{"id":25314,"date":"2018-10-10T17:16:37","date_gmt":"2018-10-10T15:16:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=25314"},"modified":"2018-10-10T17:16:37","modified_gmt":"2018-10-10T15:16:37","slug":"diritto-allabitare-inneggiato-da-piazza-municipio-unione-inquilini-sposa-riutilizzo-patrimonio-pubblico-per-vii-giornata-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2018\/10\/10\/diritto-allabitare-inneggiato-da-piazza-municipio-unione-inquilini-sposa-riutilizzo-patrimonio-pubblico-per-vii-giornata-nazionale\/","title":{"rendered":"Diritto all\u2019abitare inneggiato da Piazza Municipio, Unione Inquilini sposa riutilizzo patrimonio pubblico per VII Giornata Nazionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>#primalepersone, la centralit\u00e0 dell\u2019individuo possedendo la dignit\u00e0 per raccontarla e il diritto ad avere un tetto sopra la testa. <\/strong>Ma, negli ultimi trent\u2019anni, sono nati numerosissimi \u201cpiani casa\u201d, chiamati erroneamente in questo modo che non si sono basati n\u00e9 tantomeno hanno suscitato meccanismi strutturali per aumentare l\u2019offerta di alloggi sociali. Al contrario, hanno contribuito ad incrementare la rendita immobiliare e defiscalizzare gli affitti. <strong>Unione Inquilini come ogni anno oggi, insieme ai movimenti per il diritto all\u2019abitare e le realt\u00e0 ad esse vicine, ha organizzato centinaia di iniziative in tutta Italia e anche nella citt\u00e0 di Messina a Piazza Municipio<\/strong> e poi nell\u2019androne della stanza del Sindaco nella VII Giornata Nazionale per il diritto alla casa, con la sua sesta edizione territoriale. A sensibilizzare le istituzioni locali e nazionali sul tema della casa sono stati altri protagonisti CittadinanzaAttiva, Articolo 1 \u2013 Mdp, Partito Comunista, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Confederazione Unitaria di Base, Orsa, Fiom Messina, Cmdb, Rete dei Numeri e S\u00ec Cobas &#8211; Fronte Popolare Autorganizzato. Secondo la truppa in protesta &#8220;la tecnica al potere di De Luca affronta le questioni soltanto da un punto di vista amministrativo, le carte anteposte alla carne e alle ossa delle persone&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le richieste dalla parte del cittadino: Riutilizzo del patrimonio pubblico abbandonato per rimpinguare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica mediante recupero\/autorecupero;<\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Piano di manutenzioni sugli alloggi di propriet\u00e0 comunale gi\u00e0 esistenti e sulle strutture di emergenza abitativa;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ripristinare il bando della morosit\u00e0 incolpevole utilizzando i criteri del Decreto Ministeriale 30 marzo 2016;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Procedure certe per la concertazione degli sbaraccamenti;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Requisizione temporanea degli alloggi sfitti;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Velocizzazione e trasparenza delle procedure di assegnazione per gli inquilini in graduatoria per il cambio alloggi<\/strong>o.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Italia sono circa 650.000 le famiglie collocate utilmente in graduatoria che aspettano un alloggio popolare, circa 70.000 le sentenze di sfratto delle quali 35.000 eseguite con la forza pubblica. Numeri sempre in crescita a causa degli effetti della crisi economica e della totale assenza di politiche abitative. Purtroppo, ad oggi, anche questo governo, come quelli precedenti, non inserisce la precariet\u00e0 abitativa e la lotta alla speculazione immobiliare all\u2019interno della sua agenda. Anzi, l\u2019ultimo \u201cdecreto sicurezza\u201d, approvato di recente dal Consiglio dei Ministri, \u00e8 una vera e propria dichiarazione di guerra ai poveri. Previste procedure pi\u00f9 veloci in caso di sfratti e sgomberi ed un corposo aumento delle pene per chi occupa un alloggio a causa delle sue condizioni di precariet\u00e0: verranno anteposte le ragioni della propriet\u00e0, sia essa pubblica o privata, abbandonata o sfitta, piuttosto che lo stato di necessit\u00e0 delle famiglie. Un atto per punire la povert\u00e0, altro che \u201cabolirla\u201d! Noi pensiamo, invece, che la classe politica debba dare risposte prima di potersi permettere azioni repressive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella nostra citt\u00e0 la situazione non cambia, anzi peggiora a causa di una problematica che ha tenuto banco in questi ultimi mesi grazie all\u2019esuberanza del nostro sindaco, ovvero il tema del risanamento. Ancora quasi 3.000 i nuclei familiari che vivono nelle baracche. Uno scempio durato cent\u2019anni e che nel tempo si \u00e8 trasformato in un vero e proprio fenomeno endemico della citt\u00e0. Quelle zone sono state crocevia di politici senza scrupoli, che ad ogni tornata elettorale ne hanno fatto un vero e proprio bacino di voti promettendo alloggi che invece spettavano di diritto. Infatti nel 1990, interviene la legge regionale 10 che forniva alla citt\u00e0 di Messina 500 miliardi delle vecchie lire (circa 250 milioni di euro) per l\u2019abbattimento di tutte le baracche e la costruzione di alloggi da assegnare alle famiglie censite. Il Comune, entro 60 giorni, avrebbe dovuto identificare le aree da risanare e provvedere alla costruzione di nuovi alloggi: come ben sappiamo, quest\u2019ultimo passaggio \u00e8 stato disatteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A quasi trent\u2019anni di distanza dalla promulgazione della suddetta legge, <strong>il neo eletto sindaco di Messina lancia l\u2019idea di risanare la Citt\u00e0 in tempi brevissimi, promettendo l\u2019abbattimento di tutte le baracche entro il 31 dicembre (ovvero una ogni mezz\u2019ora lavorando anche di notte!), senza nessun alloggio costruito a tale scopo, solo con una serie di proclami e di promesse.