{"id":255725,"date":"2025-11-27T21:06:43","date_gmt":"2025-11-27T20:06:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/11\/27\/agli-stati-generali-dellexport-il-commercio-che-crea-la-pace\/"},"modified":"2025-11-27T21:06:43","modified_gmt":"2025-11-27T20:06:43","slug":"agli-stati-generali-dellexport-il-commercio-che-crea-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/11\/27\/agli-stati-generali-dellexport-il-commercio-che-crea-la-pace\/","title":{"rendered":"Agli Stati Generali dell\u2019Export il commercio che crea la pace"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il fine del commercio \u00e8 creare condizioni di pace&#8221;. Cos\u00ec Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell&#8217;Export, ha aperto la settima edizione degli Stati Generali dell&#8217;Export, promossi da IEF, con una frase di Montesquieu che evoca la pace, filo conduttore dell&#8217;edizione 2025.<br \/>&#8220;Ho preso in prestito l&#8217;espressione del conte di Montesquieu sul potere del commercio, ancora oggi sottovalutato nella sua complessit\u00e0. L&#8217;effetto naturale del commercio \u00e8 di portare alla pace, affermava il filosofo francese &#8211; ha proseguito -. Il commercio, per l&#8217;appunto, riesce a costruire ponti tra terre diverse e lontane, poich\u00e8 ogni scambio rappresenta la creazione di un nuovo dialogo e la conferma di un legame che va oltre le differenze&#8221;.<br \/>Zurino ha ricordato come \u00e8 nata la piattaforma Italian Export Forum: &#8220;Otto anni fa non c&#8217;era un luogo in Italia dove si potesse parlare di commercio con l&#8217;estero come verticale precisa e sulla quale mettere insieme le istituzioni, le imprese, gli stakeholders&#8221;. Il parallelismo tra le strade del commercio e le vie della pace, \u00e8 stato filo conduttore nei diversi momenti della tappa del Forum a Roma, alla quale hanno partecipato numerose figure in rappresentanza di Istituzioni ed aziende di eccellenza presenti su tutto il territorio nazionale. Tra questi, Pier Ferdinando Casini, membro della III Commissione Affari Esteri e Difesa; Lorenzo Guerini, presidente COPASIR; Luca Beccari, Segretario di Stato agli Affari Esteri della Repubblica di San Marino; Gaetano Frulli, presidente Fiera del Levante; Massimo D&#8217;Alema, gi\u00e0 presidente del Consiglio.<br \/>&#8220;Oggi siamo 2.067 aziende, rappresentiamo circa 400 miliardi di fatturato e ogni anno ci incontriamo agli Stati Generali per parlare di quelli che sono i centri di ricavo del sistema Paese: cibo, fashion, di tutto ci\u00f2 che porta benessere, che porta la qualit\u00e0, che porta talento Noi siamo imprese &#8211; ha proseguito Zurino -, uomini e donne che rappresentano il sistema paese, oggi ci riuniamo non per celebrare ci\u00f2 che \u00e8 stato ma per costruire ci\u00f2 che pu\u00f2 essere un&#8217;Italia che sa esportare il valore cultura&#8221;.<br \/>Un focus dedicato anche alla questione dazi che, secondo Gaetano Frulli, presidente della Nuova Fiera del Levante, &#8220;saranno oggettivamente un problema da affrontare. Noi viviamo delle dinamiche importanti perch\u00e8 l&#8217;export italiano, il cosiddetto Made in Italy, \u00e8 qualcosa di ricercato in tutto il mondo, ma oggi dovremmo iniziare a guardare anche verso altri orizzonti e verso Paesi che hanno bisogno e ricercano prodotti eccellenti come quelli italiani. Per quanto riguarda gli USA &#8211; ha osservato Frulli -, sar\u00e0 necessario capire quale sar\u00e0 di fatto lo scenario economico dei dazi da affrontare. Dobbiamo continuare a puntare sulla qualit\u00e0 dei nostri prodotti, sul nostro saper fare e a tutto ci\u00f2 che porta all&#8217;eccellenza&#8221;, ha concluso.