{"id":249360,"date":"2025-09-04T20:05:32","date_gmt":"2025-09-04T18:05:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/09\/04\/studio-pwc-jti-arel-su-sostenibilita-divario-tra-percezione-e-realta\/"},"modified":"2025-09-04T20:05:32","modified_gmt":"2025-09-04T18:05:32","slug":"studio-pwc-jti-arel-su-sostenibilita-divario-tra-percezione-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/09\/04\/studio-pwc-jti-arel-su-sostenibilita-divario-tra-percezione-e-realta\/","title":{"rendered":"Studio Pwc-Jti-Arel su sostenibilit\u00e0, divario tra percezione e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<div>MILANO (ITALPRESS) &#8211; La sostenibilit\u00e0 \u00e8 ormai parte integrante del vocabolario quotidiano degli italiani, essendo diventata un principio guida per cittadini, imprese e istituzioni. Ma tra il dire e il fare resta ancora un divario significativo. A raccontarlo \u00e8 il nuovo studio &#8216;L&#8217;evoluzione della sostenibilit\u00e0 tra cultura, percezione e pratich\u00e8, realizzato da Fondazione PwC Italia in collaborazione con JTI Italia e Arel, presentato oggi a Milano.<br \/>Lo studio analizza come la sostenibilit\u00e0 sia oggi compresa, percepita e vissuta dalla popolazione italiana, mettendo in luce l&#8217;evoluzione del concetto nel corso degli anni.<br \/>Attraverso un&#8217;indagine condotta su un campione rappresentativo di oltre mille italiani, infatti, il report esplora le pratiche quotidiane, le opinioni e le aspettative dei cittadini, evidenziando un divario significativo tra consapevolezza e azione.<br \/>L&#8217;indagine demoscopica rivela che, sebbene l&#8217;82% degli italiani affermi di sapere cosa significhi il termine &#8216;sostenibilit\u00e0&#8217;, solo il 36% di essi \u00e8 in grado di fornirne una definizione corretta. Il 55% ne riduce il significato alla sola dimensione ambientale, mentre il 9% &#8211; nell&#8217;inquadrare la tematica &#8211; fornisce risposte del tutto non pertinenti.<br \/>Il 51% degli italiani considera la sostenibilit\u00e0 molto importante nella propria vita quotidiana, ma solo una parte minoritaria di essi mette in pratica comportamenti sostenibili dal punto di vista ambientale (44%), economico (41%) e sociale (14%).<br \/>Il 78% del campione, guardando al futuro, dichiara di voler ridurre l&#8217;uso della plastica monouso e il 75% di esso intende diminuire il consumo di beni non essenziali. Ma solo il 44% si dice disposto a partecipare ad attivit\u00e0 di volontariato.<br \/>Il 40% degli intervistati, infine, dichiara di non avere tempo sufficiente per compiere scelte sostenibili, il 41% lamenta la mancanza di opzioni accessibili nel proprio territorio, mentre il 39% esprime sfiducia nell&#8217;effettiva sostenibilit\u00e0 dei prodotti dichiarata sulle etichette.<br \/>Lo studio offre anche una lettura generazionale della sostenibilit\u00e0, rivelando come esperienze formative e contesti culturali differenti possano influenzare comportamenti e priorit\u00e0. La Generazione Z &#8211; 18-28 anni &#8211; si dichiara intenzionata a ridurre l&#8217;uso di plastica monouso (83%) e il consumo di beni non essenziali (79%), e si impegna nella raccolta differenziata e nella riduzione dello spreco alimentare. E&#8217; inoltre la pi\u00f9 disposta a pagare un premium price per prodotti sostenibili (86%) e mostra forte sensibilit\u00e0 verso le tematiche sociali: \u00e8 la generazione che pi\u00f9 si batte per l&#8217;inclusione e la lotta alle discriminazioni.<br \/>I Millennials &#8211; 29-44 anni &#8211; si mostrano propensi ad adottare pratiche come la riduzione dei consumi energetici (79%), l&#8217;acquisto da produttori locali (66%) e da filiere etiche (65%). Emerge anche l&#8217;intenzione di partecipare attivamente ad iniziative sociali quali attivit\u00e0 di volontariato (39%) e programmi di formazione per persone vulnerabili (60%). Per loro, sostenibilit\u00e0 significa sobriet\u00e0 ed equit\u00e0.