{"id":265290,"date":"2026-04-18T08:50:29","date_gmt":"2026-04-18T06:50:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=265290"},"modified":"2026-04-18T08:50:33","modified_gmt":"2026-04-18T06:50:33","slug":"la-cassazione-da-ragione-a-basso-annullata-sentenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/18\/la-cassazione-da-ragione-a-basso-annullata-sentenza\/","title":{"rendered":"La Cassazione d\u00e0 ragione a Basso: &#8220;Annullata sentenza&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e quella di primo grado e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Messina per l\u2019ulteriore corso\u2026\u201d. E\u2019 una sentenza tranchant, senza molti precedenti, quella della quinta sezione della Corte Suprema di Cassazione sul giornalista Enzo Basso, fondatore del settimanale \u201cCentonove\u201d, chiuso per ordine della magistratura di Messina dopo venticinque anni di ininterrotte pubblicazioni.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Enzo Basso fu arrestato la mattina all\u2019alba del ventotto ottobre del 2017 con l\u2019accusa di bancarotta documentale per ordine della Procura allora diretta da Maurizio De Lucia e pass\u00f2 sei mesi agli arresti domiciliari. La conseguenza dell\u2019arresto fu la chiusura del settimanale e la cessione del ramo di azienda 109press, la prima societ\u00e0 di rassegne stampa telematiche del Sud Italia, senza nessuna procedura competitiva di evidenza pubblica. Ora a distanza di nove anni dai fatti, la Cassazione non si esprime, come da prassi, sulla sentenza di secondo grado che aveva determinato la condanna a 4 anni e quattro mesi del giornalista, ma cancella alla radice il processo, azzerando pure il primo grado.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi riparte da zero\u201d spiega l\u2019avvocato Andrea Calderone del Foro di Barcellona. \u201cDa prima che il mio cliente fosse arrestato, senza ce ne fossero le condizioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal primo capo di imputazione che contestava al giornalista una voce di bilancio, un credito di 334mila euro, molti elementi sono risultati falsi: la cifra riportata in bilancio era corretta, 176mila euro, il credito verso la cooperativa Intermedia, la stessa che non aveva restituito alla societ\u00e0 editoriale Centonove la somma di 26mila euro, a seguito della uscita dell\u2019azienda dalla compagine. Altro elemento risultato falsato, le contestazioni sul credito di imposta, regolarmente usufruito dalla societ\u00e0 editoriale e certificato da una sentenza della commissione tributaria. Ma al centro dell\u2019indagine, guidata dall\u2019allora magistrato Antonio Carchietti ora in servizio alla Procura di Palermo, c\u2019\u00e8 soprattutto la richiesta dei fondi al Dipartimento dell\u2019Editoria della cooperativa Kimon, alla quale partecipava anche Editoriale Centonove: si contestava la presenza della srl, come socio sostenitore, elemento regolarmente previsto dal codice civile. La testata era stata ceduta alla cooperativa secondo i dettami di legge, dopo la stima e la perizia giurata di un consulente del tribunale di Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>Editoriale Centonove non ha mai usufruito dei fondi della legge sull\u2019editoria di recente assegnati a una societ\u00e0 per azioni di Messina, partecipata da una societ\u00e0 quotata in Borsa. Dopo nove anni di giudizi, ora il processo \u00e8 stato cancellato alla radice. Basso ha denunciato a Reggio Calabria il Pm che ha avviato l\u2019inchiesta: la famiglia e gli affini del magistrato hanno presentato contro di lui e il giornale da lui diretto pi\u00f9 di venti querele, senza che il Pm si astenesse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e quella di primo grado e dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di Messina per l\u2019ulteriore corso\u2026\u201d. 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