{"id":254814,"date":"2025-11-16T19:07:55","date_gmt":"2025-11-16T18:07:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/11\/16\/mattarella-allorizzonte-nuovi-dottor-stranamore-che-amano-la-bomba\/"},"modified":"2025-11-16T19:07:55","modified_gmt":"2025-11-16T18:07:55","slug":"mattarella-allorizzonte-nuovi-dottor-stranamore-che-amano-la-bomba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/11\/16\/mattarella-allorizzonte-nuovi-dottor-stranamore-che-amano-la-bomba\/","title":{"rendered":"Mattarella \u201cAll\u2019orizzonte nuovi Dottor Stranamore che amano la bomba\u201d"},"content":{"rendered":"<div>BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) &#8211; &#8220;La pace non \u00e8 frutto di rassegnazione di fronte alle grandi tragedie. Ma di iniziative coraggiose, di persone coraggiose. In questi decenni tanti attori della comunit\u00e0 internazionale &#8211; e tra essi l&#8217;Unione Europea &#8211; con ostinazione e non senza fatica, hanno perseguito la pace, che si nutre del rispetto dei diritti umani fondamentali&#8221;. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Bundestag, nel suo intervento alla cerimonia della &#8220;Giornata del lutto nazionale&#8221;, a 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.<br \/>&#8220;Perch\u00e8, se vuoi la pace, devi costruirla e preservarla. La cooperazione tra Stati, istituzioni, popoli \u00e8 la sola misura che pu\u00f2 proteggere la dignit\u00e0 umana &#8211; prosegue il capo dello Stato -. Sono le istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale, le missioni di pace, le agenzie umanitarie a concorrere alla impegnativa e affascinante fatica della costruzione di una coscienza globale. Il multilateralismo non \u00e8 burocrazia, come, invece, asseriscono i prepotenti: \u00e8 l&#8217;utensile che raffredda le divergenze e ne consente soluzione pacifica; \u00e8 il linguaggio della comune responsabilit\u00e0. E&#8217; la voce che richiama al valore della vita di ogni singola persona, contrapposta all&#8217;arroganza di chi vorrebbe far prevalere la logica di una spregiudicata presunta ragion di Stato, dimentica che la sovranit\u00e0 popolare appartiene, appunto ai cittadini. La sovranit\u00e0 \u00e8 dei cittadini e non a un Moloch impersonale che pretenda di determinarne i destini. E&#8217; uno strumento di difesa che gli abitanti del pianeta possono opporre alla logica della sopraffazione di chi &#8211; sentendosi momentaneamente in posizione di vantaggio &#8211; si ritiene legittimato a depredare gli altri&#8221;.<br \/>&#8220;Nuovi &#8220;dottor Stranamore&#8221; si affacciano all&#8217;orizzonte, con la pretesa che si debba &#8220;amare la bomba&#8221; &#8211; afferma ancora Mattarella -. Il Trattato del 1997 che mette al bando gli esperimenti nucleari non ha visto ancora la ratifica da parte di Cina, India, Pakistan, Corea del Nord, Israele, Iran, Egitto, Stati Uniti, mentre la Russia ha ritirato la sua nel 2023. Il rispetto, sin qui, delle prescrizioni che contiene, non attenua la minaccia incombente. Si odono dichiarazioni di altri Paesi su possibili ripensamenti del rifiuto dell&#8217;arma nucleare. Emerge, allora, il timore che ci si addentri in percorsi ad alto rischio, di avviarsi ad aprire una sorta di nuovo vaso di Pandora. Tutto questo viene agevolato dal diffondersi, sul piano internazionale, di un linguaggio perentorio, duramente assertivo, che rivendica supremazia. Porta soltanto a sofferenze e a divisioni rottamare i trattati, le istituzioni edificate per porre riparo a violenze che nelle nostre societ\u00e0 nazionali consideriamo reati e censuriamo severamente, comportamenti che taluno pretende siano legittimi