{"id":261499,"date":"2026-02-18T00:18:15","date_gmt":"2026-02-17T23:18:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/02\/17\/ars-approvata-la-riforma-degli-enti-locali-dimezzata-in-giunta-almeno-il-40-degli-assessori-donna\/"},"modified":"2026-02-18T10:42:11","modified_gmt":"2026-02-18T09:42:11","slug":"ars-approvata-la-riforma-degli-enti-locali-dimezzata-in-giunta-almeno-il-40-degli-assessori-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/02\/18\/ars-approvata-la-riforma-degli-enti-locali-dimezzata-in-giunta-almeno-il-40-degli-assessori-donna\/","title":{"rendered":"Ars, approvata la riforma degli enti locali \u2018dimezzata\u2019: in giunta almeno il 40% degli assessori donna"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Dopo un iter travagliato e la bocciatura in Aula di numerosi articoli, <strong>l\u2019Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la riforma degli enti locali.<\/strong> Tra le norme pi\u00f9 rilevanti approvate, l\u2019obbligo per i sindaci di paesi e citt\u00e0 con pi\u00f9 di tremila abitanti di <strong>nominare in giunta almeno il 40% di assessori donna. L\u2019obbligo scatter\u00e0 dal primo rinnovo dei consigli comunali.\u00a0<\/strong><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>\u201c<em>Bene l\u2019approvazione in Aula della norma sulla presenza femminile nelle giunte cittadine, che adesso non potr\u00e0 essere inferiore al 40 per cento. A mio parere le donne capaci e competenti non hanno bisogno di quote di riserva, ma \u00e8 giusto che la normativa regionale si adegui a quella nazionale sulla partecipazione femminile nelle Amministrazioni comunali\u201d.<\/em> \u00c8 quanto affermato dal <strong>deputato regionale di Forza Italia Marco Intravaia.<\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cAl ddl Enti locali \u00e8 mancata una regia d\u2019Aula. Non \u00e8 possibile che sulle riforme la maggioranza non riesca ad esprimere una posizione unitaria. Qui c\u2019\u00e8 da comprendere se nel prossimo futuro, tutte le leggi di riforma in cantiere abbiano lo stesso destino segnato come quella appena esitata. Oggi, tutto il lavoro svolto per mesi in I commissione, si \u00e8 rivelato una Waterloo. Ci salva solo la norma per il 40% di genere nelle giunte municipali, per la quale va fatto una chapeau alle donne deputate che hanno saputo fare massa critica. Occorre una riflessione per continuare la legislatura nel segno delle riforme, per avere uno spirito assertivo in maggioranza che talvolta manca. Non possiamo dare la colpa al voto segreto o alle opposizioni se le posizioni della coalizione non appaiono chiare\u201d<\/em>. Lo afferma <strong>Salvo Geraci, capogruppo della Lega all\u2019Assemblea regionale siciliana.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019esito complessivo del DDL sugli enti locali suscita amarezza e sconforto. Il testo finale approvato dall\u2019aula ha tra i pochi meriti quello di avere finalmente introdotto anche in Sicilia la rappresentanza di genere del 40 per cento nelle giunte comunali, voluta con forza da Fratelli d\u2019Italia per adeguarsi a quanto gi\u00e0 giustamente previsto nel resto d\u2019Italia\u201d.<\/em> Lo afferma <strong>Giorgio Assenza, capogruppo all\u2019Ars di Fratelli d\u2019Italia,<\/strong> che aggiunge: <em>\u201cSono state purtroppo bocciate norme altrettanto attese, come quelle sul terzo mandato consecutivo dei sindaci e sull\u2019introduzione della figura del consigliere supplente. Inoltre anche sul tema dei permessi si poteva e si doveva fare di pi\u00f9. Chiedo scusa per tutto ci\u00f2 agli amministratori locali e all\u2019Anci Sicilia: non meritavano questo trattamento da parte dell\u2019Ars che si \u00e8 dimostrata miope in questa occasione oltre che condizionata per l\u2019ennesima volta dal voto segreto\u201d.