{"id":260308,"date":"2026-01-30T11:06:41","date_gmt":"2026-01-30T10:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/01\/30\/edelman-de-nardis-nellera-della-chiusura-il-made-in-italy-resiste\/"},"modified":"2026-01-30T11:06:41","modified_gmt":"2026-01-30T10:06:41","slug":"edelman-de-nardis-nellera-della-chiusura-il-made-in-italy-resiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/01\/30\/edelman-de-nardis-nellera-della-chiusura-il-made-in-italy-resiste\/","title":{"rendered":"Edelman, de Nardis \u201cNell\u2019era della chiusura il Made in Italy resiste\u201d"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Insularity, chiusura. E&#8217; questa la parola chiave che emerge dal Trust Barometer 2026 di Edelman, la ricerca globale sulla fiducia che da oltre vent&#8217;anni fotografa il rapporto tra cittadini, istituzioni, media e aziende. A illustrare i risultati \u00e8 Mainardo de Nardis, Global President e Chief Operating Officer della societ\u00e0, in un&#8217;intervista rilasciata al magazine televisivo Italpress Economy.  Edelman \u00e8 la pi\u00f9 grande societ\u00e0 indipendente di consulenza in comunicazione e relazioni pubbliche a livello globale che conta 6.000 professionisti in 28 Paesi. Il business si divide equamente tra gestione della reputazione aziendale e sviluppo dei brand attraverso strategie digitali, influencer marketing e supporto ai consumi.<br \/>&#8220;Viviamo in un mondo di persone che sempre di pi\u00f9 vuole stare vicino a gente che la pensa come loro&#8221;, spiega de Nardis, che da 35 anni vive tra Londra e New York pur mantenendo un legame forte con Milano, sua citt\u00e0 d&#8217;origine. &#8220;Persone che non vogliono ascoltare news diverse dal loro pensiero, che non vogliono lavorare con chi vede il mondo in modo diverso. Questa tendenza \u00e8 in aumento&#8221;.<br \/>La ricerca, condotta su 28 Paesi con 33.000 interviste realizzate ogni anno a novembre, viene presentata tradizionalmente a Davos per informare le discussioni dei CEO mondiali. I numeri parlano chiaro: cresce la differenza tra persone aperte, disposte a informarsi, e quelle chiuse nelle proprie convinzioni, non disponibili a cambiarle.<br \/>Il primo effetto di questa chiusura \u00e8 l&#8217;emergere di un forte nazionalismo economico. &#8220;La gente vuole lavorare con brand locali, non vuole aziende straniere&#8221;, sottolinea il manager. &#8220;E&#8217; addirittura disposta a spendere di pi\u00f9 o avere meno prodotti pur di evitare aziende straniere, che \u00e8 un paradosso&#8221;.<br \/>In questo scenario, il Made in Italy come viene percepito all&#8217;estero continua per\u00f2 a resistere, soprattutto nel settore alimentare dove i prodotti vengono naturalmente associati alla loro origine territoriale.<br \/>La chiusura sociale sta ridefinendo profondamente anche il ruolo della leadership aziendale. &#8220;Il capo dell&#8217;azienda \u00e8 sempre di pi\u00f9 visto come responsabile della cultura, del microcosmo in cui le persone vivono&#8221;, osserva de Nardis. &#8220;Quando si ha fiducia solamente nelle persone che si conoscono conosce, il CEO diventa il centro di riferimento per valori culturali e direzione&#8221;.<br \/>I dati sono rilevanti: &#8220;il 40% degli intervistati non vuole lavorare per un manager che ha idee diverse dalle proprie. Inoltre il 34% dichiara che preferisce danneggiare il proprio capo e lavorare male se quest&#8217;ultimo ha idee differenti. Il management deve gestire questo problema non imponendosi, ma ascoltando e trovando una mediazione. Quella \u00e8 la nuova leadership&#8221;, sottolinea de Nardis.<br \/>Sul fronte della disinformazione, il 65% della popolazione italiana teme contenuti falsi creati da altri Paesi per aumentare le divisioni interne, con un incremento di sei punti rispetto al 2023 che de Nardis interpreta questo dato in chiave positiva: &#8220;La gente si rende conto che esistono le fake news. Se ne \u00e8 consapevole e vuole evitarle, quindi met\u00e0 del problema \u00e8 risolto&#8221;. L&#8217;Italia, secondo l&#8217;analisi, sul fronte delle fake news si trova lievemente sotto la media degli altri Paesi grazie a un sistema informativo pi\u00f9 stabile. &#8220;C&#8217;\u00e8 una maggior sensibilit\u00e0 su cosa sono le fake news e cosa sono invece le vere news, perch\u00e8 esistono ancora fonti rispettate. In altri Paesi non esiste pi\u00f9 la televisione lineare, non esistono pi\u00f9 i giornali e l&#8217;unica informazione arriva dai social media dove le fake news sguazzano&#8221;.<br \/>Negli ultimi dieci anni l&#8217;Italia ha visto crescere di otto punti il livello complessivo di fiducia, attestandosi per\u00f2 ancora al 50%. La ricerca misura la fiducia in quattro ambiti: business, politica, NGO e media. &#8220;Sul business siamo poco oltre il 50%, quindi \u00e8 un dato positivo&#8221;, spiega de Nardis. &#8220;Sul governo siamo al 41%. Sulle news purtroppo siamo alla parte pi\u00f9 bassa&#8221;.<br \/>L&#8217;ottimismo italiano, secondo il manager, deriva dal carattere nazionale: &#8220;Siamo ottimisti perch\u00e8 siamo amicali e diversi dalle popolazioni del nord o dagli anglosassoni&#8221;.<br \/>Per le aziende che operano nel mercato dei consumi, conclude de Nardis, la reputazione \u00e8 diventata fondamentale. &#8220;Il consumatore mette sempre di pi\u00f9 insieme quello che pensa dell&#8217;azienda e quello che pensa del prodotto. Vent&#8217;anni fa si conosceva il brand ma non il produttore. Oggi le informazioni circolano velocemente e un valore aziendale negativo penalizza il prodotto e non consente la crescita&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Insularity, chiusura. E&#8217; questa la parola chiave che emerge dal Trust Barometer 2026 di Edelman, la ricerca globale sulla fiducia che da oltre vent&#8217;anni fotografa il rapporto tra cittadini, istituzioni, media e aziende. 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