{"id":262752,"date":"2026-03-10T00:08:24","date_gmt":"2026-03-09T23:08:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/09\/mattarella-abbattere-gli-ostacoli-che-limitano-le-potenzialita-delle-donne\/"},"modified":"2026-03-10T09:44:15","modified_gmt":"2026-03-10T08:44:15","slug":"mattarella-abbattere-gli-ostacoli-che-limitano-le-potenzialita-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/10\/mattarella-abbattere-gli-ostacoli-che-limitano-le-potenzialita-delle-donne\/","title":{"rendered":"Mattarella \u201cAbbattere gli ostacoli che limitano le potenzialit\u00e0 delle donne\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Nel corso della storia repubblicana, la presenza crescente delle donne nei diversi ambiti professionali ha segnato una trasformazione profonda nel nostro Stato. Per lungo tempo era scontato che gli incarichi di vertice fossero rivestiti da uomini. Alle donne era riconosciuto un ruolo confinato ai livelli esecutivi, amministrativi, di supporto&#8221;. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al Quirinale in occasione della Celebrazione della Giornata Internazionale della donna.<br \/>&#8220;Le italiane hanno progressivamente conquistato, classificandosi sovente ai primi posti nei concorsi, spazi sempre pi\u00f9 rilevanti nella magistratura, nella diplomazia, nella carriera prefettizia, nelle universit\u00e0, nel campo medico e scientifico, nelle amministrazioni locali: alla guida dei comuni, le donne sono oltre otto volte di pi\u00f9 rispetto agli anni Ottanta &#8211; ha aggiunto Mattarella -. Sono passati &#8211; \u00e8 paradossale &#8211; ben venticinque anni tra la prima donna sottosegretario di Stato &#8211; Angela Cingolani Guidi nel 1951 &#8211; e la prima donna Ministra, Tina Anselmi, nel 1976. Tre anni dopo la prima donna Presidente della Camera dei deputati, Nilde Jotti. Si \u00e8 poi dovuto attendere un quarantennio &#8211; ripeto un quarantennio &#8211; per avere, nel giro di pochi anni, la Presidente Alberti Casellati al Senato, la Presidente Cartabia alla Corte costituzionale, la Presidente Cassano alla Corte di Cassazione e la Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. Fino a qualche tempo fa, nel nostro Paese, lo sport di cui si parlava in casa, nei luoghi di lavoro, in qualunque ambiente, era coniugato, con ampia prevalenza, al maschile. Oggi lo scenario \u00e8 ben diverso. Le nazionali femminili e le atlete italiane vincono, entusiasmano, sollecitano partecipazione e orgoglio&#8221;.<br \/>&#8220;La donna italiana \u00e8 scienziata &#8211; &#8220;la scienza \u00e8 femminile&#8221;, Professoressa &#8211; \u00e8 imprenditrice, \u00e8 artista, magistrata, astronauta, campionessa, leader politica e sindacale; \u00e8 ai vertici dello Stato. Quante risorse, quanti talenti abbiamo perduto nel corso dei tempi passati! Le istituzioni hanno offerto e offrono un esempio. Ma la questione non riguarda singole figure di eccellenza. La sfida riguarda milioni di donne, lavoratrici, professioniste, madri di famiglia &#8211; ha evidenziato il presidente -. Il percorso potr\u00e0 dirsi concluso soltanto quando non si chieder\u00e0 pi\u00f9 alle donne di assumere, nei diversi ambiti della societ\u00e0, modelli di comportamento maschile per avere cos\u00ec riconosciuto il proprio ruolo, le proprie capacit\u00e0 e qualit\u00e0. Finch\u00e8 questo non avverr\u00e0, continuer\u00e0 a esserci una perdita di valori e di opportunit\u00e0 per l&#8217;intera societ\u00e0 italiana. Questi ottanta anni non ci narrano soltanto una vicenda di emancipazione, ma una storia di crescita della nostra Repubblica e della qualit\u00e0 della democrazia. Dal contributo di competenza e di senso di responsabilit\u00e0 delle donne la Repubblica ha tratto vigore. La presenza femminile nelle professioni o nelle istituzioni non \u00e8 una questione di quote: \u00e8 il segno di una Repubblica che riconosce e valorizza tutte le energie migliori di cui dispone. La Repubblica ha dato molto alle donne. Le donne hanno dato molto alla Repubblica. E l&#8217;equilibrio non \u00e8 ancora alla pari. Guardando al futuro, la nostra Repubblica deve continuare a valorizzare il ruolo delle donne, abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialit\u00e0: il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro. Una societ\u00e0 che investe nelle donne diventa oltre che pi\u00f9 equa, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 innovativa, pi\u00f9 dinamica&#8221;.<br \/>&#8220;Tutti i fattori indicano che l&#8217;economia cresce con il lavoro femminile e con esso si accresce la qualit\u00e0 complessiva della vita. Promuovere politiche che favoriscano l&#8217;inclusione, la formazione, la leadership femminile, sostenere la maternit\u00e0 senza penalizzazioni di carriera, sono fattori fondamentali per il futuro della nostra Italia. Per tutti questi aspetti, per il valore di questa storia, appare &#8211; ed \u00e8 &#8211; paradossale doversi occupare sovente di violenza di genere. Eppure, purtroppo, \u00e8 necessario. L&#8217;impegno di civilt\u00e0 di consegnarla al passato non richiede soltanto il rafforzamento delle norme di legge e degli strumenti di tutela, ma richiede soprattutto di depurare gli animi da una mentalit\u00e0 distorta, che si alimenta di atavici pregiudizi e di ignoranza colpevole &#8211; ha concluso Mattarella -. Educare al rispetto in famiglia anzitutto, a scuola, negli ambienti di lavoro, \u00e8 la risposta pi\u00f9 efficace per costruire una societ\u00e0 in cui nessuna donna possa aver paura o possa esser lasciata da sola. La Repubblica Italiana, nei suoi ottanta anni di storia, ha saputo svilupparsi e consolidarsi nella libert\u00e0 anche grazie al contributo delle donne. Continuer\u00e0 a farlo se continuer\u00e0 a dare voce, spazio e libert\u00e0 ai loro talenti&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto ufficio stampa Quirinale &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Nel corso della storia repubblicana, la presenza crescente delle donne nei diversi ambiti professionali ha segnato una trasformazione profonda nel nostro Stato. Per lungo tempo era scontato che gli incarichi di vertice fossero rivestiti da uomini. Alle donne era riconosciuto un ruolo confinato ai livelli esecutivi, amministrativi, di supporto&#8221;. 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