<\/em> Inoltre Assenza chiarisce quanto avvenuto in occasione della bocciatura dell\u2019articolo 10:<em> \u201cPer amore di verit\u00e0 devo smentire la tesi sostenuta dal collega Roberto Di Mauro. Sono stato io e non il vicepresidente Sammartino a chiedere ai deputati della maggioranza di togliere il tesserino prima del voto. Un invito recepito da alcuni e non da tutti\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019approvazione del disegno di legge sugli enti locali \u00e8 un risultato in chiaroscuro. Positiva l\u2019introduzione della norma che prevede il 40% di presenza femminile nelle giunte comunali, un passo avanti importante sul piano della rappresentanza e della parit\u00e0 di genere. Bene anche la possibilit\u00e0 per i consiglieri comunali di assentarsi dal lavoro per l\u2019intera giornata, misura che potr\u00e0 rendere pi\u00f9 efficace l\u2019esercizio del mandato\u201d.<\/em> Lo dichiara <strong>Vincenzo Figuccia<\/strong>, deputato questore della<strong> Lega all\u2019Assemblea regionale siciliana.<\/strong> <em>\u201cResta per\u00f2 il rammarico per la mancata approvazione della figura del consigliere supplente e per l\u2019assenza di una norma che sancisca il principio del terzo mandato per gli amministratori locali. Si tratta di scelte che mortificano le aspettative di tanti amministratori e che avrebbero potuto innovare in maniera pi\u00f9 incisiva il sistema degli enti locali siciliani\u201d,<\/em> prosegue.<\/p>\n<p><em>\u201cOggi \u00e8 un giorno storico per la Sicilia. La vittoria di una battaglia che ho portato avanti con convinzione fin dal primo momento, perch\u00e9 credo in una politica capace di valorizzare tutte le competenze. Mi sento orgogliosa per avere spianato la strada a tutte quelle donne che vorranno fare politica e che avranno maggiori possibilit\u00e0 di accesso ai luoghi decisionali\u201d<\/em>. Cos\u00ec<strong> Marianna Caronia, deputato regionale di Noi Moderati,<\/strong> dopo il via libera della norma sul 40 per cento delle donne in giunta. \u201c<em>Con questa legge compiamo un salto di qualit\u00e0 nella costruzione di istituzioni pi\u00f9 giuste, moderne e rappresentative. La presenza delle donne nei luoghi decisionali non \u00e8 solo una questione di equit\u00e0, ma un valore aggiunto per la qualit\u00e0 delle politiche pubbliche e per lo sviluppo dei nostri territori\u201d<\/em>, ha concluso<\/p>\n<p><em>\u00a0\u201cIl voto di oggi sancisce la scomparsa totale della maggioranza e la fine di fatto del governo Schifani. Ma anche la vittoria del partito delle donne, perch\u00e9 abbiamo scelto orgogliosamente un metodo trasversale, nel solco di Angela Bottari, che ci ha insegnato che le conquiste di libert\u00e0 per le donne si vincono cos\u00ec, tutte insieme, dentro e fuori l\u2019aula parlamentare\u201d.<\/em> Lo dichiara la vice<strong> segretaria del Pd Sicilia e deputata regionale Valentina Chinnici<\/strong> dopo che l\u2019Ars ha approvato la norma che introduce, gi\u00e0 dal prossimo turno elettorale, la soglia del 40% per ciascun genere nella composizione delle giunte comunali. <em>\u201cNon dovremmo nemmeno chiamarla \u201cvittoria\u201d<\/em> \u2013 aggiunge <strong>Cleo Li Calzi,<\/strong> <em>presidente del PD Sicilia e componente dell\u2019esecutivo nazionale Donne Democratiche \u2013 perch\u00e9 non si tratta di un privilegio ottenuto, ma di un diritto riconosciuto che riallinea la nostra Regione al resto d\u2019Italia e restituisce coerenza al principio costituzionale di pari opportunit\u00e0 nell\u2019accesso alle cariche pubbliche. Anche nei comuni siciliani \u2013 conclude \u2013 le giunte dovranno rispettare un equilibrio di genere che garantisca la presenza delle donne non come concessione, non come variabile politica, ma come componente strutturale della democrazia\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSiamo sulla strada giusta, le donne in politica sono un valore aggiunto e l\u2019Ars finalmente lo ha riconosciuto con il voto al ddl enti locali. Era una norma non tanto