{"id":256950,"date":"2025-12-15T16:05:40","date_gmt":"2025-12-15T15:05:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=256950"},"modified":"2025-12-15T16:06:19","modified_gmt":"2025-12-15T15:06:19","slug":"sicilia-e-materie-prime-critiche-il-sottosuolo-dimenticato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/15\/sicilia-e-materie-prime-critiche-il-sottosuolo-dimenticato\/","title":{"rendered":"Sicilia e materie prime critiche: il sottosuolo dimenticato"},"content":{"rendered":"\n<p>Se un osservatore esterno mettesse sul tavolo, da una parte, la strategia europea sulle materie prime critiche e strategiche e, dall\u2019altra, l\u2019inerzia italiana, arriverebbe a una conclusione brutale: noi stiamo trattando la sicurezza industriale del Paese come un tema marginale, mentre per l\u2019Europa \u00e8 ormai un nervo scoperto di politica estera, difesa, energia e competitivit\u00e0.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Il Critical Raw Materials Act (CRMA) non riguarda \u201csolo\u201d le terre rare. Le terre rare sono l\u2019emblema, il caso scuola, la parola che fa scattare l\u2019immaginario. Ma il cuore del problema \u00e8 pi\u00f9 ampio: un paniere di materiali indispensabili &#8211; dalle batterie all\u2019eolico, dai semiconduttori alla difesa &#8211; di cui l\u2019Europa \u00e8 strutturalmente dipendente. Il CRMA ha fissato obiettivi al 2030 (estrazione, trasformazione, riciclo e riduzione delle dipendenze) e impone agli Stati membri un cambio di paradigma: non basta comprare meglio; bisogna conoscere e presidiare la filiera. <div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia, formalmente, si \u00e8 mossa: il decreto-legge 25 giugno 2024 n. 84, convertito nella legge 8 agosto 2024 n. 115, ha costruito una governance nazionale, introduce i progetti strategici, istituisce un punto unico di contatto presso il MASE e soprattutto affida a ISPRA\u2013Servizio Geologico d\u2019Italia la predisposizione del Programma nazionale di esplorazione (PNE), cio\u00e8 lo strumento base per fare ci\u00f2 che in Italia non si fa seriamente da decenni: una ricognizione moderna e sistematica del potenziale minerario. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, quando si passa dalla norma alla realt\u00e0, emerge una domanda che fa male: stiamo davvero guardando a tutto il Paese, o solo a porzioni \u201ccomode\u201d e gi\u00e0 note? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un grande assente nel racconto nazionale delle materie prime critiche: la Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<h2>La Sicilia: non un \u201ccapriccio territoriale\u201d, ma un laboratorio geologico europeo<\/h2>\n\n\n\n<p>La Sicilia non \u00e8 solo un\u2019isola: \u00e8 una piattaforma geologica complessa dove convivono vulcanismo attivo (Etna ed Eolie), distretti metamorfi (Peloritani), magmatismo alcalino (Iblei) e sistemi idrotermali. Tradotto in termini moderni: un territorio che, in altri Paesi, sarebbe gi\u00e0 stato inserito tra le aree prioritarie per indagini esplorative su CRM\/SRM.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui bisogna essere rigorosi: nessuno pu\u00f2 affermare, oggi, che in Sicilia esistano \u201cgiacimenti pronti\u201d economicamente sfruttabili. Ma c\u2019\u00e8 una cosa che possiamo dire con la forza dei dati: esistono evidenze scientifiche recenti che documentano presenza, distribuzione e anomalie geochimiche di terre rare e di numerosi elementi in suoli siciliani, in correlazione con i contesti geologici dell\u2019isola. E questa \u00e8 la premessa indispensabile per qualunque scelta futura. Non estrazione: conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<h2>Gli studi scientifici: cosa dicono davvero (e perch\u00e9 sono un segnale politico)<\/h2>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni non si \u00e8 parlato \u201ca sentimento\u201d. Si \u00e8 misurato, campionato, modellizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>1) Saiano et al., 2024 \u2013 \u201cSpatial distribution of soil rare earth elements in Sicily (Italy)\u201d (Geoderma Regional)Questo studio \u00e8 cruciale perch\u00e9 non si limita a dire \u201cci sono REE\u201d: costruisce una mappatura spaziale delle terre rare nei suoli siciliani, affrontando anche la natura \u201ccomposizionale\u201d dei dati e producendo strumenti utili per pianificare campionamenti futuri (dove intensificare, dove ridurre incertezza, come ottimizzare i rilievi). In