{"id":263886,"date":"2026-03-25T13:48:30","date_gmt":"2026-03-25T12:48:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/25\/mostre-a-centuripe-le-tante-sicilie-nella-fotografia-di-armando-rotoletti\/"},"modified":"2026-03-25T13:48:30","modified_gmt":"2026-03-25T12:48:30","slug":"mostre-a-centuripe-le-tante-sicilie-nella-fotografia-di-armando-rotoletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/25\/mostre-a-centuripe-le-tante-sicilie-nella-fotografia-di-armando-rotoletti\/","title":{"rendered":"Mostre, a Centuripe le \u201ctante Sicilie\u201d nella fotografia di Armando Rotoletti"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>CENTURIPE (ENNA) (ITALPRESS) \u2013 Dal 28 marzo al 27 settembre 2026 l\u2019Antiquarium Comunale di Centuripe ospita la mostra \u201cSicilia. Un\u2019isola, tante Sicilie. Fotografia, memoria e patrimonio culturale nell\u2019opera di Armando Rotoletti\u201d, un ampio progetto espositivo dedicato a oltre trent\u2019anni di ricerca fotografica sull\u2019isola.<br \/>Il progetto nasce dall\u2019idea che la fotografia possa costituire uno strumento di indagine scientifica sul territorio, sulla memoria e sulle trasformazioni sociali, capace di restituire non solo immagini ma interpretazioni complesse di un contesto storico e culturale. La mostra di Armando Rotoletti dedicata alla Sicilia rappresenta, in questo senso, un corpus di grande valore, frutto di oltre trent\u2019anni di frequentazione assidua dell\u2019isola e di un rapporto personale, profondo e mai interrotto con essa.<br \/>\u201cQuesta mostra \u2013 dichiara l\u2019Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato \u2013 rappresenta un esempio virtuoso di come la fotografia possa diventare strumento di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. L\u2019opera di Rotoletti restituisce alla Sicilia uno sguardo consapevole e stratificato, capace di mettere in luce la ricchezza delle nostre identit\u00e0 e di trasformarla in occasione di crescita culturale e civile\u201d.<br \/>Costretto a lasciare la Sicilia in giovane et\u00e0 per ragioni di lavoro, Rotoletti non ha mai reciso il legame con la sua terra d\u2019origine. Al contrario, il distacco ha reso ancora pi\u00f9 urgente il bisogno del ritorno. A partire dalla fine degli anni Ottanta, la Sicilia diventa per lui un luogo da esplorare sistematicamente, un campo di osservazione privilegiato in cui far convergere esperienza biografica e pratica professionale di fotogiornalista. I viaggi per importanti magazine italiani e i progetti personali si intrecciano cos\u00ec in una lunga ricerca visiva che non pretende di essere esaustiva, ma che ambisce a essere onesta, stratificata e coerente.<br \/>Le fotografie raccolte nella mostra e nel volume edito da Silvana Editoriale non vogliono \u201craccontare la Sicilia\u201d in modo totale o definitivo. Esse costituiscono piuttosto una selezione significativa di scatti realizzati nell\u2019arco di oltre tre decenni, che nel loro insieme restituiscono una visione personale dell\u2019isola intesa come \u201cisola-mondo\u201d. Una Sicilia plurale, complessa, attraversata da forti contrasti e da una densissima stratificazione storica, culturale e antropologico-sociale. E\u2019 per questo che Rotoletti parla di \u201cSicilie\u201d, al plurale: perch\u00e8 ogni territorio, ogni comunit\u00e0, ogni paesaggio umano e materiale concorre a definire identit\u00e0 differenti, spesso coesistenti e talvolta conflittuali.