di recepimento, ma di civilt\u00e0, quella che ha visto la luce stasera e che prevede il 40% di presenza minima di genere nelle giunte comunali siciliane. Abbiamo lavorato come donne di questo parlamento, al di l\u00e0 dei partiti di appartenenza, in maniera unita ed esprimendo una posizione chiara. Ci sono state tensioni per un ddl di riforma degli Enti locali, che nel suo complesso aveva anche disposizioni non condivisibili. C\u2019\u00e8 stata troppa approssimazione che il Parlamento ha sanzionato bocciando molti articoli. Sta di fatto, per\u00f2, che la battaglia sulle donne nei municipi \u00e8 vinta, con il recepimento tout court della legge nazionale. Ringrazio tutte le donne e gli uomini della societ\u00e0 civile che hanno sostenuto questo percorso\u201d.<\/em> Lo afferma <strong>Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all\u2019Assemblea regionale siciliana.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019approvazione del disegno di legge sugli enti locali segna una battaglia importante per il gruppo Pd ma soprattutto un passaggio storico per la Sicilia. Con il via libera alla norma che introduce la soglia del 40% di rappresentanza di genere nelle giunte comunali, compiamo finalmente un atto di giustizia equiparando la Sicilia al resto d\u2019Italia\u201d.<\/em> Lo dice <strong>Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all\u2019Assemblea regionale siciliana<\/strong> dopo l\u2019approvazione del ddl enti locali. \u201c<em>Non si tratta di una concessione, ma del riconoscimento di un diritto<\/em> \u2013 aggiunge \u2013 <em>come gruppo del Partito democratico all\u2019Ars abbiamo portato avanti con convinzione questa battaglia fin dal primo momento\u201d.<\/em> \u201c<em>Resta un dato politico emerso con evidenza<\/em> \u2013 conclude Catanzaro \u2013<em> il centrodestra \u00e8 sempre pi\u00f9 diviso, basta guardare l\u2019esito delle votazioni di diversi articoli del ddl per rendersene conto\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSono orgoglioso per la norma su quote rosa nelle giunte dei Comuni, arrivata pure troppo tardi. Quantomeno su questo versante siamo allineati al resto d\u2019Italia. Orgoglioso pure per l\u2019ok alla norma sul tagliando antifrode sulle schede elettorali, fortemente voluta dal M5S, che mette un altro tassello di sicurezza sulle operazioni di voto\u201d<\/em>. Lo afferma il<strong> capogruppo del M5S all\u2019Ars Antonio De Luca<\/strong> a commento dell\u2019ok finale alla legge sugli enti locali. <em>\u201cQuella votata oggi<\/em> \u2013 dice De Luca \u2013 <em>era tutt\u2019altro che una riforma sugli Enti locali, come pomposamente l\u2019ha definita qualcuno. Serviva semmai ai partiti per i loro giochetti clientelari. Parlare di poltrone aggiuntive e del colore della fascia del presidente del Consiglio comunale in un momento drammatico come questo per la Sicilia \u00e8 stato veramente fuori luogo. Per fortuna l\u2019opposizione ancora una volta ha giocato bene le sue carte, correggendo le storture della legge e facendo emergere ancora una volta le contraddizioni e le spaccature di una maggioranza ormai in frantumi, cosa che getta pi\u00f9 di un\u2019ombra sul cammino di questo governo nell\u2019ultimo scorcio di legislatura che ci separa dal ritorno alle urne\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\u201c<em>Alla luce delle recenti vicende legislative riguardanti gli enti locali in Sicilia emerge con forza una considerazione che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere elusa: se l\u2019autonomia speciale deve tradursi in un sistema che produce incertezza normativa, instabilit\u00e0 istituzionale e mancato riconoscimento della dignit\u00e0 istituzionale dei Comuni e del ruolo degli amministratori locali, allora occorre avere il coraggio di aprire una riflessione seria sulla sua effettiva utilit\u00e0 per il comparto degli enti locali.