{"id":257158,"date":"2025-12-17T18:06:50","date_gmt":"2025-12-17T17:06:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/17\/beni-durevoli-consumi-24-dal-2019-prezzi-20-meno-acquisti-con-piu-spesa\/"},"modified":"2025-12-17T18:06:50","modified_gmt":"2025-12-17T17:06:50","slug":"beni-durevoli-consumi-24-dal-2019-prezzi-20-meno-acquisti-con-piu-spesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/17\/beni-durevoli-consumi-24-dal-2019-prezzi-20-meno-acquisti-con-piu-spesa\/","title":{"rendered":"Beni durevoli, consumi -2,4%. Dal 2019 prezzi +20%, meno acquisti con pi\u00f9 spesa"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Dopo due anni di crescita il motore dei beni durevoli si ferma: a fine 2025 il comparto segner\u00e0 consumi in calo del 2,3% in volume e del 2,4% in valore, per una spesa complessiva che da 79 miliardi scivola a 77,1 miliardi. E&#8217; la fotografia scattata dal 32\u00b0 Osservatorio Findomestic, realizzato insieme a Prometeia, per un mercato che resta comunque su livelli pi\u00f9 alti rispetto al pre-Covid, non per un aumento dei volumi acquistati ma esclusivamente per l&#8217;incremento dei prezzi che in 6 anni sfiora il 20%. A determinare il segno meno \u00e8 soprattutto la mobilit\u00e0, il segmento che da solo vale il 57% della spesa delle famiglie in beni durevoli. Qui la frenata \u00e8 evidente, con le auto nuove in calo del 9% a valore. La casa &#8211; mobili e tecnologia &#8211; resta invece impantanata in una stagnazione che dura dal 2023, dopo gli exploit del triennio post-pandemico. Sul fronte territoriale, le tre locomotive storiche &#8211; Lombardia, Lazio e Veneto &#8211; perdono tra il 2,6 e il 2,8%. Resiste meglio l&#8217;Emilia-Romagna (-1,8%), che quasi aggancia il podio nella graduatoria per volumi di spesa.<br \/>&#8220;Quest&#8217;anno i beni durevoli soffrono pi\u00f9 degli altri comparti. Mentre servizi, alimentari e altri beni crescono &#8211; secondo i dati Istat &#8211; il nostro perimetro torna negativo dopo due anni di espansione, quella del 2023, trainata pi\u00f9 dall&#8217;inflazione che dai volumi reali &#8211; afferma Claudio Bardazzi, responsabile dell&#8217;Osservatorio Findomestic -. Chiuderemo il 2025 con un -2,4% a valore, che si traduce in una reale riduzione della spesa delle famigli\u00e8. Per Bardazzi &#8216;siamo ancora su livelli di spesa superiori dell&#8217;11,4% al 2019, ma questo non significa che si compri di pi\u00f9. Il vero motore \u00e8 stato l&#8217;aumento dei prezzi, vicino al +20%. Al netto dell&#8217;inflazione, cio\u00e8 guardando ai volumi, i consumi di durevoli sono in realt\u00e0 il 6,8% sotto i livelli pre-pandemia&#8221;. <br \/>In questo quadro di frenata il credito al consumo va in controtendenza, uno strumento che le famiglie stanno usando per reagire all&#8217;incertezza. Lo ribadisce Marco Tarantola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Findomestic Banca: &#8220;A fronte di consumi in calo nel mondo dei durevoli, il mercato del credito continua a crescere. Nei primi dieci mesi dell&#8217;anno le erogazioni segnano un +7%, con la rischiosit\u00e0 che rimane su livelli molto contenuti (1.7% il tasso di default a fine settembre 2025, pur mostrando un lieve incremento nel corso dell&#8217;anno. E&#8217; la conferma che il credito al consumo svolge un ruolo sociale ed economico essenziale: aiuta le famiglie a non rinunciare ai propri progetti in un contesto che resta complesso&#8221;. Il dato che pi\u00f9 colpisce arriva dalle indagini condotte dall&#8217;istituto: &#8220;Oltre quattro italiani su dieci &#8211; ricorda Tarantola &#8211; hanno utilizzato una forma di credito almeno una volta negli ultimi tre anni. E pi\u00f9 del 60% di chi lo ha fatto dichiara che, senza questa possibilit\u00e0, avrebbe dovuto rinviare o rinunciare del tutto all&#8217;acquisto. Dati che confermano come il credito oggi sia una leva di fiducia, non solo un prodotto finanziario&#8221;.       <br \/>Se l&#8217;Italia rallenta, ogni territorio lo fa con il suo stile. Ci sono regioni che assorbono meglio la scossa. In Trentino-Alto Adige, dove i redditi restano elevati e il clima economico \u00e8 meno nervoso, il calo \u00e8 solo -0,7%, il migliore d&#8217;Italia. Pi\u00f9 sorprendente la tenuta della Sicilia e della Liguria, entrambe ferme a -1,3%: due territori lontani geograficamente ma accomunati da una domanda interna che resiste. All&#8217;opposto, in Basilicata il mercato dei durevoli cede il 4%: una flessione che non \u00e8 solo statistica ma strutturale, fatta di consumi fragili e poca spinta demografica. Il rallentamento \u00e8 stato consistente anche in Piemonte (-3,5%), Molise (-3,3%), Abruzzo e Lazio (entrambe -2,8%). Sul piano dei valori assoluti, la Lombardia continua a giocare un altro campionato: 15,4 miliardi, pi\u00f9 del doppio del Lazio, che segue a 7,5. E&#8217; la locomotiva che tira il Paese, anche quando il convoglio frena. <br \/>Nel 2025 il mercato italiano della mobilit\u00e0 vive una doppia velocit\u00e0: l&#8217;usato tiene la linea, il nuovo rallenta, le due ruote correggono la corsa dopo anni di sprint.<br \/>Dal 2017 quello delle auto usate \u00e8 il primo mercato per valore assoluto e continua a dimostrarlo. L&#8217;effetto inflazione \u00e8 evidente: si spende il 25% in pi\u00f9 rispetto al 2019 per acquistare appena il 3% di vetture in pi\u00f9. Nel 2025, dopo due anni di crescita, il settore rallenta e il suo giro d&#8217;affari chiuder\u00e0 con un -0,2%, sostanzialmente in stallo, con l&#8217;incremento dei passaggi di propriet\u00e0 (+2,1%) annullato dal calo dei prezzi (-2,1%). Ma i valori restano solidi: 24,4 miliardi di euro, quasi 8 miliardi in pi\u00f9 dell&#8217;auto nuova, complice una domanda, negli ultimi anni, sempre pi\u00f9 orientata al risparmio. Prezzi in calo e mix di vendita pi\u00f9 &#8216;popolar\u00e8 confermano che il consumatore \u00e8 cauto ma attivo. <br \/>Per le auto nuove la frenata \u00e8 netta: -9% a valore, con la spesa delle famiglie che scende a 16,5 miliardi. Le immatricolazioni calano (-9,9%), i prezzi restano stabili (+0,8%) dopo anni di forte crescita e il mix si sposta su fasce e tecnologie pi\u00f9 costose. Le city car, un tempo spina dorsale del mercato, passano dal 17% del 2019 al 12%. La domanda dei privati resta lontana dai livelli pre-pandemia: -25% le immatricolazioni rispetto al 2019, -10% la spesa. Non bastano incentivi a singhiozzo per stimolare le famiglie, alle prese con un potere d&#8217;acquisto ridotto rispetto a qualche anno fa e con un contesto di persistente incertezza.  <br \/>Dopo quattro anni di crescita, arriva uno stop per le moto: -7,7% a volume nel 2025, -7,0% a valore. Ma il confronto con il 2019 resta impressionante: +36% a volume, +55% a valore, per un mercato che vale 2,75 miliardi e che ha beneficiato in questi anni di una domanda, che in un contesto di inflazione e calo del potere d&#8217;acquisto, ha visto nei mezzi a due ruote un&#8217;alternativa low cost alla seconda o terza auto in famiglia. La flessione del 2025 sottende dinamiche differenziate tra ciclomotori, in forte calo (oltre -30% a volume), e targato, in miglior tenuta (-6% circa a volume) e su livelli storicamente elevati. Gli scooter targati salgono dell&#8217;8,8%, confermandosi protagonisti della mobilit\u00e0 urbana. <br \/>Dai mobili agli elettrodomestici, dall&#8217;elettronica alla telefonia e all&#8217;IT, il comparto casa nel 2025 mostra un quadro di stabilit\u00e0 e adattamento. Crescono prodotti informatici, piccoli elettrodomestici e device smart, l&#8217;online consolida il ruolo chiave, mentre famiglie e consumatori privilegiano comfort, qualit\u00e0, benessere e soluzioni premium, tra innovazione e attenzione al prezzo. <br \/>Dopo il biennio d&#8217;oro 2021-2022, la domanda di mobili si \u00e8 normalizzata, ma il settore resta ben sopra i livelli pre-Covid: +10% rispetto al 2019. L&#8217;anno si chiuder\u00e0 intorno ai 16,5 miliardi di euro (-0,6%), segnalando una fase di assestamento pi\u00f9 che un vero rallentamento. I volumi restano in calo (-1,7%), ma i prezzi continuano a sostenere il mercato (+1,1%), pur con una dinamica pi\u00f9 morbida rispetto agli anni dei rincari. La cautela delle famiglie pesa ancora: incentivi e bonus ristrutturazioni aiutano, ma non bastano a riaccendere quella spinta eccezionale generata dal post-pandemia e dal Superbonus. A frenare \u00e8 soprattutto la domanda legata alle ristrutturazioni, oggi fisiologicamente in discesa. A fare da contraltare \u00e8 invece il primo acquisto, alimentato da un mercato immobiliare tornato vivace: nei primi sei mesi dell&#8217;anno le compravendite residenziali sono cresciute del 9,5%, spinte da tassi pi\u00f9 leggeri e un credito pi\u00f9 accessibile. Sul fronte dei canali di vendita, l&#8217;online continua la sua avanzata arrivando a valere il 20% del retail. Un risultato che certifica la maturit\u00e0 digitale dell&#8217;arredo italiano, sempre pi\u00f9 capace di coniugare design, prezzo e omnicanalit\u00e0.<br \/>La telefonia resta il baricentro della tecnologia consumer: nel 2025 il comparto mantiene la rotta sui 6,3 miliardi (-0,4%), segno di una domanda matura che per\u00f2 evolve rapidamente. Gli smartphone &#8211; l&#8217;85% del giro d&#8217;affari &#8211; rallentano nei volumi ma tengono in valore (-1,1%) grazie al continuo spostamento verso i prodotti di maggiore qualit\u00e0. A fare da contrappunto alla flessione degli smartphone, continuano a crescere cuffie (+1,5%) e i dispositivi tecnologici indossabili (+1,2%), trainati da funzioni smart sempre pi\u00f9 orientate al benessere e alla performance personale. L&#8217;online consolida il sorpasso sulle vendite in negozio, arrivando al 20,5% del fatturato. In un mercato ormai saturo, \u00e8 qui &#8211; tra servizi premium, ecosistemi integrati e nuovi modelli di fruizione &#8211; che si gioca la partita futura. <br \/>Il mercato degli elettrodomestici chiuder\u00e0 il 2025 con un valore complessivo di 6,5 miliardi di euro: 4,2 miliardi per i grandi apparecchi e 2,3 miliardi per i piccoli. I grandi elettrodomestici si confermano su un plateau elevato (-0,3%), dopo tre anni di crescita solida, sostenuti dai bisogni di sostituzione e dall&#8217;efficientamento energetico spinto anche dal bonus rottamazione. I volumi tengono, i prezzi si raffreddano, e il comparto del lavaggio \u00e8 quello che corre meglio: asciugatrici (+4,4%) e lavastoviglie (+1,7%) guidano la fascia alta della domanda, segnale di un&#8217;Italia che aggiorna la dotazione domestica puntando a comfort e risparmio. Freddo e cottura restano pi\u00f9 deboli, con prezzi in discesa