\u00f9 vivido, diventano luoghi del male, di violenza, di idolatria. Perch\u00e9 il mercenario produce croci, crocifigge. Sfregia i crocifissi. Chi fa violenza, chi fa la guerra, chi la sostiene, chi opprime il prossimo \u00e8 nel regno del male. Ha solo voglia di uccidere e di far piangere i vivi che rimangono\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOggi la croce di Cristo \u00e8 l\u2019unica speranza, per ogni uomo e per ogni donna. In questi giorni a Monreale festeggiamo il \u2018Padre delle Grazie\u2019 che, inchiodato alla croce, schioda noi dalla disperazione, dalla falsa felicit\u00e0, dalla violenza. \u00c8 morto in croce perch\u00e9 noi apriamo gli occhi. Perch\u00e9 nessuno muoia per mano della violenza, perch\u00e9 nessuno cresca solo, nessuno sia abbandonato, nessuno sia calpestato. Nessuno cada in preda dell\u2019idolo del proprio \u2018io\u2019, del narcisismo, o dei falsi idoli della forza ostentata e predatoria, del possedere, del piacere sfrenato che riduce ad oggetto l\u2019altro, l\u2019altra\u201d<\/em>, conclude l\u2019arcivescovo di Palermo, rivolgendo un appello ai <strong>giovani<\/strong>: <em>\u201cMi rivolgo a voi adesso, voi che da sempre siete nel cuore dei vostri Vescovi Gualtiero e Corrado: volete essere felici, volete riuscire nella vita? Guardate e seguite Cristo, il Santissimo Crocifisso. Non solo per la sua Festa. Ma sempre, ogni giorno. Contemplatelo. Fatelo vivere in voi. Nella vostra vita. Nelle vostre scelte. Nel vostro modo di pensare. Andatelo a trovare di domenica in domenica nelle vostre comunit\u00e0 parrocchiali dove continua a donare il suo corpo per noi tutti. Ascoltate la sua voce nei Vangeli. Guardate la storia. Milioni di persone hanno creduto in Lui. E voi non troverete mai uno che ha seguito Cristo e si sia sentito fallito, infelice. Stiamo con Cristo. Saremo dalla parte della gioia piena, della vita in abbondanza. Saremo testimoni di vita e di speranza. Mai dalla parte della violenza e della morte. Mai dalla parte del peccato ma della misericordia e dell\u2019amore\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>-Foto IPA Agency-<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Ad un anno dalla strage che ha sconvolto Monreale, la cittadina normanna si \u00e8 fermata per ricordare Massimo Pirozzo, Andrea Miceli e Salvo Turdo, uccisi il 27 aprile 2025. In occasione dell\u2019anniversario \u00e8 stata organizzata una giornata di commemorazione, con il patrocinio del Comune. 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