{"id":246945,"date":"2025-07-31T10:04:27","date_gmt":"2025-07-31T08:04:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/31\/citta-mediterraneo-e-oikos-insieme-per-la-pace-firmato-il-patto-di-castel-gandolfo\/"},"modified":"2025-07-31T10:04:27","modified_gmt":"2025-07-31T08:04:27","slug":"citta-mediterraneo-e-oikos-insieme-per-la-pace-firmato-il-patto-di-castel-gandolfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.messinaoggi.it\/website\/2025\/07\/31\/citta-mediterraneo-e-oikos-insieme-per-la-pace-firmato-il-patto-di-castel-gandolfo\/","title":{"rendered":"Citt\u00e0 Mediterraneo e Oikos insieme per la pace, firmato il Patto di Castel Gandolfo"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Firmato il <strong>Patto di Castel Gandolfo<\/strong> per la pace, insieme ai giovani e alle citt\u00e0 del Mediterraneo. Verso una politica per la cura, tanti i sindaci, i vicesindaci e gli assessori all\u2019Urbanistica, insieme a tutti loro l\u2019eurodeputato Dario Nardella. Tra i firmatari: Palermo, Catania, Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria, Bastia (Francia), Mugla (Turchia), Istanbul (Turchia), primi sostenitori del paradigma della cura come base per un impegno comune, mosso dall\u2019ascolto delle giovani generazioni nell\u2019ottica dell\u2019ecologia integrale. Dialogo gi\u00e0 avviato con citt\u00e0 di Libano (Kherbet Kanafar) e Tunisia (Mahidia).<div id=\"div-gpt-ad-Messinaoggi.it-DSK-300x250-corpoart\" style=\"text-align:center;margin:0 auto;\"><\/div><\/p>\n<p>Durante la II edizione della Summer School \u201cIntrecci di dialogo\u201d (24-30 luglio 2025, promossa da OIKOS \u2013 Centro di Ecologia Integrale del Mediterraneo), numerosi i principi elaborati per la stesura del testo, partendo dall\u2019ascolto dei giovani. Accompagnare, riparare, nutrire, far fiorire ci\u00f2 che \u00e8 vulnerabile, promuovendo giustizia, rispetto e attenzione per le generazioni future. Un impegno fondato sull\u2019ecologia integrale: questa la volont\u00e0 che ha nutrito il Patto e che ha segnato il punto di partenza per una visione contemporanea, nuove relazioni, professionalit\u00e0, economie, politiche, percorsi che possono avere luogo solo con il proposito del cambiamento e la ricerca di un futuro migliore.<div id=\"videoincontent\" style=\"clear:both\";><\/div><\/p>\n<p>Come si legge nel proemio del Patto, <em>\u201cIn un\u2019epoca che cerca salvezza nell\u2019accelerazione dell\u2019intelligenza, non basta pi\u00f9 il solo amministrare\u201d<\/em> e con un contributo della filosofa Luigina Mortari la considerazione che <em>\u201cOccorre assumere l\u2019onere del governo, osare il passaggio da amministratori ad artefici della cura, che consiste nel prendersi a cuore la vita\u201d. <\/em><\/p>\n<p>E ancora, <em>\u201cSolo cos\u00ec sar\u00e0 possibile la fioritura di una pace, non solo sutura dei conflitti, ma giardino della fraternit\u00e0 con tutti, per tutti e di tutti: non solo welfare e benessere ma bonheur, buen vivir, ubuntu! Le citt\u00e0 non possono essere costruite sull\u2019esclusione o sulla sottomissione, ma solo sulla partecipazione, la libert\u00e0 e l\u2019appartenenza condivisa. Con questo Patto, sottoscritto a Castel Gandolfo, ci impegniamo a costruire l\u2019intreccio della vita, rete operativa tra citt\u00e0 diverse ispirata alla \u201cdiplomazia delle citt\u00e0\u201d di Giorgio La Pira, ma unite dall\u2019intento di prendersi cura della vita, per pratica trasformativa, concreta, duratura\u201d, si legge nel documento firmato tra OIKOS e le citt\u00e0. \u201cTre sono le crisi di oggi, culturale, politico-istituzionale e democratica, che possono essere affrontate con altrettante chiavi: il Mediterraneo, le citt\u00e0 (e i sindaci) e i giovani\u201d<\/em>, cos\u00ec l\u2019eurodeputato <strong>Dario Nardella<\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u201cIl Mediterraneo \u00e8 il luogo centrale per affrontare la crisi culturale, essendo punto di