{"id":256944,"date":"2025-12-15T15:06:41","date_gmt":"2025-12-15T14:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/15\/conou-piunti-italia-eccellenza-mondiale-nel-recupero-degli-oli-usati\/"},"modified":"2025-12-15T15:06:41","modified_gmt":"2025-12-15T14:06:41","slug":"conou-piunti-italia-eccellenza-mondiale-nel-recupero-degli-oli-usati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/15\/conou-piunti-italia-eccellenza-mondiale-nel-recupero-degli-oli-usati\/","title":{"rendered":"Conou, Piunti \u201cItalia eccellenza mondiale nel recupero degli oli usati\u201d"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; In Italia si producono ogni anno circa 190.000 tonnellate di oli lubrificanti usati, provenienti da motori, fabbriche e processi industriali. Si tratta di un materiale altamente inquinante, contaminato e di difficile gestione, che per\u00f2 il nostro Paese ha imparato a trasformare in una risorsa preziosa attraverso un modello di economia circolare diventato un&#8217;eccellenza mondiale. A guidare questa filiera \u00e8 il Conou, il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, che dal 1984 coordina un sistema capace di recuperare il 98% del materiale raccolto, un risultato che lascia indietro gli Stati Uniti, fermi al 50%, e la media europea che si attesta al 60%.<br \/>\n&#8220;Prendiamo queste 190.000 tonnellate in 103.000 posti diversi in Italia, tra meccanici, fabbriche, officine, e le portiamo tutte a rigenerazione dopo un&#8217;attenta selezione&#8221;, spiega Riccardo Piunti, presidente del Conou, in un&#8217;intervista a Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell&#8217;agenzia Italpress. La chiave del successo sta proprio nella selezione qualitativa del materiale: evitare di mischiare oli pi\u00f9 o meno inquinati permette di ottimizzare il processo di rigenerazione.<br \/>\nIl sistema si basa su una rete di 58 imprese di raccolta, nate negli anni Sessanta prima ancora della costituzione del consorzio, e tre grandi impianti di rigenerazione distribuiti sul territorio nazionale. Complessivamente il settore impiega un paio di migliaia di persone. Dagli oli usati si ottengono bitume per guaine e impermeabilizzazioni, gasolio e soprattutto basi lubrificanti rigenerate che tornano a nuova vita in un ciclo potenzialmente infinito.<br \/>\nIl Conou agisce come regolatore del sistema, stabilendo standard di qualit\u00e0, organizzando la logistica e incentivando le imprese a rispettare i parametri ottimali in ogni fase del processo. &#8220;Siamo come il vigile a Piazza Venezia che orientava il traffico&#8221;, spiega Piunti con una metafora. &#8220;Dobbiamo essere senza fini di lucro e indipendenti da tutti gli attori per poter coordinare efficacemente la filiera&#8221;, prosegue.<br \/>\nIl 2025 ha segnato risultati particolarmente positivi. Nonostante un mercato dei lubrificanti sostanzialmente stabile, il consorzio ha aumentato la raccolta recuperando anche l&#8217;olio contenuto nelle emulsioni, quelle miscele di acqua e olio utilizzate nei processi di fabbricazione, quindi oggi tutto l&#8217;olio minerale usato viene recuperato.<br \/>\nIl modello organizzativo consortile italiano ha attirato l&#8217;attenzione internazionale. Paesi del Sud Europa come Grecia e Spagna, che hanno adottato sistemi simili, ottengono risultati brillanti. Al contrario, dove l&#8217;economia circolare viene affidata esclusivamente al mercato, gran parte dell&#8217;olio finisce per essere bruciato invece che rigenerato. &#8220;Non si tratta di interferire sui prezzi, ma di garantire le priorit\u00e0 definite dalle direttive europee, che indicano la rigenerazione come obiettivo primario&#8221;, precisa il presidente del Conou.<br \/>\nLa digitalizzazione rappresenta il futuro della filiera. Il consorzio dispone di un patrimonio imponente di dati sui flussi, le analisi e i 103.000 punti di prelievo sparsi sul territorio. E&#8217; stata sviluppata un&#8217;app per ottimizzare il collegamento in tempo reale tra imprese di raccolta, autisti e punti di prelievo. Tuttavia, Piunti sottolinea come il fattore umano resti insostituibile: &#8220;L&#8217;autista della raccolta \u00e8 un elemento fondamentale, con una professionalit\u00e0 e un mestiere che non so se l&#8217;intelligenza artificiale potr\u00e0 mai sostituire&#8221;.<br \/>\nGli obiettivi futuri del consorzio puntano sulla comunicazione e l&#8217;educazione. &#8220;Quando dico che siamo i migliori del mondo, la gente mi guarda sorpresa &#8211; sottolinea Piunti -. Dobbiamo far conoscere questo successo italiano perch\u00e8 pu\u00f2 alimentare altri successi e contribuire all&#8217;economia circolare globale&#8221;.<br \/>\nIl modello made in Italy della rigenerazione degli oli usati dimostra come l&#8217;economia circolare possa funzionare quando vengono combinati organizzazione efficiente, standard di qualit\u00e0 rigorosi e collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Una lezione importante in un mondo dove, su 106 miliardi di tonnellate di risorse prelevate dal pianeta, solo il 7-8% viene riciclato.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; In Italia si producono ogni anno circa 190.000 tonnellate di oli lubrificanti usati, provenienti da motori, fabbriche e processi industriali. 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