{"id":258928,"date":"2026-01-14T15:46:41","date_gmt":"2026-01-14T14:46:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/01\/14\/58-anni-fa-il-terremoto-del-belice-una-ferita-ancora-aperta-a-montevago-rinasce-la-vecchia-chiesa-madre\/"},"modified":"2026-01-14T18:18:45","modified_gmt":"2026-01-14T17:18:45","slug":"58-anni-fa-il-terremoto-del-belice-una-ferita-ancora-aperta-a-montevago-rinasce-la-vecchia-chiesa-madre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/01\/14\/58-anni-fa-il-terremoto-del-belice-una-ferita-ancora-aperta-a-montevago-rinasce-la-vecchia-chiesa-madre\/","title":{"rendered":"58 anni fa il terremoto del Belice, una ferita ancora aperta. A Montevago rinasce la vecchia Chiesa Madre"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>AGRIGENTO (ITALPRESS) (ITALPRESS) \u2013<strong> Tra il 14 e il 15 gennaio di cinquantotto anni fa una serie di forti scosse di terremoto sconvolse la vita della Valle del Belice<\/strong>, una vasta area della Sicilia Occidentale compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. Una ventina i centri coinvolti nel sisma, alcune scosse furono avvertite fino al capoluogo siciliano e a Pantelleria. Una catastrofe che sconvolse la serenit\u00e0 di quei posti per sempre, cancellando definitivamente alcuni Paesi. I Comuni di Gibellina, Menfi, Montevago, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Menfi, Santa Ninfa, Santa Margherita Belice furono scossi irrimediabilmente nella loro vita quotidiana. Furono circa trecento i morti, circa cinquecento i feriti (anche se i numeri nelle cronache dell\u2019epoca non sempre corrispondono), molte decine di migliaia gli sfollati. Era l\u2019inizio di un incubo per i sopravvissuti.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>La tragedia pi\u00f9 grande fu vissuta a Gibellina, Poggioreale, Salaparuta e Montevago. Una ferita ancora aperta a distanza di pi\u00f9 di mezzo secolo. Per decenni gli sfollati furono costretti a vivere e morire nelle tendopoli prima e nelle baraccopoli dopo. Le ultime baracche furono smantellate nel 2006. E\u2019 questo il metro piu\u2019 crudo di una burocrazia che si rivel\u00f2 incapace di dare risposte immediate a quel dramma. La vecchia ferrovia che collegava i centri piu\u2019 interni con la costa non fu mai ripristinata, la ricostruzione mai veramente completata. Alcuni centri, come Poggioreale e Gibellina furono abbandonati e ricostruiti altrove. E l\u2019economia di quei posti continua a risentire ancora oggi del disastro di cinquantasette anni fa.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<h3><strong>A MONTEVAGO RINASCE LA VECCHIA CHIESA MADRE<\/strong><\/h3>\n<p>Inaugurata a Montevago, nella ricorrenza del 58esimo anniversario del terremoto nella valle del Bel\u00ecce, la vecchia chiesa Madre, restituita alla fruizione pubblica dopo il completamento del secondo stralcio dei lavori di recupero e la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione artistica. Tra i ruderi del vecchio centro \u00e8 stata celebrata una messa, presieduta dall\u2019arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, a cui \u00e8 seguita l\u2019intitolazione della piazza antistante all\u2019arciprete monsignor Antonio Migliore, conosciuto come Vito, figura di riferimento spirituale e sociale per generazioni di montevaghesi<em>. <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa rinascita della vecchia chiesa Madre<\/em> \u2013 dichiara il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo \u2013 <em>rappresenta un atto d\u2019amore verso la nostra storia e la nostra identit\u00e0. Questo luogo, ferito dal terremoto del 1968, \u00e8 gi\u00e0 tornato a vivere come spazio di memoria, cultura e spiritualit\u00e0. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto, che unisce recupero architettonico e valorizzazione turistica, restituendo alla comunit\u00e0 un patrimonio di inestimabile valore e un nuovo polo di attrazione per il turismo culturale e religioso nella valle del Bel\u00ecce\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il progetto di recupero, finanziato dall\u2019assessorato regionale alle Infrastrutture, ha previsto un investimento complessivo di circa due milioni e mezzo di euro. I lavori, articolati in due stralci, hanno avuto come obiettivo la valorizzazione e la messa in sicurezza di uno dei luoghi pi\u00f9 significativi della memoria collettiva di Montevago. Il primo stralcio ha riguardato lo svuotamento dei ruderi dalle navate della ex cattedrale, consentendo la fruizione del bene e portando alla luce importanti rinvenimenti artistici e architettonici. Durante le operazioni sono emerse scale, cripte e altri elementi storici di grande valore, che hanno richiesto interventi di protezione e la realizzazione di coperture in vetro per garantirne la conservazione.<\/p>\n<p>Sono stati inoltre effettuati lavori di puntellamento e consolidamento delle pareti, in particolare della navata laterale, che presentava gravi dissesti strutturali. Il secondo stralcio ha completato l\u2019opera con ulteriori interventi di consolidamento murario, l\u2019inserimento di architravi in acciaio nei varchi pericolanti, l\u2019integrazione della pavimentazione e dei gradini in marmo, e la realizzazione di una pavimentazione ecologica drenante nei percorsi circostanti. Particolare attenzione \u00e8 stata dedicata alla nuova illuminazione esterna, studiata per valorizzare i ruderi e creare un suggestivo effetto scenografico nelle ore serali.<\/p>\n<p>\u2013 foto xq5\/Italpress \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGRIGENTO (ITALPRESS) (ITALPRESS) \u2013 Tra il 14 e il 15 gennaio di cinquantotto anni fa una serie di forti scosse di terremoto sconvolse la vita della Valle del Belice, una vasta area della Sicilia Occidentale compresa tra le province di Trapani, Agrigento e Palermo. Una ventina i centri coinvolti nel sisma, alcune scosse furono avvertite [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":258929,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[11,2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Montevago.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258928"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=258928"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258928\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":258930,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258928\/revisions\/258930"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/258929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=258928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=258928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=258928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}