{"id":254666,"date":"2025-11-14T13:24:50","date_gmt":"2025-11-14T12:24:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=254666"},"modified":"2025-11-14T14:21:52","modified_gmt":"2025-11-14T13:21:52","slug":"gicap-oltre-la-vertenza-una-crisi-che-chiama-le-istituzioni-alle-proprie-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/11\/14\/gicap-oltre-la-vertenza-una-crisi-che-chiama-le-istituzioni-alle-proprie-responsabilita\/","title":{"rendered":"GICAP, oltre la vertenza: una crisi che chiama le istituzioni alle proprie responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Letterio Grasso, Azione Messina.<\/strong><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>La crisi GICAP non \u00e8 una normale vicenda commerciale al tramonto: \u00e8 una lacerazione sociale che attraversa Messina e la sua provincia, destinata a esplodere entro il 31 dicembre se non si interviene immediatamente. Le sedici saracinesche abbassate che punteggiano la citt\u00e0 non sono semplici serrande chiuse: sono presidi comunitari che scompaiono, famiglie che tremano, redditi che svaniscono, territorio che si desertifica. Tre supermercati \u2014 Pistunina, via Don Blasco, via Siracusa \u2014 hanno gi\u00e0 interrotto le attivit\u00e0. E altri dodici rischiano la chiusura definitiva. <div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Parliamo di 150 lavoratori solo a Messina, molti di pi\u00f9 considerando Palermo, Siracusa e la Calabria. \u00c8 una comunit\u00e0 intera che si trova sospesa tra aste deserte, silenzi istituzionali e un tempo che scorre inesorabile verso il 31 dicembre, data di scadenza dell\u2019affitto dei rami d\u2019azienda con Ergon, ma rete dei punti vendita \u2013 oggi in larga parte confluita sotto l\u2019insegna ARD Discount \u2013 \u00e8 capillarmente diffusa in Sicilia: da Messina, baricentro storico della GICAP, a Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta, passando per decine di comuni come Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Capo d\u2019Orlando, Naso, Brolo, Monreale, Bagheria, Carini, Acireale, Adrano, Patern\u00f2, Caltagirone, Lentini, Avola, Agrigento, Caltanissetta, Lipari e Sambuca di Sicilia (e l\u2019elenco non \u00e8 esaustivo). Una presenza enorme che tocca quasi tutte le province dell\u2019Isola \u2013 fino a Enna, Ragusa e Trapani \u2013 e che testimonia quanto questa crisi non riguardi solo Messina, ma l\u2019intera infrastruttura commerciale siciliana. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa crisi che nasce nel cuore di Messina e di tutta la sua provincia, si innesta in una rete commerciale molto pi\u00f9 ampia: i punti vendita ex GICAP e successivamente affittati o acquisiti da Ergon sono distribuiti in diversi territori, con una presenza che negli anni si \u00e8 estesa anche in altre province siciliane \u2014 tra cui Palermo e Agrigento \u2014 a dimostrazione che la vertenza, pur avendo il suo epicentro a Messina, si inserisce in una filiera commerciale regionale la cui stabilit\u00e0 incide su pi\u00f9 comunit\u00e0 dell\u2019isola e non \u00e8 piovuta dal cielo. Nel 2021 il Tribunale di Messina aveva concesso alla Ergon Spa, nell\u2019ambito della procedura di concordato preventivo GICAP, la gestione in affitto di 39 punti vendita. Ventuno sono stati poi acquistati da Ergon, due ceduti ad altre imprese, mentre sedici sono rimasti senza collocazione industriale. I sindacati \u2014 con Giuseppe Ragno (FILCAMS CGIL), l\u2019avv. Claudio Vallone e Francesco Rubino (UILTuCS) \u2014 avevano avvertito che smembrare la rete ne avrebbe indebolito l\u2019attrattivit\u00e0. Oggi quell\u2019allarme \u00e8 diventato emergenza: le aste per i sedici punti vendita sono andate deserte, nessun soggetto industriale si \u00e8 fatto avanti, mentre i lavoratori attendono risposte che non possono pi\u00f9 essere rinviate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Tribunale fallimentare ha svolto il proprio ruolo di giudice e regolatore delle procedure competitive. Ma la legalit\u00e0 formale non basta, se non \u00e8 accompagnata da una responsabilit\u00e0 sostanziale delle istituzioni politiche: il tempo, per\u00f2, \u00e8 finito e ora servono soluzioni, non soltanto verbali. In questo quadro, il primo presidio di legalit\u00e0 e continuit\u00e0 \u00e8 il liquidatore giudiziale, avv. Marco Merenda. La legge \u2014 dagli artt. 213-216 del Codice della Crisi d\u2019Impresa (D.Lgs. 14\/2019) alle norme sulla gestione dei rami d\u2019azienda in esercizio, fino agli artt. 4 e 24 della L. 223\/1991 \u2014 gli attribuisce poteri e doveri precisi: chiedere la proroga dell\u2019affitto dei rami d\u2019azienda quando esistono manifestazioni d\u2019interesse o quando l\u2019interruzione causerebbe un grave danno occupazionale, riaprire procedure competitive trasparenti, convocare le organizzazioni sindacali, segnalare formalmente la gravit\u00e0 della crisi agli enti competenti. \u00c8 