{"id":252199,"date":"2025-10-15T00:34:45","date_gmt":"2025-10-14T22:34:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/14\/gli-arcivescovi-di-palermo-e-di-monreale-basta-violenze-e-uccisioni\/"},"modified":"2025-10-15T08:17:46","modified_gmt":"2025-10-15T06:17:46","slug":"gli-arcivescovi-di-palermo-e-di-monreale-basta-violenze-e-uccisioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/10\/15\/gli-arcivescovi-di-palermo-e-di-monreale-basta-violenze-e-uccisioni\/","title":{"rendered":"Gli Arcivescovi di Palermo e di Monreale: \u201cBasta violenze e uccisioni\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 <em>\u201cPietrificati. Sgomenti. Ancora un giovane che toglie la vita ad un altro giovane. In modo brutale. Distrutte due vite, travolte famiglie, due in particolare. Il dolore e il turbamento ci travolgono. Caino continua ad uccidere Abele. Continua\u201d.<\/em> Cos\u00ec, nel loro messaggio <strong>sull\u2019uccisione del ventunenne Paolo Taormina, avvenuta nella notte tra sabato e domenica a Palermo, gli arcivescovi del capoluogo siciliano e di Monreale, Corrado Lorefice e Gualtiero Isacchi.<\/strong><div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p><em>\u201cMani che si alzano, che impugnano ancora armi di pietra o di ferro per seminare morte<\/em> \u2013 aggiungono -.<em> La stessa violenza, lo stesso dolore. Strazio che contorce le viscere di chi ha perso un figlio, un fratello, un amico e sente la vita segnata ormai da una assenza improvvisa, inspiegabile, violenta, la fine di un\u2019esistenza chiamata a fiorire, a godere la vita, gli amori, un futuro. Strazio del fallimento educativo di una famiglia che ha cresciuto un figlio ma senza trasmettergli il valore inalienabile e intoccabile della propria e altrui vita, senza far passare che la violenza brutale non appartiene all\u2019identit\u00e0 vera degli umani. \u00c8 solo mostruosit\u00e0! Va commiserata, non certamente esaltata. <strong>Strazio in cui si infrange la fragile speranza di coloro che un figlio, un fratello, un amico lo hanno gi\u00e0 perso a causa della violenza e si auguravano non accadesse mai pi\u00f9\u201d<\/strong><\/em><strong>. <\/strong><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p><strong><em>\u201cLa Chiesa<\/em> <\/strong>\u2013 proseguono \u2013 <em><strong>si interroga: dove \u00e8 finito l\u2019insegnamento dell\u2019Innocente ucciso su una croce per dire che siamo fratelli e sorelle, umani, figli amati da Dio, vite da custodire?<\/strong> E la Citt\u00e0 si interroga: pu\u00f2 la cultura di una civilt\u00e0 fermentata da tanti popoli, nutrita da tante linfe, dissolversi in un gesto? Quanto spazio abbiamo dato al culto del potere, dell\u2019avere, della bruta forza, dei privilegi di casta, humus propizio per foraggiare mentalit\u00e0 e organizzazioni mafiose di ieri e di oggi? Quanto spazio abbiamo accordato alla loro cultura di morte, al loro subdolo sentirsi come divinit\u00e0 che hanno potere e diritto sulla vita degli altri? Troppo abbiamo sopportato la presenza di questa cultura, che si \u00e8 infiltrata ovunque, in modi sottili, silenziosi, convincendo tanti di noi che fosse l\u2019unica possibile e che \u2018nulla mia cambier\u00e0\u2019. E ritorna la sensazione devastante di sentirci falliti: come genitori, come educatori, come Chiesa, come Istituzioni, come uomini e donne di governo. Cosa abbiamo trasmesso ai nostri ragazzi? Come li abbiamo custoditi? Ancora una volta dobbiamo protestare contro la violenza mortale, contro un modo di vedere il mondo che rende legittima la follia pi\u00f9 grande dell\u2019uomo, la follia di uccidere un altro uomo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cRicordiamo<\/em> \u2013 sottolineano gli arcivescovi Lorefice e Isacchi \u2013<em> le nottate violente di Monreale e, ancora una volta, di Palermo. Quando ascolteremo la disperazione dei nostri giovani? Il vuoto che abbiamo fatto trovare loro? Come Vescovi sentiamo tutto il fallimento della Chiesa e della societ\u00e0. Non abbiamo risposte, ma domande alle quali non intendiamo sottrarci. Che il crudele omicidio di Paolo Taormina, sulla scia della barbara uccisione di Ges\u00f9 di Nazareth, diventi punto fermo per una svolta. Che la vita di Paolo diventi segno di trasformazione