\u201d,<\/em> Lo dicono il<strong> presidente e il segretario generale di ANCI Sicilia, Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, commentando il via libera del disegno di legge sugli enti locali all\u2019Ars.<\/strong> <em>\u201cIn questi anni, i Comuni siciliani hanno spesso subito gli effetti negativi di un quadro normativo frammentato, mutevole e talvolta incoerente, senza beneficiare di reali vantaggi derivanti dall\u2019autonomia statutaria. Emblematica \u00e8 la vicenda del disegno di legge sugli enti locali all\u2019Assemblea regionale siciliana, che ricordiamo essere da oltre tre anni oggetto di un continuo rimaneggiamento tra commissione e Aula, senza giungere a un assetto stabile e condiviso<\/em> \u2013 spiegano -. L<em>e bocciature di norme rilevanti per la vita degli enti locali \u2013 dal tema del terzo mandato ad altre disposizioni fondamentali \u2013 rappresentano solo l\u2019ultimo episodio di un percorso segnato da incertezza e scelte non sempre orientate alla stabilit\u00e0 del sistema\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cForse \u00e8 giunto il momento di valutare con pragmatismo l\u2019opportunit\u00e0 di un pieno adeguamento al Testo unico degli enti locali nazionale, che garantirebbe un quadro normativo chiaro e stabile, maggiore certezza giuridica per amministratori e strutture comunali, minori rischi legati a interventi legislativi estemporanei e una pi\u00f9 solida coerenza con l\u2019ordinamento degli enti locali nel resto del Paese<\/em> \u2013 sottolineano -. <em>A ci\u00f2 si aggiunge un elemento particolarmente significativo: la Sicilia \u00e8 oggi l\u2019unica regione italiana nella quale il Consiglio delle autonomie locali non \u00e8 mai stato istituito, nonostante si tratti di un organo essenziale di raccordo istituzionale e di rappresentanza del sistema delle autonomie, previsto dall\u2019ordinamento. Per non parlare della vicenda dell\u2019adeguamento delle indennit\u00e0, che nel resto d\u2019Italia \u00e8 stato posto a totale carico dello Stato quale riconoscimento del ruolo indispensabile svolto sul territorio dagli amministratori locali, mentre in Sicilia \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora oggetto di continua e costante polemica politica\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><em>\u201cIn questo contesto, gli enti locali siciliani si trovano troppo spesso a inseguire condizioni gi\u00e0 da tempo riconosciute in altre parti del Paese, mentre norme fondamentali per la loro stabilit\u00e0 e continuit\u00e0 amministrativa vengono ciclicamente rimesse in discussione o non trovano compiuta attuazione\u201d,<\/em> continuano. <em>\u201cL\u2019autonomia speciale deve rappresentare uno strumento di rafforzamento delle istituzioni territoriali, non un fattore di debolezza<\/em> \u2013 dice il presidente Amenta -. <em>Se essa non \u00e8 in grado di garantire stabilit\u00e0 normativa, dignit\u00e0 istituzionale e pari condizioni rispetto al resto del Paese, diventa doveroso interrogarsi \u2013 senza pregiudizi \u2013 sulla necessit\u00e0 di un riallineamento complessivo del sistema degli enti locali siciliani, sia sul piano dell\u2019ordinamento sia su quello della finanza locale, assicurando agli enti dell\u2019Isola le stesse garanzie anche sotto il profilo finanziario e mettendoli nelle condizioni di svolgere pienamente le proprie funzioni essenziali al servizio delle comunit\u00e0\u201d. \u201cI Comuni chiedono certezze, rispetto istituzionale e condizioni di stabilit\u00e0 per poter svolgere pienamente il proprio ruolo al servizio delle comunit\u00e0. Su questi temi non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile un confronto serio, responsabile e orientato all\u2019interesse generale della Sicilia\u201d,<\/em> conclude il presidente di ANCI Sicilia.