nei rapporti internazionali. Va ribadito con risolutezza: la sovranit\u00e0 di un popolo non si esprime nel diritto di portare guerra al vicino. La volont\u00e0 di avere successo di una nazione non si traduce nel produrre ingiustizia. La guerra di aggressione \u00e8 un crimine. Va riaffermato senza cedimenti, l&#8217;insegnamento di Norimberga: &#8220;se riusciremo a imporre l&#8217;idea che la guerra di aggressione \u00e8 la via pi\u00f9 diretta per la cella di una prigione e non per la gloria, avremo fatto un passo per rendere la pace pi\u00f9 sicura&#8221;. Sono parole di Robert Jackson, procuratore di quel Tribunale. Tocca a noi, tocca anche a noi. Tocca ai nostri popoli, uniti nella sofferenza della responsabilit\u00e0 dell&#8217;ultima guerra mondiale, e capaci oggi di essere uniti nella costruzione di un futuro di pace e di progresso &#8211; sottolinea il capo dello Stato -. Tocca alla Repubblica Federale Tedesca, tocca alla Repubblica Italiana &#8211; come a tutti nella comunit\u00e0 internazionale &#8211; opporre la forza del diritto alla pretesa preminenza della forza delle armi. Considero questa giornata anche un invito a riflettere, insieme, sul percorso straordinario che le nostre due Repubbliche hanno compiuto, fianco a fianco, per costruire &#8211; in questi ottant&#8217;anni &#8211; un mondo migliore, partendo dall&#8217;Europa. Per avere raggiunto l&#8217;approdo della saggezza nella vita internazionale e dell&#8217;autentico coraggio. Per essere davvero &#8220;grandi&#8221;. Perch\u00e8 questo siamo divenuti in questi decenni, abbracciando la causa dell&#8217;unit\u00e0 europea. Abbiamo saputo dar vita a un&#8217;area di pace, di libert\u00e0, di prosperit\u00e0, di rispetto dei diritti umani, che non ha precedenti nella storia. Con la lucidit\u00e0 del coraggio di chi chiedeva di voltare pagina e si adoperava per farlo&#8221;.<br \/>Secondo Mattarella &#8220;l&#8217;Unione Europea, nata dalle rovine della guerra, ha saputo farsi portatrice del multilateralismo al servizio della pace. E&#8217; una responsabilit\u00e0 che si accentua oggi. In questa preoccupante congiuntura internazionale. E&#8217; un ruolo storico: i precursori perseguirono l&#8217;unit\u00e0 quando non esisteva, contro ogni esperienza precedente. I Paesi europei hanno dimostrato di avere coraggio. I leader europei hanno dimostrato di avere coraggio. Non lasciamo che, oggi, il sogno europeo &#8211; la nostra Unione &#8211; venga lacerato da epigoni di tempi bui. Di tempi che hanno lasciato dolore, miseria, desolazione. Questo dovere ci compete. A ogni generazione il suo compito. Lo dobbiamo ai caduti che oggi ricordiamo. Lo dobbiamo ai nomi scritti sulle pietre d&#8217;inciampo delle nostre citt\u00e0. Lo dobbiamo al prezioso lavoro di conservazione della memoria del Volksbund. Lo dobbiamo, infine, ai nostri giovani, che hanno diritto a un mondo sicuro, diverso e migliore di quello di guerra e dopoguerra. Con questo spirito, mi sento pienamente partecipe della Giornata del lutto nazionale. Le ferite del passato dell&#8217;umanit\u00e0 non possono essere eliminate, ma da esse deriva l&#8217;impegno comune per l&#8217;avvenire, per un&#8217;azione che assuma come misura l&#8217;autentica nostra umanit\u00e0. La nostra consegna: Mai pi\u00f9. Nie wieder&#8221;, conclude il presidente della Repubblica.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto ufficio stampa Quirinale &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) &#8211; &#8220;La pace non \u00e8 frutto di rassegnazione di fronte alle grandi tragedie. Ma di iniziative coraggiose, di persone coraggiose. 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