{"id":250593,"date":"2025-09-22T17:06:31","date_gmt":"2025-09-22T15:06:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/09\/22\/il-pegno-unantica-garanzia-che-sostiene-il-presente\/"},"modified":"2025-09-22T17:06:31","modified_gmt":"2025-09-22T15:06:31","slug":"il-pegno-unantica-garanzia-che-sostiene-il-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/09\/22\/il-pegno-unantica-garanzia-che-sostiene-il-presente\/","title":{"rendered":"Il pegno, un\u2019antica garanzia che sostiene il presente"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Quando si parla di &#8220;pegno&#8221;, l&#8217;immaginario collettivo si sposta subito a immagini d&#8217;altri tempi: i Monti di Piet\u00e0, la scena di Tot\u00f2 in Miseria e nobilt\u00e0 con il cappotto impegnato per pochi spiccioli, il gesto di chi, in difficolt\u00e0, cede momentaneamente un bene per ottenere liquidit\u00e0. Eppure, oggi pi\u00f9 che mai, il pegno \u00e8 uno strumento vitale per l&#8217;economia. A dimostrarlo \u00e8 il nuovo volume &#8220;Il pegno&#8221; di Vittorio Occorsio ed Elena Guardigli, uscito nel Commentario Schlesinger (che prende il nome dal suo fondatore e direttore per molti anni, prima che fosse continuato da F.D. Busnelli e G. Ponzanelli, sempre edito Giuffr\u00e8, ora Lefebvre Giuffr\u00e8).<br \/>Si tratta di oltre ottocento pagine fitte che analizzano ogni singolo aspetto dell&#8217;istituto secondo la scansione degli articoli del Codice Civile e della Legge sul Pegno non Possessorio, e cos\u00ec facendo illustrano restituiscono al pegno tutta la sua attualit\u00e0. L&#8217;opera racconta come questa forma di garanzia reale, disciplinata dal codice civile e da leggi speciali, non sia affatto un istituto polveroso, ma un pilastro della vita economica contemporanea. E lo fa con uno stile che tiene insieme l&#8217;analisi giuridica e la concretezza delle situazioni reali, parlando sia agli studiosi sia a chi, nel mondo delle imprese e delle banche, si confronta ogni giorno con la necessit\u00e0 di tutelare il credito.<br \/>Perch\u00e8 il pegno conta ancora? La risposta \u00e8 semplice: senza garanzie, non c&#8217;\u00e8 credito. E senza credito, non c&#8217;\u00e8 crescita. Per le imprese, il pegno \u00e8 la chiave per ottenere finanziamenti, spesso decisivi per lo sviluppo o per superare momenti di crisi. Dalla possibilit\u00e0 di impegnare azioni e quote societarie fino al pegno su crediti, strumenti finanziari e beni aziendali, questa garanzia accompagna l&#8217;impresa moderna in tutte le sue fasi: dalla nascita di una start-up fino alla ristrutturazione di un&#8217;azienda in difficolt\u00e0. Non a caso, il legislatore ha introdotto il cosiddetto pegno mobiliare non possessorio (d.l. 59\/2016), che consente all&#8217;imprenditore di continuare a utilizzare i beni offerti in garanzia: un&#8217;innovazione fondamentale che concilia sicurezza per i creditori e operativit\u00e0 per chi fa impresa, che fa seguito alle normative degli anni Novanta sul pegno su prosciutti e sulle forme di Parmigiano.<br \/>Ma l&#8217;opera non dimentica i cittadini comuni. Accanto alle imprese, anche i privati ricorrono al pegno, spesso in silenzio, per far fronte a necessit\u00e0 improvvise: dal pagamento di una bolletta o di un affitto arretrato, fino alle spese mediche. Come dimostrano i dati OSCE e Istat, in un&#8217;Italia in cui milioni di persone vivono a rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale, il credito su pegno rappresenta ancora un&#8217;\u00e0ncora di salvezza, una risposta rapida che evita il ricorso a canali pericolosi o usurari. L&#8217;analisi degli Autori illumina anche questo versante, troppo spesso trascurato, mostrando come dietro un istituto giuridico si nascondano storie di vita quotidiana, fatte di bisogni e dignit\u00e0 da preservare.<br \/>La forza del volume sta proprio qui: nell&#8217;aver restituito al pegno la sua doppia anima. Da un lato, sofisticato strumento giuridico, con regole precise e complessi dibattiti dottrinali; dall&#8217;altro, leva economica e sociale concreta, capace di incidere sulle scelte di famiglie e imprese. Non un fossile del diritto, ma un meccanismo vivo, che si adatta ai tempi: basti pensare all&#8217;uso crescente delle nuove tecnologie, dalla dematerializzazione dei titoli al possibile impiego della blockchain.<br \/>La prefazione di Stefano Lucchini, Chief External Relations and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo e presidente FEDUF, evidenzia bene questo aspetto: il pegno \u00e8 uno strumento che accompagna tanto il mondo della finanza e dell&#8217;impresa quanto i cittadini comuni. E&#8217; la garanzia che permette di trasformare beni in liquidit\u00e0, sostenendo il tessuto produttivo e insieme proteggendo chi, senza altre alternative, vi ricorre.<br \/>In definitiva, &#8220;Il pegno&#8221; di Occorsio e Guardigli non \u00e8 solo un commento autorevole al codice civile: \u00e8 anche un libro che parla del presente. Ricorda che dietro le formule giuridiche ci sono aziende che cercano credito per crescere, famiglie che affrontano momenti difficili, banche che bilanciano rischi e opportunit\u00e0. E mostra come un istituto antico, se reinterpretato con sguardo moderno, possa diventare uno strumento di inclusione, sviluppo e resilienza.<br \/>Nel contesto attuale, in cui l&#8217;economia richiede flessibilit\u00e0 e il sistema finanziario chiede certezze, opere come questa aiutano a comprendere che il diritto non \u00e8 una materia per addetti ai lavori, ma una infrastruttura fondamentale della vita collettiva. E&#8217; questo lo spirito che attraversa il Commentario Schlesinger e che gli Autori hanno saputo tradurre in un libro che unisce rigore, utilit\u00e0 e visione.<br \/>Un&#8217;opera sistematica su questo istituto, anche con il commento alla normativa sul pegno non possessorio, non era stata mai fatta: non interesser\u00e0 soltanto giuristi e operatori del diritto, ma chiunque voglia capire da vicino come funziona davvero il motore nascosto della nostra economia: quel meccanismo silenzioso, ma essenziale, che lega credito e garanzia. Perch\u00e8 senza pegno &#8211; ieri come oggi &#8211; il credito rischia di restare un privilegio per pochi.<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>&#8211; Foto Lefebvre Giuffr\u00e8 &#8211;<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; Quando si parla di &#8220;pegno&#8221;, l&#8217;immaginario collettivo si sposta subito a immagini d&#8217;altri tempi: i Monti di Piet\u00e0, la scena di Tot\u00f2 in Miseria e nobilt\u00e0 con il cappotto impegnato per pochi spiccioli, il gesto di chi, in difficolt\u00e0, cede momentaneamente un bene per ottenere liquidit\u00e0. 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