{"id":262921,"date":"2026-03-12T09:36:40","date_gmt":"2026-03-12T08:36:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=262921"},"modified":"2026-03-14T10:13:39","modified_gmt":"2026-03-14T09:13:39","slug":"quando-la-separazione-diventa-pericolosa-lettura-criminologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/12\/quando-la-separazione-diventa-pericolosa-lettura-criminologica\/","title":{"rendered":"Quando la separazione diventa pericolosa: lettura criminologica"},"content":{"rendered":"\n<p>Pubblichiamo oggi un interessanrte contributo dell&#8217;avv. Rita Tulelli, contenente un&#8217;analisi criminologica dell&#8217;assassinio di Daniela Zinnanti.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Il caso di <strong>Daniela Zinnanti<\/strong>, uccisa dall\u2019ex compagno <strong>Santino Bonfiglio<\/strong> a <strong>Messina<\/strong>, presenta purtroppo molte delle caratteristiche che in criminologia riconosciamo nei femminicidi di matrice relazionale. Quando analizziamo episodi di questo tipo, non siamo quasi mai di fronte a un gesto improvviso o imprevedibile, ma a un processo di escalation della violenza che si sviluppa nel tempo e che spesso lascia segnali molto chiari prima dell\u2019evento letale. Dal punto di vista criminologico, ci\u00f2 che emerge con forza \u00e8 la dinamica di <strong>controllo e possesso<\/strong> che caratterizza alcune relazioni violente. In queste situazioni l\u2019autore del reato fatica ad accettare la fine del rapporto e percepisce il rifiuto della partner come una perdita di potere e di identit\u00e0. La separazione, o anche solo la volont\u00e0 della donna di interrompere definitivamente la relazione, rappresenta uno dei momenti statisticamente pi\u00f9 pericolosi. In criminologia sappiamo infatti che molti femminicidi avvengono proprio quando la vittima prova a sottrarsi al controllo del partner o dell\u2019ex partner.Un elemento particolarmente significativo in questa vicenda \u00e8 la presenza di una <strong>precedente denuncia poi ritirata<\/strong>. Questo aspetto viene spesso frainteso dall\u2019opinione pubblica, ma chi studia la violenza domestica sa che \u00e8 un fenomeno estremamente frequente. Le vittime possono ritirare la denuncia per molte ragioni: paura di ritorsioni, dipendenza emotiva o economica, speranza che il partner cambi, pressioni familiari o sociali, oppure il desiderio di evitare ulteriori conflitti. In criminologia si parla del cosiddetto <strong>ciclo della violenza<\/strong>, un meccanismo nel quale alle fasi di aggressione seguono momenti di apparente pentimento, promesse di cambiamento e tentativi di riconciliazione che possono indurre la vittima a fare un passo indietro. Analizzando il caso con gli strumenti dell\u2019analisi criminologica, emergono diversi <strong>indicatori di rischio<\/strong> che spesso precedono i femminicidi: precedenti aggressioni, conflittualit\u00e0 relazionale, rifiuto della donna di riprendere la relazione e un comportamento ossessivo o persecutorio da parte dell\u2019uomo. Questi elementi costituiscono quelle che chiamiamo \u201cred flags\u201d, segnali di allarme che indicano una possibile escalation della violenza.\u00c8 importante sottolineare che, nella mente di alcuni autori di femminicidio, l\u2019omicidio non viene percepito come un atto puramente distruttivo, ma come un gesto estremo di riaffermazione del controllo. La partner non \u00e8 vista come un individuo autonomo con libert\u00e0 di scelta, ma come una figura su cui esercitare dominio emotivo e relazionale. Quando questo dominio viene messo in discussione, si pu\u00f2 generare una reazione violenta che nasce da frustrazione, rabbia e senso di perdita.Dal punto di vista criminologico, casi come questo dimostrano quanto sia fondamentale riconoscere e prendere sul serio i segnali precoci della violenza domestica. Il femminicidio raramente nasce dal nulla: molto spesso \u00e8 l\u2019esito finale di una lunga sequenza di comportamenti violenti, minacce, controllo e aggressioni che precedono l\u2019evento tragico.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p> Per questo motivo il sostegno alle vittime, la protezione tempestiva e la valutazione del rischio sono strumenti fondamentali per prevenire esiti letali. Questa tragedia, dunque, non pu\u00f2 essere interpretata solo come un dramma individuale, ma come l\u2019ennesima manifestazione di una dinamica criminologica ben nota: la violenza che nasce dal possesso e dall\u2019incapacit\u00e0 di accettare la libert\u00e0 dell\u2019altra persona. Comprendere questi meccanismi \u00e8 essenziale non solo per analizzare il singolo caso, ma soprattutto per prevenire che storie simili continuino a ripetersi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Avv. Rita Tulelli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo oggi un interessanrte contributo dell&#8217;avv. Rita Tulelli, contenente un&#8217;analisi criminologica dell&#8217;assassinio di Daniela Zinnanti. Il caso di Daniela Zinnanti, uccisa dall\u2019ex compagno Santino Bonfiglio a Messina, presenta purtroppo molte delle caratteristiche che in criminologia riconosciamo nei femminicidi di matrice relazionale. 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