{"id":252394,"date":"2025-10-16T14:09:45","date_gmt":"2025-10-16T12:09:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/16\/fondazione-magna-grecia-allonu-rapporto-su-mafie-nellera-digitale\/"},"modified":"2025-10-16T14:09:45","modified_gmt":"2025-10-16T12:09:45","slug":"fondazione-magna-grecia-allonu-rapporto-su-mafie-nellera-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/16\/fondazione-magna-grecia-allonu-rapporto-su-mafie-nellera-digitale\/","title":{"rendered":"Fondazione Magna Grecia, all\u2019Onu Rapporto su mafie nell\u2019era digitale"},"content":{"rendered":"<div>NEW YORK (ITALPRESS) &#8211; Il volto della criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 in continua evoluzione e le mafie contemporanee hanno abbracciato l&#8217;era digitale trasformando radicalmente le proprie strategie comunicative e di reclutamento grazie alle piattaforme social, che sono diventate un terreno fertile per la costruzione di un &#8220;immaginario mafioso&#8221; che non solo normalizza, ma talvolta giunge a glorificare la criminalit\u00e0, esercitando un&#8217;influenza preoccupante soprattutto sulle giovani generazioni. Per questo motivo la Fondazione Magna Grecia ha sentito l&#8217;urgenza di proseguire la sua indagine scientifica in questo campo tramite un secondo Studio che, a due anni dal primo, prevede un focus specifico sull&#8217;uso di TikTok da parte delle mafie. &#8220;Siamo convinti infatti che la ricerca rappresenti uno strumento imprescindibile per comprendere e contrastare un fenomeno che muta con rapidit\u00e0, adattandosi ai linguaggi e alle tecnologie del nostro tempo&#8221;, ha detto il presidente della Fondazione, Nino Foti.<br \/>Il Rapporto \u00e8 stato curato da Marcello Ravveduto, professore di Digital Public History presso l&#8217;Universit\u00e0 di Salerno e presentato al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite il 15 ottobre, alla presenza del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, di Antonio Nicaso, esperto di fenomeni criminali e docente alla Queen University del Canada e del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo. Sono intervenuti Antonello Colosimo, presidente della Corte dei conti in Umbria e Saverio Romano, presidente della Commissione parlamentare per la semplificazione.<br \/>Lo Studio \u00e8 unico nel suo genere perch\u00e8 sceglie di addentrarsi nei meandri di TikTok, piattaforma che pi\u00f9 di tutte ha in s\u00e8 una grandissima forza virale. Pu\u00f2 contare infatti su strumenti tipici dell&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento digitale: musica, coreografie, hashtag, montaggi accattivanti che trasformano la mafia in un prodotto mediatico seducente, accessibile, apparentemente privo di conseguenze. Ma anche per la sua portata quantitativa. Sono stati analizzati quasi 6.300 tra profili utente (1.489), video (1.455), commenti (1.385), emoji (1.053), tracce musicali (695), brand (130) e hashtag (76) ed \u00e8 stato fatto un raffronto &#8211; per la prima volta &#8211; con le mafie internazionali.<br \/>Un Rapporto quanto mai necessario dunque se si pensa che &#8220;oggi la mafia usa il linguaggio di un brand e, al pari di un brand, si fa pubblicit\u00e0 e si vende. E lo fa evocando il potere non tanto e non pi\u00f9 con la violenza, quanto piuttosto secondo le logiche popolari del mercato&#8221;, ha spiegato Marcello Ravveduto. Si \u00e8 brandizzata insomma, creando un nuovo spazio di comunicazione, che viene definito &#8220;mafiosfera&#8221;, in cui ha acquisito la capacit\u00e0 di suggestionare un pubblico sempre pi\u00f9 ampio. &#8220;Nella mafiosfera infatti tutto si trasforma in intrattenimento e la mentalit\u00e0 mafiosa accede a una vetrinizzazione che la normalizza, la priva della violenza e la rende sempre pi\u00f9 familiare al grande pubblico&#8221;.<br \/>Sempre pi\u00f9 &#8220;pop&#8221;. In questo contesto assume un ruolo fondamentale la figura del &#8220;mafiofilo&#8221;, che &#8211; a volte in modo consapevole, altre meno &#8211; &#8220;veste&#8221; il prodotto &#8220;mafia&#8221; con codici visivi e sonori distintivi (musica neomelodica e trap, immagini di lusso ostentato, abiti griffati) in cui la gravit\u00e0 morale delle storie narrate si dissolve a favore della spettacolarizzazione e le organizzazioni criminali, facendo perdere di vista il confine tra ci\u00f2 che \u00e8 lecito e ci\u00f2 che non lo \u00e8, raccontano di un successo facile, trasgressivo e alla portata di tutti. Diventano performative e attrattive soprattutto per i giovani.<br \/>&#8220;Le mafie ormai non sono pi\u00f9 soltanto denaro, trame e violenza: oggi si muovono tra server, blockchain, social media e flussi digitali. E chi vuole combatterle deve diventare un cacciatore di flussi, lettore di sequenze nascoste, interprete dei mondi digitali visibili e invisibili&#8221;, ha detto Antonio Nicaso, a cui \u00e8 stata affidata la prefazione dello Studio. E ha lanciato una possibile nuova strategia nel contrasto alle mafie che sono sempre pi\u00f9 ibride e algoritmiche: &#8220;follow the flow&#8221;, segui i flussi. &#8220;Non si tratta pi\u00f9 di affrontare strutture rigidamente gerarchiche e territorialmente circoscritte, ma di comprendere fenomeni complessi in cui l&#8217;innovazione tecnologica, la circolazione globale delle informazioni e la fluidit\u00e0 delle reti sociali modificano radicalmente il modo in cui il crimine organizzato si struttura, comunica e riproduce s\u00e8 stesso,&#8221; ha concluso.