<br \/>Il progetto si propone di analizzare questa narrazione visiva come una forma di costruzione del patrimonio culturale, sia materiale sia immateriale. Le immagini di Rotoletti non documentano soltanto luoghi, volti e oggetti, ma restituiscono pratiche, rituali, gesti quotidiani e forme di resistenza alla standardizzazione contemporanea. Come osserva Tomaso Montanari, la Sicilia che emerge da queste fotografie appare come un potente antidoto all\u2019omologazione globale: una realt\u00e0 \u201cdiversa\u201d, in cui il tradizionalismo non \u00e8 semplice  arretratezza, ma pu\u00f2 diventare frontiera avanzata del pensiero moderno, l\u00e0 dove la diversit\u00e0 si configura come valore umano fondamentale, fecondo e, proprio per questo, spesso temuto.<br \/>La scelta del bianco e nero e di una forma espressiva classica rafforza ulteriormente questa lettura. Lo spettatore \u00e8 indotto a interrogarsi sul tempo delle immagini, a controllarne la datazione, scoprendo con sorpresa che ci\u00f2 che appare come appartenente a un\u2019altra epoca \u00e8 invece pienamente contemporaneo. Le fotografie diventano cos\u00ec, per usare le parole di Italo Calvino riferite a Carlo Levi e riprese da Montanari, \u201cambasciatrici di un altro tempo\u201d nel nostro presente. In questa sospensione temporale si colloca una delle chiavi di lettura pi\u00f9 fertili del lavoro di Rotoletti: la capacit\u00e0 di mostrare ci\u00f2 che ancora esiste, ma che lentamente e inesorabilmente rischia di scomparire.<br \/>In questo senso, il progetto si configura anche come una riflessione sullo sguardo. Tomaso Montanari parla esplicitamente di un\u2019educazione sentimentale allo sguardo: \u201cLo sguardo di Rotoletti parifica uomini e cose, li inserisce in un repertorio memoriale che non gerarchizza, ma mette in relazione. E\u2019 uno sguardo sensibile, allenato alla complessit\u00e0, capace di cogliere l\u2019unicit\u00e0 dei dettagli senza mai perdere la visione d\u2019insieme. Proprio per questo, il valore scientifico del lavoro non risiede solo nella documentazione, ma nella capacit\u00e0 interpretativa dell\u2019autore, nella costruzione di punti di vista che stimolano una comprensione critica del territorio\u201d.<br \/>Il progetto intende dunque indagare la fotografia di Rotoletti come pratica conoscitiva e come dispositivo culturale e politico, nel senso pi\u00f9 alto del termine. Amare la Sicilia, come scrive Montanari, significa amare la sua diversit\u00e0, e riconoscere che il patrimonio culturale non \u00e8 qualcosa di astratto o distante, ma una realt\u00e0 prossima, urgente, che interpella il presente. Attraverso una narrazione visiva articolata e costruita nel tempo, Rotoletti offre uno strumento prezioso per riflettere sull\u2019identit\u00e0, sulla memoria e sulle trasformazioni della Sicilia contemporanea, contribuendo a una comprensione pi\u00f9 profonda e consapevole di una regione che continua a interrogare, resistere e raccontare se stessa.<br \/>\u201cAccogliere a Centuripe un progetto di tale spessore \u2013 afferma il Sindaco Salvatore La Spina \u2013 significa rafforzare il ruolo della nostra comunit\u00e0 come luogo di produzione culturale e di riflessione sull\u2019identit\u00e0 siciliana. L\u2019Antiquarium conferma il suo ruolo di spazio vivo, in cui memoria, arte e territorio dialogano con le massime espressioni d\u2019arte\u201d.<br \/>La mostra \u00e8 organizzata dal Comune di Centuripe in collaborazione con Rjma Progetti culturali ed \u00e8 realizzata grazie al contributo dell\u2019Assessorato dei beni culturali e dell\u2019identit\u00e0 siciliana.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u2013 Foto ufficio stampa mostra \u201cSicilia. Un\u2019isola, tante Sicilie\u201d \u2013<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CENTURIPE (ENNA) (ITALPRESS) \u2013 Dal 28 marzo al 27 settembre 2026 l\u2019Antiquarium Comunale di Centuripe ospita la mostra \u201cSicilia. Un\u2019isola, tante Sicilie. 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