{"id":265487,"date":"2026-04-21T17:08:28","date_gmt":"2026-04-21T15:08:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/21\/malattie-respiratorie-croniche-accesso-alle-cure-e-liste-dattesa-sfide-del-ssn\/"},"modified":"2026-04-21T17:08:28","modified_gmt":"2026-04-21T15:08:28","slug":"malattie-respiratorie-croniche-accesso-alle-cure-e-liste-dattesa-sfide-del-ssn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/21\/malattie-respiratorie-croniche-accesso-alle-cure-e-liste-dattesa-sfide-del-ssn\/","title":{"rendered":"Malattie respiratorie croniche, accesso alle cure e liste d\u2019attesa sfide del SSN"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Garantire un accesso equo alle cure resta una delle sfide pi\u00f9 complesse per il Servizio Sanitario Nazionale. Le disuguaglianze territoriali continuano a pesare sulla possibilit\u00e0, per i pazienti, di accedere a percorsi diagnostico-terapeutici appropriati. In questo contesto, rafforzare l&#8217;integrazione tra i diversi livelli assistenziali e ridurre le disparit\u00e0 regionali diventa decisivo per migliorare la qualit\u00e0 dell&#8217;assistenza e assicurare una presa in carico pi\u00f9 uniforme.<br \/>Parallelamente, assume un ruolo sempre pi\u00f9 centrale il tema delle liste d&#8217;attesa. Da anni al centro dell&#8217;attenzione delle Istituzioni e degli operatori sanitari, incide in modo particolare nell&#8217;ambito delle malattie croniche, che richiedono un monitoraggio continuo, interventi tempestivi e una presa in carico strutturata e multidisciplinare nel tempo. Ridurre i tempi per visite ed esami non \u00e8 solo una questione organizzativa, ma un elemento chiave per migliorare la qualit\u00e0 della vita dei pazienti e rendere pi\u00f9 efficiente l&#8217;utilizzo delle risorse pubbliche.<br \/>In questo scenario, Tiziana Nicoletti, Responsabile del Coordinamento delle Associazioni dei malati cronici e rari di Cittadinanzattiva ha commentato:\u00a0&#8220;In Italia la principale emergenza sanitaria non riguarda la qualit\u00e0 delle cure, ma la possibilit\u00e0 stessa di accedervi. Sebbene si comincino ad intravedere alcuni effetti delle riforme in corso &#8211; in merito a tempi di attesa, assistenza territoriale, aggiornamento dei Lea, ampliamento degli screening e del calendario vaccinale &#8211; le liste d&#8217;attesa, la carenza di personale e la disomogeneit\u00e0 territoriale nell&#8217;erogazione dei servizi sanitari mettono ancora a rischio l&#8217;effettivit\u00e0 del diritto alla salute&#8221;.<br \/>&#8220;Tutto ci\u00f2 &#8211; ha aggiunto &#8211; delinea in modo sempre pi\u00f9 evidente, le problematiche che si sono radicate nel tempo per i pazienti cronici e per le loro famiglie, impedendo loro di accedere pienamente e in maniera uniforme alle cure. Piani e norme non mancano e, in genere, ben definiscono i diritti delle persone con malattia cronica e rara. Ma, troppo spesso, restano sospesi: nelle more delle decisioni, negli ostacoli che le Istituzioni tendono a frapporsi, nella insufficiente partecipazione dei cittadini e delle associazioni. Su questo chiediamo la piena attuazione del nuovo Piano Nazionale della Cronicit\u00e0 2024 e il monitoraggio costante degli obiettivi previsti. La necessit\u00e0 di prevedere politiche pubbliche efficaci, e l&#8217;urgenza di un Patto rinnovato fra le Istituzioni, soprattutto nel rapporto fra Stato e Regioni, per accelerare i tempi di esigibilit\u00e0 dei diritti e dar loro attuazione in modo equo a tutti i cittadini in tutto il Paese&#8221;. <br \/>Tuttavia, la gestione di queste patologie rimane complessa, e ci\u00f2 \u00e8 dimostrato dalla presa in carico dei pazienti con BPCO che in Italia sono oltre 2 milioni. Il percorso assistenziale, in questi casi, necessita di sinergia tra i professionisti sanitari, quali specialista pneumologo e medico di medicina generale, che ricoprono ruoli diversi ma equamente importanti. Rafforzare questa integrazione rappresenta quindi una leva strategica per migliorare gli esiti assistenziali per i pazienti gi\u00e0 diagnosticati, evitare riacutizzazioni e, conseguentemente, ottimizzare l&#8217;utilizzo delle risorse sanitarie.