{"id":253040,"date":"2025-10-25T12:41:50","date_gmt":"2025-10-25T10:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/?p=253040"},"modified":"2025-10-25T12:42:00","modified_gmt":"2025-10-25T10:42:00","slug":"valle-del-mela-vicky-amendolia-e-letterio-grasso-qui-la-politica-ha-spento-la-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/25\/valle-del-mela-vicky-amendolia-e-letterio-grasso-qui-la-politica-ha-spento-la-luce\/","title":{"rendered":"Valle del Mela, Vicky Amendolia e Letterio Grasso: \u201cQui la politica ha spento la luce\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un silenzio che pesa come piombo sulla Valle del Mela. \u00c8 il silenzio delle istituzioni, dei sindaci di Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e dei comuni limitrofi, che osservano inerti la lenta agonia di un territorio un tempo strategico per l\u2019economia siciliana e oggi ridotto a una landa industriale dismessa, dove la ruggine ha sostituito la speranza. Nelle assemblee dei lavoratori dell\u2019A2A \u00e8 emersa con chiarezza la drammaticit\u00e0 di una crisi che non \u00e8 solo aziendale, ma sistemica. <div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incertezza sulla centrale termoelettrica di San Filippo del Mela, la mancanza di un piano industriale, la perdita dell\u2019indotto e l\u2019assenza di prospettive concrete hanno innescato un senso di abbandono che permea ogni famiglia, ogni officina, ogni strada. Fiom, Fim e Uilm denunciano da mesi una situazione paradossale: un impianto ancora vitale, infrastrutturalmente adeguato, rischia di essere spento non per necessit\u00e0 tecnica, ma per miopia politica e strategica. A peggiorare il quadro, la decisione di A2A di rinunciare definitivamente alla realizzazione del termovalorizzatore a San Filippo del Mela per spostare l\u2019investimento a Catania. <div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Una scelta tanto incomprensibile quanto dannosa, che priva l\u2019area tirrenica di un\u2019occasione unica di riconversione industriale e occupazionale. Si \u00e8 scelto, ancora una volta, di sottrarre a un territorio gi\u00e0 in ginocchio la possibilit\u00e0 di rialzarsi. Il sito di San Filippo del Mela impiega oggi oltre 160 addetti diretti, cui si aggiungono 100\u2013150 lavoratori dell\u2019indotto stabile (manutenzioni, servizi, imprese esterne). Nelle fasi di piena attivit\u00e0 la filiera arriva a coinvolgere fino a 400 lavoratori. \u00c8 questa la platea che pagher\u00e0 il prezzo pi\u00f9 alto di uno spostamento che non ha alcuna giustificazione logica, industriale o territoriale. Si tratta di uomini e donne che da decenni vivono e lavorano in un\u2019area gi\u00e0 gravata da problemi ambientali, oggi minacciata anche dalla disoccupazione. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma qui non si tratta solo di scelte aziendali: il colpevole principale si trova a Palermo. Il Governo regionale non pu\u00f2 continuare a fingere che il problema riguardi solo A2A o i sindacati. Questa crisi \u00e8 il frutto maturo di una assenza di politica industriale regionale durata anni, di una pianificazione energetica ferma ai comunicati stampa, di una gestione schizofrenica dei fondi europei e FSC. Nessun coordinamento tra gli assessorati, nessuna strategia di rilancio delle aree industriali, nessuna cabina di regia per riconvertire i siti dismessi o in transizione. <\/p>\n\n\n\n<p>La Regione Siciliana avrebbe dovuto pretendere, al momento della rinuncia dell\u2019impianto, un piano alternativo vincolante per il territorio del Mela, con investimenti equivalenti o superiori. Avrebbe dovuto utilizzare gli strumenti previsti dalla legge regionale 8\/2018 sulla reindustrializzazione delle aree in crisi complessa. Avrebbe potuto \u2014 e dovuto \u2014 convocare un tavolo permanente con Ministero, sindacati e Comuni, vincolando A2A a un cronoprogramma di riconversione ecologica e tutela occupazionale. Nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 stato fatto. <\/p>\n\n\n\n<p>La Regione si \u00e8 voltata dall\u2019altra parte, pi\u00f9 interessata a spartire assessorati e clientele che a difendere un lembo di Sicilia che da decenni paga le colpe altrui. N\u00e9 si dica che mancano le risorse: i fondi del PNRR e del nuovo FSC 2021-2027 prevedono linee dedicate alla transizione energetica e alla bonifica dei siti industriali. Ma qui non \u00e8 mancato il denaro \u2014 \u00e8 mancata la volont\u00e0, la competenza, e soprattutto la coscienza politica. E che dire dei sindaci? \u00c8 sotto gli occhi di tutti la loro latitanza istituzionale. Quando i lavoratori si riuniscono in assemblea, i primi cittadini sono altrove; quando si discute del futuro dell\u2019area, si rifugiano nel rituale delle conferenze stampa o nel silenzio prudente di chi teme di \u201curtare\u201d qualcuno. Eppure, sono loro i primi responsabili della rappresentanza territoriale: sono i sindaci che dovrebbero bussare alle porte di Palermo e di Roma, pretendere tavoli, piani, impegni scritti. Invece, hanno scelto il ruolo di spettatori silenti, come se la rovina economica fosse una calamit\u00e0 naturale e non una scelta politica. <\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto del termovalorizzatore avrebbe potuto rappresentare la chiave di volta per un rilancio produttivo in chiave sostenibile, in grado di coniugare lavoro, transizione ecologica e bonifica ambientale. Invece, si \u00e8 preferito dirottare fondi, posti e sviluppo altrove, confermando quella logica assurda che vuole la Sicilia divisa in poli \u201cfortunati\u201d