incontro (o scontro) tra religioni, etnie e flussi migratori causati da guerre in Africa subsahariana, Gaza e Ucraina. La crisi culturale \u00e8 segnata da scontri religiosi ed etnici e da guerre che trovano nel Mediterraneo un punto concentrico, con risvolti geopolitici anche dalla guerra in Ucraina. Ancora, la crisi politico-istituzionale vede un\u2019Europa molto fragile, minacciata dal nazionalismo e dal protagonismo di altri grandi giganti, esposta a una politica estera stabilita anche dalla nuova amministrazione americana che ha fatto saltare il multilateralismo, basata pi\u00f9 sulla muscolarit\u00e0 e sulla legge del pi\u00f9 forte. Questa crisi non \u00e8 solo dell\u2019Europa, ma di tutte le democrazie e dei governi che non riescono pi\u00f9 a dialogare tra di loro. Le citt\u00e0, attraverso la diplomazia dei sindaci, possono superare i limiti degli Stati. Infine, la crisi democratica \u00e8 affrontata dai giovani, che sono i primi a ribellarsi contro le minacce alle libert\u00e0 e ai diritti fondamentali, come visto in Serbia, Turchia, Europa e Stati Uniti, protestando contro tragedie umanitarie e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 a Gaza e in Palestina\u201d.<\/em> <em>\u201cL\u00ec dove c\u2019\u00e8 pericolo cresce anche ci\u00f2 che salva\u201d<\/em> afferma il poeta Friedrich H\u00f6lderlin.<\/p>\n<p><em>\u201cLa vulnerabilit\u00e0 del Mediterraneo diventa l\u2019opportunit\u00e0 per un cambio di paradigma e per assumere la consapevolezza che \u2018tutto \u00e8 connesso\u2019 come si afferma nella Laudato Si\u2019<\/em> \u2013 dice <strong>Francesco Zecca<\/strong>, presidente <strong>OIKOS<\/strong> \u2013<em> quindi siamo tutti interconnessi, e \u2018nessuno si salva da solo\u2019. Queste due verit\u00e0 ci guidano per innescare un processo di cura e di pace attiva con le citt\u00e0 del Mediterraneo, mettendo al centro i giovani, perch\u00e9 abbiamo bisogno, per rispondere alle grandi sfide che vengono dal contesto mediterraneo, di fare emergere una nuova generazione di attori del cambiamento e un pensiero meridiano che inneschi nuovi modelli di sviluppo nell\u2019ottica dell\u2019ecologia integrale e del genius loci\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Tra gli impegni condivisi, nel quadro della partnership OIKOS-PPAN Academy Futureproof cities per le sue competenze specialistiche: \u2013 la partecipazione alla costruzione di un hub dei giovani del Mediterraneo per promuovere la contaminazione delle idee; \u2013 il disegno di un referente locale della pubblica amministrazione per seguire le attivit\u00e0 della rete e contribuire alla condivisione di contenuti, esperienze e pratiche; \u2013 l\u2019adesione a un percorso di alta formazione per i funzionari e i tecnici delle citt\u00e0 aderenti, ispirato all\u2019ecologia integrale e all\u2019approccio che racchiuda teoria e prassi, con attivit\u00e0 di interscambio, analisi comparativa e co-progettazione; \u2013 l\u2019ospitalit\u00e0, nel corso del 2026, di un\u2019iniziativa territoriale della rete, con il coordinamento OIKOS-PPAN Academy, favorendo l\u2019interazione tra comunit\u00e0, esperti e istituzioni; \u2013 l\u2019attivazione di un laboratorio di \u201cgiornalismo urbano\u201d in collaborazione con alcune scuole secondarie delle citt\u00e0 (16-18 anni), e rappresentanze degli atenei, volto a coinvolgere i giovani nel racconto e nella co-costruzione delle politiche urbane, con l\u2019obiettivo di creare una piattaforma di narrazione collettiva positiva mediterranea; \u2013 l\u2019accoglienza dell\u2019approdo simbolico di una nave di ricerca, quale hub itinerante per la cultura urbana e l\u2019ecologia integrale.