{"id":247752,"date":"2025-08-11T14:15:19","date_gmt":"2025-08-11T12:15:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/08\/11\/policlinico-di-palermo-un-murales-celebrera-paolo-giaccone\/"},"modified":"2025-08-11T16:15:05","modified_gmt":"2025-08-11T14:15:05","slug":"policlinico-di-palermo-un-murales-celebrera-paolo-giaccone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/08\/11\/policlinico-di-palermo-un-murales-celebrera-paolo-giaccone\/","title":{"rendered":"Policlinico di Palermo, un murales celebrer\u00e0 Paolo Giaccone"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Ucciso semplicemente per aver fatto il proprio dovere di medico, respingendo le pressanti richieste di Cosa nostra di alterare una perizia ed evitare l\u2019incriminazione di un boss: Paolo Giaccone se ne andava 43 anni fa, freddato da cinque proiettili tra i viali del Policlinico che oggi porta il suo nome.<br \/>Lo hanno ricordato con una cerimonia sul luogo dell\u2019eccidio i familiari, gli ex colleghi e gli attuali dirigenti del dipartimento di Medicina legale, la direttrice generale del Policlinico Maria Grazia Furnari, il presidente della scuola di Medicina Marcello Ciaccio, l\u2019assessore comunale all\u2019Ambiente Pietro Alongi, il presidente della commissione Antimafia all\u2019Ars Antonello Cracolici, il prefetto di Palermo Massimo Mariani e i rappresentanti delle Forze dell\u2019Ordine.<br \/>Oltre che come docente ordinario di Medicina legale, Giaccone esercitava la professione svolgendo consulenze per il Tribunale, in un periodo profondamente segnato dalla pervasivit\u00e0 di Cosa nostra nel tessuto sociale ed economico della citt\u00e0. Nel 1981, dopo una sparatoria a Bagheria in cui persero la vita quattro persone, gli fu assegnato l\u2019incarico di esaminare un\u2019impronta digitale lasciata da uno dei killer: questi venne poi identificato in Giuseppe Marchese, esponente di spicco della cosca di corso dei Mille. Diverse furono le intimidazioni nei confronti di Giaccone affinch\u00e8 modificasse la perizia e scagionasse Marchese, ma il medico fu irremovibile e il killer venne condannato all\u2019ergastolo. L\u201911 agosto 1982 il drammatico epilogo, in una Palermo ancora scossa dall\u2019omicidio di Pio La Torre e che tre settimane dopo sarebbe rimasta impietrita dalla strage di via Carini.<br \/>\u201cGiaccone ha rappresentato e rappresenta tutt\u2019oggi un grande punto di riferimento \u2013 sottolinea Furnari \u2013 I suoi valori non devono appartenere solo al passato e al periodo in cui venne colpito da professionista della sanit\u00e0. Il suo \u00e8 un messaggio che parla ogni giorno e a voce alta, soffermandosi sull\u2019attaccamento ai valori della legalit\u00e0, del rispetto delle regole, della giustizia e del coraggio di non piegarsi alla mafia: rifiutandosi di alterare una perizia si \u00e8 mantenuto coerente con i suoi principi di correttezza morale e verit\u00e0. Come Policlinico lo ricordiamo tutti i giorni con i sistemi di verifica e monitoraggio che mettiamo in campo\u201d.<br \/>Per celebrarne ulteriormente il ricordo e trasmetterlo alle nuove generazioni di medici, aggiunge, \u201cintendiamo realizzare un murales con il suo volto sulla facciata del Policlinico: a occuparsene sar\u00e0 Igor Scalisi Palminteri. Ho voluto un\u2019immagine non triste ma serena, perch\u00e8 il suo deve essere un messaggio di etica e legalit\u00e0\u201d.<br \/>Secondo Ciaccio \u201cla sua vita professionale, la vicenda umana e le modalit\u00e0 in cui \u00e8 morto sono un esempio per diffondere la cultura della legalit\u00e0: tale esempio \u00e8 tramandato alle future generazioni, di medici ma non solo, e descrive perfettamente come svolgere la professione con onest\u00e0 intellettuale e senso etico. Ricordarlo non \u00e8 solo un atto formale, ma un adempimento importante che dobbiamo alla memoria di Paolo Giaccone ma anche delle generazioni future, che devono sapere chi \u00e8 stato e cosa ha fatto per Palermo\u201d.