{"id":265080,"date":"2026-04-15T10:08:29","date_gmt":"2026-04-15T08:08:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/15\/clan-dei-casalesi-sequestri-per-oltre-2-milioni-a-imprenditori-affiliati\/"},"modified":"2026-04-15T10:08:29","modified_gmt":"2026-04-15T08:08:29","slug":"clan-dei-casalesi-sequestri-per-oltre-2-milioni-a-imprenditori-affiliati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/04\/15\/clan-dei-casalesi-sequestri-per-oltre-2-milioni-a-imprenditori-affiliati\/","title":{"rendered":"Clan dei Casalesi, sequestri per oltre 2 milioni a imprenditori affiliati"},"content":{"rendered":"<div>NAPOLI (ITALPRESS) &#8211; Due distinti provvedimenti di sequestro sono stati emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere &#8211; Sezione Misure di Prevenzione &#8211; ed eseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, nell&#8217;ambito di tre proposte avanzate dalla Procura della Repubblica di Napoli e dal Direttore della DIA. Le misure colpiscono soggetti ritenuti di elevato spessore criminale, da anni legati al clan dei Casalesi, ai quali viene attribuito un contributo stabile e significativo alle attivit\u00e0 dell&#8217;organizzazione mafiosa. Il primo provvedimento riguarda un imprenditore edile considerato un importante affiliato del clan, attivo soprattutto nel settore degli appalti pubblici e privati. L&#8217;uomo avrebbe progressivamente assunto una posizione dominante nella fornitura di materiali per la cantieristica stradale, tra cui marmi e porfidi, operando attraverso una rete di societ\u00e0 riconducibili al sistema delle cosiddette &#8220;scatole cinesi&#8221;. Secondo gli inquirenti, l&#8217;imprenditore era legato alla famiglia Schiavone non solo nella gestione delle attivit\u00e0 economiche, ma anche nel riciclaggio e nel reimpiego dei proventi illeciti, mediante operazioni come il cambio di assegni e l&#8217;intestazione fittizia di beni. Il suo ruolo all&#8217;interno del clan era gi\u00e0 emerso nel processo &#8220;Spartacus&#8221;, conclusosi con una condanna definitiva per associazione mafiosa, reato nuovamente contestato nel 2022.<br \/>Le indagini, condotte dal Centro Operativo DIA di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno ricostruito un profilo in cui attivit\u00e0 imprenditoriali e interessi criminali risultano strettamente intrecciati. Un congiunto dell&#8217;imprenditore, anch&#8217;egli destinatario della misura, avrebbe collaborato nella gestione delle aziende, alcune direttamente riconducibili alla famiglia, altre formalmente intestate a terzi. Un secondo provvedimento ha colpito un altro storico affiliato al clan dei Casalesi, gi\u00e0 destinatario di condanne definitive. L&#8217;uomo avrebbe svolto un ruolo strategico nelle estorsioni e nel reinvestimento dei proventi illeciti, mantenendo contatti con esponenti politici locali e fungendo da tramite tra il clan e un candidato particolarmente influente nelle elezioni amministrative di Casal di Principe. Le indagini patrimoniali hanno evidenziato una marcata sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni nella disponibilit\u00e0 degli indagati e dei prestanome. Il Tribunale ha quindi disposto il sequestro finalizzato alla confisca di quattro societ\u00e0, cinque immobili, due autovetture e ventiquattro rapporti finanziari, per un valore complessivo superiore ai due milioni di euro.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>foto: screenshot video DIA<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAPOLI (ITALPRESS) &#8211; Due distinti provvedimenti di sequestro sono stati emessi dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere &#8211; Sezione Misure di Prevenzione &#8211; ed eseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia, nell&#8217;ambito di tre proposte avanzate dalla Procura della Repubblica di Napoli e dal Direttore della DIA. 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