<br \/>Su questo tema si \u00e8 espresso Raffaele Scala, Presidente Nazionale Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO): &#8220;La presa in carico dei pazienti con patologie respiratorie croniche, in particolar modo la BPCO, presenta ancora delle criticit\u00e0 che sono legate alla tempestivit\u00e0 di identificazione\u00a0della patologia, alla prevenzione della stessa, al monitoraggio di essa in tutte le sue fasi e al trattamento delle riacutizzazioni, soprattutto quando la patologia \u00e8 avanzata. Gli elementi di miglioramento del percorso sono quelli legati alla maggiore integrazione tra lo specialista pneumologo e il medico di medicina generale, e tra specialista pneumologo e altri professionisti ospedalieri, anche attraverso gli\u00a0strumenti che abbiamo gi\u00e0 in atto e che solo in parte sono sviluppati, come quelli della telemedicina, che consentono soprattutto di accorciare le distanze tra specialista e medico di medicina generale e tra diversi specialisti per poter cos\u00ec dare subito una risposta al paziente con sospetta o conclamata\u00a0malattia respiratoria sia in fase di stabilit\u00e0 che di acuzie&#8221;. &#8220;E&#8217; chiaro &#8211; ha evidenziato &#8211; che tutto questo deve essere associato a un&#8217;azione di squadra, che coinvolge associazioni dei pazienti, Istituzioni e stakeholders\u00a0privati.<br \/>Solo in questo modo si pu\u00f2 costituire un modello applicativo che consenta un&#8217;equit\u00e0 delle cure in tutte le Regioni e si basi sul concetto di reti cliniche integrate\u00a0e strutturate. Il primo anello di questa catena gestionale \u00e8 proprio\u00a0l&#8217;integrazione tra il medico di medicina generale e lo specialista pneumologo: \u00e8 cos\u00ec che il paziente entra subito all&#8217;interno della rete per presa in cura. Le altre componenti del modello riguardano la integrazione ospedaliera e inter-ospedaliera basata sulla Rete Regionale e Interregionale che deve lavorare secondo la logica Hub &amp; Spoke, laddove\u00a0viene gestita sia la parte acuta, ad alta complessit\u00e0 diagnostica e terapeutica, e sia le successive complicanze delle patologie\u00a0respiratorie.\u00a0All&#8217;interno di questa rete Hub &amp; Spoke, i nodi vengono gestiti attraverso una\u00a0comunicazione tra le diverse strutture ospedaliere. In questo modello, le UTIP, unit\u00e0 di terapia intensiva pneumologica, ricoprono un ruolo cruciale di cerniera tra la fase dell&#8217;attacco respiratorio acuto e la transizione a domicilio di pazienti con sviluppo di dipendenza da ossigeno e supporti di ventilazione meccanica. E&#8217; chiaro che sotto un punto di vista di strategia operativa, la gestione delle patologie respiratorie sia acute che croniche non deve prevedere un trattamento solo ospedaliero, ma deve privilegiare quando possibile il trattamento territoriale e\u00a0per questo motivo all&#8217;interno di questa Rete vanno incluse le Case di Comunit\u00e0 nelle quali lo specialista\u00a0pneumologo lavora a contatto con il medico di medicina generale per poter gestire\u00a0insieme per la prima volta questi pazienti e ridurre il ricorso alle strutture ospedaliere&#8221;.<br \/>&#8220;Solo in questo modo &#8211; ha concluso &#8211; potremmo superare\u00a0queste barriere, che impediscono al momento di poter diagnosticare le patologie respiratorie, come BPCO e asma, in fase precoce, laddove i trattamenti che abbiamo a disposizione, che sono particolarmente attivi, sono sicuramente pi\u00f9 efficaci, e al tempo stesso potremmo prenderci carico delle persone in fase avanzata di malattia con dipendenza da supporti per la respirazione con l&#8217;obiettivo di ottenere un prolungamento e soprattutto\u00a0un miglioramento della qualit\u00e0 di vita&#8221;.<br \/>La direzione \u00e8 tracciata: rafforzare l&#8217;assistenza territoriale e l&#8217;integrazione tra i diversi livelli di cura per costruire un sistema pi\u00f9 equo, efficiente e capace di rispondere ai bisogni dei pazienti.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto ufficio stampa Esperia &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Garantire un accesso equo alle cure resta una delle sfide pi\u00f9 complesse per il Servizio Sanitario Nazionale. 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