{"id":262564,"date":"2026-03-06T14:08:22","date_gmt":"2026-03-06T13:08:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/06\/fermerci-rizzi-settore-in-crisi-serve-sostegno-nonostante-resilienza-imprese\/"},"modified":"2026-03-06T14:08:22","modified_gmt":"2026-03-06T13:08:22","slug":"fermerci-rizzi-settore-in-crisi-serve-sostegno-nonostante-resilienza-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/03\/06\/fermerci-rizzi-settore-in-crisi-serve-sostegno-nonostante-resilienza-imprese\/","title":{"rendered":"Fermerci, Rizzi \u201cSettore in crisi, serve sostegno nonostante resilienza imprese\u201d"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Il 2025 si \u00e8 chiuso con il segno meno per il trasporto ferroviario merci italiano. Quasi due milioni di chilometri\/treno perduti rispetto all&#8217;anno precedente, un comparto che segna -8% sui volumi di traffico rispetto al 2022 e una capacit\u00e0 di rete ridotta della met\u00e0 a causa dei cantieri legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ne parla Giuseppe Rizzi, direttore generale di Fermerci, l&#8217;associazione che rappresenta 80 aziende del cluster ferroviario merci &#8211; circa 12.000 addetti, 3 miliardi di fatturato aggregato &#8211; intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.<br \/>\n&#8220;Purtroppo il 2025 non \u00e8 andato bene &#8211; spiega Rizzi -. Il settore sta soffrendo ormai dal 2022 un calo dei volumi imputabile a diversi fattori&#8221;. Il primo, e il pi\u00f9 strutturale, \u00e8 paradossalmente positivo nella sua origine: i cantieri PNRR sulla rete ferroviaria. Oggi sono oltre 1.200 i cantieri attivi, realizzati prevalentemente di notte &#8211; proprio l&#8217;orario in cui viaggiano le merci su rotaia. Risultato: le interruzioni di linea colpiscono quasi esclusivamente i treni merci.<br \/>\nNon va meglio sul fronte portuale, snodo cruciale per un paese che \u00e8 a tutti gli effetti una piattaforma del Mediterraneo. Il trasporto intermodale &#8211; la connessione ferroviaria con i porti per trasferire i container dalle grandi navi al treno e distribuirli in tutta Europa &#8211; registra un calo del 2,5% nel numero di treni in entrata e in uscita dai porti, con alcuni scali cresciuti e altri in flessione. Il dato storico \u00e8 ancora pi\u00f9 preoccupante: -8% rispetto al 2022.<br \/>\nUn segnale positivo, per il direttore generale di Fermerci, \u00e8 la &#8220;resilienza&#8221; del settore: &#8220;I treni\/chilometro diminuiscono, ma le tonnellate sono rimaste sostanzialmente le stesse&#8221;. Le imprese hanno risposto alla riduzione di capacit\u00e0 allestendo treni pi\u00f9 lunghi e capienti.<br \/>\nAi cantieri si aggiungono le tensioni geopolitiche. &#8220;Il settore ferroviario merci \u00e8 a domanda derivata: lavoriamo in funzione dell&#8217;import\/export e della produzione interna&#8221;, ricorda Rizzi. La crisi di Suez, le turbolenze legate alla guerra in Ucraina con la sua coda energetica, le crisi dei valichi di Modane e del Gottardo tra il 2023 e il 2024 sono tutti fattori che hanno introdotto variabili difficilmente prevedibili nel flusso dei traffici.<br \/>\nSul fronte energetico, Rizzi ricorda quanto accaduto nel 2022: nel primo semestre di quell&#8217;anno i costi dell&#8217;energia elettrica per la trazione ferroviaria sono schizzati del +320% rispetto allo stesso periodo del 2021. &#8220;In quei casi \u00e8 fondamentale avere un sussidio per sostenere il settore&#8221;, afferma il direttore generale di Fermerci, sottolineando come sia ancora presto per fare previsioni sulle conseguenze della guerra in Iran sul comparto.<br \/>\nLa preoccupazione pi\u00f9 immediata per il futuro prossimo ha una latitudine diversa: la Germania. Berlino ha avviato un piano straordinario di manutenzione ferroviaria che prevede la chiusura di oltre 40 linee nella Valle del Reno e nella Ruhr per periodi di cinque mesi ciascuno, con effetti che si estenderanno fino al 2032. Linee che insistono sul cuore industriale del paese e che rappresentano destinazione o origine di merci dirette o provenienti dall&#8217;Italia.<br \/>\n&#8220;L&#8217;approccio tedesco \u00e8 chiudere le linee per cinque mesi durante i lavori: non passa nessuno, n\u00e8 viaggiatori n\u00e8 merci&#8221;, sottolinea Rizzi. Un metodo radicalmente diverso da quello adottato dall&#8217;Italia, che gestisce i cantieri notturni senza isolare intere regioni, e che per questo merita, secondo il direttore di Fermerci, un esplicito riconoscimento al gestore infrastrutturale RFI: &#8220;Sta facendo il massimo, gestendo 10.000 treni al giorno con 1.200 cantieri aperti&#8221;. Sul tema il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha discusso con il suo omologo tedesco, e sono stati aperti tavoli di confronto al ministero. &#8220;L&#8217;urgenza \u00e8 chiara: i lavori PNRR italiani dovrebbero concludersi nel 2027, ma proprio in quel momento &#8211; o anche prima &#8211; i disagi provocati dai cantieri tedeschi sull&#8217;asse del Corridoio Reno-Alpi, il primo corridoio ferroviario europeo da Genova a Rotterdam, rischiano di amplificarsi, vanificando i benefici degli investimenti italiani&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto ufficio stampa Fermerci &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Il 2025 si \u00e8 chiuso con il segno meno per il trasporto ferroviario merci italiano. 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