<br \/>&#8220;Sono angosciato dal quadro dell&#8217;evoluzione delle relazione transatlantiche, perch\u00e8 possiamo anche far finta di non vederlo, ma sicuramente siamo in una fase di profonda crisi. C&#8217;\u00e8 alla base il venir meno del comune denominatore, cio\u00e8 la difesa della democrazia liberale&#8221;, ha detto Lorenzo Guerini, presidente del Copasir. &#8220;Trump sta immaginando la costruzione di una nuova relazione tra gli Stati Uniti e il mondo. Dentro questa nuova relazione c&#8217;\u00e8 il tema dell&#8217;Europa. Parliamo spesso di autonomia strategica, dobbiamo capirci cosa intendiamo, come la decliniamo, e come la concretizzano, e certamente il tema della difesa \u00e8 fondamantale&#8221;, ha aggiunto Guerini.<br \/>Pier Ferdinando Casini ha sottolineato come il vero tema di oggi per noi europei &#8220;\u00e8 la forza che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 per l&#8217;Occidente: finch\u00e8 pensavamo che l&#8217;Occidente assumesse i nostri interessi, potevamo metterci a fare delle bellissime discussioni sul multilateralismo, sulla subalternit\u00e0 della forza. Purtroppo oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Per anni con i francesi abbiamo discusso sulla Libia, oggi il presidente del Consiglio fa un bellissimo piano, che tutti noi condividiamo, il piano Mattei. Ma chi \u00e8 lo stakeholder? La Libia \u00e8 in mano a russi e turchi e chi pu\u00f2 aprirci e chiuderci a piacimento i rubinetti dell&#8217;immigrazione clandestina soni i russi ei turchi. In questo quadro &#8211; ha aggiunto &#8211; qual \u00e8 il ruolo dell&#8217;Europa? Zero, con buona pace del Piano Mattei, che tutti noi approviamo ma che fa parte della retorica alimentata anche da questa sorta di autocompiacimento L&#8217;Europa deve riacquistare il suo protagonismo e la sua forza&#8221;, ha concluso Casini.<br \/>Secondo l&#8217;ex presidente del Consiglio, Massimo D&#8217;Alema, &#8220;l&#8217;Europa in questa situazione rischia di essere un p\u00f2 il vaso di coccio perch\u00e8 dovrebbe in modo pi\u00f9 assertivo difendere i suoi interessi anzich\u00e8 essere a volte subalterna agli interessi americani in una logica che oggi non ha pi\u00f9 senso in un mondo multipolare dove operano potenze. L&#8217;Ue dovrebbe dialogare con tutti senza farsi mettere dei veti alla collaborazione economica con Paesi che sono i nuovi protagonisti dell&#8217;economia mondiale. Oggi \u00e8 difficile pensare a uno sviluppo senza i rapporti con i grandi mercati asiatici e africani.  In questa direzione dobbiamo aprire i nostri scambi. L&#8217;Europa \u00e8 stata importantissima ma oggi non basta pi\u00f9, bisogna aprirsi al resto del mondo e incoraggiare l&#8217;Ue a farlo&#8221;, ha osservato.<br \/>Sul fronte dell&#8217;export, anche lo sport pu\u00f2 fare da traino. Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono &#8220;un&#8217;enorme opportunit\u00e0 per il Made in Italy, sono uno spot per il Paese anche perch\u00e8 si tratta di un evento che non \u00e8 concentrato in un&#8217;unica citt\u00e0 ma \u00e8 diffuso. Oltre allo sport c&#8217;\u00e8 anche la possibilit\u00e0 di fare il turista, di generare maggiore Pil e di mettere il Paese nelle condizione di esibire le sue importanti caratteristiche&#8221;, ha spiegato Giovanni Malag\u00f2, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026.<br \/>&#8220;Noi abbiamo avuto una incredibile risposta alla biglietteria, stiamo andando a tranche e va tutto sold out. Le aziende che hanno investito su sono le big del Paese ma anche multinazionali che rappresentano il mondo americano. Abbiamo dei numeri confortanti &#8211; assicura -, secondo gli ultimi studi l&#8217;impatto&#8221; dell&#8217;indotto &#8220;sar\u00e0 di pi\u00f9 di 5 miliardi con un gettito di 600-700 milioni e circa 36 mila posti di lavoro. Credo che il nostro Paese abbia dimostrato che grazie ai grandi eventi sportivi si possono accendere gli investimenti&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; &#8220;Il fine del commercio \u00e8 creare condizioni di pace&#8221;. 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