sostanza: fornisce una base scientifica per passare dalla discussione alla programmazione. <\/p>\n\n\n\n<p>2) Lo Medico et al., 2025 \u2013 \u201cGeochemical baseline values and spatial distribution of major, trace, and rare earth elements in unpolluted soils of the Sicily region (Italy)\u201d (Environmental Geochemistry and Health)Qui la parola chiave \u00e8 \u201cbaseline\u201d: valori di fondo geochimico in suoli non inquinati, con analisi tramite ICP-OES e ICP-MS e una lettura della distribuzione di elementi maggiori, elementi in traccia e terre rare in relazione alle caratteristiche geologiche. \u00c8 un lavoro di impostazione robusta perch\u00e9 mette insieme molte classi di elementi (non solo REE) e costruisce un quadro quantitativo utilizzabile anche in chiave istituzionale: se vuoi decidere, devi sapere cosa \u00e8 naturale e cosa \u00e8 anomalo. <\/p>\n\n\n\n<p>3) Varrica et al., 2024 \u2013 studio sui valori di fondo geochimici nei topsoils della Sicilia (approccio metodologico e baseline)C\u2019\u00e8 un filone che precede e rafforza l\u2019impostazione \u201cbaseline\u201d: studi metodologici sul calcolo dei valori di fondo nei suoli superficiali siciliani, fondamentali per distinguere fenomeni naturali da contaminazioni e per costruire una base comparabile nel tempo. Anche qui il concetto politico \u00e8 semplice: senza baseline, l\u2019argomento \u201crisorse\u201d resta un\u2019opinione. <\/p>\n\n\n\n<p>4) Dominech et al., 2024 \u2013 comportamento delle REE nell\u2019area dell\u2019Etna (Environmental Geochemistry and Health). Un altro studio mirato si concentra sul comportamento delle terre rare in un contesto specifico come l\u2019Etna: utile perch\u00e9 lega geochimica e ambiente vulcanico, cio\u00e8 uno dei contesti pi\u00f9 rilevanti per l\u2019ipotesi di arricchimenti e pattern distintivi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il tipo di letteratura che, in Paesi pi\u00f9 aggressivi sul piano esplorativo, diventa immediatamente \u201csegnale\u201d per pianificare indagini. Questi lavori non sono propaganda: sono scienza pubblicata, con metodi e dati. E raccontano una storia coerente: in Sicilia le terre rare e altri elementi si distribuiscono in modo non casuale, ma legato ai distretti geologici. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo non prova \u201cil giacimento\u201d, ma prova l\u2019esistenza di un razionale esplorativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le aree-soglia: dove la Sicilia \u201cparla\u201d pi\u00f9 forte<\/p>\n\n\n\n<p>Se mettiamo insieme la letteratura e la logica geologica, emergono quattro aree che, con prudenza ma con decisione, vanno considerate prioritarie per la fase conoscitiva:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Distretto Etneo: suoli vulcanici e prodotti basaltici che, in letteratura internazionale, spesso mostrano arricchimenti di terre rare leggere e pattern diagnostici;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Peloritani (NE Sicilia): metamorfismo di alto grado e contesti litologici che, altrove, ospitano minerali portatori di REE;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Iblei: magmatismo alcalino, contesto frequentemente associato a concentrazioni di elementi critici;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Eolie: idrotermalismo attivo, ambiente che pu\u00f2 generare concentrazioni secondarie e segnali geochimici misurabili.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che la politica deve fare la differenza: non con slogan, ma con una scelta di governance. Perch\u00e9 oggi il vero problema non \u00e8 \u201cnon abbiamo miniere\u201d. Lo scandalo \u00e8: non stiamo nemmeno facendo abbastanza per sapere se le potremmo avere, e in quali condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nodo istituzionale: l\u2019Italia ha gi\u00e0 la cassetta degli attrezzi (ma deve usarla)Qui il punto \u00e8 delicatissimo e va detto con precisione, senza demagogia. Lo Stato non pu\u00f2 far finta che il tema sia \u201cun affare locale\u201d. Dal 2024\u20132025 esiste una cornice nazionale chiara: Programma nazionale di esplorazione ISPRA, approvazioni e governance, raccordo con il MASE e la disciplina dei progetti strategici. Esiste anche un quadro pubblico di comunicazione ISPRA che spiega la logica del programma e l\u2019esigenza di recuperare trent\u2019anni di ritardo nella ricerca mineraria di base. Ma la Regione Siciliana, a sua volta, non pu\u00f2 rifugiarsi nella lamentazione. Per Statuto, la Sicilia ha competenza esclusiva su miniere e risorse del sottosuolo (art. 14, lett. i): ci\u00f2 significa che pu\u00f2 attivare convenzioni, programmi di ricerca, cooperazioni scientifiche, e soprattutto pu\u00f2 presentarsi allo Stato non da questuante ma da interlocutore istituzionale: \u201cquesta \u00e8 la nostra base scientifica; inseriteci nel PNE, co-progettiamo le campagne, integriamo i dati.