e aree sacrificate, con l\u2019aggravante di una totale assenza di visione. E non si venga a parlare di tutela ambientale come alibi. L\u2019area della Valle del Mela, classificata da anni come AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale), \u00e8 un laboratorio di contraddizioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Aria, suolo e falde contaminate, come attestano i rapporti ARPA e ISPRA, convivono con impianti industriali in parte inattivi, in parte obsoleti. \u00c8 qui che si sarebbero dovuti concentrare gli sforzi della politica industriale e della transizione ecologica: rigenerare, bonificare, innovare. Non abbandonare. La rinuncia al termovalorizzatore non \u00e8 solo la perdita di un progetto: \u00e8 la rinuncia a una strategia di sviluppo, alla possibilit\u00e0 di trasformare un\u2019area \u201cmalata\u201d in un modello di economia circolare e di efficienza energetica. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 come se si fosse deciso di lasciare che il tempo e la ruggine completassero l\u2019opera di distruzione iniziata dall\u2019indifferenza. Eppure, le infrastrutture ci sono, le competenze pure, la forza lavoro \u00e8 pronta a ripartire. Manca soltanto la volont\u00e0 politica di farlo. La Regione dovrebbe oggi convocare d\u2019urgenza un tavolo tecnico-istituzionale, individuare le misure di salvaguardia occupazionale, predisporre incentivi per la riconversione ecologica e attivare \u2014 finalmente \u2014 i fondi destinati alle aree industriali in crisi complessa. Dovrebbe agire, non annunciare. Dovrebbe pianificare, non improvvisare. Dovrebbe, in sintesi, governare. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo spostamento dell\u2019impianto a Catania non ha logica industriale, se non quella di accontentare equilibri di potere estranei al territorio. Il sito di San Filippo del Mela, con la sua rete di collegamenti, la sua storia produttiva e la sua manodopera specializzata, \u00e8 il luogo naturale per investire. Delocalizzare un progetto in nome di una presunta \u201cefficienza\u201d significa condannare alla desertificazione economica un\u2019intera fascia costiera. \u00c8 un insulto a chi per decenni ha lavorato, respirato e pagato in prima persona il prezzo di un modello industriale che ha consumato salute e speranza. \u00c8 inaccettabile che i lavoratori debbano scendere in piazza per ricordare alle istituzioni che esistono. \u00c8 inaccettabile che un\u2019area con una delle pi\u00f9 alte concentrazioni industriali della Sicilia venga trattata come un problema e non come una risorsa. Ed \u00e8 scandaloso che i sindaci, chiamati a rappresentare la voce della comunit\u00e0, si nascondano dietro il silenzio o le solite formule di circostanza. <\/p>\n\n\n\n<p>La politica vera non si misura con le dichiarazioni di solidariet\u00e0, ma con la capacit\u00e0 di pretendere piani industriali, garanzie occupazionali, bonifiche, investimenti. Occorre un\u2019inversione di rotta immediata. Serve un piano di rigenerazione territoriale che coniughi impresa, ambiente e innovazione, che rilanci l\u2019occupazione attraverso la riconversione energetica e lo sviluppo sostenibile. Serve una cabina di regia regionale e nazionale che riporti la crisi dell\u2019area tirrenica al centro dell\u2019agenda economica, non come caso isolato ma come paradigma di una Sicilia dimenticata. E serve, soprattutto, un cambio di mentalit\u00e0: non pi\u00f9 un Sud che chiede elemosine, ma un Sud che rivendica diritti, dignit\u00e0 e futuro. La Valle del Mela non ha bisogno di solidariet\u00e0 a parole, ma di investimenti veri, di bonifiche reali, di cantieri che tornino ad aprirsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Se lo Stato, la Regione e i sindaci continueranno a voltarsi dall\u2019altra parte, il rischio non \u00e8 solo la perdita di posti di lavoro, ma la perdita definitiva della fiducia di un popolo intero. E quando un popolo smette di credere, non resta che il silenzio. Un silenzio che, qui, ha gi\u00e0 fatto troppi danni. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vicky Amendolia (SD Socialdemocrazia) e Letterio Grasso (Azione Messina)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un silenzio che pesa come piombo sulla Valle del Mela. \u00c8 il silenzio delle istituzioni, dei sindaci di Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto e dei comuni limitrofi, che osservano inerti la lenta agonia di un territorio un tempo strategico per l\u2019economia siciliana e oggi ridotto a una landa industriale dismessa, dove la ruggine ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":253048,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[4,6],"tags":[4784,6250,11339,4821,11733,8395,11727],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/SanFilippoDelMela_Centrale_Elettrica_low-1.jpg","author_info":{"display_name":"red.me","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/red-me\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253040"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=253040"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253040\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":253047,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253040\/revisions\/253047"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/253048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=253040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=253040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=253040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}