{"id":253277,"date":"2025-10-28T18:06:53","date_gmt":"2025-10-28T17:06:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/28\/cina-italia-xian-roma-a-piedi-viaggio-di-un-uomo-sulla-nuova-via-della-seta\/"},"modified":"2025-10-28T18:06:53","modified_gmt":"2025-10-28T17:06:53","slug":"cina-italia-xian-roma-a-piedi-viaggio-di-un-uomo-sulla-nuova-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/28\/cina-italia-xian-roma-a-piedi-viaggio-di-un-uomo-sulla-nuova-via-della-seta\/","title":{"rendered":"Cina-Italia: X\u00ecan-Roma a piedi, viaggio di un uomo sulla nuova Via della seta"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS\/XINHUA) &#8211; Sotto il dolce sole autunnale, il trentaquattrenne Cheng Long stava in piedi davanti al Colosseo di Roma, con accanto uno zaino logoro. Vestito con una semplice maglietta blu, la sua pelle scurita da due anni di viaggio, sembrava in tutto e per tutto un viandante. Era il punto finale di un viaggio iniziato a X\u00ecan, in Cina, ripercorrendo gli echi moderni dell&#8217;antica Via della seta attraverso l&#8217;Eurasia.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8220;Ho provato a cercare le parole giuste, ma nessuna sembrava adatta&#8221;, ha detto Cheng al suo pubblico durante una diretta streaming. Ha pianto per due ore, sopraffatto dalla stanchezza, dall&#8217;orgoglio e dall&#8217;incredulit\u00e0 di aver concluso in Italia il suo cammino durato due anni.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>   Cheng \u00e8 cresciuto nella provincia nord-occidentale cinese di Shaanxi, terra di antiche storie di carovane e dell&#8217;antica capitale X\u00ecan. Da bambino era affascinato dalla leggenda dell&#8217;inviato Zhang Qian, mandato a occidente oltre 2.100 anni fa per aprire quella che sarebbe diventata la Via della seta. Quella storia ha piantato in lui un sogno che decenni dopo lo avrebbe portato attraverso i continenti.<\/p>\n<p>   Si \u00e8 allenato duramente, correndo mezze maratone e scalando i monti Qinling. A 23 anni ha camminato da Sichuan a Xizang, oltre 2.000 chilometri, e sapeva che un giorno sarebbe andato ancora pi\u00f9 lontano. Dopo anni di lavoretti e di assistenza alla madre malata, nel 2023 Cheng ha deciso che il valore della vita si misura nel significato, non nel comfort. Quando la madre \u00e8 guarita, ha venduto la sua macchina, ha fatto un bagaglio leggero, ha portato con s\u00e8 una bandiera nazionale e ha iniziato a camminare verso ovest.<\/p>\n<p>   Si \u00e8 fatto chiamare &#8220;Dragon Walker&#8221;. Dai soli 8.000 follower sui social media all&#8217;inizio, il suo pubblico \u00e8 cresciuto fino a quasi 300.000 quando \u00e8 arrivato a Roma.<\/p>\n<p>   Il percorso di Cheng lo ha portato attraverso Horgos, nello Xinjiang, poi in Kazakistan, sul Caucaso, in Turchia, in Grecia e, infine, in Italia &#8211; pi\u00f9 di 10.000 chilometri a piedi. Ha sopportato il caldo sopra i 50 gradi Celsius, valichi di montagna coperti di neve e notti senza un riparo. Ha consumato diciannove paia di scarpe, si \u00e8 infortunato a un ginocchio e spesso ha sofferto la fame. In Kazakistan, un colpo di calore lo ha quasi ucciso, prima che degli stranieri lo portassero in una piccola clinica.<\/p>\n<p>   I soldi erano scarsi. Mentre i suoi risparmi stavano diminuendo in Europa, ha cominciato a trasmettere in diretta streaming, accettando piccole donazioni dagli spettatori per poter proseguire. &#8220;All&#8217;inizio rifiutavo &#8211; ha detto &#8211; ma senza quell&#8217;aiuto non sarei riuscito a finire&#8221;.<\/p>\n<p>   L&#8217;Italia gli ha lasciato una profonda impressione. Quando \u00e8 arrivato a Benevento, nel sud del Paese, senza un posto dove dormire, un macellaio locale gli ha permesso di dormire nel cortile e la mattina gli ha portato caff\u00e8 e cibo &#8211; un gesto che, ha detto Cheng, &#8220;ha catturato il calore dell&#8217;Italia&#8221;.<\/p>\n<p>   Per Cheng, la strada non era solo un test fisico ma un riflesso vivente della nuova Via della seta. Ha visto autostrade costruite dai cinesi in Asia centrale, auto familiari in citt\u00e0 straniere e le reti digitali che connettono regioni un tempo isolate. &#8220;La Via della seta oggi \u00e8 fatta di acciaio e fibra, non di cammelli e sabbia&#8221;, ha detto. &#8220;Ma lo spirito della connessione rimane&#8221;.<\/p>\n<p>   Ci\u00f2 che lo ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 stata la gentilezza umana. Sconosciuti gli hanno offerto cibo, passaggi e amicizia senza badare a nazionalit\u00e0 o fede. &#8220;La gentilezza \u00e8 la lingua che tutti parlano&#8221;, ha detto. <\/p>\n<p>   Cheng intende tornare in Cina per un breve riposo, per poi viaggiare di nuovo per rivedere le persone che lo hanno aiutato. Il suo viaggio, terminato nella Citt\u00e0 Eterna italiana, ha dimostrato che anche nel ventunesimo secolo la Via della seta continua a collegare le persone attraverso strade, lavoro e compassione condivisi.<\/p>\n<p>   &#8220;La cosa importante \u00e8 non aspettare il momento perfetto, ma fare il primo passo&#8221;, ha detto Cheng ai suoi follower. <br \/>Fonte foto: Xinhua<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS\/XINHUA) &#8211; Sotto il dolce sole autunnale, il trentaquattrenne Cheng Long stava in piedi davanti al Colosseo di Roma, con accanto uno zaino logoro. Vestito con una semplice maglietta blu, la sua pelle scurita da due anni di viaggio, sembrava in tutto e per tutto un viandante. 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