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole: le responsabilit\u00e0 sono distribuite, ma il rimedio \u00e8 uno solo\u2014coordinamento istituzionale serio, con la scienza in testa e la politica a fare ci\u00f2 che deve: decidere priorit\u00e0 e mettere risorse.<\/p>\n\n\n\n<h2>Cosa chiediamo davvero (e cosa NON stiamo chiedendo)<\/h2>\n\n\n\n<p>Per evitare equivoci voluti (quelli pi\u00f9 pericolosi), occorre dirlo in modo cristallino:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Non stiamo chiedendo di aprire miniere domani mattina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Non stiamo chiedendo di bypassare tutele ambientali e paesaggistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Non stiamo chiedendo scorciatoie.<\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo chiedendo ci\u00f2 che la Commissione parlamentare e l\u2019Europa indicano come condizione preliminare di sovranit\u00e0 industriale: mappare, esplorare, conoscere. In modo non invasivo dove possibile (geofisica, geochimica, modellazione), con trasparenza, e con un obiettivo chiaro: capire se e dove esistono potenzialit\u00e0 nel sottosuolo siciliano per contribuire &#8211; anche solo in parte &#8211; alla sicurezza delle filiere europee.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 un Paese che non conosce le proprie risorse \u00e8 come una famiglia che non sa cosa c\u2019\u00e8 in casa: paga sempre di pi\u00f9, dipende sempre dagli altri, e quando arriva una crisi resta senza opzioni.Una questione siciliana che \u00e8, in realt\u00e0, una questione italiana ed europea. Qui entra in gioco la politica nella sua forma pi\u00f9 alta. La Sicilia non pu\u00f2 essere solo un capitolo di cronaca sul \u201cSud dimenticato\u201d. La Sicilia, se trattata con seriet\u00e0, pu\u00f2 diventare un tassello di una politica industriale moderna: ricerca, universit\u00e0, tecnologie di indagine, competenze geologiche, attrazione di investimenti sulla filiera, formazione tecnica, lavoro qualificato. \u00c8 la differenza tra sviluppo come sussidio e sviluppo come capacit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 questa battaglia non \u00e8 un capriccio \u201csull\u2019isola\u201d: \u00e8 un pezzo della credibilit\u00e0 italiana nella nuova strategia europea sulle materie prime critiche.Il mondo si sta muovendo con velocit\u00e0 supersonica: catene del valore, geopolitica, industria militare, transizione energetica. La domanda, ormai, \u00e8 una soltanto: vogliamo essere un Paese che studia e decide, o un Paese che importa e subisce?<\/p>\n\n\n\n<p>NOTE<\/p>\n\n\n\n<p>[1] Decreto-legge 25 giugno 2024, n. 84 (Normattiva), con disposizioni su Programma nazionale di esplorazione ISPRA e governance. [2] ISPRA, Programma Nazionale di Esplorazione (PNE) (documento). [3] Saiano F. et al. (2024), Spatial distribution of soil rare earth elements in Sicily (Italy), Geoderma Regional. [4] Lo Medico F. et al. (2025), Geochemical baseline values and spatial distribution of major, trace, and rare earth elements in unpolluted soils of the Sicily region (Italy), Environmental Geochemistry and Health. [5] Varrica D. et al. (2024), studio su baseline geochimiche nei topsoils della Sicilia (approccio e determinazione dei valori di fondo). [6] Dominech S. et al. (2024), studio sul comportamento delle REE nell\u2019area dell\u2019Etna, Environmental Geochemistry and Health.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Letterio Grasso (Azione) e Vicky Amendolia (SD)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se un osservatore esterno mettesse sul tavolo, da una parte, la strategia europea sulle materie prime critiche e strategiche e, dall\u2019altra, l\u2019inerzia italiana, arriverebbe a una conclusione brutale: noi stiamo trattando la sicurezza industriale del Paese come un tema marginale, mentre per l\u2019Europa \u00e8 ormai un nervo scoperto di politica estera, difesa, energia e competitivit\u00e0. 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