delle nostre Citt\u00e0, germe di rinascita. \u00c8 vero, ce lo eravamo augurati gi\u00e0 lo scorso aprile, dopo quella notte di sangue a Monreale. Oggi rinnoviamo la stessa speranza. Crediamo che il cambiamento sia possibile! Scegliamo di alimentare il piccolo ulivo che le mamme dei tre giovani uccisi a Monreale hanno voluto piantare in quella piazza bagnata dal sangue innocente. Serve tempo, ma \u00e8 un segno che, se curato da noi tutti, crescer\u00e0 e dar\u00e0 frutti. Non si tratta solamente di presidiare e mettere a soqquadro i quartieri a rischio o i luoghi della movida, bens\u00ec di essere presenti tutti e insieme, a cominciare dalle Istituzioni civili, militari, scolastiche, religiose, con una \u2018politica\u2019 della cura dei cittadini pi\u00f9 fragili. Fragili per mancata equa destinazione di beni (lavoro, casa, pane), per accesso alla cultura, per opportunit\u00e0 occupazionali e di crescita umana e spirituale. Essere presenti nelle vicende lieti e tristi che si vivono nelle case, nelle strade, nei quartieri. Abbiamo bisogno di rivedere le nostre politiche sociali, urbanistiche, di sviluppo culturale ed economico. Le nostre scelte religiose che tradiscono Dio e il suo sogno se restano prigioniere dei luoghi di culto e delle sacrestie. Dobbiamo ammettere i nostri fallimenti. Dobbiamo ammetterli tutti insieme. Siamo stati noi, uomini, a relegare altri uomini in spazi e contesti periferici\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSe non partiamo dall\u2019unico \u2018centro\u2019 che \u00e8 l\u2019uomo e la sua dignit\u00e0 \u2013 ogni uomo e ogni donna -, se non riprendiamo in mano la Costituzione Italiana a partite dai primi suoi articoli, creeremo sempre pi\u00f9 periferie urbane ed esistenziali<\/em> \u2013 aggiungono -. V<em>edremo aumentare il disagio giovanile che ha nella violenza un segno conclamato: noi adulti non riusciamo ancora a riconoscerlo e a interpretarlo. Se non partiamo dai pi\u00f9 poveri \u2013 dagli scarti umani generati dalla nostra cultura dell\u2019indifferenza, dell\u2019economia del profitto, del piacere sfrenato, del potere della forza \u2013 non potr\u00e0 mai esserci una convivenza serena nelle nostre Citt\u00e0. Incentiveremo disuguaglianze, ingiustizie e conseguentemente, sottocultura e violenza. Saremo noi \u2013 che ci reputiamo \u2018giusti\u2019 e meritevoli \u2013 gli sponsor invisibili (ma consapevoli!) delle perverse \u2018strutture di peccato\u2019 malavitose e mafiose. Basta violenza. Basta uccisioni. Torniamo a educare, a coinvolgerci e a governare nel segno dell\u2019umanit\u00e0: ogni vita \u00e8 sempre sacra. Vi invitiamo, sabato 18 ottobre alle ore 21, a ritrovarci allo Zen, nell\u2019Atrio antistante la Chiesa San Filippo Neri, in via Fausto Coppi a Palermo. Ricorderemo Paolo e gli altri giovani vittime di violenza. Li \u2018porteremo al cuore\u2019, nei nostri cuori. Staremo insieme alla presenza di Dio. Accoglieremo e pronunceremo parole di vita, di mitezza, di pace, di cura. Perch\u00e9 dalle ceneri e dal sangue rinasca la Vita, ogni vita. Invitiamo tutte le Istituzioni cittadine Civili, Militari, Scolastiche, Accademiche, Culturali e Religiose e, soprattutto, voi giovani che animate i luoghi di ritrovo della cosiddetta \u2018movida\u2019. Trascorriamo insieme un sabato sera \u2018alternativo\u2019. Scegliamo di \u2018esserci\u2019, di essere presenti in modo diverso nella Citt\u00e0, \u2018pro-vocando\u2019, portando luce, esperienze costruttive, riscaldando i cuori perch\u00e9 ogni spazio cittadino sia il \u2018Centro\u2019 e possa essere luogo di rinascita e non di devastazione e emarginazione. Affidiamoci a Maria Addolorata. Solo lei sa entrare nel cuore trafitto di una madre che tiene tra le braccia il figlio ucciso ma anche in quello della madre di un figlio omicida. La Madre di Ges\u00f9 ci insegni la via della rinascita, l\u2019amore verso i piccoli, i poveri, i bambini, verso quelli che non hanno voce. La via della non violenza e della pace\u201d,<\/em> concludono gli arcivescovi di Palermo e di Monreale, Corrado Lorefice e Gualtiero Isacchi.<\/p>\n<p>-Foto IPA Agency-<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 \u201cPietrificati. Sgomenti. 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