{"id":257943,"date":"2025-12-30T16:32:50","date_gmt":"2025-12-30T15:32:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=257943"},"modified":"2025-12-30T16:33:46","modified_gmt":"2025-12-30T15:33:46","slug":"treni-blues-in-sicilia-grasso-azione-la-rete-ferroviaria-e-nazionale-le-responsabilita-anche-basta-alibi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/30\/treni-blues-in-sicilia-grasso-azione-la-rete-ferroviaria-e-nazionale-le-responsabilita-anche-basta-alibi\/","title":{"rendered":"Treni Blues in Sicilia, Grasso (Azione): \u201cLa rete ferroviaria \u00e8 nazionale, le responsabilit\u00e0 anche: basta alibi\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Il caso dei treni Blues in Sicilia continua a far discutere e, secondo <strong>Letterio Grasso<\/strong>, presidente provinciale di Azione Messina, rappresenta molto pi\u00f9 di un semplice errore tecnico o di una sfortunata incompatibilit\u00e0 tra convogli moderni e infrastrutture obsolete. \u00c8, piuttosto, la fotografia di un fallimento sistemico, che chiama in causa responsabilit\u00e0 precise a livello nazionale.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 un modo semplice per capire la vicenda dei treni Blues in Sicilia ed \u00e8 partire da una verit\u00e0 che in Italia d\u00e0 sempre fastidio: le ferrovie non sono un fatto folkloristico, ma un sistema giuridico e industriale iper-regolato, dove nulla dovrebbe accadere \u201cper caso\u201d. Un treno non \u00e8 un elettrodomestico che si compra e poi si prova a casa. \u00c8 un mezzo di trasporto pubblico che nasce gi\u00e0 \u201clocalizzato\u201d, cio\u00e8 progettato, acquistato e autorizzato in funzione delle linee su cui dovr\u00e0 circolare\u00bb.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Grasso, parlare oggi di incompatibilit\u00e0 come se fosse una scoperta tardiva \u00e8 profondamente fuorviante:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuesto vale ovunque, ma vale ancora di pi\u00f9 in territori complessi come la Sicilia, dove curve strette, raggi ridotti, armamenti vetusti e tratti non elettrificati sono dati noti da decenni e per questo \u00e8 fuorviante dire che \u201csi \u00e8 scoperto dopo\u201d che i Blues non erano compatibili con molte tratte. La compatibilit\u00e0 non \u00e8 una sorpresa, \u00e8 un presupposto giuridico dell\u2019immissione in servizio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il presidente provinciale di Azione, la narrazione che riduce tutto a una questione di arretratezza del Sud \u00e8 un alibi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019acquisto dei treni Blues per la Sicilia, inutilizzabili sulla linea ferrata obsoleta dell\u2019isola, non \u00e8 l\u2019ennesimo capitolo del romanzo nazionale sull\u2019arretratezza infrastrutturale del Sud. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 serio e, proprio per questo, pi\u00f9 inquietante: un fallimento sistemico, prodotto da una catena di decisioni tecniche, amministrative e politiche che non ha funzionato come avrebbe dovuto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E aggiunge:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRaccontarla come una \u201csfortuna\u201d o come l\u2019inevitabile scontro tra tecnologia avanzata e binari ottocenteschi \u00e8 un errore concettuale prima ancora che politico. Perch\u00e9 il sistema ferroviario italiano non \u00e8 un insieme casuale di soggetti, ma una macchina giuridica e tecnica rigidamente regolata, in cui ciascun attore ha compiti precisi e responsabilit\u00e0 definite. Se la macchina si inceppa, non \u00e8 colpa del destino: qualcuno ha sbagliato, o ha omesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Grasso smonta quello che definisce il riflesso condizionato nazionale:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI treni Blues arrivano in Sicilia come simbolo di modernit\u00e0: bimodali, nuovi, costosi, tecnologicamente avanzati. Peccato che, una volta messi sui binari, quei binari comincino a consumarsi pi\u00f9 del dovuto, le ruote pure, le linee si chiudono, i servizi saltano e la modernit\u00e0 finisce su un pullman sostitutivo. A questo punto, come sempre, parte il riflesso condizionato nazionale: \u201cla Sicilia \u00e8 arretrata\u201d. Fine dell\u2019analisi. Ma \u00e8 proprio qui che bisogna fermarsi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto centrale, per Grasso, \u00e8 giuridico prima che politico:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa rete ferroviaria siciliana non \u00e8 della Regione Siciliana. Fa parte della rete ferroviaria nazionale ed \u00e8 gestita da RFI \u2013 Rete Ferroviaria Italiana, societ\u00e0 del gruppo FS, concessionaria dello Stato. Questo non \u00e8 un dettaglio tecnico, \u00e8 il fondamento giuridico dell\u2019intera