{"id":255765,"date":"2025-11-28T12:09:49","date_gmt":"2025-11-28T11:09:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=255765"},"modified":"2025-11-28T12:09:51","modified_gmt":"2025-11-28T11:09:51","slug":"ponte-sullo-stretto-ecco-i-motivi-del-no-della-corte-dei-conti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/11\/28\/ponte-sullo-stretto-ecco-i-motivi-del-no-della-corte-dei-conti\/","title":{"rendered":"Ponte sullo Stretto, ecco i motivi del \u201cno\u201d della Corte dei Conti"},"content":{"rendered":"\n<p>La Corte dei Conti ha motivato la sua decisione di negare il visto di legittimit\u00e0 al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto e di non registrare la delibera approvata dal CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile). I rilievi dei magistrati contabili sono focalizzati su tre grandi temi: ambiente e sostenibilit\u00e0, norme sugli appalti e contratti, aspetti economico-finanziari e tariffari. <div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<h2>1. Ambiente: violata la direttiva europea su habitat e naturaIl primo grave problema riguarda la tutela ambientale<\/h2>\n\n\n\n<p>Il Ponte, secondo la Corte, viola la Direttiva 92\/43\/CE sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali. Il Governo \u2014 per giustificare l\u2019opera nonostante il parere negativo della procedura di valutazione ambientale VIA-VAS \u2014 aveva invocato una deroga con la procedura cosiddetta \u201cIROPI\u201d (Imperative Reasons of Overriding Public Interest), cio\u00e8 \u00abmotivi imperativi di interesse pubblico\u00bb, per superare gli ostacoli ambientali. La Corte per\u00f2 contesta duramente l\u2019uso della deroga: la relazione \u201cIROPI\u201d risulta carente, con una istruttoria insufficiente e senza prove concrete dell\u2019assenza di alternative all\u2019opera. <div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, non sarebbe stata dimostrata la necessit\u00e0 dell\u2019opera per motivi di salute pubblica, sicurezza o tutela ambientale \u2013 tutte condizioni richieste per derogare alla direttiva. In sostanza: l\u2019impatto ambientale dell\u2019opera non \u00e8 stato adeguatamente valutato, e la scorciatoia della deroga non \u00e8 stata giustificata secondo i criteri europei.<\/p>\n\n\n\n<h2> 2. Appalti e contratto: modifiche sostanziali e illegittimit\u00e0 di gara<\/h2>\n\n\n\n<p>Un altro punto che ha pesato nella decisione riguarda le procedure di appalto e la convenzione fra Stato e concessionario. La Corte ha contestato la violazione della Direttiva 2014\/24\/UE sugli appalti pubblici \u2014 in particolare l\u2019articolo 72, relativo alla modifica di contratti aggiudicati. Secondo i magistrati, le modifiche rispetto al contratto originario sono sostanziali: si \u00e8 passati da un modello di finanziamento in parte garantito dai mercati e da privati, a un finanziamento interamente pubblico. <\/p>\n\n\n\n<p>Altre variazioni criticate: cambiamenti negli indici di aggiornamento del corrispettivo per l\u2019impresa, riduzione della quota di prefinanziamento da parte del contraente generale (dal 15% previsto in gara al 5% attuale), mutamenti tali da rendere necessaria una nuova gara competitiva, anzich\u00e9 semplici modifiche a un contratto gi\u00e0 aggiudicato. <\/p>\n\n\n\n<p>In pratica, la convenzione aggiornata emerge come un nuovo contratto mascherato da variante, incompatibile con le normative europee sugli appalti.<\/p>\n\n\n\n<h2>3. Piano economico, costi e tariffe: troppi punti oscuri<\/h2>\n\n\n\n<p>Infine, la Corte critica il piano finanziario e tariffario su cui si basa il progetto. Il piano presentato non ha ricevuto il parere obbligatorio dell\u2019Autorit\u00e0 di regolazione dei trasporti (ART), elemento previsto per le infrastrutture soggette a pedaggio. Le tariffe proposte sono basate su stime di traffico non consolidate, senza adeguate verifiche o simulazioni realistiche: ci\u00f2 rende il piano economico-finanziario troppo aleatorio e vulnerabile ai rischi di sotto-utilizzo o perdite. <\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, gli aumenti di costo complessivi dell\u2019opera non sono stati spiegati con analisi oggettive: manca un\u2019illustrazione credibile di come le maggiorazioni siano dovute a inflazione o revisione tecnica. Secondo la Corte, l\u2019operazione risulta quindi incompatibile con il diritto comunitario. In sintesi: la sostenibilit\u00e0 economica dell\u2019opera non \u00e8 dimostrata, e il pedaggio \u2014 base del recupero investimenti \u2014 poggia su ipotesi fragili.<\/p>\n\n\n\n<h2>Cosa succede ora e reazioni<\/h2>\n\n\n\n<p>Il no della Corte blocca al momento la registrazione della delibera CIPESS e la conseguente convenzione tra Stato e concessionario. Senza questi atti, l\u2019opera non pu\u00f2 partire. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Governo, per\u00f2, non molla: il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e i vertici della societ\u00e0 concessionaria hanno annunciato che stanno gi\u00e0 studiando come correggere i rilievi e proporre un progetto in grado di superare le obiezioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Da pi\u00f9 parti \u2014 ambientalisti e comitati \u201cNo Ponte\u201d \u2014 la decisione \u00e8 accolta come un risultato importante: la Corte conferma che non basta l\u2019interesse economico o strategico per giustificare un\u2019opera se l\u2019impatto ambientale e la trasparenza amministrativa non sono garantiti. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte dei Conti ha motivato la sua decisione di negare il visto di legittimit\u00e0 al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto e di non registrare la delibera approvata dal CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile). 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