che comprimono il valore complessivo. <br \/>Tutt&#8217;altra storia per i piccoli elettrodomestici, ancora una volta i migliori performer tra i durevoli per la casa: +8,4% a volume e +5,2% a valore. Il mercato intercetta tendenze chiare: multifunzionalit\u00e0, cura del s\u00e8 e desiderio di semplificazione. Crescono con decisione i dispositivi per la cura della casa, trainati dagli aspirapolvere (+15,4%) di nuova generazione e dai mini-aspiratori. Nella cura della persona brillano i prodotti per l&#8217;igiene dentale (+9,6%), i dispositivi per la rasatura e gli apparecchi per asciugare e acconciare i capelli. Nella preparazione del cibo, le friggitrici ad aria continuano la loro scalata (+16% in valore, +23% in volume), mentre i robot da cucina vivono una fase di forte normalizzazione dovuta alla pressione promozionale. Tra gli altri prodotti, prosegue lo sviluppo delle vendite di bilance (+9.1% in valore). L&#8217;online si consolida come canale chiave: rappresenta ormai il 38% del fatturato dei piccoli elettrodomestici, con crescite a doppia cifra. <br \/>&#8220;Dalle friggitrici ad aria ai wearable, dai prodotti per l&#8217;igiene orale agli apparecchi per la cura del corpo, emerge una ricerca crescente di benessere personale &#8211; evidenzia Bardazzi -. Il consumatore investe in ci\u00f2 che gli permette di vivere meglio: monitorare, prevenire, semplificare. Anche a casa&#8221;.<br \/>Dopo un triennio di segni meno, il mercato IT italiano torna a crescere, segnando un +1,7% e sfiorando i 2,2 miliardi di fatturato. A guidare la ripresa sono pc portatili (+3,5%), tablet (+4,7%) e dispositivi per il gioco (+5,3%). Il canale online si conferma protagonista, con un contributo al fatturato vicino al 32%, compensando il lieve calo delle vendite nei negozi fisici. Dopo il rimbalzo dai picchi del 2020-&#8217;21, il mercato IT si posiziona tra i segmenti pi\u00f9 performanti della tecnologia consumer, con volumi in crescita e una dinamica di prezzo favorevole che lascia intravedere ulteriori trend positivi per la chiusura dell&#8217;anno.<br \/>Inoltre, il 2025 si chiuder\u00e0 a 1,6 miliardi (-1,9%), il mercato dell&#8217;elettronica di consumo continua a scontare l&#8217;onda lunga del passaggio al digitale terrestre: il segmento video, ancora in flessione, resta il grande freno di un comparto che per\u00f2 mostra segnali di stabilizzazione dopo il crollo del triennio 2022-24. La TV &#8211; che vale oltre l&#8217;80% del mercato &#8211; resta negativa (-2,9%), anche se da met\u00e0 anno i volumi tornano a respirare. I decoder continuano invece la loro caduta libera, ormai sotto l&#8217;1% del giro d&#8217;affari. Tra i pochi fari accesi, spiccano i droni (+16%), le cuffie (+6,6%), trainate da wireless e funzioni premium, e gli altoparlanti (+7,6%), alimentati dalla voglia di home theatre. Un mercato che stringe i denti ma che &#8211; tra innovazione, qualit\u00e0 del suono e nuove esperienze d&#8217;ascolto &#8211; lascia intravedere la voglia dei consumatori di tornare a investire, quando il rimbalzo dal boom post-switch-off sar\u00e0 finalmente alle spalle.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; foto tratta da Osservatorio Findomestic &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Dopo due anni di crescita il motore dei beni durevoli si ferma: a fine 2025 il comparto segner\u00e0 consumi in calo del 2,3% in volume e del 2,4% in valore, per una spesa complessiva che da 79 miliardi scivola a 77,1 miliardi. 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