vicenda\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qui discende una responsabilit\u00e0 precisa:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRFI ha l\u2019obbligo di garantire che la rete sia sicura, compatibile e adeguata al servizio autorizzato. I treni Blues sono stati autorizzati a circolare sulla rete siciliana. Conclusione: se la rete non era compatibile, RFI lo sapeva o doveva saperlo prima. Non dopo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E chiarisce:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe una rete resta obsoleta per decenni, non \u00e8 colpa del destino cinico e baro, ma di una programmazione nazionale che ha scelto di investire altrove. Questo \u00e8 il primo punto che ribalta la narrazione: non \u00e8 la Sicilia a essere \u201cin ritardo\u201d, \u00e8 lo Stato ad averla lasciata indietro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la Regione Siciliana, per\u00f2, non \u00e8 esente da responsabilit\u00e0 politiche:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa Regione \u00e8 l\u2019acquirente dei treni, s\u00ec. Ma acquistare treni non significa rifare i binari. Pretendere che la Regione rifacesse la rete \u00e8 come accusare un inquilino di non aver consolidato le fondamenta del palazzo. Ma quando si acquistano treni per centinaia di milioni, si ha il dovere politico e amministrativo di pretendere garanzie formali sulla loro effettiva utilizzabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul ruolo di Trenitalia, Grasso \u00e8 netto:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTrenitalia non gestisce la rete, ma partecipa con la sua competenza tecnica alla definizione delle specifiche di esercizio. Se era evidente che determinate linee presentavano criticit\u00e0 strutturali, aveva il dovere di segnalarle e di non presentare l\u2019immissione in servizio come priva di problemi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore della questione resta per\u00f2 nelle certificazioni:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe esistono atti che attestano l\u2019idoneit\u00e0 dei convogli Blues a circolare su determinate tratte siciliane e se questa idoneit\u00e0 si rivela nei fatti insussistente o fortemente limitata, allora la domanda non \u00e8 politica, ma giuridica: su cosa si basavano quelle attestazioni?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui Grasso elenca scenari tutt\u2019altro che rassicuranti:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abO le verifiche non sono state fatte, o sono state fatte male, o sono state fatte correttamente ma ignorate. In tutti i casi, non stiamo parlando di complotti, ma di atti amministrativi. Carta, firme, responsabilit\u00e0 personali\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, l\u2019affondo conclusivo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAlla fine, la vicenda Blues non \u00e8 la storia di treni sbagliati su binari vecchi. \u00c8 la storia di uno Stato che ha autorizzato ci\u00f2 che non era pronto, di una catena decisionale che ha preferito l\u2019annuncio alla realt\u00e0, il taglio del nastro alla verifica preventiva\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019avvertimento finale:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI treni si possono fermare, le linee si possono chiudere. Ma quando le istituzioni cominciano a viaggiare a vista, il rischio non \u00e8 il ritardo: \u00e8 il deragliamento della responsabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il caso dei treni Blues in Sicilia continua a far discutere e, secondo Letterio Grasso, presidente provinciale di Azione Messina, rappresenta molto pi\u00f9 di un semplice errore tecnico o di una sfortunata incompatibilit\u00e0 tra convogli moderni e infrastrutture obsolete. \u00c8, piuttosto, la fotografia di un fallimento sistemico, che chiama in causa responsabilit\u00e0 precise a livello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":257948,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[4,6],"tags":[6250,11339,12295],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/IMG-20251230-WA0014.jpg","author_info":{"display_name":"red.me","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/red-me\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/257943"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=257943"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/257943\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":257949,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/257943\/revisions\/257949"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/257948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=257943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=257943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=257943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}