{"id":258100,"date":"2026-01-02T11:29:00","date_gmt":"2026-01-02T10:29:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=258100"},"modified":"2026-01-02T11:29:04","modified_gmt":"2026-01-02T10:29:04","slug":"sequestro-da-1mln-di-euro-a-dirigente-comunale-e-ingegnere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2026\/01\/02\/sequestro-da-1mln-di-euro-a-dirigente-comunale-e-ingegnere\/","title":{"rendered":"Sequestro da 1mln di euro a dirigente comunale e ingegnere"},"content":{"rendered":"\n<p>La Polizia di Stato di Messina ha dato esecuzione al decreto di sequestro patrimoniale emesso, ai sensi del Codice Antimafia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Messina, avente ad oggetto beni immobili, per un valore complessivamente stimato di quasi 1 milione di euro, riconducibili a due fratelli di Oliveri (ME), uno dei quali, fino al recente passato, dirigente dell\u2019Ufficio Tecnico dello stesso comune, l\u2019altro, ingegnere e libero professionista.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Il provvedimento \u00e8 il risultato di congiunte e articolate attivit\u00e0 investigative svolte dalla Procura della Repubblica\u2013Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e dalla Divisione Anticrimine della Questura di Messina, tese alla ricostruzione degli illeciti arricchimenti patrimoniali conseguenti alle condotte di entrambi i soggetti. In particolare, si \u00e8 avuto di mira la condotta del germano che, ricoprendo la pubblica funzione di responsabile dell\u2019area tecnica dei comuni di Mazzarr\u00e0 Sant\u2019Andrea e di Oliveri, aveva, abusando dei poteri correlati all\u2019incarico ricoperto, nell\u2019arco temporale dal 2000 al 2012, in cambio di benefici di vario genere, asservito la medesima pubblica funzione al rafforzamento e all\u2019operativit\u00e0 della consorteria mafiosa c.d. dei \u201cbarcellonesi\u201d, riconducibile a \u201cCosa Nostra\u201d ed attiva, specialmente, nel settore degli appalti per l\u2019aggiudicazione di significative opere pubbliche nella provincia di Messina e zone limitrofe.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, fra gli altri, sono state utilizzate le risultanze del processo, a seguito del quale, l\u2019<em>ex<\/em> dirigente era stato ritenuto responsabile del reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, riportando la condanna, divenuta definitiva, alla pena di cinque anni di reclusione, in esecuzione della quale era stato arrestato nel 2020 e scarcerato per fine pena nel 2023. Si tratta del procedimento convenzionalmente denominato \u201c<em>Gotha 3\u201d<\/em>, le cui indagini avevano, infatti, consentito di ricostruire una mappa dettagliata degli appalti pubblici \u201ctruccati\u201d e delle estorsioni commesse ai danni di imprenditori e commercianti della zona tirrenica messinese (Barcellona Pozzo di Gotto, Mazzar\u00e0 Sant\u2019Andrea, Terme Vigliatore, Montalbano Elicona, S. Angelo di Brolo, etc.), delineando, al contempo, gli stretti rapporti di collaborazione tra le mafie delle province di Messina, Catania e Palermo. L\u2019allora dirigente dell\u2019Ufficio Tecnico del Comune di Oliveri e, per un periodo, anche del Comune di Mazzar\u00e0 Sant\u2019Andrea, sfruttando la qualit\u00e0 di presidente della commissione di gara, era in rapporto servente rispetto all\u2019organizzazione criminale, da un lato, truccando, sistematicamente, le gare di appalto, attraverso l\u2019aggiudicazione di appalti pubblici in favore di imprese vicine alla consorteria mafiosa; dall\u2019altro, adoperandosi, ripetutamente, nel segnalare alla medesima consorteria, gli imprenditori aggiudicatari di lavori pubblici, da sottoporre ad estorsione. Dagli elementi acquisiti \u00e8, inoltre, emerso che l\u2019<em>ex<\/em> dirigente avrebbe condizionato illecitamente l\u2019attivit\u00e0 amministrativa, approvando o concorrendo all\u2019approvazione di provvedimenti urbanistici ed edilizi illegittimi, riferibili al fratello ingegnere, in palese conflitto di interessi, in tal modo conseguendo quegli illeciti profitti, di cui al provvedimento oggi in esecuzione. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche dopo la scarcerazione, tra il 2014 e il 2016, lo stesso ex dirigente pubblico avrebbe continuato a piegare il proprio ruolo in favore degli interessi familiari, sfruttando i consolidati rapporti con l\u2019Amministrazione. Da ultimo e prima del suo arresto, l\u2019ex dirigente comunale avrebbe persino posto in essere azioni volte ad ostacolare il proprio definitivo licenziamento, conseguenza della sentenza di condanna di secondo grado.<\/p>\n\n\n\n<p>Analogamente, mirate investigazioni patrimoniali svolte sul conto dell\u2019altro fratello, libero professionista, hanno consentito al Tribunale di ricostruire, pur in assenza di sentenza di condanna, la carica di pericolosit\u00e0 insita in alcune condotte a lui ascrivibili. E, invero, i soggetti interessati ad avviare operazioni di lottizzazioni o in generale di costruzione di complessi immobiliari, sarebbero stati obbligati ad affidare la progettazione delle opere all\u2019odierno destinatario della misura di prevenzione patrimoniale; essendo stato loro prospettato, in caso contrario, che il fratello, responsabile dell\u2019ufficio tecnico comunale di Oliveri, li avrebbe ostacolati nella fase di approvazione dei relativi lavori. L\u2019ingegnere avrebbe indicato ai committenti anche le ditte che, per la realizzazione delle opere, avrebbero dovuto fornire i materiali. Il libero professionista, infatti, avrebbe ricoperto incarichi pubblici nella progettazione e direzione dei lavori delle pi\u00f9 importanti opere pubbliche nei Comuni di Oliveri e limitrofi, sin dalla met\u00e0 degli anni \u201980.  <\/p>\n\n\n\n<p>Le indagini hanno dimostrato a carico del professionista la sistematicit\u00e0 delle condotte; il ricorso a pratiche di esercizio abusivo del credito; la partecipazione occulta in alcune societ\u00e0 coinvolte in operazioni edilizie illegittime e in procedure fallimentari; nonch\u00e9 la capacit\u00e0 di condizionare procedure amministrative e l\u2019operato del comune di Oliveri, attraverso rapporti personali e familiari, dalla met\u00e0 degli anni Ottanta sino almeno al 2003, con condotte ulteriori accertate sino agli anni pi\u00f9 recenti. \u00c8 stato, inoltre, accertato che il libero professionista sarebbe stato socio occulto di due societ\u00e0 fra di loro collegate, entrambe in liquidazione, che avrebbero conseguito illeciti profitti, per effetto dell\u2019attivit\u00e0 edilizia realizzata nel territorio del comune di Oliveri, in forza di provvedimenti autorizzatori illegittimi, in quanto contrastanti con gli strumenti urbanistici.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca riguarda sei unit\u00e0 immobiliari &#8211; che si assume essere frutto di attivit\u00e0 illecite &#8211; ubicate nel territorio di Oliveri, effettivamente riconducibili al soggetto libero professionista, ritenute fittiziamente intestate ad altri congiunti; il cui acquisto viene considerato sproporzionato rispetto alle capacit\u00e0 reddituale e patrimoniale degli intestatari. Il valore complessivo dei beni sequestrati \u00e8 di circa 965.130 euro. Nel corso delle prossime udienze, i giudici della prevenzione saranno chiamati a decidere, oltre che sulla confisca dei beni, anche sulla proposta per l&#8217;applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei confronti di entrambi i fratelli indagati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Polizia di Stato di Messina ha dato esecuzione al decreto di sequestro patrimoniale emesso, ai sensi del Codice Antimafia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Messina, avente ad oggetto beni immobili, per un valore complessivamente stimato di quasi 1 milione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":43757,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[19],"tags":[12323,2770,6216,11941],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/AA1E4CDA-45B7-411A-A6BC-004A7BB9240A.jpeg","author_info":{"display_name":"Redazione","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/redazione\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258100"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=258100"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":258101,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258100\/revisions\/258101"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=258100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=258100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=258100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}