{"id":256238,"date":"2025-12-05T17:06:42","date_gmt":"2025-12-05T16:06:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/05\/la-diplomazia-della-rissa-la-geopolitica-cambia-anche-il-linguaggio\/"},"modified":"2025-12-05T17:06:42","modified_gmt":"2025-12-05T16:06:42","slug":"la-diplomazia-della-rissa-la-geopolitica-cambia-anche-il-linguaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/12\/05\/la-diplomazia-della-rissa-la-geopolitica-cambia-anche-il-linguaggio\/","title":{"rendered":"\u201cLa diplomazia della rissa\u201d, la geopolitica cambia anche il linguaggio"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il mondo sta cambiando velocemente: stanno mutando gli equilibri geopolitici e le vecchie alleanze si stanno sgretolando. E cambia anche il linguaggio che viene usato dai politici e dai diplomatici. E&#8217; questo il tema al centro del libro &#8220;La diplomazia della rissa&#8221;, edito da FrancoAngeli. Per la rubrica Primo Piano dell&#8217;agenzia Italpress Claudio Brachino ha intervistato i giornalisti Stefano Polli e Renato Vichi, co-autori del volume insieme con il collega Antonio Picasso.<br \/>&#8220;Stiamo assistendo a un cambiamento geopolitico che a tratti \u00e8 violento e feroce &#8211; spiega Stefano Polli -. Il vecchio ordine mondiale non esiste pi\u00f9, siamo in un disordine mondiale, stiamo andando verso qualcosa di nuovo che non conosciamo. Abbiamo cercato di raccontare tutto questo con una chiave di lettura diversa, attraverso il cambiamento del linguaggio. I grandi leader, non solo Trump e Putin, ma anche gli europei, parlano in un modo diverso. Il linguaggio \u00e8 diventato pi\u00f9 semplice, semplificato con un&#8217;accezione negativa, a volte un p\u00f2 pi\u00f9 imbarbarito. L&#8217;uso delle tecnologie influisce perch\u00e8 tutti questi leader comunicano attraverso i social. Trump annuncia i dazi con un messaggio su X. Il cittadino comune spesso non ha gli strumenti, a volte non ha neanche il tempo di approfondire e di capire, siamo sommersi da informazioni che arrivano molto semplificate, molto facili, per\u00f2 non c&#8217;\u00e8 approfondimento, non c&#8217;\u00e8 qualit\u00e0&#8221;.<br \/>I cambiamenti repentini riguardano anche le trattative in corso per la tregua in Ucraina. &#8220;Le negoziazioni sono continue, e la pace ci vuole, l&#8217;Europa \u00e8 spaventata dalla possibilit\u00e0 che la guerra continui e si espanda. La speranza \u00e8 che si arrivi a una soluzione&#8221;, sottolinea Renato Vichi. Anche sul fronte ucraino, la comunicazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump spesso disorienta osservatori e opinione pubblica. &#8220;Probabilmente al grande pubblico piace il suo stile comunicativo molto diretto &#8211; afferma Vichi -. Il problema \u00e8 che una volta dice una cosa e una volta ne dice un&#8217;altra, ma \u00e8 anche vero che il mondo stesso cambia dal giorno alla notte, cos\u00ec come le trattative. Forse \u00e8 questo il meccanismo al quale non siamo abituati: la velocit\u00e0 dei cambiamenti, \u00e8 uno dei temi che noi tocchiamo proprio nel libro&#8221;.<br \/>Stefano Polli nel 2022 ha intervistato il presidente russo Vladimir Putin. &#8220;La sua posizione \u00e8 sempre la stessa e ripete le stesse cose ormai da dieci anni &#8211; spiega -. Lui dice sostanzialmente che la dissoluzione dell&#8217;Urss \u00e8 stata terribile per la Russia, che la Russia merita un altro ruolo nel mondo e che questo ruolo va riconosciuto, l&#8217;allargamento della Nato viene vissuto come un affronto. La Russia \u00e8 il paese aggressore, l&#8217;Ucraina \u00e8 il paese aggredito, tutto \u00e8 molto chiaro, su questo non si discute, ma il punto di vista russo \u00e8 abbastanza facile da capire e per questo sono molto preoccupato. Perch\u00e8 Putin ha tempo a disposizione, non ha la fretta di Trump che vuole chiudere in qualsiasi modo la guerra in Ucraina&#8221;.<br \/>&#8220;Noi non siamo pi\u00f9 abituati a parlare di guerra, fortunatamente &#8211; prosegue Polli -. Noi e i nostri figli siamo cresciuti nella pace, nella democrazia, nella libert\u00e0. Abbiamo pensato che fosse una situazione che potesse andare avanti in eterno, purtroppo non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e8 abbiamo una guerra ai confini, e anche una guerra ibrida in corso. Dobbiamo essere consapevoli che gi\u00e0 c&#8217;\u00e8 e quindi dobbiamo agire di conseguenza. Non \u00e8 facile da digerire una cosa del genere, da metabolizzare, non siamo abituati perch\u00e8 vogliamo la pace&#8221;.<br \/>&#8220;La diplomazia \u00e8 un grande strumento che esiste ancora, il problema \u00e8 che siamo arrivati a uno scambio unilaterale tra leader politici, nel quale purtroppo la parola che viene detta \u00e8 la minaccia&#8221;, afferma Vichi. Al contrario, &#8220;la parola concordia usata da Papa Francesco \u00e8 meravigliosa, e oggi tra i leader mi piacerebbe un dibattito pubblico nel quale ci fosse anche Leone XIV, che ha parlato proprio della pericolosit\u00e0 dell&#8217;uso violento delle parole&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il mondo sta cambiando velocemente: stanno mutando gli equilibri geopolitici e le vecchie alleanze si stanno sgretolando. E cambia anche il linguaggio che viene usato dai politici e dai diplomatici. E&#8217; questo il tema al centro del libro &#8220;La diplomazia della rissa&#8221;, edito da FrancoAngeli. 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