<\/p>\n<p><em>\u201cNoi amministratori siamo hacker del sistema. Siamo i ribelli, quelli sempre in prima linea. Oggi ci vogliamo chiedere con franchezza: dove vogliamo stare? Dentro una bolla o nell\u2019intreccio (richiamando il titolo della Summer School, Intrecci di dialogo)? Il luogo della complessit\u00e0 \u00e8 anche il posto della sorellanza e della fratellanza, dove si intersecano natura e comunit\u00e0. Questo \u00e8 il nostro avamposto che ci porta a fare scelte di campo per poter dare risposte efficaci. Lo sforzo comune che dobbiamo fare \u00e8 orientarci verso un riposizionamento. Dobbiamo rimettere in moto i meccanismi generativi del valore, perch\u00e9 l\u2019urbanista ha questo obiettivo: rigenerare per tornare e generare valore urbano. Le risposte che dobbiamo dare non sono solo per le generazioni di oggi, ma anche per quelle che ancora non ci sono e che non possono esprimere bisogni e necessit\u00e0\u201d<\/em>, afferma <strong>Maurizio Carta<\/strong>, assessore all\u2019Urbanistica e pianificazione strategica territoriale e costiera di Palermo.<\/p>\n<p><em>\u201cLa storia del Mediterraneo \u00e8 parte integrante di un sistema che si traduce in risorse e opportunit\u00e0, un luogo generativo. Il compito fondamentale di chi avvia un processo di trasformazione urbana \u00e8 pensare alle risorse, mobili e immobili, ma senza una societ\u00e0 equa non ci sono risposte giuste e non c\u2019\u00e8 futuro, per questo \u00e8 necessaria l\u2019idea di riparare e curare. Una societ\u00e0 equa che ci obbliga a rispondere ai bisogni, perch\u00e9 il bisogno determina l\u2019impossibilit\u00e0 di avere una buona capacit\u00e0 critica e di analisi. Oggi un enorme parte della popolazione vive una drammatica polarizzazione tra citt\u00e0 dei ricchi e citt\u00e0 dei poveri. Due elementi dobbiamo guardare: il lavoro e la formazione culturale. Elementi che liberano dal bisogno e che fanno in modo che non ci si assoggetti all\u2019utilitarismo e alla criminalit\u00e0 organizzate. In Sicilia tanti giovani se ne vanno, ci dobbiamo chiedere: quali saranno le future classi dirigenti se non impariamo a curare i territori?\u201d<\/em>, spiega <strong>Paolo La Greca<\/strong>, vicesindaco e assessore all\u2019Urbanistica alla Mobilit\u00e0 e ai rapporti con l\u2019Universit\u00e0 di Catania.<\/p>\n<p>\u201c<em>Oggi le citt\u00e0 sono impegnate in prima linea a costruire un\u2019alternativa pi\u00f9 equa al modello di accumulazione della rendita finora praticato in molte capitali europee. Questo Patto \u00e8 una spinta in questa direzione. E il Mediterraneo \u00e8 lo spazio politico che ci consente di superare la dicotomia nord e sud, perch\u00e9 nel Mediterraneo ci sono mondi diversi, complessit\u00e0 trasversali capaci di coesistere. Le citt\u00e0 sono una frontiera, lo spazio in cui si affrontano i problemi, anche se limitate rispetto ai poteri che sarebbero necessari per essere incisivi. Io credo che in questo tempo di nazionalismi e fronti di guerra, le citt\u00e0 hanno un compito fondamentale: contrastare modelli estrattivi che creano disuguaglianze e percorrere traiettorie pi\u00f9 eque e inclusive\u201d<\/em>, sottolinea <strong>Laura<\/strong> <strong>Lieto<\/strong>, vicesindaca e assessora all\u2019Urbanistica di Napoli.<\/p>\n<p><em>\u201cAlla base c\u2019\u00e8 la responsabilit\u00e0 degli amministratori di focalizzare l\u2019attenzione sui giovani che sono una vera risorsa per le citt\u00e0, il Mezzogiorno e il Paese. Rafforzando la cultura della responsabilit\u00e0, insieme si pu\u00f2 costruire la pace. Sviluppare politiche dell\u2019accoglienza e mettere insieme alcuni temi, come la cura, l\u2019ecologia, la salute, il decoro urbano, l\u2019accoglienza, il lavoro, la formazione e costruire spazi comuni e collettivi che consentano di rafforzare relazioni sociali. Prendersi cura della citt\u00e0, vuol dire prendersi cura delle persone. Con un patto intergenerazionale\u201d,<\/em> dice <strong>Giuseppina<\/strong> <strong>Iemma<\/strong>, vicesindaca e assessora all\u2019Urbanistica e alle Politiche del mare e ai rapporti con il sistema sanitario di Catanzaro.