{"id":262945,"date":"2026-03-12T16:08:32","date_gmt":"2026-03-12T15:08:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/12\/cyber-index-pmi-cresce-la-consapevolezza-digitale-delle-imprese\/"},"modified":"2026-03-12T16:08:32","modified_gmt":"2026-03-12T15:08:32","slug":"cyber-index-pmi-cresce-la-consapevolezza-digitale-delle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/12\/cyber-index-pmi-cresce-la-consapevolezza-digitale-delle-imprese\/","title":{"rendered":"Cyber Index PMI, cresce la consapevolezza digitale delle imprese"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; E&#8217; stato presentato, presso la sede romana di Generali, il terzo Rapporto Cyber Index PMI, l&#8217;indice che valuta il livello di consapevolezza e maturit\u00e0 delle piccole e medie imprese italiane nella gestione dei rischi digitali. Cyber Index PMI \u00e8 un&#8217;iniziativa promossa da Confindustria e Generali, con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell&#8217;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con l&#8217;obiettivo di monitorare nel tempo l&#8217;evoluzione della postura di sicurezza del tessuto imprenditoriale italiano, intesa come capacit\u00e0 di governare il rischio cyber attraverso scelte strategiche, assetti organizzativi, processi e strumenti adeguati.<br \/>\nMassimo Monacelli, General Manager di Generali Italia, sottolinea: &#8216;Vogliamo essere protagonisti nell&#8217;ambito delle trasformazioni che fanno parte della nostra societ\u00e0 e della nostra economia e lo facciamo vicino alle piccole e medie imprese italiane, che per noi sono un partner fondamentale. Il Cyber Index non \u00e8 solo uno studio scientifico: ha l&#8217;ambizione di essere uno strumento pragmatico e concreto attraverso il quale promuovere la cultura del rischio digitale in Itali\u00e0.<br \/>\nBarbara Lucini, Responsabile Country Sustainability &amp; Social Responsibility di Generali Italia ha dichiarato: &#8216;Le piccole e medie imprese italiane rappresentano una componente essenziale del tessuto economico e sociale del Paese: sostenerne la capacit\u00e0 di affrontare le sfide legate alla trasformazione tecnologica significa rafforzare la solidit\u00e0 e la continuit\u00e0 del sistema produttivo nel lungo periodo. In questo contesto, Generali interpreta il proprio ruolo di Partner del Paese come un impegno concreto ad affiancare le imprese, non solo attraverso soluzioni assicurative, ma anche favorendo consapevolezza, prevenzione e capacit\u00e0 di risposta di fronte alle minacce digitali. Con il Cyber Index PMI mettiamo a disposizione competenze, esperienza e strumenti per aiutare le aziende a comprendere la propria esposizione, a gestire i rischi legati all&#8217;operativit\u00e0 digitale e a integrare prevenzione, protezione e copertura assicurativa in un approccio responsabile e orientato al lungo period\u00f2.<br \/>\nFausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria, Confindustria ha dichiarato: &#8216;Se vogliamo che le PMI italiane colmino il gap di produttivit\u00e0 che scontano con i principali partner europei, la trasformazione digitale \u00e8 un passo necessario. Digitalizzare senza proteggersi, per\u00f2, espone le imprese a rischi concreti: oggi chi non garantisce standard minimi di sicurezza informatica rischia di essere escluso dalle filiere produttive. Confindustria lavora su pi\u00f9 fronti: dialoghiamo con le istituzioni nazionali ed europee per un&#8217;adozione efficace di normative cogenti come il NIS2 e il Cyber Resilience Act e informiamo le PMI sui fondi e sulle agevolazioni disponibili per la messa in sicurezza. Sostenere le piccole imprese in questo percorso non \u00e8 solo una priorit\u00e0 di Piccola Industria, ma una condizione essenziale per la competitivit\u00e0 dell&#8217;intero sistema Paes\u00e8.<br \/>\nPietro Labriola, Delegato del Presidente di Confindustria per la Transizione Digitale ha dichiarato: &#8216;La sovranit\u00e0 digitale europea si costruisce anche attraverso le scelte quotidiane delle imprese. Servono pi\u00f9 trasparenza lungo la filiera tecnologica, requisiti minimi di sicurezza nei contratti e criteri di procurement che valorizzino soluzioni verificabili, affidabili e resilienti. E&#8217; una questione di fiducia industriale e di autonomia tecnologica. In questo contesto la cybersecurity diventa una leva strategica per la competitivit\u00e0 e un presidio fondamentale di sicurezza economica e nazionale. Per questo l&#8217;Italia deve puntare su regole chiare e stabili, su incentivi che orientino gli investimenti e su un modello di collaborazione pubblico-privato capace di rafforzare e proteggere l&#8217;intero ecosistema produttivo. Il Cyber Index PMI mostra che la consapevolezza sta crescendo, ma il salto di qualit\u00e0 passa dall&#8217;esecuzione: governance, gestione del rischio e competenze. Come Confindustria vogliamo accompagnare le imprese in questo percorso con strumenti operativi, standard di riferimento e iniziative concrete che rendano la sicurezza accessibile a tutto il sistema produttivo, soprattutto alle realt\u00e0 pi\u00f9 piccol\u00e8.