{"id":256424,"date":"2025-12-09T11:06:48","date_gmt":"2025-12-09T10:06:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/09\/urso-governo-italiano-ha-garantito-stabilita-e-credibilita-siamo-un-modello\/"},"modified":"2025-12-09T11:16:39","modified_gmt":"2025-12-09T10:16:39","slug":"urso-governo-italiano-ha-garantito-stabilita-e-credibilita-siamo-un-modello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/09\/urso-governo-italiano-ha-garantito-stabilita-e-credibilita-siamo-un-modello\/","title":{"rendered":"Urso \u201cGoverno italiano ha garantito stabilit\u00e0 e credibilit\u00e0, siamo un modello\u201d"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Tra guerre vere e commerciali, dazi, crisi industriali e caccia alle materie prime, il mondo \u00e8 un mare in tempesta. Ma l&#8217;Italia ha la forza per affrontare le onde della fine della globalizzazione. Ne \u00e8 convinto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervistato da MF-Milano Finanza e Class Cnbc in occasione dell&#8217;evento Expert Talk.<br \/>&#8220;Siamo stati tra i protagonisti del regolamento europeo sulle materie prime critiche e abbiamo approvato un decreto legge che crea in Italia un contesto favorevole all&#8217;estrazione, alla lavorazione e al riciclo &#8211; dichiara Urso -. Con il Ministero dell&#8217;Ambiente abbiamo aggiornato la mappa: disponiamo di 16 delle 34 materie prime critiche individuate dall&#8217;Ue. Abbiamo assistito le imprese nei bandi europei: quattro progetti italiani sono stati riconosciuti strategici, tutti sul riciclo. E abbiamo gi\u00e0 detto alla Commissione che l&#8217;Italia si candida a ospitare un deposito europeo di stoccaggio, grazie alla nostra collocazione geografica che ci consente di rifornire con facilit\u00e0 l&#8217;intero continente&#8221;. Urso ritiene che ci sia la possibilit\u00e0 che l&#8217;Italia ottenga questo deposito, &#8220;perch\u00e8 sarebbe nell&#8217;interesse dell&#8217;intera Europa&#8221;. Per quanto riguarda la candidatura italiana per la gigafactory europea sull&#8217;intelligenza artificiale &#8220;La Commissione &#8211; spiega &#8211; ha ricevuto 77 proposte, ma noi, a differenza degli altri Paesi, abbiamo saputo fare sistema e presentare un unico consorzio. E&#8217; composto dalle grandi imprese a controllo pubblico, Leonardo ed Eni, ed \u00e8 molto competitivo. Sono convinto che nella prossima primavera una delle cinque gigafactory sar\u00e0 assegnata all&#8217;Italia&#8221;. &#8220;Abbiamo gi\u00e0 data center, un piano sul calcolo quantistico, tre dei pi\u00f9 grandi supercalcolatori d&#8217;Europa e universit\u00e0 all&#8217;avanguardia, anche al Sud. Tutto questo mostra che stiamo costruendo un&#8217;Italia assertiva, a vantaggio delle imprese, dei cittadini e dell&#8217;Europa&#8221;, aggiunge Urso, che alla domanda se sono state individuate le zone dove realizzare la gigafactory e questo hub per le materie prime risponde: &#8220;S\u00ec, il gruppo di imprese ha individuato alcune aree. E&#8217; un progetto polivalente e policentrico. Ma non posso dire altro perch\u00e8 \u00e8 in corso il confronto con la Commissione&#8221;. <br \/>Per quanto riguarda i dazi americani l&#8217;Italia sta reagendo &#8220;meglio del previsto e meglio di altri. Perch\u00e8 i consumatori americani non vogliono rinunciare alla qualit\u00e0 del made in Italy e perch\u00e8 le nostre imprese sono resilienti. Bisogner\u00e0 vedere i dati definitivi a fine anno, per\u00f2 il pericolo vero non sono i dazi diretti, che in media valgono il 15%&#8221;. &#8220;Il problema &#8211; aggiunge &#8211; \u00e8 l&#8217;effetto indiretto: se i prodotti asiatici non entrano negli Stati Uniti per via dei dazi pi\u00f9 alti, la sovrapproduzione si dirige verso il mercato europeo, il pi\u00f9 aperto e il pi\u00f9 ricco. E&#8217; come un maremoto: la scossa avviene altrove, ma l&#8217;onda arriva da noi. Per questo abbiamo chiesto che il raddoppio dei dazi e il dimezzamento delle quote sull&#8217;acciaio cinese, gi\u00e0 annunciate dal commissario S\u00e8journ\u00e8, entrino in vigore subito&#8221;. Noi, intanto &#8220;stiamo contrastando fenomeni di contraffazione e concorrenza sleale. Pensiamo all&#8217;ultra fast fashion che ha portato lo scorso anno 12 