<\/strong> Una vera e propria cortina fumogena sul tema del risanamento che ad oggi, a tre mesi dall\u2019obiettivo baracche zero, vede poco di concreto, solo tanta confusione e l\u2019ennesimo carrozzone pubblico che dovrebbe essere la panacea di tutti i mali, ovvero l\u2019Agenzia del Risanamento alla quale sono destinati i primi 500.000 euro da spendere solo per la propria organizzazione e funzionamento. In questi mesi abbiamo assistito a promesse di alloggi in affitto (azione prevista dall\u2019art.62 della legge regionale 8\/2018), ad avvisi ricognitivi per reperire alloggi sul mercato in acquisto o in affitto (saremmo curiosi di sapere quanti alloggi ha trovato il Comune di Messina), addirittura alle dichiarazioni pirotecniche sulla possibilit\u00e0 di requisire alloggi privati al fine di velocizzare l\u2019iter se necessario. Su quest\u2019ultimo punto intendiamo sfidare l\u2019amministrazione poich\u00e9 pensiamo che 30.000 alloggi vuoti di fronte a circa 5.000 famiglie messinesi in precariet\u00e0 abitativa \u00e8 il segno di anni di politiche speculative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tantissima confusione che rischia di non arrivare da nessuna parte. Infine la dichiarazione dello stato di emergenza che permetterebbe al sindaco di attingere ai fondi della Protezione civile e di avere le mani libere nei confronti delle procedure per gli appalti. Quest\u2019ultimo punto, a nostro avviso, \u00e8 un insulto per l\u2019intelligenza dei cittadini che dopo cent\u2019anni aspettano una casa popolare. Qua non si tratta di emergenza ma di una cosa ancora peggiore, ovvero di un problema strutturale che ha bisogno di interventi strutturali, di immissione di risorse cicliche e trasparenti. L\u2019emergenza \u00e8 un fatto immediato, accidentale, le tremila baracche sono un fattore endemico della citt\u00e0 e si pu\u00f2 risolvere seriamente soltanto con programmazione e fondi certi. A meno che la questione delle \u201cbaracche\u201d per il sindaco e la sua giunta non si risolva con un approccio meramente estetico. Noi pensiamo tutto il contrario! La questione del risanamento pone interrogativi pi\u00f9 grandi che il semplice passaggio di una ruspa, ci obbliga a guardare alle persone che stanno dietro quelle quattro mura di calcestruzzo, ci costringe a puntare con forza a politiche che abbiano uno sguardo sociale. Nessuno si \u00e8 interrogato quali siano i bisogni delle persone che stanno nelle zone di risanamento, quali siano i loro legami sociali, se non abbiano la necessit\u00e0 di garanzie sul loro futuro: la garanzia di un alloggio pubblico subito, di un\u2019occupazione, di servizi sociali. Cosa sta facendo il sindaco al fine di rispondere a questi interrogativi? Cosa sta facendo al fine di concertare gli spostamenti? Queste sono le domande che poniamo a questa amministrazione e che necessitano di risposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre le politiche della casa non possono riguardare soltanto le problematiche del risanamento. In citt\u00e0 abbiamo circa un migliaio di domande per accedere alla graduatoria ordinaria di edilizia residenziale pubblica di fronte a 25 alloggi disponibili (ultimo bando: maggio 2018), centinaia di sfratti e altrettanti pignoramenti, le problematiche delle strutture per emergenza abitativa sorte con la vecchia amministrazione. Potenzialmente altri 2000 nuclei familiari che avrebbero bisogno di un alloggio sociale. Che fare per queste persone? Innanzitutto, si potrebbe partire investendo un assessore alle politiche della casa. L\u2019amministrazione De Luca \u00e8 talmente sensibile a questo tema che, ad oggi, non ha nessun assessore investito di questo compito. L\u2019assenza di una figura del genere ha contribuito alla confusione di questi mesi mascherata dagli annunci bulimici del nostro sindaco. Come non fare un accenno alla questione del lavoro, spesso chi perde il lavoro perde anche la casa. La Provincia di Messina in questo senso risulta la 1^ provincia in Sicilia per numero di disoccupati, circa il 24,8% della popolazione, e vede nel 2017 un aumento del 17,53% delle richieste di esecuzione degli sfratti rispetto all\u2019anno precedente, i pignoramenti invece sono circa 385 nel 2014 (dati Adusbef) e registravano gi\u00e0 un incremento del 10,6%. Questi dati sono sintomatici degli effetti della crisi economica accentuata a Messina dalla scarsa presenza di attivit\u00e0 produttive. Il rischio privatizzazioni paventato a pi\u00f9 riprese da questa giunta non va nella direzione di migliorare le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici, ma potrebbe rivelarsi un\u2019arma pericolosa con la quale dare credito ad ulteriori politiche di tagli, lacrime e sangue. In questo senso auspichiamo che, a partire dal 10 ottobre, si costruisca un fronte unitario con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e col suo movimento per rivendicare lavoro e casa, come gi\u00e0 fatto in passato anche nella storia recente di questa citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>#primalepersone, la centralit\u00e0 dell\u2019individuo possedendo la dignit\u00e0 per raccontarla e il diritto ad avere un tetto sopra la testa. 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