<br \/>\nRemo Marini, Group Chief Security Officer di Assicurazioni Generali ha dichiarato: &#8216;Oggi la sicurezza informatica non \u00e8 pi\u00f9 solo un tema tecnologico, ma una condizione essenziale per la competitivit\u00e0 delle imprese. Con la rapida diffusione dell&#8217;intelligenza artificiale, che sta ridefinendo sia le opportunit\u00e0 sia le minacce nel cyberspazio &#8211; amplificando la capacit\u00e0 dei criminali informatici di automatizzare e rendere pi\u00f9 sofisticati gli attacchi, di generare campagne di phishing sempre pi\u00f9 credibili e individuare nuove vulnerabilit\u00e0 &#8211; rafforzare la cultura cyber tra le PMI significa proteggere la crescita e la resilienza dell&#8217;intero sistema economico.&#8217;<br \/>\nAlessandro Piva, Direttore dell&#8217;Osservatorio Cybersecurity &amp; Data Protection del Politecnico di Milano ha dichiarato: &#8216;Il 2025 ha rappresentato un vero punto di svolta nelle relazioni geopolitiche e nel progresso tecnologico rendendo le minacce cyber ancor pi\u00f9 sofisticate e complesse da gestire. Lo scenario rischia di inasprirsi ulteriormente nonostante il livello record che ha gi\u00e0 raggiunto: negli ultimi 3 anni quasi una PMI su quattro ha subito una violazione informatica. Il livello di consapevolezza e preparazione delle imprese migliora, ma ancora non ha raggiunto i risultati sperati. E&#8217; importante reagire come sistema Italia e Europa per garantire un livello comune di preparazione sufficiente ad affrontare un rischio che diventa sempre pi\u00f9 operativo. La Direttiva NIS2 sta trasformando la cybersecurity da questione tecnica a priorit\u00e0 strategica e con tutta probabilit\u00e0 assisteremo a un ulteriore accelerazione degli investimenti. Ma \u00e8 necessario comunque continuare ad accompagnare la piccola e media impresa nel percorso di trasformazione, supportandole nell&#8217;introduzione di competenze e tecnologie per affrontare concretamente i rischi cyber&#8217;.<br \/>\nNel terzo anno di rilevazione, le piccole e medie imprese italiane raggiungono un livello di consapevolezza in materia di sicurezza digitale pari a 55 punti su 100, segnando un incremento di 3 punti rispetto al 2024 e di 4 punti rispetto al 2023, su un campione di oltre 1.500 imprese. Un percorso di maturazione che, pur non raggiungendo la soglia di sufficienza fissata a 60 su 100, evidenzia una marcata polarizzazione tra un nucleo ristretto di imprese pi\u00f9 mature e una vasta platea ancora esposta ai rischi. Cyber Index PMI \u00e8 elaborato sulla base di tre dimensioni:<br \/>\napproccio strategico, che riguarda il coinvolgimento del management, la definizione di investimenti dedicati e la formalizzazione delle responsabilit\u00e0 in materia di sicurezza digitale; identificazione, ovvero la capacit\u00e0 di comprendere il fenomeno cyber, individuare le minacce, mappare gli asset e valutare i rischi in modo strutturato; attuazione, che misura l&#8217;introduzione di strumenti, processi e soluzioni operative per mitigare il rischio e rispondere agli incidenti.<br \/>\nIl Rapporto evidenzia un progresso significativo sull&#8217;approccio strategico, che raggiunge la piena sufficienza, grazie a una maggiore attenzione alla governance del rischio e alla pianificazione degli investimenti da parte delle PMI italiane, con un punteggio medio di 62 su 100 (+6 punti percentuali rispetto al 2024). Permangono invece alcune criticit\u00e0 nelle fasi successive del percorso. Nonostante una crescente consapevolezza del rischio, molte PMI faticano a tradurre la strategia in priorit\u00e0 operative, soprattutto per la mancanza di adeguate attivit\u00e0 di identificazione, che registrano un punteggio medio di 47 su 100 (+2 punti rispetto al 2024). La dimensione dell&#8217;attuazione si attesta infine su 57 su 100, un valore stabile rispetto all&#8217;anno precedente, indicando che l&#8217;introduzione di misure concrete di protezione procede pi\u00f9 lentamente rispetto alla definizione delle strategie.<br \/>\nI rispondenti, rappresentativi dell&#8217;intera popolazione di PMI italiane, possono essere raggruppati in 4 livelli di maturit\u00e0:<br \/>\nil 16% \u00e8 considerato maturo: ha un approccio strategico alla materia, \u00e8 pienamente consapevole dei rischi ed \u00e8 in grado di mettere in campo le corrette leve di attuazione con iniziative che riguardano persone, processi e tecnologie; il 32% pu\u00f2 essere definito consapevole: \u00e8 in grado di comprendere le implicazioni dei rischi cyber ma con una capacit\u00e0 operativa spesso ridotta per poter agire correttamente; il 38% \u00e8 informato: non pienamente consapevole dei rischi cyber e degli strumenti da mettere in atto, ha un approccio &#8216;artigianal\u00e8; il 14% pu\u00f2 essere definito principiante: poco consapevole dei rischi cyber e con una quasi nulla implementazione delle misure di protezione.<br \/>\nPer la prima volta, le imprese mature superano numericamente le principianti, queste ultime in calo di 6 punti rispetto alla prima rilevazione, ma il 70% delle PMI resta concentrato nei livelli intermedi, caratterizzati da una conoscenza del rischio che non si traduce ancora in una capacit\u00e0 di difesa efficace.<br \/>\n-foto ufficio stampa Generali &#8211;<br \/>\n(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; E&#8217; stato presentato, presso la sede romana di Generali, il terzo Rapporto Cyber Index PMI, l&#8217;indice che valuta il livello di consapevolezza e maturit\u00e0 delle piccole e medie imprese italiane nella gestione dei rischi digitali. 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