{"id":254028,"date":"2025-11-06T21:06:42","date_gmt":"2025-11-06T20:06:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/11\/06\/120-anni-di-storia-di-ferrovie-dello-stato-in-mostra-al-vittoriano\/"},"modified":"2025-11-06T21:06:42","modified_gmt":"2025-11-06T20:06:42","slug":"120-anni-di-storia-di-ferrovie-dello-stato-in-mostra-al-vittoriano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/11\/06\/120-anni-di-storia-di-ferrovie-dello-stato-in-mostra-al-vittoriano\/","title":{"rendered":"120 anni di storia di Ferrovie dello Stato in mostra al Vittoriano"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Un viaggio lungo oltre un secolo, tra binari e trasformazioni sociali, innovazioni tecnologiche e grandi sfide del Paese: \u00e8 questo il racconto al centro della mostra &#8220;Le ferrovie d&#8217;Italia (1861-2025). Dall&#8217;unit\u00e0 nazionale alle sfide del futuro&#8221;, promossa e organizzata da VIVE &#8211; Vittoriano e Palazzo Venezia e dal Gruppo FS Italiane, nella Sala Zanardelli del Vittoriano e nel Giardino grande di Palazzo Venezia. La mostra, aperta da venerd\u00ec 7 novembre fino al prossimo 11 gennaio, \u00e8 stata presentata oggi dalla sua curatrice Edith Gabrielli, Direttrice Generale del VIVE, e da Tommaso Tanzilli, Presidente del Gruppo FS. Ma pi\u00f9 di ogni altra riforma amministrativa, la realizzazione delle ferrovie contribuir\u00e0 a consolidare la conquista dell&#8217;indipendenza nazionale&#8221;: con queste parole Camillo Benso, conte di Cavour, gi\u00e0 negli anni Quaranta dell&#8217;Ottocento individu\u00f2 il ruolo delle ferrovie nel percorso del Risorgimento e nella costruzione dell&#8217;Italia moderna, una nazione giovane, unita e libera. La storia dell&#8217;unit\u00e0 nazionale e la storia delle ferrovie risultano pressoch\u00e8 inseparabili: i binari hanno reso concreta la geografia politica italiana, collegando territori divisi da secoli, favorito scambi economici e culturali, ridotto distanze, creato opportunit\u00e0 di lavoro e di mobilit\u00e0 sociale. I treni e le stazioni hanno anche contribuito a plasmare una nuova identit\u00e0 collettiva, fatta di viaggi, incontri, pendolarismi, emigrazioni, ritorni. In questo processo ormai ultrasecolare, le ferrovie sono state fonte d&#8217;ispirazione per letterati e artisti, diventando metafora potente della modernit\u00e0, della velocit\u00e0 e del progresso, talvolta anche delle loro innegabili contraddizioni. Il Vittoriano, concepito nel 1878, all&#8217;indomani della scomparsa di Vittorio Emanuele II, primo re d&#8217;Italia, e cuore simbolico della Nazione, costituisce il luogo ideale per accogliere la visione di Cavour e tradurla in un racconto espositivo. Gestito dal VIVE &#8211; Vittoriano e Palazzo Venezia, istituto autonomo del Ministero della Cultura, il Vittoriano \u00e8 luogo di arte, di memoria e insieme uno spazio vivo, dove riflettere sul processo risorgimentale e sui valori fondativi della nazione: libert\u00e0 della patria e unit\u00e0 dei cittadini, ora in un contesto democratico ed europeo. L&#8217;iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per i 120 anni dalla fondazione delle Ferrovie dello Stato, avvenuta nel 1905. Da allora, le FS hanno accompagnato ogni fase cruciale della storia italiana, dalla ricostruzione postbellica al boom economico, fino all&#8217;Alta Velocit\u00e0 e alla transizione digitale di oggi. Il Gruppo FS \u00e8 una realt\u00e0 industriale che oggi conta oltre 96.000 dipendenti, opera nei settori del trasporto ferroviario, stradale, della logistica, delle infrastrutture, della rigenerazione urbana e dei servizi tecnologici. Porta avanti una fase di profonda trasformazione con un investimento previsto superiore a 100 miliardi di euro in cinque anni, finalizzato a rafforzare la resilienza delle infrastrutture ferroviarie e stradali, migliorare la qualit\u00e0 del servizio, completare opere strategiche e promuovere una mobilit\u00e0 sempre pi\u00f9 sostenibile e intermodale. La storia delle ferrovie italiane si articola in quattro sezioni cronologiche, una sezione immersiva e infine una sezione didattico-dimostrativa. La prima sezione, dal 1861 al 1904, racconta la difficile trasformazione delle prime reti regionali in un sistema effettivamente nazionale. La seconda sezione, dal 1905 al 1944, affronta l&#8217;et\u00e0 della gestione statale, con la fondazione di FS, delle innovazioni