<br \/>Alongi lo definisce come \u201cun simbolo straordinario di lotta alla mafia:  da professore universitario che si occupava di perizie ha deciso di combatterla con coraggio e senso di rispetto anche nei confronti dei figli, per continuare a guardarli negli occhi. Quel periodo era difficilissimo per Palermo ed era difficile anche trovare figure come Giaccone e Dalla Chiesa: molti colletti bianchi stavano dall\u2019altra parte, mentre loro erano esempi da riconoscere e ricordare tutti i giorni dell\u2019anno\u201d.<br \/>Cracolici si sofferma sull\u2019importanza di tali momenti celebrativi: \u201cGiornate come questa sono la pi\u00f9 grande sconfitta della mafia, che ha ucciso gli uomini ma non la memoria. Palermo \u00e8 la capitale della memoria, ma non intesa solo come ricordo: la celebrazione dei vari anniversari riattualizza l\u2019impegno contro la mafia, specialmente nei confronti di chi \u00e8 nato dopo o ha aperto gli occhi dopo quegli assassinii, avvenuti in un\u2019epoca in cui molti tenevano gli occhi chiusi. Quello che ha vissuto questa terra non deve pi\u00f9 ripetersi\u201d.<br \/>Alla cerimonia ha preso parte come ogni anno Milly Giaccone, figlia del medico legale: \u201cMio padre mi ha lasciato soprattutto l\u2019eredit\u00e0 di portare avanti il suo messaggio di onest\u00e0 e mi ha trasmesso un grande esempio nel suo modo di rapportarsi con gli altri in maniera cordiale, senza mai mettersi su un piedistallo: era una figura empatica e il suo prestigio derivava proprio dalla simpatia e dal suo modo di entrare in contatto con gli studenti. Mi sono sempre chiesta se fosse consapevole dei rischi che stava correndo per via dei suoi principi morali: negli ultimi tempi lo vedevo molto pensieroso e preoccupato, ma non so se pensasse di rischiare la vita. Una mattina gli chiesi se era in pericolo, ma lui si sentiva al sicuro: non so se lo facesse per rassicurare la famiglia o se veramente non pensava si arrivasse a questo livello; ammiro quello che ha fatto e ho sempre portato avanti il suo pensiero di onest\u00e0, per\u00f2 forse avrebbe potuto lasciare qualche responsabilit\u00e0 agli altri\u201d.<br \/>Tra i ricordi insieme ne cita uno in particolare: \u201cQuando mi sono iscritta a medicina mi disse di vivere giorno per giorno, perch\u00e8 il tempo corre veloce e in futuro avrei rimpianto questi momenti: adesso ci ripenso e mi dico che \u00e8 vero. Il dolore della perdita all\u2019inizio era potente, soprattutto in questo periodo dell\u2019anno, poi a questo dolore se n\u2019\u00e8 aggiunto uno ancora pi\u00f9 grande con la morte di mio figlio per leucemia fulminante\u201d.<br \/>Per Paolo Procaccianti, collega del docente assassinato dalla mafia a Medicina legale, \u201cGiaccone \u00e8 stato un maestro di vita, professionale e non: senza i suoi insegnamenti oggi non sarei quello che sono. Il suo modo di affrontare l\u2019esistenza mi ha trasmesso un insegnamento davvero importante: non dimenticher\u00f2 mai l\u2019aiuto che dava agli altri, era sempre proiettato verso chi aveva bisogno. In quegli anni non c\u2019era la medicina legale di oggi, ma i lavori della prima parte della mia vita sono tutti con lui\u201d. <br \/>-foto ufficio stampa Policlinico Palermo-<br \/>(ITALPRESS).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PALERMO (ITALPRESS) \u2013 Ucciso semplicemente per aver fatto il proprio dovere di medico, respingendo le pressanti richieste di Cosa nostra di alterare una perizia ed evitare l\u2019incriminazione di un boss: Paolo Giaccone se ne andava 43 anni fa, freddato da cinque proiettili tra i viali del Policlinico che oggi porta il suo nome.Lo hanno ricordato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":247753,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ub_ctt_via":"","_mi_skip_tracking":false},"categories":[11,2449],"tags":[783],"featured_image_src":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/20250811_0535.jpg","author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/author\/admin\/"},"digistream_id":0,"digistream":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247752"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247752"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247752\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":247756,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247752\/revisions\/247756"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media\/247753"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}