<br \/>La Generazione X &#8211; 45-60 anni &#8211; privilegia comportamenti razionali orientati alla parsimonia e legati alla sfera domestica: riduzione degli sprechi, acquisti stagionali e ricorso a prodotti riutilizzabili. Inoltre, 4 su 5 dichiarano di voler ridurre il consumo energetico, in linea con una cultura della responsabilit\u00e0 maturata negli anni &#8217;80 e &#8217;90.<br \/>I Baby Boomers &#8211; oltre i 60 anni &#8211; praticano invece una sostenibilit\u00e0 silenziosa e radicata nel non-spreco. Pur essendo meno familiari con il concetto (solo il 32% conosce la definizione corretta di sostenibilit\u00e0, vs. 44% della Generazione Z), sono tra i pi\u00f9 coerenti nei comportamenti. Solo il 63% di essi, tuttavia, \u00e8 disposto a pagare di pi\u00f9 per prodotti sostenibili, preferendo soluzioni durature e parsimoniose.<br \/>L&#8217;indagine si sofferma anche sulla percezione della responsabilit\u00e0 nel promuovere comportamenti sostenibili, evidenziando come gli italiani la attribuiscano principalmente alle istituzioni pubbliche (42%), seguite da singoli individui (28%) e solo in misura minore alle imprese (22%).<br \/>I dati Istat, tuttavia, mostrano come le aziende italiane stiano gi\u00e0 assumendo un ruolo centrale sulla tematica: a giugno 2023, il 69% delle imprese manifatturiere e il 62,4% di quelle nei servizi hanno adottato pratiche sostenibili. Tra le grandi imprese dei servizi con oltre 1000 addetti, la percentuale sale all&#8217;85,9%; segno di una crescente consapevolezza del valore strategico della sostenibilit\u00e0.<br \/>In questo scenario, il report analizza il percorso intrapreso da JTI Italia nello sviluppo di un approccio integrato alla sostenibilit\u00e0, attraverso collaborazioni con enti del terzo settore e istituzioni per realizzare iniziative concrete sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Sul piano della sensibilizzazione all&#8217;ambiente, ad esempio, l&#8217;azienda ha promosso insieme a Save the Planet la campagna anti-littering #IoLaButtoL\u00ec, patrocinata dal Ministero dell&#8217;Ambiente, e il programma Sustainable Cities, con interventi di riqualificazione sostenibile nelle citt\u00e0 italiane. In ambito sociale, ha sostenuto progetti contro la povert\u00e0 alimentare e per contrastare la povert\u00e0 energetica. Mentre sul fronte economico, la societ\u00e0 ha investito circa 300 milioni di euro negli ultimi dieci anni nella filiera tabacchicola italiana, siglando nel 2023 un accordo triennale con il Ministero dell&#8217;Agricoltura per l&#8217;acquisto annuale di 8.000 tonnellate di tabacco.<br \/>Lo studio si chiude con una riflessione chiara: la sostenibilit\u00e0 ha conquistato una centralit\u00e0 valoriale nel discorso pubblico italiano, ma la sua efficacia trasformativa dipende dalla capacit\u00e0 di essere tradotta in pratiche concrete, comprensibili e dal beneficio percepito come reale. Il successo di azioni come la raccolta differenziata o la riduzione della plastica monouso dimostra che la sostenibilit\u00e0 attecchisce quando si intreccia con gesti quotidiani e riferimenti culturali preesistenti.<br \/>Tuttavia, la dimensione ambientale ha finora dominato il campo. La sostenibilit\u00e0 sociale ed economica, pur riconosciuta, fatica a trovare ancoraggi pratici altrettanto forti. Per superare questo squilibrio, servono strumenti chiari, accessibili e adatti ai contesti di vita quotidiana. Trasparenza e concretezza sono requisiti fondamentali per costruire fiducia e credibilit\u00e0. Comunicare in modo sobrio, verificabile e coerente con le azioni intraprese \u00e8 la chiave per un impegno autentico e duraturo.<br \/>La sfida, quindi, non \u00e8 pi\u00f9 solo culturale, ma progettuale: \u00e8 necessario costruire le condizioni operative affinch\u00e8 la sostenibilit\u00e0 possa essere vissuta, praticata e riconosciuta come utile.<br \/>Per le istituzioni, significa disegnare politiche pubbliche capaci di semplificare l&#8217;adozione di comportamenti sostenibili, riducendo gli ostacoli e aumentando la fiducia. Per le imprese, significa adottare strategie di prossimit\u00e0, trasparenza e coerenza narrativa con i valori dei consumatori. Per il terzo settore, significa rafforzare i ponti tra idealit\u00e0 e concretezza, facilitando l&#8217;accesso a esperienze di cittadinanza attiva, economia solidale, educazione inclusiva e sviluppo locale.