tecniche, dell&#8217;uso politico e militare della ferrovia, fino al regime fascista e alla Seconda guerra mondiale. La terza sezione, dal 1945 al 1984, vede al centro la ricostruzione postbellica, il boom economico e il ruolo dei treni nelle grandi migrazioni interne e nel pendolarismo quotidiano. La quarta sezione, dal 1985 a oggi, verte sull&#8217;Alta Velocit\u00e0, la digitalizzazione e le sfide della sostenibilit\u00e0, aprendo uno sguardo al futuro. La sezione immersiva, posta sempre nella Sala Zanardelli, consente attraverso la pi\u00f9 avanzata tecnologia digitale di fruire del racconto anche in termini emotivi e multisensoriali. La sezione didattico-dimostrativa si trova nel Giardino grande di Palazzo Venezia: due monumentali riproduzioni in scala permettono di apprezzare le qualit\u00e0 estetiche del Settebello e dell&#8217;Arlecchino, icone del design italiano del dopoguerra. La mostra, che parte da un impianto storico rigoroso, affronta il tema con un accentuato carattere interdisciplinare. Quattro in ogni sezione gli assi principali di lettura, che si concretizzano in altrettanti pannelli informativi. Questi assi mettono in luce l&#8217;impatto delle ferrovie e, insieme, la loro capacit\u00e0 di trasformazione. Oltre che mezzo di trasporto, il treno era ed \u00e8 un dispositivo capace di mutare la percezione del tempo, ridefinire il concetto di distanza e ispirare nuove visioni del lavoro, dell&#8217;identit\u00e0 e della comunit\u00e0. Il primo asse di lettura verte sulla storia delle ferrovie in Italia, dello sviluppo della rete e dei mezzi, delle competenze tecniche e ingegneristiche, delle scelte organizzative e gestionali. Lo sguardo si muove dalla prima rete nazionale all&#8217;introduzione dell&#8217;Alta Velocit\u00e0 fino ai cantieri attuali finanziati con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il secondo asse di lettura ha a che fare con l&#8217;identit\u00e0, le istituzioni, la politica e l&#8217;economia, indagando le motivazioni, le strategie e gli effetti delle scelte attuate in relazione alle ferrovie in questi ambiti. L&#8217;infrastruttura ne emerge come strumento di unificazione, di modernizzazione e di governo del territorio, oltre che come fattore decisivo nello sviluppo produttivo ma anche misura delle contraddizioni del Paese, a cominciare dalla divaricazione tra campagna e citt\u00e0 e tra Nord e Sud. Il terzo asse di lettura affronta il tema in rapporto alla sfera sociale e antropologica, restituendo l&#8217;impatto delle ferrovie sulla vita quotidiana, sul lavoro e sul costume, la nascita di nuove professioni e la trasformazione dei ritmi e delle percezioni collettive: dall&#8217;apparizione di una nuova figura come quella del ferroviere fino al recente mutamento del concetto di distanza e all&#8217;avvento del pendolarismo di lungo raggio con l&#8217;introduzione dell&#8217;Alta Velocit\u00e0. Il quarto e ultimo asse della mostra indaga l&#8217;interpretazione delle ferrovie nelle arti, nella pittura, nella fotografia, nel cinema, nella poesia e nella letteratura. Gli artisti, prima e meglio di altri, hanno saputo cogliere la complessit\u00e0 del fenomeno, restituendone tanto la forza innovatrice quanto le ombre, le alienazioni e le contraddizioni: nelle loro opere il treno diventa simbolo della modernit\u00e0 e specchio delle sue ambivalenze, immagine di progresso e di perdita, di velocit\u00e0 e di lontananza, talvolta luogo di sperimentazione creativa o addirittura metafora esistenziale. L&#8217;esposizione \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con approfondimento e un completo apparato illustrativo di tutte le opere in mostra, e con testi a cura di Edith Gabrielli (Direttrice VIVE e curatrice della Mostra) e del Comitato scientifico formato da Francesco Benigno (Scuola Normale Superiore, Pisa), da Lorenzo Canova (Universit\u00e0 degli Studi del Molise), da Andrea Giuntini (gi\u00e0 Universit\u00e0 degli Studi di Modena e Reggio) e da Stefano Maggi (Universit\u00e0 degli Studi di Siena).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto xb1\/Italpress &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Un viaggio lungo oltre un secolo, tra binari e trasformazioni sociali, innovazioni tecnologiche e grandi sfide del Paese: \u00e8 questo il racconto al centro della mostra &#8220;Le ferrovie d&#8217;Italia (1861-2025). 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