{"id":261479,"date":"2026-02-17T16:08:48","date_gmt":"2026-02-17T15:08:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/02\/17\/obesita-e-salute-del-cuore-550-mln-di-risparmi-in-2-anni-con-terapie-efficaci\/"},"modified":"2026-02-17T16:08:48","modified_gmt":"2026-02-17T15:08:48","slug":"obesita-e-salute-del-cuore-550-mln-di-risparmi-in-2-anni-con-terapie-efficaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/02\/17\/obesita-e-salute-del-cuore-550-mln-di-risparmi-in-2-anni-con-terapie-efficaci\/","title":{"rendered":"Obesit\u00e0 e salute del cuore, 550 mln di risparmi in 2 anni con terapie efficaci"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Con oltre 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati in 5 anni e una spesa media annua di 2 miliardi di euro, gli Eventi Cardiovascolari Avversi Maggiori (MACE) si confermano tra le sfide pi\u00f9 urgenti per la salute pubblica e la sostenibilit\u00e0 del sistema sanitario. Strettamente correlati all&#8217;obesit\u00e0 di cui rappresentano la complicanza principale e pi\u00f9 grave i MACE determinano un progressivo aumento dei ricoveri nel tempo e costi sanitari elevati, costituendo la quota pi\u00f9 rilevante dei costi diretti collegati all&#8217;obesit\u00e0. L&#8217;impiego di trattamenti farmacologici in grado di ridurre i MACE nelle persone con obesit\u00e0 combinato con interventi sullo stile di vita, pu\u00f2 generare un impatto economico significativo per l&#8217;intero sistema, con un risparmio stimato di 550 milioni di euro in due anni. Sono questi i risultati principali dello studio condotto dal CEIS Centre for Economic and International Studies dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma &#8216;Tor Vergat\u00e0 e presentato oggi a Roma alla presenza di alcuni dei principali esperti del settore, riuniti per discutere l&#8217;impatto dell&#8217;obesit\u00e0 e delle complicanze cardiovascolari sulla sostenibilit\u00e0 del Servizio Sanitario Nazionale. L&#8217;analisi fornisce, per la prima volta in Europa, una valutazione completa del burden epidemiologico ed economico dei MACE nelle persone con obesit\u00e0 e quantifica il beneficio economico derivante dall&#8217;utilizzo di opzioni terapeutiche efficaci nella riduzione del rischio cardiovascolare.<br \/>I risultati dell&#8217;analisi confermano il significativo impatto epidemiologico ed economico del MACE in Italia, mettendo in luce il ruolo centrale dell&#8217;obesit\u00e0 non solo come malattia, ma anche come fattore di rischio per ospedalizzazioni ripetute e per l&#8217;aumento dei costi sanitari. Il quadro emerso \u00e8 allarmante: tra il 2015 e il 2019 si stimano 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati per MACE in Italia, con una spesa media annua di 2 miliardi di euro a carico del SSN e un costo medio per ricovero a paziente pari a 6.837 euro. Sebbene le ospedalizzazioni per MACE costituiscano la componente pi\u00f9 rilevante dei costi diretti legati all&#8217;obesit\u00e0, esistono anche altre voci di spesa non trascurabili &#8211; farmaci per le complicanze correlate all&#8217;obesit\u00e0, visite specialistiche, esami diagnostici e visite di controllo -che rappresentano comunque una quota significativa dei costi (55%) a carico del SSN. Complessivamente, i costi diretti incidono per circa il 59% dell&#8217;onere economico totale correlato all&#8217;obesit\u00e0, la restante parte \u00e8 dovuta ai costi indiretti, principalmente legati alla perdita di produttivit\u00e0 causata dalla malattia e dalle sue complicanze. Lo studio conferma il ruolo critico dell&#8217;obesit\u00e0 nell&#8217;aumento del rischio cardiovascolare: l&#8217;incidenza di MACE \u00e8 significativamente maggiore nella popolazione con obesit\u00e0, con un rischio di insorgenza rilevato del 67-85%, rispetto alle persone in sovrappeso (21-32%).<br \/>Particolarmente preoccupanti i dati sulle riospedalizzazioni: a un mese dal primo ricovero per MACE, le persone con obesit\u00e0 vengono riospedalizzate con una frequenza 1,4 volte superiore rispetto a pazienti in sovrappeso. Le malattie cardiovascolari assorbono circa 1&#8217;85% (6,6 miliardi di euro) dei costi diretti legati all&#8217;obesit\u00e0.<br \/>Lo studio del CEIS rappresenta un contributo fondamentale alla comprensione dell&#8217;impatto epidemiologico ed economico dell&#8217;obesit\u00e0 e delle sue complicanze cardiovascolari in Italia. L&#8217;analisi si basa sui risultati del trial SELECT, primo studio CVOT che ha dimostrato un collegamento tra la perdita di peso e la riduzione del rischio cardiovascolare. Lo studio ha inoltre dimostrato la superiorit\u00e0 in termini di efficacia e sicurezza di semaglutide su persone con malattia cardiovascolare accertata e sovrappeso o obesit\u00e0, senza diabete. Lo studio clinico SELECT ha dimostrato come il trattamento con semaglutide riduca il rischio di MACE del 20% Nell&#8217;analisi non sono invece state considerate le evidenze provenienti da studi di real world legate all&#8217;utilizzo di semaglutide, che riportano riduzioni del rischio di MACE fino al 57%: dati che suggeriscono che nella pratica cl\u00ecnica i risparmi derivanti dalle sole ospedalizzazioni potrebbero essere significativamente superiori.