milioni di pacchi al giorno in Europa senza alcun controllo, perch\u00e8 sotto la soglia dei 150 euro. Spesso contengono prodotti spacciati come italiani e non sostenibili dal punto di vista ambientale. Abbiamo chiesto che il dazio su questi pacchi entri subito in vigore, non tra tre anni, perch\u00e8 permetterebbe almeno il controllo alle dogane&#8221;. &#8220;Se Bruxelles non anticipasse la misura &#8220;interverremo con una legislazione nazionale, sul tema c&#8217;\u00e8 un dibattito anche in Francia. Potremmo mettere una tassa alla consegna dei pacchi provenienti da fuori Europa. E abbiamo gi\u00e0 previsto la responsabilizzazione delle piattaforme digitali: se il prodotto non corrisponde alla realt\u00e0, i costi non possono ricadere sulle nostre imprese&#8221;.<br \/>&#8220;Oggi l&#8217;Italia &#8211; sottolinea Urso &#8211; ha un ruolo da protagonista. Lo spread \u00e8 passato da 242 a meno di 70 e la nostra credibilit\u00e0 ci permette di essere decisivi nelle riforme europee. Con la Germania siamo riusciti a far anticipare la revisione delle norme sull&#8217;automotive. Ora chiediamo una revisione radicale: neutralit\u00e0 tecnologica, riconoscimento pieno dell&#8217;ibrido, utilizzo dei biocarburanti e superamento della soglia del 2035, pur mantenendo fermo l&#8217;obiettivo finale. Dobbiamo arrivare al futuro, che sar\u00e0 prevalentemente elettrico, con le fabbriche europee ancora in funzione&#8221;. Alla domanda se il rapporto con Stellantis \u00e8 migliorato, risponde: &#8220;S\u00ec. C&#8217;\u00e8 una nuova governance, pi\u00f9 consapevole della realt\u00e0 italiana. Stellantis oggi esprime posizioni pragmatiche e responsabili, in linea con quelle italiane e con Acea. La presentazione della 500 ibrida a Mirafiori, con nuove assunzioni, \u00e8 un segnale importante&#8221;.<br \/>In merito all&#8217;ex Ilva, alla domanda se la nazionalizzazione \u00e8 un&#8217;ipotesi sul tavolo, risponde: &#8220;Dal punto di vista costituzionale no. Lo Stato pu\u00f2 intervenire solo in casi molto precisi che qui non ricorrono. Ma pu\u00f2 entrare nella gara, ove necessario, per garantire continuit\u00e0 produttiva, occupazione e decarbonizzazione&#8221;. &#8220;L&#8217;eredit\u00e0 \u00e8 pesante: i commissari hanno stimato in quasi 5 miliardi il danno arrecato da ArcelorMittal. Per\u00f2, come abbiamo fatto a Terni e a Piombino, sono convinto che, con la collaborazione di tutti, si possa trovare una soluzione che garantisca produzione e occupazione&#8221;.<br \/>&#8220;L&#8217;economia italiana &#8211; ricorda Urso &#8211; \u00e8 legata alla Germania, che \u00e8 in recessione da quasi tre anni. Nonostante questo l&#8217;Italia \u00e8 andata avanti. E ci sono segnali positivi: investimenti fissi lordi in crescita, fatturato industriale in aumento, indice delle Pmi tornato sopra la soglia espansiva. Ma dobbiamo completare le riforme della politica industriale europea&#8221;. Ed il fattore demografico &#8220;pesa molto. L&#8217;Italia \u00e8 un Paese sempre pi\u00f9 anziano e con una popolazione che non cresce. Serve tempo per invertire la rotta, ma il governo ha gi\u00e0 avviato politiche per sostenere la natalit\u00e0&#8221;.<br \/>Guardando al settore della difesa, &#8220;Leonardo opera su terra, aria, spazio e cyber, Fincantieri sulla parte navale e nei sommergibili. Questo produce ottimi frutti e consente una regia efficace tra i ministeri&#8221;. Ed alla domanda su qual \u00e8 lo stato di salute dell&#8217;industria italiana, risponde: &#8220;Abbiamo fatto trasparenza sui tavoli di crisi: erano 55, oggi sono 38. Ne abbiamo risolti molti mantenendo attivi gli stabilimenti. La linea \u00e8 realismo, responsabilit\u00e0, lavoro di squadra. Il mondo \u00e8 in tempesta, ma il governo italiano ha garantito stabilit\u00e0, affidabilit\u00e0 e credibilit\u00e0. Ed \u00e8 per questo che stiamo diventando un modello per gli altri&#8221;.<br \/>&#8211; foto Ipa Agency &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Tra guerre vere e commerciali, dazi, crisi industriali e caccia alle materie prime, il mondo \u00e8 un mare in tempesta. Ma l&#8217;Italia ha la forza per affrontare le onde della fine della globalizzazione. 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