{"id":252917,"date":"2025-10-24T00:06:46","date_gmt":"2025-10-23T22:06:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/23\/la-cgil-in-piazza-il-25-ottobre-per-laumento-di-salari-e-pensioni\/"},"modified":"2025-10-24T09:10:44","modified_gmt":"2025-10-24T07:10:44","slug":"la-cgil-in-piazza-il-25-ottobre-per-laumento-di-salari-e-pensioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/24\/la-cgil-in-piazza-il-25-ottobre-per-laumento-di-salari-e-pensioni\/","title":{"rendered":"La Cgil in piazza il 25 ottobre per l\u2019aumento di salari e pensioni"},"content":{"rendered":"<div>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sono 82 i contratti collettivi nazionali scaduti. Tra gli altri, quelli dei settori metalmeccanico e telecomunicazioni. Interessano pi\u00f9 di 3 milioni di lavoratori. Ci sono poi i contratti del pubblico, comparti sanit\u00e0 e funzioni centrali, rinnovati per gli anni 2022-2024 ma senza la firma di Cgil e Uil, perch\u00e8 giudicati insufficienti in termini di tutele e di recupero del potere d&#8217;acquisto. Oltre 6 milioni di lavoratori si sono impoveriti negli ultimi anni anche a causa dell&#8217;inflazione, e oggi non sanno come far fronte alle spese quotidiane, scrive la Cgil sulla propria testata multimediale Collettiva.it. Precari, part time, liberi professionisti, partite Iva, lavoratori in nero. Proprio per il rinnovo dei contratti, per l&#8217;aumento dei salari e delle pensioni, per investimenti su scuola, sanit\u00e0 e innovazione, la Cgil ha indetto una grande manifestazione per sabato 25 ottobre a Roma. &#8220;Democrazia al lavoro&#8221; \u00e8 il nome dell&#8217;iniziativa &#8211; alla quale prender\u00e0 parte anche la vasta rete di associazioni &#8220;La Via Maestra&#8221; &#8211; che partir\u00e0 con un corteo da piazza della Repubblica alle 13.30 per concludersi in piazza San Giovanni.<br \/>\n&#8220;Chiediamo di rinnovare tutti i contratti collettivi nazionali pubblici e privati per aumentare il potere d&#8217;acquisto&#8221;, spiega Nicola Marongiu, responsabile area Contrattazione, politiche industriali e del lavoro della Cgil. &#8220;Rivendichiamo anche la detassazione degli incrementi contrattuali e l&#8217;esclusione dagli incentivi per i contratti non rinnovati. Naturalmente devono essere individuati gli strumenti di copertura finanziaria, e poich\u00e8 il datore di lavoro del pubblico impiego \u00e8 lo Stato, il governo deve stanziare risorse ben maggiori rispetto a quelle previste per il biennio 22-24 e mettere mano a un serio intervento di natura fiscale, per alleggerire i lavoratori dipendenti e pensionati&#8221;, aggiunge.<br \/>\nAl riguardo, nel corso di assemblee sindacali tenute a Bari, \u00e8 stato molto chiaro nei giorni scorsi il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: &#8220;C&#8217;\u00e8 bisogno di andare a prendere i soldi dove sono. Siamo alla follia: il lavoro dipendente e le pensioni sono tassati pi\u00f9 della rendita immobiliare e dei profitti che chi lavora fa aumentare al proprio datore di lavoro. Questo non \u00e8 accettabile. Ma tutto questo nella manovra del governo non c&#8217;\u00e8. Per questo scendiamo in piazza: per chiedere il rinnovo dei contratti e per chiedere anche alle imprese private di rilanciare gli investimenti. In questi anni i profitti sono aumentati, ma gli investimenti no e i salari sono calati. Va cambiato tutto&#8221;.<br \/>\nDalle anticipazioni di questi giorni, nella legge di bilancio ci potrebbe essere la detassazione degli aumenti previsti dai rinnovi dei contratti nazionali: nel privato, una riduzione dell&#8217;aliquota Irpef al 5 per cento sugli incrementi retributivi sottoscritti nel 2025 e 2026.<br \/>\n&#8220;Quello che proponiamo \u00e8 l&#8217;azzeramento dell&#8217;aliquota sugli aumenti che saranno previsti nei rinnovi, in modo che questi si trasferiscano integralmente nel salario delle lavoratrici e dei lavoratori&#8221;, riprende Marongiu. &#8220;Dall&#8217;altro lato pensiamo che si debba rafforzare la contrattazione collettiva di qualit\u00e0. Bonus e incentivi devono essere dati solo ai soggetti che applicano un contratto collettivo rinnovato, come strumento di pressione per garantire i rinnovi &#8211; aggiunge -. Nel 2022-2024 l&#8217;inflazione cumulata ha segnato un pi\u00f9 16,4 per cento, i salari reali sono calati del 9 per cento (dati Istat), il drenaggio fiscale \u00e8 stato pari a 25 miliardi di euro. Facendo riferimento al periodo tra il 2021 e il 2024 e alla media di tutte le societ\u00e0, pubbliche e private, \u00e8 possibile mantenere il potere d&#8217;acquisto aumentando il costo del lavoro di circa 4 mila euro l&#8217;anno per dipendente. Guardando alle sole societ\u00e0 pubbliche, il potere d&#8217;acquisto si mantiene aumentando il costo del lavoro di oltre 7 mila euro nelle partecipate dallo Stato&#8221;.<br \/>\nAltra questione, il salario minimo legale: &#8220;Sarebbe una garanzia per i lavoratori, permetterebbe di portare pi\u00f9 in alto la contrattazione e rappresenterebbe un argine contro quella in dumping&#8221;.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto IPA Agency &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Sono 82 i contratti collettivi nazionali scaduti. Tra gli altri, quelli dei settori metalmeccanico e telecomunicazioni. Interessano pi\u00f9 di 3 milioni di lavoratori. 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