{"id":263466,"date":"2026-03-19T13:08:27","date_gmt":"2026-03-19T12:08:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/19\/referendum-balboni-se-vince-il-si-passo-avanti-verso-lo-stato-di-diritto\/"},"modified":"2026-03-19T13:08:27","modified_gmt":"2026-03-19T12:08:27","slug":"referendum-balboni-se-vince-il-si-passo-avanti-verso-lo-stato-di-diritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/19\/referendum-balboni-se-vince-il-si-passo-avanti-verso-lo-stato-di-diritto\/","title":{"rendered":"Referendum, Balboni \u201cSe vince il s\u00ec passo avanti verso lo Stato di diritto\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Se vince il s\u00ec, &#8220;l&#8217;Italia fa un passo in avanti verso lo Stato di diritto, non un passo indietro. In tutti i paesi democratici e occidentali c&#8217;\u00e8 la separazione delle carriere&#8221;. &#8220;I magistrati faranno i magistrati e smetteranno di fare politica: oggi invece abbiamo dei magistrati &#8211; una minoranza, ma molto politicizzata &#8211; che condiziona quindi tutta la magistratura, che anzich\u00e8 applicare le leggi vuole interpretarle. Questa \u00e8 una riforma non per la destra o per la sinistra, \u00e8 una riforma per la giustizia&#8221;. Cos\u00ec Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica &#8220;Primo Piano&#8221; dell&#8217;agenzia Italpress. Se vince il no, &#8220;non cambia nulla: la politica, o meglio certi partiti, vanno a ingerirsi nella vita della magistratura attraverso le correnti organizzate e gli italiani avranno meno giustizia, ma soprattutto, se vince il no si bloccher\u00e0 chiss\u00e0 per quanti anni il processo riformatore in Italia&#8221;, ribadisce.<br \/>\nLa riforma della giustizia &#8220;completa un lungo processo iniziato nel 1988 con il nuovo codice di procedura penale, che introduceva nel nostro ordinamento il sistema accusatorio al posto del sistema inquisitorio. Il sistema accusatorio &#8211; evidenzia Balboni &#8211; prevede che le prove si formino nel dibattimento e nel contraddittorio tra l&#8217;accusa e la difesa in condizioni di assoluta parit\u00e0 di fronte a un giudice terzo. Questo processo \u00e8 poi andato avanti con la riforma dell&#8217;articolo 111 della Costituzione per mettere in Costituzione questo principio di assoluta imparzialit\u00e0 del giudice e viene completato con la separazione delle carriere, perch\u00e8 tutti capiscono che fino a quando il PM e il giudice sono stretti parenti l&#8217;imparzialit\u00e0 non ci pu\u00f2 essere. Oggi giudice e pubblico ministero fanno lo stesso concorso, fanno lo stesso percorso professionale, fanno parte degli stessi organi di autogoverno, decidono l&#8217;uno nei confronti dell&#8217;altro le carriere, i trasferimenti, i procedimenti disciplinari e via di questo passo. E&#8217; chiaro che un giudice e un pubblico ministero, fino a quando sono stretti parenti, non possono essere imparziali&#8221;, spiega Balboni.<br \/>\nL&#8217;idea di un pm sottoposto al potere politico &#8220;\u00e8 una pura fake news. L&#8217;articolo 104 della Costituzione, che sancisce l&#8217;autonomia e l&#8217;indipendenza della magistratura da ogni altro potere, non solo non viene toccato, ma viene rafforzato perch\u00e8 chiarisce che il pm fa parte della magistratura, la quale si distingue in magistratura inquirente e magistratura decidente, cio\u00e8 i giudici. In questo modo \u00e8 chiaro che anche il pubblico ministero, come il giudice, \u00e8 soggetto sempre e soltanto alla legge. Il fronte del &#8216;n\u00f2 fa un processo alle intenzioni, dice che vogliamo fare questa riforma per creare poi le condizioni, un domani, di sottomettere il pm alla politica&#8221;.<br \/>\nSul doppio CSM e sulla sua composizione, chiarisce: &#8220;Nel momento in cui ci sono le carriere separate, bisogner\u00e0 fare un CSM per i pubblici ministeri e uno per i giudici, ma sempre presieduto dal Presidente della Repubblica e sempre con la proporzione di due terzi di magistrati e un terzo di componenti laici nominati sorteggiati fra un elenco predisposto dal Parlamento. Quindi il CSM verr\u00e0 composto non pi\u00f9 sulla base di un&#8217;elezione pilotata e manovrata dalle correnti&#8221; ed &#8220;\u00e8 chiaro che se un magistrato viene sorteggiato a sorte, non avr\u00e0 pi\u00f9 alcun cordone ombelicale con la corrente, che non avr\u00e0 pi\u00f9 il potere di designarlo. Questa \u00e8 la vera rivoluzione contenuta nella riforma&#8221;, sottolinea.<br \/>\n&#8220;Il sorteggio spezza il legame tra la politica e la magistratura&#8221; ed &#8220;\u00e8 per questo che c&#8217;\u00e8 questa campagna cos\u00ec cattiva, questa lotta nel fango che hanno iniziato ormai da mesi e mesi: il sorteggio li spaventa perch\u00e8 rompe tutti gli schemi fino ad ora adottati dalla politica per controllare la magistratura, attraverso le correnti politicizzate. Un magistrato che vuole essere valutato esclusivamente in base al proprio merito e non vuole essere strumentalizzato dalla corrente, ma vuole rimanere libero, con il sorteggio finalmente lo sar\u00e0. Non \u00e8 un caso che un sondaggio di un paio di mesi fa abbia stabilito che, ben il 41% dei magistrati \u00e8 favorevole al sorteggio. Sono proprio quei magistrati che vogliono essere liberati dal condizionamento della politica&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto Italpress &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Se vince il s\u00ec, &#8220;l&#8217;Italia fa un passo in avanti verso lo Stato di diritto, non un passo indietro. 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