<\/p>\n<p><em>\u201cLa creativit\u00e0 \u00e8 il futuro, abbiamo parlato di spazio, ma soprattutto di come si usa il tempo e come i saperi danno forma allo spazio, e nutrono le persone che creano comunit\u00e0. Il mondo funziona sulla base di due sistemi: attrazione ed espulsione. Ancora, bisogna chiedersi le dinamiche migratorie da cosa dipendono? E se governiamo diventiamo dei soggetti che traguardano obiettivi di lunga durata in un ambito di visioni non solo sul dove dobbiamo arrivare, ma anche sul come. Dovremo lavorare a valorizzare le risorse per creare occupazione e non fare pi\u00f9 in modo che il nostro territorio perda popolazione e patrimonio\u201d<\/em>, sottolinea <strong>Paolo<\/strong> <strong>Malara<\/strong>, assessore all\u2019Urbanistica, alla Citt\u00e0 sostenibile e accessibile di Reggio Calabria.<\/p>\n<p><em>\u201cLa regione del Mediterraneo condivide un mare comune, ma soprattutto la cultura comune. Tutti noi abbiamo problemi simili: traffico di esseri umani e immigrazione, dunque la cooperazione \u00e8 fondamentale. Noi abbiamo un motto: dobbiamo stabilire la pace guardando al futuro e le nuove generazioni sono il nostro futuro, il futuro del mondo. Immagino una rete mediterranea che si basa sulla collaborazione e il rispetto dell\u2019altro, costruendo sinergie. Con questo Patto sar\u00e0 pi\u00f9 semplice indirizzare le politiche nazionali in questa area. Senza confini i paradigmi stanno cambiando, le citt\u00e0 sono degli hub importanti per le relazioni internazionali\u201d, spiega Erhan Ayaz, consigliere del sindaco della citt\u00e0 metropolitana di Mugla. \u201cTra i giovani rileviamo in generale una mancanza di speranza, serve scommettere su progetti che traguardano i prossimi 10, 20 e 30 anni. La Corsica \u00e8 l\u2019isola pi\u00f9 piccola del Mediterraneo occidentale, meno di un decimo della Sicilia, ma con problematiche comuni. I nostri sono piccoli problemi e grandi problemi, affrontarli con il paradigma della cura \u00e8 una ricetta che condividiamo. Quello che preoccupa \u00e8 il benessere dei giovani che vacilla. All\u2019orizzonte si vedono poche risorse e pochi spazi di condivisione che abbiamo invece riscontrato in questa Summer school. Ridare fiducia ai giovani \u00e8 il nostro obiettivo. Ognuno deve avere diritto ad essere felice a casa propria\u201d<\/em>, aggiunge <strong>Pierre Savelli<\/strong>, sindaco di Bastia.<\/p>\n<p><em> \u201cL\u2019idea del Mediterraneo come mare di pace e di gioia piuttosto che luogo di morte e sofferenza, \u00e8 un\u2019idea molto potente. Oggi coloro i quali lottano per la causa della pace sono percepiti come ingenui. Noi a Istanbul non siamo ingenui, stiamo difendendo la pace, la democrazia e la giustizia. Ed \u00e8 per questo che il nostro sindaco, Ekrem Imamoglu, \u00e8 stato arrestato e che alla Summer School ha voluto scrivere una lettera dal carcere. Siamo in piena crisi democratica e ce ne stiamo facendo carico. C\u2019\u00e8 anche una carenza di moralit\u00e0 che attraversa tutto il mondo. Il male non si pu\u00f2 eliminare, ma il silenzio \u00e8 una scelta che protegge i potenti e abbandona i vulnerabili. Il silenzio non \u00e8 neutralit\u00e0, scegliere il silenzio, per esempio davanti a Gaza, diventa una forma di complicit\u00e0. Oggi, le citt\u00e0 possono essere dei luoghi di libert\u00e0. Il Mediterraneo \u00e8 sempre stato un mosaico, ha una memoria di coesistenza di diverse identit\u00e0 e di scambio. La cultura \u00e8 l\u2019unica che affossa il potere della demagogia e non chiude porte\u201d<\/em>, conclude <strong>Mustafa Osman Turan<\/strong>, consigliere del sindaco di Istanbul.<\/p>\n<p>\u2013 Foto Ufficio stampa Oikos \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS)<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Firmato il Patto di Castel Gandolfo per la pace, insieme ai giovani e alle citt\u00e0 del Mediterraneo. Verso una politica per la cura, tanti i sindaci, i vicesindaci e gli assessori all\u2019Urbanistica, insieme a tutti loro l\u2019eurodeputato Dario Nardella. 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