<br \/>Ecco perch\u00e8 &#8220;per contrastare le mafie nel dominio digitale \u00e8 fondamentale svecchiare i protocolli d&#8217;indagine, aggiornandoli alle nuove sfide tecnologiche e criminali, e dotarsi di personale altamente qualificato dal punto di vista informativo&#8221;, ha commentato Nicola Gratteri. &#8220;Solo attraverso un approccio professionale e competente \u00e8 possibile raccogliere, analizzare e utilizzare i dati in maniera efficace. Parallelamente, \u00e8 necessario omologare la strategia normativa, garantendo coerenza e continuit\u00e0 nell&#8217;azione di contrasto, evitando discontinuit\u00e0 che possano indebolire la capacit\u00e0 dello Stato di fronteggiare questo tipo di minacce&#8221;. Per il presidente della Commissione antimafia, Chiara Colosimo, &#8220;la criminalit\u00e0 organizzata ha sempre dimostrato di stare al passo con i tempi, e noi dobbiamo avere la prontezza di rispondere alle nuove forme di comunicazione. La mafia, la &#8216;ndrangheta e la camorra veicolano attraverso i social media un messaggio deviante e distruttivo, soprattutto per le nuove generazioni, che va contrastato e combattuto utilizzando tutti gli strumenti digitali a nostra disposizione. Bisogna assolutamente evitare l&#8217;effetto fascinazione. Proprio per questo &#8211; ha concluso &#8211; la Commissione antimafia da me presieduta ha voluto lanciare un segnale forte e concreto su questa tematica firmando un protocollo d&#8217;intesa con TikTok perch\u00e8 la lotta alle mafie passa anche attraverso i canali digitali e richiede la collaborazione di tutti, istituzioni e aziende comprese. Antonello Colosimo ha evidenziato la &#8220;forte versatilit\u00e0 raggiunta dalle organizzazioni criminali nel rendersi duttili, utilizzando proprio le piattaforme digitali, la cui facilit\u00e0 di utilizzo e la diffusione pressocch\u00e8 universale offre loro mercati e bacini di utenza non immaginati&#8221;.<br \/>Ma il Rapporto dimostra che, oltre che investire su strumenti normativi e tecnologici, urge sviluppare anche un nuovo paradigma interpretativo. In un&#8217;epoca in cui la criminalit\u00e0 muta forma, linguaggio e strategie comunicative, &#8220;comprendere e definire la mafiosfera diventa un compito urgente per le scienze della comunicazione, chiamate non solo ad analizzare ma anche a intervenire criticamente nello spazio simbolico che costituisce oggi uno dei terreni principali dello scontro tra mafie e antimafia&#8221;, ha detto Ravveduto. Questa urgenza non riguarda solamente l&#8217;Italia e l&#8217;Europa, ma tutte le realt\u00e0 nazionali e continentali che devono applicare paradigmi innovativi per l&#8217;interpretazione di fenomeni mafiosi e similari.<br \/>Dello stesso parere il presidente della Fondazione Magna Grecia Foti secondo cui &#8220;conoscere come i clan criminali sfruttino strumenti di comunicazione globale significa offrire alle istituzioni, alle Forze dell&#8217;ordine, ma anche al mondo della scuola e alla societ\u00e0 civile, strumenti interpretativi e critici per promuovere un&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0 collettiva: se le mafie hanno imparato a usare la tecnologia per diffondere fascinazione e consenso, noi dobbiamo usarla per costruire libert\u00e0, legalit\u00e0 e fiducia&#8221;. La Fondazione continuer\u00e0 pertanto a investire in questo impegno, convinta che la conoscenza non sia soltanto la prima forma di difesa, ma anche lo strumento attraverso cui sviluppare senso critico, coltivare pensiero creativo ed emanciparsi da idee precostituite. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile contrastare l&#8217;ignoranza e la violenza, e costruire una societ\u00e0 capace di leggere i segni del presente per aprirsi a un futuro pi\u00f9 giusto e consapevole.<br \/>-foto Fondazione Magna Grecia &#8211;<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEW YORK (ITALPRESS) &#8211; Il volto della criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 in continua evoluzione e le mafie contemporanee hanno abbracciato l&#8217;era digitale trasformando radicalmente le proprie strategie comunicative e di reclutamento grazie alle piattaforme social, che sono diventate un terreno fertile per la costruzione di un &#8220;immaginario mafioso&#8221; che non solo normalizza, ma talvolta giunge a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":252395,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[446],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251016_3442.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/252394"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=252394"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/252394\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/252395"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=252394"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=252394"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=252394"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}