<br \/>All&#8217;evento di presentazione dello studio sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, del mondo delle imprese e della ricerca. Ad aprire i lavori sono stati Giovanni Andrea Toselli, Presidente e Amministratore Delegato di PwC Italia e Didier Ellena, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia. La ricerca \u00e8 stata illustrata da Sara Zanellini, Senior Research Analyst dell&#8217;Ufficio Studi di PwC Italia, Andrea Lamberti, Policy Analyst di Arel e Luca Brigada Villa, Ricercatore dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Pavia.<br \/>A seguire, una tavola rotonda ha visto intervenire Adriana Valle, Corporate Affairs &amp; Communication Director di JTI Italia, l&#8217;Onorevole Irene Tinagli, Membro del Parlamento europeo, Alice Lazioli, Head of European Affairs di Confartigianato, e l&#8217;Onorevole Alessandro Colucci, Membro della Camera dei Deputati. Le conclusioni sono state affidate a Enrico Letta, Presidente di Arel.<br \/>L&#8217;evento ha rappresentato un&#8217;occasione di confronto sul ruolo della sostenibilit\u00e0 nella societ\u00e0 italiana, tra cultura, pratiche e responsabilit\u00e0 condivise.<br \/>&#8216;Per JTI Italia, la sostenibilit\u00e0 non \u00e8 un obiettivo da raggiungere, ma un principio da vivere e condivider\u00e8, ha dichiarato Didier Ellena, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia. &#8216;Crediamo che le imprese debbano interpretare un ruolo attivo nel cambiamento, contribuendo a costruire una cultura della sostenibilit\u00e0 accessibile, comprensibile e praticabile. Per questo siamo orgogliosi di aver collaborato alla realizzazione di questo studio, uno strumento prezioso che ci aiuta a leggere il presente e a guardare al futuro con pi\u00f9 consapevolezza. La sostenibilit\u00e0 \u00e8 un impegno che ci guida ogni giorno nel modo in cui operiamo e ci relazioniamo con la societ\u00e0&#8217;.<br \/>Andrea Toselli, Presidente e Amministratore Delegato di PwC Italia, ha commentato: &#8216;La sostenibilit\u00e0 \u00e8 certamente in prima battuta una responsabilit\u00e0 collettiva che coinvolge cittadini, imprese e istituzioni. E&#8217; quindi fondamentale che la consapevolezza si traduca in comportamenti concreti, coerenti e misurabili. I risultati dello studio raccontano come solo attraverso azioni significative si pu\u00f2 costruire un approccio collettivo che sia catalizzatore di inclusione sociale, crescita economica e rigenerazione ambientale. PwC vuole contribuire a creare le condizioni necessarie affinch\u00e8 le buone idee si trasformino ogni giorno in iniziative condivise e ad alto impatt\u00f2.<br \/>Enrico Letta, Presidente di Arel, ha concluso: &#8216;Il report mostra che la sostenibilit\u00e0 ha conquistato una posizione di rilievo nel discorso pubblico e una diffusa adesione valoriale, ma la sua efficacia trasformativa rimane fortemente condizionata dalla capacit\u00e0 di essere declinata in pratiche concrete, semplici da comprendere e percepite come di impatto. Per questo, la sfida che abbiamo di fronte non \u00e8 pi\u00f9 soltanto culturale, ma soprattutto progettuale. Occorre creare le condizioni affinch\u00e8 la sostenibilit\u00e0 possa essere vissuta, praticata e riconosciuta come parte integrante della quotidianit\u00e0, ripensando spazi, processi e strumenti affinch\u00e8 la sostenibilit\u00e0 diventi un criterio reale di decisione, capace di incidere sulle scelte individuali, collettive e aziendal\u00ec.<br \/>&#8211; foto f28\/Italpress-<br \/>(ITALPRESS).<\/div>\n<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p><div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) &#8211; La sostenibilit\u00e0 \u00e8 ormai parte integrante del vocabolario quotidiano degli italiani, essendo diventata un principio guida per cittadini, imprese e istituzioni. Ma tra il dire e il fare resta ancora un divario significativo. 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