il primo attore istituzionale che pu\u00f2 evitare il vuoto gestionale devastante che si produrrebbe con una chiusura secca al 31 dicembre. <\/p>\n\n\n\n<p>Accanto al liquidatore, la Regione Siciliana deve abbandonare il ruolo di semplice spettatrice. L\u2019Assessorato al Lavoro e l\u2019Assessorato alle Attivit\u00e0 Produttive dispongono di strumenti concreti: la convocazione di un tavolo di crisi regionale; l\u2019utilizzo di fondi FSC e FESR 2021-2027 (Reg. UE 2021\/1058 e 1060) per sostenere la riconversione dei punti vendita e la riqualificazione delle aree commerciali; l\u2019attivazione della CIGS per cessazione ai sensi del D.Lgs. 148\/2015; la promozione di patti territoriali per la ricollocazione; il coordinamento con Invitalia per progetti in forma cooperativa o per l\u2019ingresso di nuovi soggetti industriali.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano nazionale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il MIMIT hanno la possibilit\u00e0 di dichiarare la \u201ccrisi complessa\u201d (art. 44 D.Lgs. 148\/2015), attivare il Fondo di Salvaguardia delle imprese in crisi (L. 160\/2019, D.L. 103\/2021), coordinare i progetti di reindustrializzazione con Invitalia e garantire continuit\u00e0 agli ammortizzatori sociali straordinari. Senza il livello statale, qualunque soluzione locale rischia di essere debole e temporanea. <\/p>\n\n\n\n<p>E poi ci sono i Comuni coinvolti \u2014 Messina, Barcellona P.G., Milazzo, Patti \u2014 che non possono limitarsi a \u201cprendere atto\u201d. La legge consente loro di sottoscrivere accordi territoriali di prossimit\u00e0 (art. 8 D.L. 138\/2011), prevedere agevolazioni tributarie e urbanistiche per eventuali subentri, utilizzare le risorse del PNRR e dell\u2019Agenda Urbana per contrastare la desertificazione commerciale dei quartieri e sostenere la rete di prossimit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la domanda decisiva \u00e8: cosa si pu\u00f2 fare davvero nei prossimi giorni? Quali soluzioni esistono, realistiche e percorribili? <\/p>\n\n\n\n<p>Le soluzioni ci sono, e sono almeno cinque. <\/p>\n\n\n\n<p>Primo: prorogare l\u2019affitto dei rami d\u2019azienda oltre il 31 dicembre. La proroga \u00e8 possibile per legge se esistono manifestazioni d\u2019interesse in corso o se l\u2019interruzione causerebbe un danno grave alla continuit\u00e0 aziendale e all\u2019occupazione. Si iscrive nella logica della salvaguardia del valore d\u2019impresa e della tutela dei creditori e dei lavoratori prevista dal Codice della Crisi d\u2019Impresa. \u00c8 la misura pi\u00f9 immediata per evitare il licenziamento di massa e guadagnare il tempo necessario per una soluzione strutturale. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo: riaprire la procedura competitiva, ma non come un\u2019asta \u201cnuda e cruda\u201d. Serve un bando pi\u00f9 attrattivo, con una divisione dei lotti pensata per valorizzare la rete, condizioni flessibili, incentivi regionali e garanzie sociali chiare. Non si tratta di vendere \u201cqualunque cosa, a qualunque prezzo\u201d, ma di vendere bene, tutelando il lavoro e il territorio. In questo quadro la Regione pu\u00f2 intervenire con strumenti di co-finanziamento, contributi a fondo perduto per investimenti, misure per la riqualificazione energetica e digitale dei punti vendita. <\/p>\n\n\n\n<p>Terzo: favorire la creazione di cooperative di lavoratori (workers buyout), anche punto per punto. Qui si apre una strada concreta e gi\u00e0 sperimentata in Italia. La legislazione italiana consente ai lavoratori di rilevare l\u2019azienda in crisi e gestirla direttamente in forma cooperativa, con un quadro di sostegno pubblico consolidato: <\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la Legge Marcora n. 49\/1985 ha istituito un sistema di finanziamenti agevolati e di intervento dei fondi mutualistici per la promozione della cooperazione di lavoro; <\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 il D.Lgs. 185\/2000 (Titolo II) disciplina gli incentivi all\u2019autoimprenditorialit\u00e0 e all\u2019autoimpiego, inclusi i progetti cooperativi di lavoratori; <\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 la Legge 59\/1992 prevede fondi mutualistici alimentati dagli utili delle cooperative per sostenere la nascita di nuove imprese cooperative; <\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 il Ministero e Invitalia possono intervenire, in applicazione della normativa sui workers buyout, con prestiti agevolati, co-finanziamenti e strumenti di equity; <\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 l\u2019art. 2112 c.c. garantisce il mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d\u2019azienda o di ramo d\u2019azienda. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso GICAP, questa soluzione pu\u00f2 essere declinata in modo molto concreto: i lavoratori di ciascun supermercato possono costituire una cooperativa di produzione e lavoro, chiedere al liquidatore l\u2019affitto o l\u2019acquisto del singolo punto vendita o del relativo ramo d\u2019azienda, partecipare al capitale sociale anche attraverso l\u2019anticipo del TFR (come gi\u00e0 avvenuto in molte esperienze di workers buyout), accedere ai finanziamenti agevolati tramite Invitalia e i fondi Marcora, ottenere dalla Regione contributi per la riqualificazione e dai Comuni agevolazioni tributarie e urbanistiche. In questo modo, ogni punto vendita pu\u00f2 diventare una cooperativa radicata nel proprio quartiere, mantenendo occupazione, servizi di prossimit\u00e0 e capacit\u00e0 di spesa sul territorio. \u00c8 una soluzione tecnica, giuridicamente fondata, finanziariamente sostenuta e socialmente adeguata a un tessuto come quello messinese, dove il legame tra supermercato, lavoratori e comunit\u00e0 \u00e8 forte e riconoscibile. <\/p>\n\n\n\n<p>Quarto: promuovere l\u2019ingresso di un soggetto industriale solido attraverso un protocollo di garanzia sottoscritto da Comune, Regione e parti sociali. Non basta \u201ctrovare un compratore\u201d: serve un partner industriale che sottoscriva un impegno vincolante sul mantenimento dei livelli occupazionali, sulla riqualificazione dei punti vendita, sul reinvestimento nel territorio, sul rispetto dell\u2019art. 2112 c.c. e degli istituti di consultazione sindacale previsti dalla L. 428\/1990, art. 47. In cambio, le istituzioni possono offrire incentivi fiscali, semplificazioni burocratiche, accesso agevolato a strumenti di finanza agevolata e supporto nella pianificazione degli investimenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Quinto: attivare immediatamente gli ammortizzatori sociali straordinari. Quando si parla di soluzioni industriali, si dimentica spesso che i tempi tecnici non coincidono con i tempi della vita delle persone. La CIGS per crisi o cessazione, gli strumenti previsti dal D.Lgs. 148\/2015 e le misure di sostegno al reddito collegate alla dichiarazione di crisi complessa sono indispensabili per garantire continuit\u00e0 di reddito ai lavoratori fino al perfezionamento delle operazioni di cessione o di avvio delle cooperative. Senza questa rete di protezione, qualsiasi progetto rischia di naufragare perch\u00e9 le famiglie non possono \u201cattendere\u201d le procedure. <\/p>\n\n\n\n<p>A queste cinque direttrici si aggiunge una possibilit\u00e0 ulteriore: trasformare i sedici punti vendita in poli di economia circolare, mercati di prossimit\u00e0, hub logistici urbani, utilizzando i fondi europei per la rigenerazione commerciale e urbana. Una soluzione pi\u00f9 innovativa, che richiede progettazione e visione, ma oggi pi\u00f9 che mai necessaria per evitare che locali vuoti diventino luoghi di degrado. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 dimostra che non siamo di fronte a una crisi \u201cineluttabile\u201d, ma a un bivio politico e istituzionale: da un lato la resa, dall\u2019altro la volont\u00e0 di usare fino in fondo gli strumenti che l\u2019ordinamento mette a disposizione. <\/p>\n\n\n\n<p>Messina ha gi\u00e0 pagato un prezzo altissimo in termini di desertificazione produttiva e commerciale. La crisi GICAP \u00e8 il paradigma di ci\u00f2 che accade quando il territorio viene lasciato senza regia, senza politica industriale, senza un vero presidio istituzionale del lavoro. Ma \u00e8 anche il momento in cui questa citt\u00e0 pu\u00f2 dimostrare che la cooperazione tra istituzioni, lavoratori, imprese e comunit\u00e0 non \u00e8 un\u2019utopia, ma l\u2019unica strada per evitare l\u2019ennesima tragedia occupazionale. <\/p>\n\n\n\n<p>Messina ha gi\u00e0 pagato un prezzo altissimo in termini di desertificazione produttiva e commerciale. Qui non si sta discutendo solo del destino di una societ\u00e0 in crisi, ma della qualit\u00e0 della vita nei quartieri, della tenuta sociale di interi pezzi di citt\u00e0, del futuro di 190 famiglie. Il lavoro non \u00e8 una riga di bilancio: \u00e8 la misura della civilt\u00e0 di una comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per queste ragioni chiediamo, con forza e senza ambiguit\u00e0, l\u2019immediata convocazione di un tavolo di crisi interistituzionale con la partecipazione del Tribunale, della Regione Siciliana, del Ministero del Lavoro, del MIMIT, dei Comuni interessati e delle rappresentanze sindacali. Ognuno si assuma la propria parte, nel rispetto delle competenze e dei poteri che la legge attribuisce. Ogni ritardo, oggi, non sarebbe un semplice errore: sarebbe una colpa verso Messina e verso chi in questi supermercati ha lavorato per anni, garantendo un servizio essenziale alla comunit\u00e0.  <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Letterio Grasso<\/strong>, <strong>Azione Messina<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Letterio Grasso, Azione Messina. 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