<br \/>Nel complesso, i risultati dell&#8217;analisi evidenziano la necessit\u00e0 urgente di strategie di prevenzione mirate nei pazienti con obesit\u00e0 e dell&#8217;integrazione di terapie farmacologiche efficaci, come semaglutide, con interventi sullo stile di vita: terapie costo-efficaci per ridurre le ospedalizzazioni, migliorare gli esiti clinici in questa popolazione ad alto rischio e garantire la sostenibilit\u00e0 del Servizio Sanitario Nazionale nel lungo periodo.<br \/>&#8220;Siamo il primo paese al mondo che riconosce l&#8217;obesit\u00e0 come malattia e questo credo che sia un vanto, stiamo dimostrando al mondo intero di essere all&#8217;altezza di un servizio sanitario efficace e che, soprattutto, risponde alle esigenze dei cittadini &#8211; ha detto Roberto Pella, Presidente Intergruppo Parlamentare Obesit\u00e0, Diabete e Malattie Croniche non Trasmissibili, a margine della presentazione dello studio -. I pass\u00ec ancora da fare &#8216;sono molti: innanzitutto quello dell&#8217;inserimento nei LEA e poi soprattutto il rifinanziamento del fondo nelle prossime manovre. Oggi il governo ha un&#8217;attenzione molto alta, cos\u00ec come le regioni, e quindi per questa ragione sono convinto che nella prossima manovra troveremo quelle importanti risorse per dar seguito a quelle che sono le risposte che oggi i pazienti ci domandano&#8221;.<br \/>Secondo Paolo Sciattella, Ricercatore EEHTA del CEIS, Facolt\u00e0 di Economia, Universit\u00e0 degli Studi di Roma &#8220;Tor Vergata&#8221;,  &#8216;l&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 una patologia ad alto impatto per il Servizio Sanitario Nazionale e per il sistema sociale nel suo complesso. Uno studio ha dimostrato come l&#8217;impatto sia superiore ai 13 miliardi di euro l&#8217;anno: 6 miliardi di euro, quindi il 50% circa, \u00e8 dovuto a malattie cardiovascolari. Il nostro studio ha cercato proprio di focalizzare l&#8217;attenzione su quelli che vengono definiti MACE, ossia gli eventi cardiovascolari maggiori avversi, quindi impatto non fatale, ictus non fatale e mortalit\u00e0 cardiovascolare. Abbiamo fatto questo studio basato su real-world data integrati con dati di letteratura. Ogni anno 330 mila soggetti vengono ospedalizzati per MACE, per un totale di 380 mila ricoveri e un impatto sul Servizio Sanitario Nazionale di 2 miliardi di euro l&#8217;anno, ovviamente solo per quello che riguarda l&#8217;assistenza ospedaliera&#8221;  .  &#8220;Quando andiamo ad applicare a questi numeri la riduzione di efficacia che \u00e8 stata certificata dagli studi registrativi &#8211; ad esempio il semaglutide ha dimostrato una riduzione del 20% dei rischi di eventi cardiovascolari &#8211; si stima un risparmio che pu\u00f2 arrivare a circa 1.500 euro per paziente che, moltiplicato per il volume dei ricoveri, pu\u00f2 arrivare a 500 milioni di euro in due anni&#8221;, ha aggiunto.<br \/>&#8220;La semaglutide \u00e8 un farmaco appartenente alla classe dei GLP-1 agonisti ed \u00e8 un farmaco peculiare all&#8217;interno di questa classe, perch\u00e8 \u00e8 l&#8217;unico che \u00e8 stato studiato in una popolazione molto precisa di soggetti obesi con malattia cardiovascolare ischemica. Fino alla realizzazione dello studio Select, non c&#8217;era nessuna evidenza che un trattamento farmacologico in soggetti obesi ad alto rischio cardiovascolare potesse determinare una riduzione degli eventi cardiovascolari &#8211; le parole di Pasquale Perrone Filardi, Direttore dell&#8217;Unit\u00e0 Operativa Complessa di Cardiologia AOU &#8220;Federico II&#8221; di Napoli, Past President della Societ\u00e0 Italiana di Cardiologia (SIC) -. L&#8217;unicit\u00e0 di questo studio, che rappresenta una pietra miliare nel trattamento del paziente obeso con cardiopatia ischemica \u00e8 stata proprio aver studiato una popolazione di oltre 12.000 pazienti con malattia cardiovascolare ischemica, quindi con pregressa malattia coronarica o cerebrovascolare o periferica degli arti inferiori ed obesit\u00e0 con un indice di massa corporeo superiore a 27, trattandoli con semaglutide alla dose settimanale di 2.4 mg. I risultati riguardo all&#8217;obiettivo primario dello studio, che era molto rigoroso perch\u00e8 il compostito di morte cardiovascolare, ictus e infarto, ha dimostrato un risultato clamoroso del 20% di riduzione di questo obiettivo primario, con una serie di obiettivi secondari raggiunti, inclusa anche la mortalit\u00e0 cardiovascolare, che ovviamente danno un profilo di efficacia molto solido, molto ampio&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto xi2\/Italpress &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Con oltre 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati in 5 anni e una spesa media annua di 2 miliardi di euro, gli Eventi Cardiovascolari Avversi Maggiori (MACE) si confermano tra le sfide pi\u00f9 urgenti per la salute pubblica e la sostenibilit\u00e0 del sistema sanitario. 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