<\/p>\n<p><em>\u201cDopo dodici anni siamo finalmente riusciti ad allineare la normativa regionale a quella nazionale, garantendo almeno il 40% delle quote di genere. \u00c8 una norma di civilt\u00e0, democrazia e pari opportunit\u00e0. Non \u00e8 un punto di arrivo e si deve fare di pi\u00f9, ma resta un risultato importante\u201d.<\/em> Lo dichiara <strong>Mario Giambona, deputato regionale e vice capogruppo del Partito Democratico all\u2019Assemblea Regionale Siciliana.<\/strong> <em>\u201cL\u2019esito del voto<\/em> \u2013 prosegue \u2013 <em>certifica per\u00f2 che questa norma non rispondeva alle reali esigenze degli enti locali: solo 9 articoli approvati su 20 e una maggioranza palesemente sfaldata, incapace di reggere l\u2019impianto del provvedimento. \u00c8 evidente che questa linea politica non \u00e8 in grado di affrontare i problemi strutturali dei territori. Tra queste rientrano anche disposizioni rilevanti come l\u2019incompatibilit\u00e0 tra assessore e consigliere comunale e il numero dei mandati dei sindaci, tema rispetto al quale l\u2019allineamento alla normativa nazionale sul terzo mandato rappresentava un elemento di chiarezza e uniformit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel merito, Giambona sottolinea che \u201cc<em>on l\u2019abrogazione dell\u2019articolo 61 della Legge di Bilancio 2025 viene ripristinata la legalit\u00e0, cancellando una norma che consentiva proroghe dei Revisori dei Conti con delibera di Giunta, in contrasto con la normativa nazionale<\/em>\u201c.<em> \u201cSi torna cos\u00ec al sorteggio<\/em> \u2013 conclude \u2013 <em>garantendo imparzialit\u00e0 e trasparenza. Archiviato questo ddl, ora bisogna cambiare rotta e concentrarsi sulle vere esigenze dei siciliani\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la norma che introduce l\u2019obbligo del 40% di donne nelle Giunte comunali, che diventer\u00e0 effettivo gi\u00e0 con le prossime elezioni amministrative di primavera. <em>\u201cSi tratta di una conquista di civilt\u00e0 anche in Sicilia\u201d,<\/em> dichiarano i<strong> deputati regionali di Sud Chiama Nord Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto.<\/strong> \u201c<em>Finalmente l\u2019Isola si adegua agli standard nazionali garantendo una rappresentanza pi\u00f9 equilibrata nelle amministrazioni locali\u201d.<\/em> I parlamentari esprimono inoltre soddisfazione per un risultato ottenuto direttamente dal gruppo: <em>\u201cL\u2019articolo 11, approvato su nostra proposta, consente ai comuni che hanno usufruito del fondo di rotazione nel 2020 di restituirlo in 8 anni anzich\u00e9 in 5. \u00c8 una misura concreta che alleggerisce la pressione finanziaria sugli enti locali e permette ai sindaci di programmare con maggiore serenit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il giudizio complessivo sulla riforma degli enti locali resta tuttavia critico. <em>\u201cRimane l\u2019amarezza per la mancata introduzione del terzo mandato e per un\u2019Aula che non \u00e8 stata coerente sugli adeguamenti alle norme nazionali. Si \u00e8 proceduto senza una visione organica, votazione dopo votazione\u201d.<\/em> Secondo i parlamentari, il risultato finale \u00e8 il riflesso diretto delle divisioni politiche interne alla maggioranza: \u201c<em>Il testo approvato \u00e8 figlio di una maggioranza che nei fatti non esiste pi\u00f9. L\u2019esame in Aula si \u00e8 trasformato in quel Vietnam parlamentare che avevamo preannunciato e che si \u00e8 verificato norma per norma\u201d. Sud Chiama Nord evidenzia quindi un bilancio in chiaroscuro: \u201cPortiamo a casa una norma importante sulla rappresentanza di genere, ma si perde l\u2019occasione di una riforma complessiva e coerente degli enti locali\u201d.<\/em><\/p>\n<p>-Foto IPA Agency-<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Dopo un iter travagliato e la bocciatura in Aula di numerosi articoli, l\u2019Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la riforma degli enti locali. 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