{"id":256259,"date":"2025-12-05T18:16:41","date_gmt":"2025-12-05T17:16:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/05\/il-comune-di-palermo-non-risarcisce-un-cittadino-la-cedu-condanna-lo-stato-a-un-indennizzo\/"},"modified":"2025-12-05T18:17:04","modified_gmt":"2025-12-05T17:17:04","slug":"il-comune-di-palermo-non-risarcisce-un-cittadino-la-cedu-condanna-lo-stato-a-un-indennizzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/05\/il-comune-di-palermo-non-risarcisce-un-cittadino-la-cedu-condanna-lo-stato-a-un-indennizzo\/","title":{"rendered":"Il Comune di Palermo non risarcisce un cittadino, la CEDU condanna lo Stato a un indennizzo"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013<strong> La Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo (CEDU) ha accertato una violazione dei diritti fondamentali in un caso riguardante il mancato pagamento di quasi 5.000 euro da parte del Comune di Palermo, nonostante una sentenza definitiva<\/strong>. Lo Stato italiano \u00e8 stato quindi condannato a versare al cittadino un indennizzo di 2.400 euro, pari a circa la met\u00e0 della somma che l\u2019amministrazione comunale avrebbe dovuto corrispondere.<strong> Il procedimento \u00e8 stato seguito dagli avvocati Alessandro Palmigiano e Luca Panzarella dello studio legale Palmigiano e Associati.<\/strong> La vicenda trae origine da una sentenza del Giudice di Pace di Palermo, che aveva riconosciuto al cittadino un risarcimento per un sinistro e condannato il Comune al pagamento. Sebbene la decisione fosse divenuta definitiva il 12 aprile 2023, e nonostante una successiva diffida, l\u2019amministrazione non aveva adempiuto. A rendere impossibile l\u2019esecuzione della sentenza contribuiva anche la condizione finanziaria del Comune di Palermo, sottoposto a una procedura di riequilibrio pluriennale. Tale strumento, previsto dalla legge, determina la sospensione automatica e prolungata di ogni azione esecutiva nei confronti dell\u2019ente fino alla decisione della Corte dei Conti, impedendo ai cittadini di ottenere quanto riconosciuto e privandoli di qualsiasi certezza sui tempi di pagamento.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Di fronte a questo blocco totale dell\u2019azione giudiziaria, lo Studio Palmigiano e Associati ha deciso di rivolgersi alla CEDU, denunciando la violazione dell\u2019articolo 6 della Convenzione, che tutela il diritto alla giustizia effettiva e all\u2019esecuzione delle sentenze. La Corte ha accolto le tesi dei legali, ribadendo che un sistema che per anni impedisce l\u2019esecuzione di una sentenza definitiva, senza alternative procedurali e senza limiti temporali, configura una violazione dei diritti fondamentali.<em> \u201cQuesta decisione dimostra che i cittadini non sono senza strumenti<\/em> \u2013 ha dichiarato Alessandro Palmigiano \u2013 <em>se un Comune non paga entro termini ragionevoli, \u00e8 possibile rivolgersi alla Corte Europea e ottenere un ristoro effettivo. \u00c8 un meccanismo che restituisce equilibrio e responsabilit\u00e0 al sistema. La CEDU ha chiarito che una sentenza definitiva non pu\u00f2 restare sospesa nel vuoto: deve tradursi in un diritto concretamente esercitabile\u201d.<\/em><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa Studio Palmigiano \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 La Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo (CEDU) ha accertato una violazione dei diritti fondamentali in un caso riguardante il mancato pagamento di quasi 5.000 euro da parte del Comune di Palermo, nonostante una sentenza definitiva. 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